Pavia, aumentano le morti per tumori dovuti all’inquinamento

Nel pavese i tumori sono responsabili del 40% delle morti per i maschi e del 27% per le femmine

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Morire di inquinamento. Questa volta non parliamo della Cina, ma dell’Italia e più precisamente della provincia di Pavia, al secondo posto in Italia, dopo quella di Milano, per i decessi provocati dall’inquinamento dell’aria che nel nostro Paese sono circa 25mila all’anno.

Ma secondo un rapporto dell’Asl c’è un’altra cifra ben più preoccupante ed è quella relativa all’incidenza dei tumori sui decessi complessivi che nel pavese raggiunge il 40% per i maschi e il 27% per le femmine.

Si tratta di una cifra che è superiore del 10% rispetto ai maschi lombardi e del 18% rispetto alla media nazionale, mentre per le femmine pavesi la percentuale è superiore dell’11% alla media delle donne lombarde e del 19% rispetto alla media nazionale.

Giuseppe Damiani, biologo ricercatore Cnr, ha citato i dati durante un’assemblea organizzata dai 14 Comuni della Consulta ambiente e territorio per parlare di fanghi, pesticidi, inceneritori.

Le principali cause dei decessi per inquinamento sono innumerevoli: in provincia ci sono 11 impianti di produzione di fanghi, due inceneritori, a Corteolona e a Parona, la raffineria più grande d’Europa a Sannazzaro de' Burgondi, discariche e un impianto di pirolisi in itinere. A questi elementi inquinanti si aggiungano anche le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura e i siti industriali e civili non ancora bonificati dall’amianto.

A Linarolo i cittadini chiedono la bonifica dei 12 ettari di terreno dove nel 2007 erano state riscontrate concentrazioni di diossina sopra i limiti di legge.

Via | La Provincia Pavese

Foto | Google Earth

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