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Caccia, petizione della LIPU per abolire i richiami vivi dopo la procedura d’infrazione

Sui richiami vivi, la LIPU lancia una petizione on line mentre il Movimento 5 stelle si batte alla Camera con gli emendamenti bocciati da tutti gli schieramenti politici. L’Europa intanto ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia

La caccia con i richiami vivi è forse una delle pratiche più antiche che aveva ragione di esistere in un mondo la cui sussistenza alimentare necessitava di simili integrazioni. Oggi non è più quel mondo, tanto che i dubbi su questo genere di caccia sono sorti intorno agli anni ’70 e attualmente viviamo principi e priorità che sono completamente diversi. Ecco che non sono necessarie più catture per uccelli tenuti in gabbia perché devono cantare durante la stagione della caccia così da attirare i simili e consentire ai cacciatori di divertirsi (non di procurarsi cibo). Parliamo di merli, allodole, cesene, tordi usati per catturare altri uccelli migratori, e perciò tenuti al buio e obbligati con la tortura alla muta e allo svernamento fuori stagione.

Lo scontro con i cacciatori e la lobby che rappresentano è durissimo e sopratutto il campo di battaglia è tutto politico. Ecco dunque che a sostenere l’abolizione di questa inutile caccia ci sono i deputati del Movimento 5 Stelle e Andrea Zanoni parlamentare europeo che si ricandida con Pd. Alla Camera a colpi di emendamenti si battono Chiara Gagnarli e Giuseppe L’Abbate pentastellati della Commissione Agricoltura che oggi erano alla conferenza stampa della LIPU che ha presentato la petizione contro la caccia con richiami vivi e hanno detto:

La nostra presenza oggi era necessaria per ribadire ancora una volta il nostro sostegno alla battaglia per vietare l’utilizzo dei richiami vivi per l’attività venatoria nel nostro Paese. Questa è una battaglia di civiltà che, nel corso di questi mesi, ci ha visto spesso Don Chisciotte solitari in Parlamento ma che non ci stancheremo di portare avanti. Specie dopo l’apertura ufficiale della procedura d’infrazione da parte dell’Europa il 20 febbraio scorso.

Ma la petizione da sola non basta, se non a creare appunto quel genere di pressione dell’opinione pubblica, e se il mainstream vorrà anche un pochino mediatica, per arrivare al risultato, ovvero l’abolizione. Infatti è la Camera il vero terreno di battaglia e dunque i due parlamentari pentastellati presenteranno ancora una volta un emendamento all’art.13 della Legge europea bis che sarà discussa alla fine di aprile. Spiegano Gagnarli e L’Abbate:

Un emendamento che sosterremo e che di sicuro andrà nella stessa direzione di quello che abbiamo già presentato e difeso sia in Commissione Agricoltura sia in Commissione Politiche europee. Purtroppo, però, il nostro emendamento ci è stato rigettato senza appello da tutti gli altri gruppi politici, Partito Democratico in testa, nonostante avessimo inviato una lettera di appello alla sottoscrizione. L’obiettivo, ovviamente, è duplice: risolvere il caso aperto in Europa, che può costarci anche una eventuale multa, e mettere fine in maniera inappellabile all’atroce ed anacronistica pratica dei richiami vivi in Italia.Rinchiudere degli esseri viventi in gabbie strettissime senza dare loro la possibilità di volare e creando dei danni irreversibili al loro sistema neurologico è ingiustificabile oggi. Le alternative esistono e sono praticate anche in molte regioni d’Italia. Mettiamo la parola fine agli abusi.

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