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Nord America

Un resort in un igloo, un albergo di ghiaccio in Canada

pubblicato da AlterEco in: Natura Nord America Vacanze Bioedilizia

igloo hotel

Un albergo di ghiaccio a Montréal, in Canada e dove se no? Beh, chi lo sa, con queste temperature polari ed il freddo che imperversa da giorni sull’Italia, anche da noi, magari tra qualche anno, potremo pensare di usare il ghiaccio come materia prima per le costruzioni.

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Ad ogni modo, lo Snow Village, sul fiume St. Lawrence, sull’isola di Sant’Elena, sicuramente ha un impatto visivo prossimo allo zero. Un’atmosfera glaciale caratterizza le quindici camere, il ristorante e le dieci suites alloggiate in igloo privati. Anche le sedie ed i tavoli sono di ghiaccio. Gli interni sono riscaldati da un tocco in legno.

Non manca nulla: c’è persino un ice-bar. Per creare le strutture dell’albergo di ghiaccio, che hanno la forma di tante piccole caverne, sono stati utilizzati dei palloni giganti rotondi. Una volta che più strati di neve e ghiaccio si sono depositati sulla struttura circolare, i palloni sono stati estratti rivelando delle cavità. Il resort di ghiaccio si trova vicino al Biosphere Environmental Museum.

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L'anti-riciclo, come ti distruggo abiti da sposa da migliaia di dollari

pubblicato da AlterEco in: Rifiuti Nord America

abiti da sposa distrutti

Priscilla of Boston, famoso atelier di abiti da sposa americano, ha chiuso i battenti dopo 65 anni di attività. Incurante delle materie prime, dell’energia e delle risorse naturali necessarie alla creazione di modelli unici, ha preferito distruggere i suoi abiti da sposa, molti perfettamente integri, piuttosto che darli in beneficenza, aiutando spose in difficoltà economiche, o recuperare almeno la stoffa e gli ornamenti vari. Senza parole.

Via | Ecouterre
Foto | Fox 9 News

L'impatto del cambiamento climatico sui cuccioli di foca

pubblicato da AlterEco in: Animali Clima Natura Nord America

cucciolo di foca

Le foche della Groenlandia (Pagophilus groenlandicus) si sono evolute, nel corso dei secoli, adattandosi alle oscillazioni dei ghiacci artici, dallo spessore, più o meno elevato, alla superficie totale, più o meno estesa.

Un recente studio, pubblicato su PLoS ONE, ha analizzato l’impatto dei cambiamenti climatici sulla popolazione di foche che vive nel Golfo di St.Lawrence, in Canada.

I ricercatori della Duke University e dell’International Fund for Animal Welfare hanno incrociato i dati di tre diversi studi per studiare la relazione tra strati di ghiaccio sempre più sottili ed i tassi di mortalità tra i cuccioli di foca.

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Le renne sono in declino e la colpa non è di Babbo Natale

pubblicato da AlterEco in: Animali Associazioni Nord America

renne

Le renne (Rangifer tarandus) hanno una funzione ecologica cruciale. A ricordarcelo, in occasione delle festività natalizie, è l’IUCN, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

L’associazione approfitta del Natale, periodo in cui le renne dominano su cartoline e carta regalo trainando la slitta di Babbo Natale, per attirare l’attenzione sulla necessità di salvare le renne dal rischio estinzione.

Le renne hanno un habitat molto vasto, sono capaci di percorrere oltre 3000 km in un anno alla ricerca di cibo e di climi più favorevoli. In Nord America le renne sono scomparse da molte aree: in Canada si è registrato un declino del 50% in Ontario, del 60% in Alberta e del 40% nella British Columbia.

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Il Canada lascia Kyoto

pubblicato da AlterEco in: Clima Nord America Politica

peter kent

Il Canada si è ritirato dal Protocollo di Kyoto. È il primo Paese a farlo. Il ministro dell’Ambiente Peter Kent ha esposto le motivazioni di questa scelta ieri, al rientro da Durban, la Conferenza sul clima che ha sancito l’ennesimo fallimento, anche se camuffato, di un accordo globale per ridurre le emissioni. L’ex ministro per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ne ha parlato ieri su Ecoblog, qui il suo parere.

Per quanto riguarda l’addio del Canada a Kyoto, si tratta di una questione economica, ovviamente: se il Canada non si fosse defilato, ha spiegato infatti lo stesso Kent, avrebbe dovuto sborsare 14 miliardi di dollari in sanzioni. Il Canada si era impegnato a ridurre del 6%, rispetto ai livelli del 1990, le emissioni di gas serra. Non solo non ci è riuscito, ma le emissioni sono pure aumentate. Il Protocollo di Kyoto viene trattato alla stregua di un gioco di società dove se stai perdendo ti ritiri prima di dover pagare.

Per salvarsi la faccia, ovviamente, il Canada ha detto che il Protocollo di Kyoto si è rivelato un programma fallimentare, e questo è vero, e che il futuro degli accordi sulla riduzione delle emissioni è quello avviato a Durban. Su questo invece nutriamo forti dubbi. Salveranno le apparenze, ma non il clima.

Via | Le Monde
Foto | Peter Kent

Il fracking causa l'inquinamento delle falde acquifere

pubblicato da AlterEco in: Inquinamento Carburanti Nord America Acqua

hydro fracking

Fracking: l’EPA, l’Environmental Protection Agency, di recente ha puntato il dito contro la fratturazione idraulica, metodo usato per incrementare la produttività dei giacimenti petroliferi o di gas scisto, pompando acqua pressurizzata, sabbia ed altre sostanze chimiche per aprire delle fessure nella roccia e facilitare la risalita del flusso dei combustibili.

Una tecnica già aspramente criticata e additata da più parti come correlata ai terremoti. L’EPA ha spiegato che il fracking in alcuni casi provoca l’inquinamento delle falde acquifere. Una contaminazione che si verifica, come nel caso esaminato di Pavillion, nello Wyoming centrale, quando la fratturazione si pratica al livello delle falde acquifere invece che a profondità maggiori, come avviene altrove.

Via | Guardian
Foto | Flickr

Microcasa solare riciclata, il sogno americano in scala ridotta

pubblicato da AlterEco in: Nord America Bioedilizia Sviluppo sostenibile Riciclo

mini casa solare

Le manie di grandezza spesso hanno condotto molti cittadini americani ad indebitarsi al di sopra delle loro possibilità finanziarie, per inseguire il sogno di una casa con giardino e piscina, grande abbastanza per avere non una bensì due camere per gli ospiti, un locale hobby, uno lavanderia e se avanzava ancora spazio la stanza del cane, gigante anche questo.

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Glenn Grass, quarantunenne originario del Colorado, ha creato l’antitesi della casa dei sogni americana: una microcasa di pochi metri quadrati, ricavata da un vecchio caravan pagato una miseria (circa 600 dollari) e da materiali di recupero.

Un’abitazione in miniatura dotata di pannello solare sul tetto e di servizi igienici compostabili. Costo 16 mila 500 dollari circa: un prezzo piccolo per una casa ancor più piccola.

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Riscaldamento globale, per i repubblicani non è altro che una farsa

pubblicato da AlterEco in: Inquinamento Clima Nord America Politica

Mitt Romney

La Conferenza sul clima di Durban non ha speranze di partorire un Kyoto bis. In primo luogo perché si tratta di un modello per la riduzione delle emissioni che si è rivelato fallimentare, dal momento che i Paesi più inquinanti, Cina e Stati Uniti, non lo hanno mai ratificato né intendono farlo. Secondo perché, malgrado l’amministrazione Obama non rinneghi il riscaldamento globale, i Repubblicani, che hanno la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, sono a dir poco scettici e voterebbero contro qualsiasi proposta di riduzione e tassazione delle emissioni di gas serra.

I candidati repubblicani alle primarie del 2012 hanno più volte definito il riscaldamento globale una farsa, rifiutandosi di considerarlo un problema e negando qualsiasi responsabilità dell’uomo nell’aumento delle temperature globali. Un recente sondaggio dell’istituto di ricerca Pew, pubblicato dal Financial Times, rivela che, in una lista di ventidue priorità politiche, la lotta al riscaldamento globale occupa la penultima posizione. Si diceva che la sfida per il clima a Durban non sarebbe stata una passeggiata, ma per gli americani non è altro che una passeggiata… in Sudafrica.

Via | Le Monde
Foto | Mitt Romney

Riduzione delle emissioni, più invecchi meno inquini

pubblicato da AlterEco in: Inquinamento Scienza Nord America

emissioni

L’invecchiamento della popolazione nei Paesi sviluppati ci farà probabilmente assistere ad un lieve decremento delle emissioni di gas serra. È quanto suggeriscono i dati di una recente analisi demografica condotta da Emilio Zagheni del Max Planck Institute for Demographic Research di Rostock (MPIDR).

Le emissioni di CO2 di un cittadino statunitense aumentano fino all’età di 65 anni, poi iniziano a diminuire. Se l’aspettativa di vita aumentasse ulteriormente, questo si tradurrebbe dunque, a lungo termine, in una riduzione delle emissioni. L’ONU afferma infatti che la popolazione degli over 65 è destinata a passare dall’attuale 8% al 13% da qui al 2030.

Via | Max-Planck-Gesellschaft
Foto | Emilio Zagheni MPIDR

Migrazioni climatiche, anche gli alberi si rifugiano altrove

pubblicato da AlterEco in: Clima Natura Scienza Nord America

foreste

I cambiamenti climatici, causa della scomparsa di molte isole vedi Maldive, di carestie e fenomeni meteorologici sempre più estremi, costringono e costringeranno molte persone ad emigrare nei prossimi anni, in cerca di terre con più risorse e meno rischi in cui vivere.

Per le stesse ragioni anche gli alberi migrano o meglio vengono sostituiti in molti Paesi occidentali da specie invasive, di origine tropicale o comunque da piante che meglio si adattano all’aumento delle temperature ed alla siccità.

Lo rivelano i dati di una ricerca della Oregon State University pubblicata di recente su Science.

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