Inquinamento acustico: troppo rumore per un europeo su quattro

A deer slabs during the call of the deer inside the Chambord Estate, Central France on September 29, 2015. AFP PHOTO/GUILLAUME SOUVANT        (Photo credit should read GUILLAUME SOUVANT/AFP/Getty Images)

Un terzo della superfice europea risente potenzialmente dell’inquinamento acustico: il traffico stradale, ma anche i lavori pubblici e altre fonti rumorose come fabbriche e luoghi di ritrovo fanno sì che il 33% della superfice continentale sia esposta a un quantità di decibel tale da creare problemi a circa 125 milioni di cittadini del Vecchio Continente.

Il 18% della superfice europea, invece, viene considerata “tranquilla”: Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia, ma anche le zone costiere del Mediterraneo e quelle alpine sono quelle meno rumorose.

Le aree con densità abitativa più elevata come Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi sono anche quelle con i maggiori livelli di inquinamento acustico.

Nel report dell’Agenzia europea per l’ambiente vengono segnalati gli effetti nocivi dell’inquinamento acustico sugli esseri umani: il disturbo del sonno, per esempio, che può dare origine a ipertensione e malattie cardiache.

Ma l’inquinamento acustico non ha impatto solamente sugli esseri umani: l’inquinamento acustico, infatti, interferisce con funzioni molto importanti della fauna selvatica legate alla comunicazione acustica, dalla ricerca di un compagno a quella del cibo.

In virtù della Direttiva europea sul rumore ambientale (2002/49/EC), l’ Agenzia europea per l’ambiente ha intrapreso una serie di azioni tese a proteggere le aree tranquille di campagna e a limitare attività commerciali e ricreative nelle zone immuni dall’inquinamento acustico.

Via | Adnkronos

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