Legge sul consumo del suolo: ok della Camera. Ma sono molti gli aspetti controversi

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Oggi la Camera dei deputati, con 256 voti favorevoli, 140 contrari e 4 astenuti ha dato il via libera alla legge sul consumo del suolo. Ora il testo passa al Senato.

Per la sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo, è una vittoria in quanto la norma fisserebbe il traguardo del consumo zero da raggiungere entro il 2050. Per l'esponente del Pd, inoltre, la legge è in conformità con le direttive dell'Unione Europea: "da una parte riduce il consumo ulteriore di suolo, dall’altra contempla una serie di semplificazioni utili a realizzare interventi di rigenerazione delle aree urbane degradate, privilegiando progetti su edifici pubblici e privati secondo i più elevati standard di qualità ambientale”.

Di tutt'altro avviso il Movimento 5 Stelle, che attraverso Massimo De Rosa, fa sapere: "con la legge sullo stop al consumo di suolo volevamo mettere un freno e bloccare la cementificazione selvaggia ed inutile del nostro Paese. Come al solito, cercare di trovare una soluzione con la maggioranza è stato inutile. Dall’alto sono calate le modifiche e sono state inserite norme per cementificare più agevolmente le aree agricole. Siete riusciti a trasformare la legge che oggi votiamo in una legge che incentiva il consumo di suolo agricolo e deregolamenta la disciplina urbanistica per intere sezioni delle nostre città che definite aree di rigenerazione urbana”.

Per la verità la legge contempla aspetti controversi. Gli emendamenti infatti "hanno escluso i lotti e gli spazi inedificati interclusi già dotati di opere di urbanizzazione primaria e destinati prioritariamente a interventi di riuso e di rigenerazione”. Dunque, tra gli spazi verdi tra una costruzione e l’altra, come giardini o campi, si potrà gettare cemento.

Come evidenzia poi Lifegate, c'è stata la cancellazione di un articolo che avrebbe reso più conveniente ristrutturare che costruire ex novo.

Infine, segnaliamo che il costituzionalista Paolo Maddalena,in un intervento a Il Fatto Quotidiano, aveva denunciato vizi di incostituzionalità. A suo avviso, la norma sarebbe in contrasto con il principio del “razionale sfruttamento del suolo” (articolo 44 della Carta).

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