Quintuplicati i casi di febbre Dengue in dieci anni in America Latina

Nel 2013 oltre due milioni di casi con 1300 morti. La crescita dell'infezione è legata sia all'urbanizzazione incontrollata che ai cambiamenti climatici.


I casi di febbre Dengue sono quasi quintuplicati negli ultimi dieci anni nelle Americhe, secondo un rapporto della Pan American Health Organization (PAHO).

Tra il 2009 e il 2012 si sono registrati un milione di cassi all'anno, con circa 34000 forme acute e oltre 800 morti. Il 2013 è stato il peggiore per l'emisfero occidentale con 2,3 milioni di casi e 1300 morti. Per confronto, il numero di infettati nel 2003 fu di poco superiore al mezzo milione.

Nonostante gli sforzi delle varie nazioni per controllare la malattia, la dengue continua a diffondersi a causa dell'urbanizzazione incontrollata, la mancanza di servizi di base e i cambiamenti climatici.

Le più alte temperature, la variazione delle precipitazioni e le estati più lunghe hanno infatti favorito il ciclo della zanzara Aedes Aegypti che rappresenta il vettore più comune per l'infezione.

Poiché il virus esiste in cinque diversi sottotipi, l'infezione dà immunità permanente ad uno solo di essi, mentre la successiva infezione con altre forme del virus può dare luogo a gravi complicazioni. Per questo motivo, non è stato possibile sviluppare un vaccino e le uniche misure, oltre alla terapia, sono di tipo preventivo: ridurre l'habitat delle zanzare e proteggersi con reti, come per la malaria.

La battaglia contro il virus è pienamente in corso: se da un lato secondo la PAHO si riscontra una diminuzione della mortalità, dall'altro cresce anche l'immunità delle zanzare agli insetticidi.

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