Caccia alla volpe: la Provincia di Siena autorizza le uccisioni in tana

L’Ufficio Risorse Faunistiche della Provincia di Siena ha autorizzato la caccia alla volpe in tana per il periodo che va dal 1° aprile al 31 luglio 2013, motivando il provvedimento con i danni che un predatore come la volpe procura alla fauna locale.

La pratica utilizzata sarà quella della caccia alla volpe in tana che si svolge con mute di cani da caccia che, opportunamente addestrati, scavano nelle tane per sbranare i cuccioli insieme ai loro genitori. Per le volpi che riescono a fuggire non c’è scampo, i cacciatori attendono fuori dalla tana con il fucile.

Tutto questo in Italia, anno 2013.

Gli animalisti senesi, ma non solo senesi, stanno organizzando il contrattacco. Secondo loro a subire i danni dalle volpi e dalla loro riproduzione non sono tanto gli animali, quanto le lobby dei cacciatori che trovano in questi animali dei competitor nella caccia a lepri e fagiani.

Secondo la LAV si configura il reato di “maltrattamento di animali”, per WWF, invece, si tratta di

una pratica ingiustificata dal punto di vista scientifico, inaccettabile dal punto di vista etico, dannosa per la specie oggetto di prelievo e di disturbo per il resto della fauna selvatica in periodo riproduttivo.

Per l’assessore alla Caccia della Provincia di Siena, Anna Maria Betti, è questa

una vicenda strumentalizzata dagli animalisti, che da anni perdono i ricorsi che presentano contro di noi.

La provincia sostiene di mettere in atto il protocollo di controllo delle specie redatto dall’ISPRA che per il 2013 prevede l’abbattimento di 500 volpi, 200 in più dello scorso anno. Nella black list degli animali ritenuti dannosi per l’ecosistema ci sono anche cinghiali, nutrie, caprioli e porcospini.

Intanto sabato 30 marzo, dalle ore 14 alle ore 18, diverse associazioni animaliste si ritroveranno davanti alla sede della Provincia per protestare contro il provvedimento.

Via | Repubblica | GoNews

Foto © Getty Images

 

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