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Rifiuti

Rifiuti di Roma: a Monti dell’Ortaccio si annunciano nuovi lavori. E’ giallo.

Spunta un cartello che annuncia l’inizio dei lavori della discarica. Qualcuno gli spara contro quattro colpi di fucile

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Aggiornamento 15:52: il Presidente del Co.La.Ri. Manlio Cerroni, in una nota, ha comunicato:

i lavori avviati in esecuzione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla presidenza del Consiglio dei ministri per la realizzazione del primo lotto della discarica provvisoria entro 120 giorni, sono stati doverosamente sospesi dalla direzione dei lavori fino al 31 marzo 2013 compreso in attesa della pronuncia degli organi giurisdizionali aditi dal Comune di Roma. […] Il Consorzio Co.La.Ri. ritiene contestualmente essenziale ricordare a tutti che con il 30 giugno prossimo venturo verrà definitivamente chiusa la discarica di Malagrotta. Nonostante tutti gli impianti industriali programmati e operativi, Roma ha assoluta necessità della discarica di servizio dove smaltire sia i rifiuti che per loro natura non possono essere lavorati negli impianti sia i residui di lavorazione degli impianti stessi.

Queste parole avvalorano la tesi sulla provocazione di Cerroni che avevamo esposto questa mattina.

Se faccia tutto parte di uno scherzo ancora non è ben chiaro, ma certamente il clima che si respira ultimamente a Malagrotta (indipendentemente dall’olezzo della discarica) non è dei migliori: ieri è comparso un cartello, di fronte ai terreni che potrebbero essere utilizzati come nuova discarica di Roma, Monti dell’Ortaccio, che ha fatto sobbalzare dalla sedia gli abitanti dell’intera Valle Galeria.

Il cartello recita, all’oggetto dei lavori:

Realizzazione dell’invaso di una discarica provvisoria per i rifiuti speciali non pericolosi e connesse pertinenze operative.

Lavori che, teoricamente, avrebbero dovuto cominciare questa mattina.

La cosa, visto che in settimana è stato confermato che la prossima discarica di Roma non si farà, ma se si farà certamente non sarà nella Valle Galeria, ha scatenato letteralmente il panico, un incubo che ritorna ricorrente nelle notti e nei giorni delle migliaia di abitanti di quel quadrante della Capitale, sul piede di guerra per il loro diritto alla salute, invocanti da anni la chiusura della discarica di Malagrotta e l’avvio immediato delle opere di bonifica.

Questa mattina il cartello è ancora là, ma sullo stesso sono stati trovati quattro fori di proiettile e quattro cartucce di fucile: il clima si sta decisamente surriscaldando.

Il ministro Corrado Clini ha bollato la cosa come una bufala:

Qualora fosse confermata l’apertura di un cantiere a Monti dell’Ortaccio, il ministro Clini avvierà una iniziativa per verificarne la legittimità. È già stato dato incarico alla direzione generale competente e al nucleo operativo ecologico dei carabinieri di procedere. […] Il programma stabilito dal decreto del Ministro dell’Ambiente del 3 gennaio 2013 è finalizzato ad allineare la gestione dei rifiuti di Roma agli standard stabiliti dalle leggi e dalle direttive europee, con il recupero prioritario di materia ed energia. Non prevede la realizzazione di una discarica né a Monti dell’Ortaccio né in altri siti. Ho escluso esplicitamente l’operatività dell’autorizzazione rilasciata con i poteri dell’ordinanza di protezione civile del 27 dicembre 2012, anche perché non sono chiari i termini della legittimità delle deroghe applicate con l’ordinanza.

Il mistero dunque si infittisce: già la divergenza di vedute tra Clini e Sottile complica enormemente non solo la risoluzione del problema (c’è da ricordare che il commissario straordinario Goffredo Sottile è stato nominato dal ministro Clini) ma anche la comprensione dello stato dell’arte: in tal senso l’emergenza apertasi nel 2013 per risolvere il problema rifiuti di Roma è, se possibile, ancor meno trasparente di quella campana del 2008 (almeno sotto il profilo delle informazioni ufficiali).

Occorre quindi fare un esercizio di stile, ed uno sforzo mentale notevole, per capire che sta succedendo: ai più potrà sembrare assurdo, ma gli ultimi anni di emergenza rifiuti romana sono stati costellati di passi avanti e balletti del gambero, di dichiarazioni smentite prima ancora di arrivare al punto della frase, di commissari eclettici dalla battuta facile; oggi è tutto reso piu complesso, a parere di chi scrive, e dal quadro politico incerto (non si sa ancora chi sarà a reggere il ministero dell’Ambiente dopo Clini, nè chi reggerà il Governo nè tantomeno chi guiderà per i prossimi anni la città di Roma e la sua Provincia) e dall’informazione imprecisa che talvolta viene data sulla gestione dei rifiuti romani.

È una sciocchezza. Il mondo non finisce mai di stupirmi.

è il laconico commento del super-commissario all’emergenza Goffredo Sottile; tuttavia c’è la sua firma su un provvedimento di fine 2012 che autorizza i lavori per una nuova discarica a Monti dell’Ortaccio, nonchè sul cartello che è posto a nome del

Commissario delegato per il superamento dell’emergenza ambientale nel territorio della provincia di Roma

I primi di gennaio però le regole sono cambiate e le verifiche sulle condizioni dell’autorizzazione di Sottile spettano agli enti locali; una spiegazione, plausibile ma non verificata (anche se per chi conosce il soggetto non sarebbe un’assurdità) potrebbe essere che il proprietario dei terreni, Manlio Cerroni (proprietario anche di Malagrotta), abbia provocatoriamente messo il cartello per approfittare di un momento di quiete ed empasse istituzionale, come già aveva fatto in precedenza avviando abusivamente dei lavori di sbancamento terra sempre ai Monti dell’Ortaccio. Chiaro, questa è solo una possibilità.

La strategia è evidente: come fu in Campania nel 2008 con l’emergenza rifiuti, come fu a L’Aquila nel 2009 per la ricostruzione, lo stato d’emergenza necessita di un alto livello di tensione sociale per funzionare a dovere; per questo gestire i rifiuti come un problema di ordine pubblico, come fu in Campania e come comincia ad essere nel Lazio, in deroga alle normative vigenti (italiane e comunitarie) è utile allo scopo gattopardiano, e criminogeno, dell’emergenza. I colpi sparati al cartello questa notte ci mostrano che il clima in surriscaldamento e per questo favorevole alle condizioni di antidemocrazia nelle quali l’emergenza sguazza per funzionare.

Se Roma riuscirà a trovare una soluzione al problema rifiuti, viziosa o virtuosa che sia, certamente uscirà sconfitta sotto il profilo dello stato di diritto, ed è questa una cosa che fa male al pari dell’inquinamento perpetrato per 30 anni a Malagrotta.

Foto | Angelo Vastola su Facebook

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