Rifiuti di Roma, il Lazio si spacca in due

L'emergenza rifiuti di Roma, che sta pian piano coinvolgendo tutta la Regione Lazio nell'ultimo tentativo messo in atto per risolvere le diffuse criticità del sistema romano, ha creato una spaccatura di fatto all'interno del Lazio: se a sud, in Ciociaria, l'arrivo dei bastimenti carichi di rifiuti da Roma viene duramente contestato, a nord, nel viterbese, la situazione è decisamente più quieta.

Nel frattempo nella Capitale è stata firmata, ieri pomeriggio, l'ordinanza del sindaco che prevede

il conferimento a Malagrotta dei rifiuti trattati negli impianti di Tmb individuati dal commissario nelle altre province della Regione Lazio. Con l'ordinanza si dispone che i rifiuti indifferenziati prodotti a Roma, Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano saranno comunque smaltiti nel territorio romano e non nelle province in cui sono ubicati gli impianti di trattamento deputati alla lavorazione degli scarti indifferenziati.

cosa, tra l'altro, già prevista dal decreto Clini.

Nel frusinate, come avevamo già raccontato nei giorni scorsi, le proteste sono accese: erano oltre mille i cittadini di Colfelice pronti a bloccare i camion Ama diretti agli impianti di Trattamento Meccanico Biologico, una protesta che da civica è divenuta ufficialmente istituzionale:

La Provincia di Frosinone ha presentato un dettagliato ricorso al Tar del Lazio nel quale sono definiti i motivi, tecnici, dai quali non solo deriva la nostra ferma opposizione al provvedimento del ministero, ma si evince con estrema chiarezza documentale per quale motivo l'impianto di Colfelice non può ricevere i rifiuti che vorrebbero inviarvi.

ha spiegato il Presidente della Provincia Giuseppe Patrizi, il quale ha inoltre esternato la sua vicinanza ai cittadini

dei territori colpiti dal provvedimento sui rifiuti di Roma.

Nel viterbese, all'impianto di Casale Bussi, i primi carichi (60 tonnellate) sono giunti soltanto ieri: ad attenderli solo alcuni agenti di Polizia Locale ma nessun manifestante; emblematiche le parole piuttosto collaborative del sindaco di Viterbo Giulio Marini

Da parte nostra sarà assicurata un’azione di verifica di tutto il processo affinchè l’invaso di Monterazzano non subisca ripercussioni dovute all’arrivo dei rifiuti romani. Per questo vigileremo attentamente sui quantitativi di immondizia che arriveranno all’impianto di trattamento sulla Teverina, sulla parte di umido da trattenere e sulla quantità di rifiuti trattata che dovrà far ritorno nella città di provenienza.

L'impianto di Casale Bussi tratterà fino a 10mila tonnellate di rifiuti capitolini al giorno: per ogni tonnellata la società Ecologia Viterbo Srl (la quale fa capo al proprietario di Malagrotta Manlio Cerroni), che gestisce l'impianto, incasserà 90 euro.

Nel frattempo, il 24 gennaio scorso, il Municipio XV di Roma (la circoscrizione territoriale di Malagrotta, per intenderci) ha emesso un provvedimento per l'acquisizione dell'area di Monti dell'Ortaccio, dove si ipotizza di creare la nuova discarica di Roma in sostituzione di Malagrotta (a soli 700m in linea d'aria da quest'ultima); il municipio, attenendosi alla disciplina del Dpr 380/01 in materia di abuso edilizio, ha emesso il provvedimento di acquisizione

per una trasformazione del territorio non autorizzata e, ora, circa venti ettari di Monti dell'Ortaccio vengono iscritti al patrimonio comunale

ha spiegato Gianni Paris, Presidente del Municipio XV. Paris si riferisce a quelle denunce per i presunti sbancamenti abusivi nell'area, che veniva preparata (secondo la procura di Roma, su segnalazione della Polizia Locale, che ha acquisito gli atti) senza alcuna autorizzazione.

In seguito, la proprietà non ha provveduto a produrre alcun atto utile né eseguito alcuna opera di ripristino nei termini previsti dalla normativa vigente. Pertanto, si è provveduto d'ufficio alla redazione degli atti tecnici e amministrativi per poter procedere all'acquisizione, gratuita, al patrimonio comunale delle aree di Monti dell'Ortaccio

ha continuato Paris; questo provvedimento tuttavia non scongiura la nuova discarica, che resta confermata come da decreto ministeriale (un atto "più forte" del provvedimento del Municipio XV); inoltre va sottolineato che qualora la procura (o il successivo eventuale processo) non ravvisasse alcun reato, l'area non potrebbe che tornare alla proprietà (anche qui, Manlio Cerroni) rendendo nullo il provvedimento del Municipio.

Le piogge dei giorni scorsi hanno fatto cedere il terreno sotto uno dei tralicci nell'area di Monti dell'Ortaccio: fortunatamente non c'è stato nessun danno alla rete elettrica, ma gli sbancamenti terra degli ultimi mesi (che hanno portato all'atto amministrativo firmato da Paris) hanno reso più alto il rischio idrogeologico sull'area, in cui vi è anche un laghetto continuamente aspirato da idrovore: qui si vorrebbe fare la nuova discarica di Roma.

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