Roma, oggi il convegno sul riciclo della plastica Made in Italy

Si è tenuto questa mattina a Roma, organizzato da Corepla e Legambiente, il convegno sul riciclo della plastica made in Italy, un’occasione per discutere del tema e per illustrare i numeri e le tecniche di riciclo della plastica adottate nel nostro Paese.

All’evento, introdotto dal presidente di Corepla Giorgio Quagliuolo e dalla presidente di Legambiente Rossella Muroni, hanno partecipato il Consigliere politico del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Mauro Libè, il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi, il presidente di Montello Spa Roberto Sancinelli e il presidente di Erreplast Srl Antonio Diana.

Nel corso dell’incontro è stato fatto qualche numero interessante. Nel 2015, ad esempio, sono state raccolte circa 900.000 tonnellate di imballaggi in plastica, equivalenti a circa 15,1 Kg per abitante all’anno e in aumento di oltre un chilogrammo rispetto all’anno precedente (13,9 Kg). L’innovazione tecnologica, però, ha portato anche a una crescita del riciclo: nel 2015 sono state riciclate 540.000 tonnellate di rifiuti di imballaggio in plastica, mentre solo lo 0,8% del materiale raccolto è finito in discarica.

Questo, numeri alla mano, ha evitato la produzione di 29 milioni di metri cubi di rifiuti e ha permesso un risparmio di oltre 9.500 GWh di energia.

A questo proposito Giorgio Quagliuolo, presidente Corepla, si è detto molto fiducioso riguardo al futuro:

Contiamo di raggiungere il milione di tonnellate raccolte nel 2017. E se guardiamo il dato del Sud, + 14% nel 2015, possiamo veramente essere orgogliosi di questi numeri. E orgogliosi di un sistema che ha scelto, tra i primi in Europa, di estendere la raccolta e il riciclo a tutti gli imballaggi in plastica. Perché operando in una logica no profit, Corepla non si è fermata al riciclo degli imballaggi di maggior valore, come le bottiglie in PET, ma negli anni ha lavorato anche su altre tipologie di imballaggi. Imballaggi che sul piano strettamente economico, molti Paesi europei non riciclano, avviandoli a recupero energetico o discarica. Tale scelta ci ha permesso di sperimentare la selezione di nuove tipologie di imballaggi arrivando a creare una importante filiera del riciclo ad elevato tasso di automazione, che crea nuovi posti di lavoro, divenuta oggi eccellenza a livello europeo.

Sulla stessa lunghezza d’onda è stato l’intervento di Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente:

Dopo lunghe stagioni caratterizzate dalle emergenze rifiuti, nel nostro Paese si sono consolidate numerose esperienze di gestione virtuosa e di imprese attive nel settore del riciclo della plastica, fondate su efficienza e innovazione tecnologica. Nonostante la diminuzione dei prezzi del materiale vergine, l’industria del riciclo ha comunque aumentato i suoi numeri. Grazie al forte impulso delle ultime novità normative sugli acquisti verdi previsti dal Collegato ambientale e dal nuovo Codice degli appalti, l’Italia può oggi contribuire alla discussione europea sulla definizione del pacchetto dell’economia circolare con un protagonismo impensabile fino a pochi anni fa.

Tra gli esempi presentati nel corso della tavola rotonda, moderata dal giornalista Jacopo Giliberto, c’è stato quello della Montello S.p.a. di Bergamo, che da produttrice di tondini di ferro per il cemento armato è riuscita a rinnovarsi e diventare una delle principali protagonista nel panorama italiano del trattamento e riciclo degli imballaggi di plastica.

L’azienda, proprio grazie a questa riconversione, è riuscita a crescere e raggiungere il numero di 553 dipendenti contri i 300 del 1996, contribuendo a evitare emissioni di CO2 per circa 200.000 tonnellate/anno e a raggiungere un tasso di smaltimento in discarica pari allo zero.

Alla tavola rotonda hanno preso parte anche l’europarlamentare Simona Bonafè vicepresidente Intergruppo Investimenti di Lungo Termine, Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Giuseppe Marinello, presidente della commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato e Roberto De Santis, presidente di Conai.

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