Acqua più pura grazie alla zeolite, la pietra che bolle

Il brevetto permette di depurare l’acqua del fluoruro, sostanza che se assunta in eccesso può provocare danni a denti e apparato scheletrico

 

Il Consejo Superior de Investigaciones Científicas in collaborazione con l’Università di Addis Abeba ha brevettato un nuovo materiale per la purificazione dell’acqua. Grazie a questa invenzione è possibile eliminare il fluoruro dall’acqua utilizzando lo zeolite, un minerale scoperto dallo studioso Alex Fredrik Cronstedt che battezzò la sua scoperta “pietra che bolle” avendo notato che le pietre, una volta scaldate, liberavano vapore acqueo dalle gocce d'acqua rimaste imprigionate nelle sue cavità.

Questa scoperta permetterà di depurare l’acqua dal fluoruro, la cui ingestione eccessiva può provocare, sul lungo termine, anomalie a denti e scheletro. Anche se in piccole dosi questo elemento rafforza entrambe gli apparati, in dosi eccessive può renderli deboli e fragili.

La collaborazione con l’ateneo etiope nasce dal fatto che nel Paese africano vi sono molte miniere ricche di questo minerale. Isabel Diaz, ricercatrice del CSIC, spiega che il processo di trattamento e purificazione dell’acqua è semplice ed economico. È la idrossiapatite nanoporosa presente sulla superficie del minerale ad assorbire il contenuto di fluoro dell’acqua. La purificazione dell’acqua si ottiene a temperatura ambiente, con la semplice immersione della pietra in un recipiente.

La collaborazione fra CSIC ed Etiopia ha dato vita allo sviluppo di un brevetto per la preparazione dei composti metallo-organici (MOFs ovvero Metal-Organic Frameworks) che potranno essere applicati a livello industriale come assorbenti, sensori chimici, catalizzatori e componenti di farmaci. Grazie alla loro straordinaria porosità questi componenti si prestano a una vasta gamma di applicazioni.

Via | El Pais

Foto © Getty Images

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