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Delfini spiaggiati sulle coste del Mediterraneo: i numeri cominciano a far preoccupare

35 delfini spiaggiati sulle coste italiane in poco più di un mese: che succede?

Dal primo gennaio sono ben 34 i delfini spiaggiatisi sulle coste tirreniche italiane: 15 in Toscana, 9 nel Lazio e 10 in Campania.

Considerato il fatto che dei 15 mammiferi marini ritrovati sulle coste toscane la maggior parte risultano nel sud della Regione, l’ArpaT e la Capitaneria di Porto di Grosseto hanno cominciato a muoversi per comprendere la natura di queste morti.

In Toscana dei 15 animali ritrovati 12 appartengono alla specie Stenella coeruleoalba, uno alla specie Tursops truncatus e per gli altri 2 lo stato di avanzamento della decomposizione della carcassa ha reso impossibile la catalogazione degli animali.

Da tutti gli esemplari ritrovati sono stati prelevati campioni di cute, grasso e muscolo per permettere le analisi dei contaminanti e comprendere la natura di questi eventi eccezionali, nel numero raggiunto in un così breve lasso di tempo.

L’attività di monitoraggio promossa dall’Osservatorio Toscano Cetacei, che coordina a sua volta tutte le operazioni della Rete Regionale per il recupero degli animali spiaggiati, è febbrile ed intensa vista la portata misteriosa di un fenomeno di ampia portata, vista l’eccezionalità nei numeri.

La causa più probabile sarebbe di natura infettiva (in 6 soggetti è stata rinvenuta traccia di un batterio, Photobacterium Damselae, che può portare a sindrome emolitica e lesioni ulcerative), ma i ricercatori non si dicono certi di nulla e procedono con i rilievi. Dello stesso avviso il Ministero dell’Ambiente che

ha comunicato che dalle prime indagini sembra di poter escludere eventi eccezionali causati dall’uomo, come sversamenti di petrolio o di sostanze inquinanti. La causa più probabile è di natura infettiva

ribadiscono all’ArpaT. Aggiornando la mappa dei ritrovamenti, dal Ministero dell’Ambiente si cerca di gettare acqua sul fuoco:

La Rete nazionale di monitoraggio degli spiaggiamenti sta svolgendo un ottimo lavoro di raccordo tra tutti i soggetti coinvolti e di campionamento, ma vogliamo continuare a studiare da vicino questo fenomeno così preoccupante. Attendiamo nelle prossime settimane dati certi che mettano al confronto le conoscenze teoriche sulle correnti marine con i dati meteo-marini degli ultimi mesi e la situazione su eventuali spiaggiamenti avvenuti in Francia e in Spagna, così da ricostruire un quadro complessivo della situazione

ha dichiarato il ministro Corrado Clini in una nota.

Come evidente dalla mappa redatta dallo stesso Ministero è evidente che i ritrovamenti vanno dalla Sicilia alla zona sud della Regione Toscana.

Occhio ai numeri però: il Ministero parla di 33 Stenelle, una sola delle specie ritrovate che vi abbiamo indicato; questo fa presagire che la conta sia più consistente, oltre che geograficamente più vasta. C’è anche un altro fattore da tenere fortemente in considerazione: l’abbiamo scritto anche noi di Ecoblog del pericolo rappresentato dalla presenza di materiali e microparticelle plastiche disseminate in tutto il mar Mediterraneo, che mettono a serio rischio l’equilibrio ambientale e l’ecosistema marino: le microplastiche infatti impattano fortemente sul plancton e sui mammiferi marini.

Via | Ministero dell’Ambiente
Foto | Notizie dai Parchi

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