Cina, la soluzione per l’inquinamento? Comprare "aria in bottiglia"

I tassi di inquinamento in Cina crescono, ma negli ultimi due decenni è cresciuta anche la classe medio-alta che può permettersi beni che i propri genitori e nonni potevano solamente immaginare. Visto che in certi periodi dell’anno l’aria è piuttosto irrespirabile, due australiani di Sydney, John Dickinson e Theo Ruygrok, hanno deciso di mettere su un business per i clienti del Paese più popoloso del Pianeta: quello dell’aria in bottiglia.

I due si sono inventati un macchinario capace di filtrare l’aria circostante e imbottigliarla e ai cinesi propongono – alla cifra non proprio abbordabile di 12 euro a confezione – delle bombolette spray che garantiscono 130 boccate d’aria “imbottigliata” sulle Blue Mountains, sulla spiaggia di Bondi Beach o in Tasmania. Praticamente ogni respiro costa 15 centesimi di euro.

A seconda delle località nelle quali l’aria viene imbottigliata – assicurano i due titolari della Green&Clean – l’aroma sa di eucalipto o di salsedine.

Sono oltre un milione e seicentomila all’anno le “vittime” dell’inquinamento atmosferico in Cina e una recente e in una ricerca di una decina d’anni fa si era calcolato che un vigile urbano di Pechino abbia un’aspettativa di vita media di circa 43 anni.

Ed ecco che anche l’aria può diventare un business. Anche se va detto che Dickinson e Ruygrok non sono i primi visti che alcuni “imbottigliatori” inglesi e canadesi lo scorso anno sono riusciti a piazzare sul mercato cinese aria al prezzo di 13 euro a confezione.

Via | Daily Mail

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