Parco eolico in Mar Grande a Taranto: rimandata la decisione, il M5S non si arrende

La ditta appaltatrice vieta a un deputato grillino di partecipare all'incontro al Ministero


Non è stata ancora presa una decisione definitiva sull'installazione delle pale eoliche in Mar Grande, a Taranto, dopo il nulla di fatto nella riunione di due giorni fa a Roma, al ministero delle Infrastrutture. Il progetto, contestato da ambientalisti e Movimento 5 Stelle, prevede la costruzione di un "parco eolico" nel porto di Taranto, a opera della società Beleolico srl di San Giorgio Jonico e di Terna.

Lunedì era previsto un incontro chiarificatore a Roma, per la Conferenza dei Servizi, da cui si aspettava una decisione definitiva sul progetto. L'incontro però è finito in un nulla di fatto per due motivi: l'assenza dei rappresentanti di Terna e la mancanza di documentazioni necessarie. L'incontro però ha avuto un altro risvolto polemico: il parlamentare del Movimento 5 Stelle Diego De Lorenzis aveva chiesto di poter presenziare come uditore, ottenendo parere positivo dai rappresentanti del ministero e da quasi tutte le ditte coinvolte; a eccezione della Beleolico, che si è opposta alla partecipazione dell'onorevole adducendo come motivo la necessità di mantenere il segreto industriale sul progetto.

De Lorenzis si è presentato ugualmente alla Conferenza chiedendo di poter conoscere i partecipanti, ma anche questa richiesta è stata respinta.

Oggi sono stato testimone diretto dell’esautoramento dei poteri del Parlamento. Avevo chiesto di assistere come uditore e il ministero non aveva sollevato alcuna obiezione cosa che, invece, ha fatto, la Beleolico s.r.l. che ha addotto come motivazione la natura riservata degli aspetti industriali. Ritengo che si tratti di un episodio molto grave poiché è inconcepibile, assurdo che un’azienda privata limiti l’attività di un parlamentare. È questa la casa di vetro alla quale si riferiva il Presidente della Camera, Laura Boldrini, durante il suo discorso d’insediamento?

ha scritto il parlamentare. E oggi il M5S di Taranto e il Meetup 192 hanno diramato un comunicato denunciando l'arroganza della società e ricordando che la pratica tecnica è già stata depositata, quindi non dovrebbero esserci segreti industriali:

Stiamo valutando azioni forti da intraprendere, ad oggi tutte le autorità sono state debitamente avvisate. Ricordiamo alle suddette istituzioni che gli incentivi vengono elargiti con le bollette dei cittadini che hanno tutto il diritto di sapere dove vanno a finire i propri denari. Inoltre, a nostro parere, questo progetto ha delle lacune procedurali, di rispetto delle leggi ambientali e paesaggistiche.

Entro 10 giorni il Ministero dovrà dare un parere definitivo sul progetto, nato nel 2008 ma concretizzatosi solo nel luglio scorso, quando il Ministero dell'Ambiente diede un primo via libera e, pochi giorni dopo, si formò la società Beleolico.

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