Emissioni in crescita, nonostante le auto elettriche?

Emissioni in crescita nonostante le auto elettriche: un nuovo studio conferma la necessità di interventi più mirati sul consumo energetico.

Le emissioni di anidride carbonica e altri gas serra potrebbero crescere notevolmente nei prossimi decenni, nonostante il sempre più gettonato mercato delle auto elettriche. È quanto riferisce l’International Transport Forum (ITF) con le ultime stime relative al 2050. In confronto alla CO2 prodotta nel 2015, a metà secolo verranno emessi il 16% in più di gas serra.

Per quale ragione le emissioni sono destinate a crescere, nonostante la corsa alle vetture elettriche, nonché a normative sempre più rigide sul fronte dell’inquinamento? Perché i consumi sono destinati a salire, così come anche il fabbisogno di energia.

Emissioni: le auto elettriche non sono sufficienti

Così come già accennato, l’ITF prevede una crescita del 16% nelle emissioni di gas serra nel 2050, rispetto ai gas serra registrati nel 2015. Per arrivare a questa conclusione, gli esperti hanno preso in considerazione alcuni fattori che caratterizzeranno il settore dei trasporti nei prossimi decenni.

Per calcolare la quota di CO2 emessa dal settore della mobilità, bisogna innanzitutto distinguere per tipologia di trasporto. Oggi, circa il 40% di tutti i gas serra prodotti dal settore provengono dalla mobilità urbana. A questo si aggiunge un 40% di emissioni dovute al trasporto merci e, fatto non da poco, come il 75% della CO2 totale sia prodotta da veicoli posseduti da privati, sia a uso familiare che commerciale.

Se si considerano le attuali normative sul contenimento dei livelli di anidride carbonica, ancora molto blande rispetto alle effettive necessità di contrasto dei cambiamenti climatici, tali percentuali non possono essere che destinate a salire. Sebbene nel 2050 la maggior parte delle vetture in circolazione sarà elettrica, la mobilità urbana vedrà una riduzione delle emissioni solo del 5%. Il settore del trasporto passeggeri addirittura crescerà di 13 punti percentuali, mentre quello merci del 22%.

Per quale ragione, tuttavia, al crescere della mobilità elettrica si assisterà a un incremento delle emissioni, anziché una loro più logica diminuzione? Innanzitutto, va sottolineato come le stime ITF siano basate sui trend attuali, ovvero con le normative oggi in vigore. Queste non sono considerate minimamente sufficienti per garantire un effettivo calo nel rilascio della CO2, poiché non impongono grandi limitazioni né ai produttori né agli utenti finali.

Poi, poiché il fabbisogno energetico aumenterà esponenzialmente con una massiccia diffusione di vetture elettriche. Se nel 2050 dovessero esserci leggi simili alle attuali, la gran parte delle vetture elettriche potrebbe essere ricaricata tramite energia proveniente da fonti fossili, un fatto che ne azzera tutti i vantaggi.

Ma che fare, di fronte a una situazione così complessa? Gli esperti suggeriscono innanzitutto una maggiore spinta per il trasporto pubblico, con incentivi per i passeggeri: se gli spostamenti si compieranno su mezzi condivisi, anche tramite veicoli privati, la diminuzione della CO2 per il settore trasporti urbani potrebbe essere tra il 50 e l’80%. Allo stesso modo, il settore merci potrebbe tagliare le sue emissioni di ben il 72% facendo ricorso unicamente a fonti energetiche rinnovabili.

Per quanto le norme oggi in vigore non siano propriamente incisive sul fronte delle emissioni, la realtà potrebbe essere assai diversa rispetto a queste previsioni. D’altronde, sul fronte energetico gran parte dei Paesi ha già fissato delle timeline per l’abbandono di fonti inquinanti come petrolio e carbone, ricorrendo unicamente a energia davvero pulita.

Fonte: The Next Web

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