LEGO rompi con Shell: l'appello di Greenpeace

Lego e Shell hanno un accordo per l'uso del marchio della conchiglia sui giocattoli della multinazionale danese e Greenpeace protesta

Greenpeace ha aperto una campagna mondiale dove chiede a Lego di sganciare il proprio marchio dal brand Shell con cui ha accordi commerciali per l'uso del logo della conchiglia sui suoi giocattoli. Le azioni si svolgono secondo lo stile di Greenpeace nella totale non violenza e consistono in foto e video fatti girare sui social network in cui gli omini di Legolandia protestano per essere associati alla multinazionale degli idrocarburi che trivella in Artico.

Shell at the Hungarian F1 Grand Prix

A questa campagna è stata agganciata anche la raccolta firme per una petizione da girare poi a Lego con l'obiettivo di chiedere la sospensione del contratto tra i due colossi mondiali.

La società danese dei famosi mattoncini ha già distribuito in 26 paesi oltre 16 milioni di giocattoli con il logo Shell e ciò, spiega Greenpeace:

Mentre le sue piattaforme invadono l'Artico, Shell usa LEGO per ripulire la sua immagine. Mettendo il suo logo su milioni di mattoncini LEGO, Shell vuole guadagnare il pubblico consenso e nascondere il rischio di un disastro petrolifero in uno degli ecosistemi più delicati ed importanti del Pianeta. Ma la distruzione dell'Artico non è un gioco… Una volta compromesso, questo importante ecosistema, fondamentale per il clima dell'intero Pianeta, non potrà certo essere ricostruito mattoncino su mattoncino!

Aiutando questo gigante del petrolio a rilanciare il proprio marchio, e a farlo entrare nelle stanze dei giochi di milioni di bambini, LEGO si sta schierando con i distruttori dell'Artico.

Jørgen Vig Knudstorp, il presidente e amministratore delegato di Lego, che ha registrato profitti record all'inizio di quest'anno, ha detto:

Con l'espansione a livello globale, siamo determinati a lasciare un impatto positivo sulla società e il pianeta che i nostri figli erediteranno.

La partnership tra Lego e Shell include anche Ferrari che però non rientra nella campagna di Greenpeace evidentemente per attinenza con l'uso dei carburanti. Per quanto riguarda LEGO lascia perplessi questa associazione con la multinazionale del petrolio poiché l'azienda danese ha puntato alla sostenibilità già dal 1999 compiendo anche sforzi importanti per ridurre i rifiuti, usano energie rinnovabili e sono impegnate e trovare una buona alternativa alla plastica da fonte petrolifera.

Ma come spesso ripetiamo sulle pagine di ecoblog ciò che conta è l'intero ciclo di vita di un prodotto il LCA che va dalla sua progettazione, alla produzione, distribuzione e commercializzazione noché al recupero per riavviarlo nuovamente alla produzione. E la pubblicità e gli accordi rientrano nella gestione sostenibile e più sono grandi le aziende e più possono fare la differenza. LEGO capirà?

Via | The Guardian

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