Zero Waste, a Cinemambiente la cronistoria dell’emergenza rifiuti a Napoli

Il documentario di Raffaele Brunetti fa il punto sulla situazione dei rifiuti a Napoli e dintorni con Luigi De Magistris, don Maurizio Patriciello e il teorico americano Paul Connett

Dopo aver lasciato la sua città vent’anni prima, Raffaele Brunetti torna a Napoli e lo fa in concomitanza con l’elezione a sindaco di Luigi De Magistris, nel bel mezzo di una nuova emergenza rifiuti del capoluogo campano.

Zero Waste, inserito nel Concorso Documentari Italiani di Cinemambiente 2014, descrive un ritorno a casa, l’incontro di un napoletano di ritorno che vuole capire che cosa si cela dietro al caos dei rifiuti e quali exit strategy possono essere elaborate per il futuro.

Oltre al sindaco Luigi De Magistris, il suo documentario è segnato dall’incontro con don Maurizio Patriciello, il prete della lotta agli sversamenti nella Terra dei Fuochi, e con Paul Connett, il teorico americano della Zero Waste, una strategia di gestione che si propone di riprogettare la vita ciclica dei rifiuti su modello di riutilizzo delle risorse presente in natura. Il principio-base di Connett è semplice: tutto ciò che non può essere riciclato non deve essere prodotto.

Il lavoro di Brunetti mette ordine nella situazione del napoletano, individua le tre grandi aree di crisi: 1) a Nord la discarica di Taverna del Re con i suoi 10 milioni di ecoballe, 2) a Est la zona degli sversamenti, la cosiddetta Terra dei Fuochi, 3) a Sud la Cava di Sari costruita in violazione di qualsiasi norma, a ridosso del Vesuvio.

Il regista si interroga sui costi de trasporto in Olanda delle ecoballe per via marittima, scopre pescheti e alberi da frutta a pochi metri dai rifiuti tossici (e fumanti) dell’Acna di Cengio. Un documentario che va ad arricchire l’ormai fitta filmografia sull’argomento dell’emergenza rifiuti a Napoli.

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Foto | Zero Waste

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