Capri e la centrale Sippic, fra monopolio dell’energia e inquinamento

Inquinamento e costi elevati. L’autonomia energetica che nel 1903 era un fiore all’occhiello dell’isola campana rischia di diventare un serio problema, ambientale, sanitario ed economico

Oltre un secolo fa, precisamente nel 1903, Capri divenne autonoma dal punto di vista energetico, un primato che all’epoca venne salutato con orgoglio, ma a 111 anni dopo i nodi vengono al pettine e la centrale elettrica a gasolio gestita della Sippic è diventata un pesante fardello ambientale, sanitario ed economico.

L’approvvigionamento della centrale avviene – come un secolo fa – con una nave che attracca nel porto di Capri una volta alla settimana: la centrale a gasolio è accusata dai residenti di inquinare e provocare tumori. In barba a ogni regola il gasolio viene stivato in serbatoi ubicati nel centro del paese e nel corso degli anni non sono mancate perdite che la Provincia ha dovuto bonificare.

Nel 1980 il Piano Regolatore definì l’area della centrale come zona industriale, con un escamotage che, a tutt’oggi, fa sì che i controlli sull’inquinamento eseguiti da ASL e strutture competenti vengano inseriti nei parametri da quarta fascia, da zona industriale, quindi nella norma. Ma la centrale non si trova in una zona industriale, ma nel nucleo storico di Capri risalente al XII secolo. Tre anni fa ci fu persino un sequestro del Corpo Forestale per violazione del codice ambientale, ma il blocco avrebbe lasciato Capri al buio e, quindi, si è andati avanti come sempre. A questo si aggiunga che le linee aeree non rispettano i canoni paesaggistici e andrebbero sotterrate.

Cinque anni fa si tentò di collegare l’isola alla rete elettrica nazionale: niente da fare, una serie di ricorsi al Tar da parte del gestore hanno bloccato tutto. In regime di monopolio Sippic è stata anche condannata dall’Authority per l’energia elettrica e gas a pagare una multa di 200mila euro. Prima di questa sanzione a un albergatore che aveva chiesto di passare da 30 a 100 kilowtt era arrivato un conto di 32mila euro, da allora gli allacci sono diventati meno esosi.

Nella concessione alla Sippic erano previsti interventi sostitutivi in caso di inadempienza della stessa ai propri obblighi ed è su questa che il sindaco Giuseppe Gargiulo e i capresi sperano di sparigliare le carte e liberarsi da un monopolio energetico che fa male alla salute e al portafoglio.

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Via | Il Fatto Quotidiano

Foto | Youtube

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