Un pinguino imperatore nero è stato scoperto da Andrew Evans, un fotografo del National Geographic, sull’isola di South Georgia in Antartide nei giorni scorsi. E l’amico, forte della sua unicità, è già diventato celebre mettendo in moto la fantasia di biologi e studiosi che, provenienti da ogni parte del mondo, stanno elucubrando sulle motivazioni genetiche alla base di un simile fenomeno. Già.. perché una simile monocromia è davvero strana a quelle latitudini e impedisce al simpatico pinguino di passare inosservato che, frattanto, rimane insensibile al frastuono sollevatosi intorno a lui e, per fortuna, con le sue stazza, forza e bellezza esclude ogni origine di tipo patologica alla sua strabiliante unicità.
Via | blog.nationalgeographic
Foto | blog.nationalgeographic
Da una collisione tra un iceberg e il Ghiacciaio di Mertz in Antartide si è staccato un altro gigantesco iceberg. E’ la prima volta che viene registrato un evento che riguarda una simile portata di ghiaccio. Gli scienziati ora sono preoccupati per le possibili ripercussioni ambientali e stanno valutando se dichiarare o meno lo stato di calamità naturale.
L’iceberg che si è spezzato a seguito della collisione misura 78 chilometri di lunghezza e 39 chilometri di larghezza, e ha una superficie di 2.500 chilometri quadrati. Non sono sotto accusa i cambiamenti climatici.
Spiega Meteogiornale:
In particolare, Steve Rintoul, uno dei maggiori esperti del clima, afferma che il ghiaccio potrebbe costituire un ostacolo all’acqua densa e fredda ad affondare e quindi, alterare gli equilibri delle Correnti profonde, e persino attivare delle modifiche alle Correnti che influenzano il Clima Mondiale. Insomma, al momento, a detta degli esperti, si è attivata quella che potrebbe divenire una catastrofe naturale. Ma le regioni che ne saranno coinvolte non sono note, ma è molto probabile che l’Europa e tutto il Nord Emisfero, subiranno influenze assai ridotte.
L’UNHCR (United Nations High Commision Refugees) si è schierata dalla parte di Greenpeace contro il governo giapponese per violazione dei diritti umani in merito alla questione dei due attivisti, Junichi Sato e Toru Suzuki, arrestati nel paese del sol levante nel maggio del 2008 mentre contribuivano a far luce sullo scomodo intreccio tra fondi pubblici, ricerca scientifica e caccia alle balene nell’Artico.
I “Tokyo Two”, infatti, hanno scoperto il contrabbondo di quintali di carne in scatola di questo eccezionale mammifero marino proveniente dalle “missioni scientifiche” governative nelle gelide acque del nord del mondo. Quando l’affare, però, è stato posto sotto i riflettori mediatici, nessuna indagine è stata aperta. Tutt’altro. Con estremo stupore, invece, Junichi e Toru si sono trovati nel mirino di una bufera giudiziaria e sono in attesa di essere processati il prossimo 15 febbraio rischiando 10 anni di galera.
Sotto le acque ghiacciate dell’Antartide, in un luogo tanto inospitale quanto meraviglioso, c’è vita, così come testimoniano le ricerche condotte dalla Bas e le fotografie di esseri viventi meravigliosi.
I ricercatori della Bas, inviati a studiare le diverse forme di vita nelle acque del mar di Bellingshausen in Antartide, hanno scoperto sotto le acque ghiacciate degli esemplari rarissimi di flora e fauna marine. Là dove le temperature degli oceani salgono più rapidamente, il fotografo Peter Bucktrout ha fotografato gli esemplari incontrati ad uno ad uno.
I ricercatori hanno scoperto, fotografato e catalogato fiori dei fondali, stelle marine, pesci, alghe ed altri esseri viventi dalle caratteristiche particolari, prima tra tutte quella di poter vivere ed adattarsi ai freddi fondali dell’Antartide. Molte delle specie fotografate sono molto sensibili ai cambiamenti di temperatura, e con l’innalzamento della stessa, l’ecosistema e la biodiversità delle acque antartiche sono a rischio.
via | bas
In atmosfera da Climategate, Al Gore è stato beccato a dire una bugia a proposito dello scioglimento dei ghiacci. Il creatore della campagna mediatica sui cambiamenti climatici cita lo studio del climatologo Wieslav Maslowski, The freshwater budget of the Nordic seas, e informa la platea di Copenhagen che se non vi saranno risoluzioni immediate nella lotta alle emissioni di CO2, vi è il 75% delle probabilità che i ghiacci polari si fondano e che il Polo Nord resterà senza ghiacci entro i prossimi cinque anni.
Ebbene, il Dott. Maslowski ha smentito al The Times questa affermazione e specificato che nel suo studio non è indicata alcuna tempista in merito al probabile scioglimento dei ghiacci polari.
Dopo il salto il video della parodia di un buontempone che si finge il Dott. Maslowki.
Continua a leggere: Al Gore beccato a mentire sullo scioglimento dei ghiacci polari

Spero mi passerete la polemica a proposito di queste due foto che ritraggono un orso polare intento a mangiare un cucciolo della medesima specie. L’articolo di accompagnamento alle due immagini sottolinea che ciò accade a causa dei cambiamenti climatici, poiché mutando le condizioni ambientali diviene scarso il cibo e dunque gli orsi sono costretti al cannibalismo per sopravvivere. Le foto in oggetto portano alla luce un comportamento degli orsi polari ancora non ben noto e relativo a uno studio Recent observations of intraspecific predation and cannibalism among polar bears in the southern Beaufort Sea pubblicato nel 2006 su Polar Biology
L’abstract specifica:
Tra il 24 gennaio e 10 aprile 2004, abbiamo confermato tre casi di predazione intraspecifica e cannibalismo nel mare di Beaufort. Uno di questi, il primo di questo tipo mai registrato per gli orsi polari, era una femmina partoriente che ha ucciso il suo cucciolo. Un secondo evento di predazione ha coinvolta una femmina adulta e cuccioli usciti di recente da loro tana, e il terzo ha coinvolto un maschio. Durante 24 anni di ricerca sugli orsi polari nella regione del Mare di Beaufort meridionale del nord dell’Alaska e 34 anni in Canada nord-occidentale, non abbiamo visto altri incidenti relativi alla caccia, uccisione e cannibalismo tra orsi polari. Ipotizziamo che tale comportamento sia legato a stress nutrizionale legati alla minore presenza di ghiaccio che si è verificata negli ultimi anni nel mare di Beaufort, e che può avere portato agli incidenti di cannibalismo che abbiamo osservato nel 2004.
In proposito sottolineava già nel 2006 jgrr:
Negli orsi polari vi sono molti casi precedenti di cannibalismo anche se non nella zona di studio, perciò la ricerca è meritevole di pubblicazione, non per il cannibalismo ma per la novità geografica. L’altro dato interessante riguarda un primo caso di orso polare ucciso da una femmina che aveva appena partorito.
Un blocco di ghiaccio lungo circa 700 metri e profondo 350 viaggia al largo delle coste dell’Isola Macquarie, che si trova a metà strada tra l’Antartide e la Nuova Zelanda.
E’ probabile che incontrando le acque più calde inizi a fondersi e a rompersi in parti più piccole. Altre volte blocchi di ghiaccio si sono staccati ma è raro trovarli in queste zone.
Ha detto Neal Young dalla Australian Antarctic Division:
E ‘raro fare un avvistamento come questo ma certamente accadrà più spesso in futuro. Se l’attuale tendenza al riscaldamento globale dovesse continuare sarà più facile che altri pezzi di ghiaccio si stacchino dal Polo Sud.
Via | News Sky

Un settembre così caldo lo si è avuto solo nel 1880, 2005 e 2009. Lo ha dichiarato il NOAA che ha specificato che la temperatura media globale registata sulla superfice terrestre e sugli oceani è stata al di sopra della media secolare di 0,62 gradi. Le temperature sono andate su di 5 gradi C, rispetto alla media nel nord degli Stati Uniti, Canada e Alaska, mentre in Europa Oientale, Russia settentrionale e Siberia i gradi superiori alla media sono stati quattro.
Riferisce il NOAA:
La temperatura superficiale della Terra e degli oceani è stata di 1,12 gradi F sopra la media; il calore maggiore si è sviluppato in Canada e nelle aree contigue degli StatiUniti e condizioni anomale di calore si sono avute in tutta Europa, Asia e Australia.
Al Polo Nord, dove il caldo si è sentito maggiormente, i ghiacci si sono ridotti di quasi 7 milioni di km quadrati toccando il terzo valore minimo dal 1979. I ghiacci antartici invece si sono estesi del 2,2% e è la terza estensione massima dopo settembre 2007 e 2007. Il NOAA riferisce anche dell’evento tragico del passaggio del tifone Ketsana che ha inondato l’80% di Manila e provocato danni ingenti nelle Filippine. Specifico che non sono rilevate connessioni tra gli eventi e che nessuno per ora parla di cambiamenti climatici e riscaldamento globale, ma solo di un caldo anomalo nell’emisfero settentrionale nel mese di settembre.
Avete presente i bastoncini di pesce o il surimi? Ebbene sembra, che siano composti per la maggior parte dal pollock,o merluzzo giallo, un pesce molto abbondante nel mare dell’Alaska, simile al merluzzo, ma dalla carne un po’ più stopposa. Secondo Greenpeace, la sua pesca sconsiderata sta mettendo seriamente in pericolo l’ecosistema degli oceani. Il pollok è alla base per molti bastoncini di pesce, polpa di granchio, cotolette impanate ecc. ecc. e spesso lo si trova prepreato nei panini dei fast-food. Questi prodotti sono a diffusione planetaria e sono mangiati da milioni di persone al giorno.
Secondo il National Marine Fisheries Service, invece, la pesca è sostenibile, così come certificato dal Marine Stewardship Council (MSC) e non ne sono intaccate le risorse. Anzi, fanno sapere, in agosto è stata segnalata la pesca più grande degli Stati Uniti, che ha rimpolpato quelle oltre 1,5milioni di tonnellate, pari al 40% del pescato totale degli Usa destinato ai consumi e trasformate ogni anno dall’industria ittica.
John Hocevar, di Greenpeace ha detto:
Mentre l’industria della pesca e gli altri continuano a citare la pesca del merluzzo giallo come un modello di gestione, la popolazione pollock è fortemente diminuita negli ultimi anni. Nonostante le preoccupazioni sollevate da Greenpeace e da molti scienziati, i tassi di pesca non sostenibili sono stati autorizzati a continuare, come quella a strascico che distrugge la deposizione delle uova.
Lo sforamento sarebbe pari a un milione di sterline e se il pollock e la sua riproduzione dovessero diminuire allora ne risentirebbe tutto l’ecosistema marino poiché sono anche cibo per foche, leoni marini e uccelli.
Via | The daily green, Alaska sea food
Foto | Flickr
Lo hanno battezzato blob, è una striscia di materiale organico lunga circa 10-12 miglia avvistata nel mar Chukchi in Alaska. Riferisce io9:
Testimoni oculari assicurano che si tratta si una entità vivente e di un qualcosa mai visto prima.
Per ora la Guardia costiera si limita a monitorare questa gigantesca macchia o blob nero pece anche se sono stati fatti dei prelievi e per la prossima settimana si attendono i risultati delle analisi per stabilire se si tratti di microrganismi marini e di quale specie.
Di sicuro non si tratta di petrolio o di materiale oleoso infatti è composto da filamenti e altro materiale che emana un forte odore che non ha nulla a che vedere con il bitume o catrame.
Blob nero pece nel Mar dell’Alaska
