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Cronaca ambientale

Esclusivo Ecoblog: Beppe Grillo a Malagrotta. “Queste cose non possono più avvenire”

Intervista a Beppe Grillo sulla discarica di Malagrotta: “Bisogna ripensare tutto”

Venerdì pomeriggio (4 aprile, nda) si è tenuto al quartiere Massimina di Roma, proprio alle spalle della discarica di Roma Malagrotta, una assemblea pubblica organizzata dal M5s e dai suoi parlamentari.

Presente “a sorpresa” anche Beppe Grillo, che ha arringato la folla accorsa da tutto il quartiere con un discorso/comizio “gratis”, ha scherzato. Abbiamo approfittato per intercettare il comico e rivolgergli alcune domande, in esclusiva, proprio sulla discarica di Malagrotta e sul sistema rifiuti di Roma.

Come giudichi la gestione dei rifiuti a Roma negli ultimi 30 anni?

“Io sono sempre venuto, anche in tempi non sospetti, non c’era nemmeno il Movimento: al Palazzo della Regione, con i cittadini di Malagrotta, con medici e specialisti, non è cambiato nulla. Bisogna sedersi con ingegneri, designer, ripensare alle cose che sono finite in discarica.”

In che senso?

“Se c’è una cosa in discarica vuol dire che c’è un errore di progettazione di design. I designer e gli ingegneri devono farsi un esame di coscienza, diventare degli antropologi: mettere al centro l’uomo […] devono capire che queste cose (i rifiuti in discarica, nda) non possono più avvenire. Non sappiamo più dove metterli: non si possono bruciare, sotterrare, ci rientrano nella catena alimentare.”

Secondo te per quale motivo non c’è la volontà politica di farlo?

“Non c’è la volontà politica perchè c’è un’ignoranza che non hai un’idea: se gli parli di progettare in un altro modo ti guardano con gli occhi sgranati. Il rifiuto di un’azienda può essere la materia prima di un’altra: lavorano così in India, in tutto il mondo. Hanno capito e stanno anticipando, noi siamo completamente in ritardo.”

Il Movimento 5 stelle su Malagrotta ha fatto una grande battaglia.

“Non c’era il Movimento 5 stelle. C’ero io, c’erano gli attivisti dei Meetup, abbiamo fatto battaglie insieme.”

Però c’è stata anche l’Unione Europea: è stata l’UE ad intervenire per fare chiudere la discarica.

“Assolutamente si. Ora dobbiamo fare un piano energetico, un piano di ristrutturazione mentale, ripensare agli oggetti; abbiamo 100 miliardi di materiali l’anno che vanno in discarica o vengono bruciati, quindi ce li beviamo e respiriamo: non sparisce nulla. L’ambiente non è quello esterno, il bosco, il prato, “l’ambiente” è quello che hai dentro: i tuoi filtri, i polmoni, il fegato, tu filtri tutta questa roba.”

Dalle analisi epidemiologiche questa terra è avvelenata come la Terra dei Fuochi.

“Bisogna mettersi lì e dire che bisogna riprogettare tutto. Altrove la politica la fanno parlando di queste cose, io con chi parlo? Dimmi un parlamentare capace di tenere in piedi una discussione sui materiali o sui trasporti. Dimmi se ce ne sia uno che ha capito l’importanza della stampante 3D, che sta disintegrando tutti i sistemi industriali: […] lo fai a casa tua con il materiale che vuoi. E’ una concezione di industria completamente diversa. […]
Io sono curioso, sono andato a vedere in tanti posti dove progettano in un altro modo: frigoriferi che durano cento anni, pezzi che è possibile recuperare. Quindi “le Malagrotte” sono il risultato di una progettazione che oramai è finita. Ce ne troveremo sempre delle piccole discariche da tutte le parti: bisogna cominciare a risolvere il problema.”

Una cosa buona c’è: oggi il Ministero dell’Ambiente il commissariamento non lo vuole dare, quindi non c’è stato d’emergenza.

“Ma ci sarà l’emergenza, andiamo verso l’emergenza: bisogna scatenare l’emergenza affinchè si muova il sistema. Io voglio prevenirla l’emergenza non affrontarla quando è avvenuta: qui siamo sulle falde acquifere, c’è gente che muore, gente che si ammala. Bisogna sedersi e fermare tutto: cosa c’è in una discarica, in un sacchetto dell’immondizia? 20% tessuti, 20% plastica e vetro, usa e getta, monouso, non possiamo progettare questa roba qua. I pannolini, i cotton fioc, possiamo progettarli in un altro modo, così da non buttare altre cose. Nuovi posti di lavoro stanno nascendo con queste cose qui. […]
Oramai con Malagrotta sei in emergenza. Cosa può fare un sindaco? Non può fare niente, io son vent’anni che parlo, posso solo parlare.”

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