Giornata della custodia del Creato: se distruggiamo la Natura saremo distrutti

Oggi cade la IX Giornata per la Custodia del Creato organizzata dalla CEI

Oggi cade la IX Giornata della custodia del Creato e in molte Diocesi si tiene una celebrazione eucaristica per ricordare quanto sia importante la tutela dell'Ambiente. In tal senso le parole di Papa Francesco scritte nell' Evangelii gaudium (215) sono particolarmente significative:

Come esseri umani, non siamo meri beneficiari, ma custodi delle altre creature. Mediante la nostra realtà corporea, Dio ci ha tanto strettamente uniti al mondo che ci circonda che la desertificazione del suolo è come una malattia per ciascuno e possiamo lamentare l’estinzione di una specie come fosse una mutilazione! Non lasciamo che al nostro passaggio rimangano segni di distruzione e di morte che colpiscono la nostra vita e le future generazioni.

Nel messaggio per la solenne giornata i Vescovi, coinvolti in prima persona nello sviluppare la comunicazione coi i fedelli sulla necessità di tutela del Creato, riconoscono la necessità di adottare forme di prevenzione contro l'inquinamento. Scrivono i Vescovi:

In primo luogo, viviamo con terrore l’inquinamento, che in vaste aree del pianeta si fa sempre più pervasivo. Non sempre le attività produttive sono condotte con il dovuto rispetto del territorio circostante. La sete del profitto, infatti, spinge a violare tale armonia, fino alla diffusione nell’ambiente di veri e propri veleni. Con situazioni estreme, che diventano purtroppo fonte di tumori. Non sempre ci accorgiamo subito di questa violenza contro il territorio. Anzi, spesso è mistificata ed altre volte viene addirittura giustificata.

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Dovere del buon cristiano è dunque denunciare i disastri ecologici e rimediare:

Ma la custodia del creato è fatta anche di una chiara denuncia nei confronti di chi viola quest’armonia del creato. È una denuncia che spesso parte da persone che si fanno sentinelle dell’intero territorio, talvolta pagando di persona. Siamo loro profondamente grati, perché ci hanno insegnato un metodo: ci vuole sempre qualcuno che, come sentinella, coglie per primo i problemi e rende consapevole tutta la comunità della gravità della situazione. Specie davanti ai rifiuti. Chi ha tristemente inquinato, deve consapevolmente pagare riparando il male compiuto.

Cristiani avvisati: non basterà più il pentimento per ripulirsi la coscienza.

Via | CEI

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