Kerry: “Migrazioni una sfida per l’Europa? Peggio quando mancheranno acqua e cibo”

Il segretario di stato traccia un quadro a tinte fosche sul futuro del Pianeta

PHILADELPHIA, PA - SEPTEMBER 2:  U.S. Secretary of State John Kerry delivers a speech on the nuclear agreement with Iran at the National Constitution Center on September 2, 2015 in Philadelphia, Pennsylvania. U.S. Sen. Barbara Mikulski (D-MD) announced her support for the Iran nuclear deal, becoming the 34th Democratic senator to back the president and garnering enough votes for the deal to survive in congress.  (Photo by Mark Makela/Getty Images)

Gli echi dell’emergenza profughi che percorre l’Europa arrivano anche Oltreoceano e il Dipartimento di Stato degli Usa sta valutando quali passi intraprendere per aiutare l’Unione Europea a far fronte all’arrivo di migliaia di rifugiati politici.

Proprio ieri, però, il segretario di Stato americano, John Kerry, ha tenuto a sottolineare che gli attuali flussi migratori non sono che l’inizio di un esodo di massa dovuto ai cambiamenti climatici:

“Pensate che le migrazioni oggi siano una sfida per l'Europa, ma aspettate di vedere cosa accadrà quando mancheranno acqua e cibo”

ha detto Kerry. Già nel 2013 il report The Arab Springs and Climate Change del Center for Climate Change and Security aveva posto l’accento sulla rapporto di causalità fra i cambiamenti climatici e la Primavera Araba e la guerra civile siriana.

Ci sono voluti due anni e mezzo perché questo rapporto di casualità passasse dai report scientifici alla conferenza stampa del capo del Dipartimento di Stato Usa. La mancanza di risorse idriche è e sarà sempre di più uno dei principali problemi con cui dovrà fare i conti il Medio Oriente.

Nel solco di quanto affermato dal report del 2013 il segretario di Stato Usa ha motivato la guerra civile siriana con cause climatiche:

“La Siria è stata destabilizzata da un milione e mezzo di persone che sono scappate dalle zone rurali a causa di una siccità durata tre anni, resa ancora più intensa dal cambiamento climatico a opera dell'uomo, una condizione che sta rendendo l'intero Medio Oriente e le regioni mediterranee ancora più aridi”

ha aggiunto Kerry.

La popolazione mondiale continua a crescere e le risorse idriche continuano a diminuire. Oltre al Medio Oriente, una delle principali emergenze idriche da affrontare sarà quella del Corno d’Africa. Gli anni che ci attendono saranno quelli dell’idrodiplomazia come qualcuno chiama le negoziazioni tese a garantire che le risorse idriche non vengano accaparrate solamente da chi sta a monte dei grandi corsi d’acqua.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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