
Negli Usa la raccolta e riciclo dell’acqua piovana, sebbene non sia materia regolamentata in tutti gli stati, è una pratica parecchio diffusa. Dunque anche Los Angeles si mette in linea con questa pratica e il Department of Public Works ha recentemente approvato un decreto che impone la raccolta della piogge e che entro il 2011 diverrà Legge.
Il progetto oltre a incoraggiare l’uso di serbatoi di stoccaggio dell’acqua piovana promuove la gestione sensata delle acque con misure semplici quali le deviazioni delle precipitazioni in giardino, o una pavimentazione permeabile. Le novità coinvolgono diregttamente il settore edilizio e se i costruttori non rispettano le procedure richieste per il recupero dell’acqua piovana si beccano una multa da 13 dollari a gallone di acqua sprecata. Questa tassa servirà a finanziare i progetti del riuso sostenibile delle acque.
Paula Daniels a capo della Board of Public Works, che ha inizialmente redatto l’ordinanza lo scorso luglio, ha spiegato che grazie alle nuove soluzioni si andranno a risparmiare oltre 104 milioni di galloni di acqua che diversamente sarebbero sprecate finendo in mare.
Via | TreeHugger, Ecolocalizer
Foto | TreeHugger

Ai più potrà sembrare la solita “americanata” eppure la Greener gadget competition che declamerà il vincitore il 25 febbraio prossimo a New York, non è una sciocchezza ma un momento di confronto tra designer innamorati dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Non tragga, dunque, in inganno il richiamo ai gadget, perché in realtà ci si riferisce a soluzioni quotidiane che possono fare davvero la differenza se adottate su larga scala.
Ad esempio, uno dei progetti più votati è l’AUG, un sistema di tracciabilità della filiera agroalimentare che grazie a SMS, inviati all’utente che ne fa richiesta, fornisce la carta di identità di ogni prodotto. Il vantaggio? Conoscere realmente i prodotti a Km zero, l’identità del produttore, lo storico del prezzo di mercato. Al secondo posto, per ora e in base alle preferenze, si trova Automan500, un delizioso tavolino da salotto ricavato da un copertone; al terzo posto, invece, il Biocharger180 che consente, nel ricaricare i diversi device, di non sprecare energia inutilmente.
Tra i più curiosi, sicuramente Rocco, il cavalluccio a dondolo che immagazzina l’energia cinetica dei bambini… Comunque, per votare il progetto preferito, basta scorrere l’elenco e cliccare sull’icona “Vote”. Il mio preferito è TurbineLight, al momento all’ultimo posto e propone luci stradali autoalimentate da minieolico sollecitato dalle correnti che si creano al passaggio delle automobili (la foto è in alto).
Il progressivo allontanamento delle giovani generazioni dalla natura e, più in particolare, da un rapporto continuativo e simbiotico con la stessa, altera il normale sviluppo psicofisico nell’infanzia e nell’adolescenza conducendo a sintomi che vanno dall’iperattività, all’obesità, ai disturbi dell’attenzione e alle difficoltà di socializzazione. E’ quanto emerge da una serie di studi incrociati che si stanno svolgendo su scala globale, in particolare sotto l’egida degli Stati Uniti, in cui evidentemente, il problema viene captato come estremamente rilevante. Per arginare queste conseguenze, è stata promossa, negli Usa, la campagna “No child left inside” sostanziatasi in Italia nel progetto “Equilibri naturali” promossa nel 2009 dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Il progetto, che si sostanzia in attività di formazione specifiche per quanti lavorano nel campo della tutela delle aree protette e in una serie di incontri con l’infanzia volti a rafforzare il legame con la “Madre terra” in tutta la vastità delle sue accezioni, sta vivendo una fase di rapida espansione sotto il coordinamento dell’AIDAP-Unione per i Parchi e la Natura d’Italia.
Martedì 9 febbraio, presso l’ambasciata Usa a Roma, le esperienze maturate in un anno nel nostro Paese e negli Stati Uniti verranno confrontate per individuare una strategia comune finalizzata alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema del “disturbo da deficit di natura” e sull’importanza delle aree protette come laboratori en plein air. Affinché i bambini possano ricominciare a interfacciarsi con la magia del mondo naturale perdendosi tra giochi, sogni, escursioni e amicizia.. Sarà possibile seguire la conferenza in diretta su facebook

Gli alberi di Pino Pinus longaeva sono tra le piante più vecchie del mondo: in California, sulle cime delle White Mountains, la presenza di pini si risale a circa 5000 anni fa. Per questo gli esemplari di pino che crescono sulle cime di queste montagne sono tra le piante ideali per studiare i cambiamenti climatici ed i loro effetti sulla flora e la fauna.
Uno studio, pubblicato su Pnas, rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze inglese, ritiene che sia stato l’aumento delle temperature dal 1950 in poi a causare la diffusione e la crescita senza precedenti dei pini in zone di latitudine molto vicina a quella in cui i pini non potrebbero crescere.
Dalle analisi effettuate sui pini vicini alla Treeline, ovvero la zona critica in cui ogni aumento o rallentamento di crescita è significativo, risulta che gli alberi sono cresciuti più nei 50 anni che vanno dal 1950 al 2000, che nei precedenti 3700 anni. Il dato è significativo perché indica che i cambiamenti climatici hanno toccato i pini, ma soprattutto che le temperature sono aumentate a causa dell’inquinamento e delle emissioni degli ultimi 60 anni, anche sulle cime delle montagne, in tutte e tre le zone prese in considerazione attraverso l’analisi della miracolosa crescita dei pini.
via | ncdc.noaa.gov
Ce la ricordiamo nella saga di Alien come di una spietata combattente di extraterrestri onnivori e malefici. Ora Sigourney Weaver, dopo molti film e una nomination all’Oscar, ha deciso di fare qualcosa di concreto per l’ambiente e come molti altri colleghi di Hollywood ha sposato una causa: l’acidificazione degli oceani. Così ha deciso di prestare la sua voce al film-documentario Acid Test, che ha presentato nei giorni scorsi a New York e che informa sull’altro aspetto degli effetti collaterali dell’aumento di CO2 nell’atmosfera dato dall’aumento del grado di acidità nelle acque degli oceani.
Il film originariamente è andato in onda su Discovery Green Planet mentre la Weaver ha partecipato nei giorni scorsi a New York alla presentazione del film-documentario voluto da Natural Resources Defense Council. Una copia del film è stata data al Senatore Frank Lautenberg che dopo averlo visto ha chiesto che una copia fosse inviata a ogni suo collega. Il Senatore Lautenberg e poi andato oltre portando il problema dell’acidificazione degli oceani in un audizione in Senato.
Via | The Daily Green

Gary Braasch fotografo ambientalista, ha al suo attivo diversi siti web tra cui World View of Global Warming in cui ha deciso di depositare documenti, per lo più sue immagini, che attestano i cambiamenti climatici.
Il progetto è nato circa 12 anni fa e da allora Gary ha messo su un archivio fotografico di sicuro interesse, oltre ad aver pubblicato Earth under fire, il libro in cui raccoglie la sua esperienza di fotografo ambientalista e in cui testimonia come sia riuscito a toccare con mano gli effetti del riscaldamento globale.
Attualmente le sue foto sono in mostra fino al 15 marzo prossimo presso l’ American Association for the Advancement of Science di Washington.
Foto | Earth under fire
Dopo aver inaugurato il Salone dell’auto di Detroit con Ferrari e spumante, finalmente si iniziano a vedere le novità. Un intero padiglione è stato dedicato alle auto elettriche, prossime al commercio e concept car.
Nei 37.000 metri quadri introdotti dalla Electric Avenue, sono esposte 20 autovetture high-tech di diverse case automobilistiche: Hyundai ha annunciato l’ibrida Blu-Will, mentre Toyota ha introdotto la FT-ibrido CH. Cadillac ha presentato la concept Platinum XTS, dotata di un sistema ibrido che dà spazio all’elettrico; ci sono anche l’ActiveE BMW Concept, la MINI E e l’Audi e-tron.
A nulla è servito l’orto di Michelle, cioè della First Lady: negli Usa il Governo si appresta a discutere la legge HR 875, meglio conosciuta come Food Safety Modernization Act of 2009 con cui, se approvata, si metterà al bando l’agricoltura biologica, ritenuta insana. A essere banditi anche gli orti privati, quelli destinati all’autoconsumo.
La legge è stata ideata dalla deputata democratica Rosa DeLauro, con la presunta finalità di creare una nuova agenzia in seno al Department of Health and Human Services chiamata Food Safety Administration (FSA). Il suo unico scopo sarebbe quello di proteggere i cittadini dalla gestione pericolosa del cibo redi creare uno standard per la sicurezza alimentare fino a coprire la sicurezza dei prodotti alimentari importati (chissà se ne farà le spese il Made in Italy?). In pratica alla FDA, Food and drug administration resterebbero solo i controlli sui farmaci. Sebbene non vi siano indicazioni a sfavore della coltivazione per autoconsumo e mai sia usata laparola “biologico”, non ve ne sono neanche a favore, lasciando così il campo aperto a qualunque interpretazione. La formulazione usata nel disegno di legge riferisce che le disposizioni di sicurezza alimentare che consisterebbero nell’uso evidentemente di agenti chimici, sono a adottare verso un generico “meccanismo di produzione di cibo” e a “qualsiasi azienda agricola ” come “ranch, frutteto, vigneto, impianto di qualsiasi posto usato per coltivare” dunque pesumibilmente annche alle coltivazioni biologiche o a un orto familiare.
Ma negli Usa molte leggi sono spinte e in maniera del tutto trasparente da lobby. In questo caso a volere questa regolamentazione la MONSANTO, CARGILL, ADM (Archer, Daniels e Midland) con altre 35 grandi imprese agroalimentari.
Molte associazioni animaliste americane, in questi giorni, stanno protestando poiché il BLM, Bureau of Land Management’s, ha disposto la cattura e messa in recinto di 2500 cavalli mustang in Nevada (nel video in alto il sistema di cattura di una mandria di cavalli in Idaho). Secondo il BLM la cattura, che durerà un paio di mesi, si è resa necessaria poiché i cavalli con la loro presenza devastavano 850 miglia di pascolo destinato alle mandrie di bovini. I cavalli dopo la cattura sono rinchiusi in recinti in attesa, per alcuni, che arrivi un’adozione.
Secondo gli attivisti di Wild Horse preservation si potrebbero in alternativa adottare molte soluzioni che non la cattura e la chiusura dei cavalli in recinti. Propongono, ad esempio, di collocarli in riserve che rispettino la loro vita selvatica; uno sviluppo di ecoturismo; il controllo delle nascite.
La popolazione dei cavalli selvaggi è sempre stata molto numerosa: nell”800 furono censiti 2 milioni di capi contro gli attuali 25mila. Inoltre la cattura delle mandrie di cavalli, che avviene con una certa regolarità e il loro mantenimento negli ospizi costa alle tasche dei contribuenti americani circa 39 milioni di dollari l’anno.
Ho letto su Il Giornale la presentazione dei pannelli fotovoltaicisotterranei. Ho approfondito la notizia e ho scoperto che si tratta di un concept, cioè di un progetto denominato Subsolar, per ora vivo solo nelle simulazioni della Earth Sure, la società presieduta da Raymond Saluccio alla ricerca di finanziamenti per iniziare a ideare un prototipo.
A un progetto analogo lavora anche Zhong Wang docente presso il Georgia Tech cioè il Dipartimento di tecnologie della Georgia University Per ora però non sembra vi sia una buona resa se come riferisce Discovery News sono necessarie 10mila fibre ottiche per alimentare una lampadina da 10 watt. Per ora riescono a convertire il 3,3% della luce in energia elettrica contro il 30% dei pannelli fotovoltaici tradizionali. Secondo Zhong Wang con questo sistema, si potrà arrivare al massimo a una resa dell’8%.
L’idea di togliere i pannelli fotovoltaici dai tetti è il perno anche del concept Subsolar di Saluccio che propone di rinunciare alle fibre ottiche e di progettare un sistema sotterraneo per rifornire ospedali o uffici di energia elettrica 24h su 24h.
Ha dichiarato Saluccio:
Non abbiamo bisogno di mettere le fibre ottiche sul tetto. Siamo in grado di mettere la nostra fibra ottica sotto un prato, su un albero o anche al chiuso. La luce viaggerebbe sottoterra e si potrebbero usare materiali meno costosi poiché i pannelli sarebbero protetti.