Inquinamento luminoso

inquinamento luminosoAvete mai guardato una città o un paese da una certa distanza, di notte e con il celo nuvoloso? Ci avete fatto caso quanto le nuvole siano illuminate? Oppure avete mai provato in città a guardare le stelle? Praticamente impossibile. Si chiama inquinamento luminoso (light pollution). Molte persone sorridono quando sentono questa storia perchè spesso a lamentarsi sono gli astrofili: quelli che guardono le stelle, per passione o per lavoro. Il problema invece è grave, perchè inquinamento luminoso significa spreco, spreco significa buttare i soldi dalla finestra, soldi che potrebbero essere spesi diversamente.



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Da dove proviene questo inquinamento? Prevalentemente dall'illuminazione pubblica, dalle insegne. Molti obiettano che illuminare un marciapiede è necessario per la sicurezza e l'incolumità di pedoni ed autisti. Il problema però è che la maggior parte dei lampioni non illumina nel modo corretto: parte della luce viene proiettata verso il cielo anzichè verso terra.

«È ormai assodato che più del 30 per cento dell’energia elettrica degli impianti d’illuminazione pubblica serve ad illuminare il cielo», spiega l’ing. Carlo Rossi autore del Manuale per la lotta l’inquinamento luminoso (Uai, 2000). Per quanto riguarda l’Italia, traducendo questo dato in oli combustibili, significa uno spreco di 430.000 tonnellate di fonte energetica all’anno. Tradotto in monossido di carbonio significa 1.350.000 tonnellate di gas serra immesso in atmosfera.

Proprio in questi giorni il comune di Roma ha annunciato di volersi adeguare alla normativa della Regione Lazio in materia di riduzione e prevenzione dell'inquinamento luminoso varata nel 2000.
Il piano prevede l'utilizzo di nuovi contatori digitali, abbassamente delle potenze dei lampioni, leggi che vietino ai negozi chiusi di tener accese le insegne.

Altre possibilità provengono dall'utilizzo di lampioni che direzionino correttamente la luce dando la possibilità di utilizzare lampade con un voltaggio minore (magari di quelle a basso consumo). I comuni potrebbero usufruire delle società ESCO per non spendere un centesimo.

Io ho lanciato il sasso nello stagno. Se avete commenti o suggerimenti fate pure.

Link utili:
cielobuio.org
inquinamentoluminoso.it
uai.it

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