L’Atelier del Riciclo è un negozio ma anche un’associazione di promozione sociale fondata da dalle giornaliste Grazia Pallagrosi e Chiara Bettelli, assieme all’astropittrice Alice Pazzi.
A Milano l’Atelier del Riciclo si trova in via Casale 3/A (zona Porta Genova) e oltre a vendere abiti e accessori ”verdi” quindi prodotti con materiali naturali o riciclati è anche la prima ”Swap Boutique” milanese.
Per poter prendere parte allo ”swapping” bisogna sottoscrivere un abbonamento grazie al quale si possono barattare senza limiti non solo abiti ma anche accessori, oggetti e pezzi di design.
Via | Atelier del Riciclo
Se siete in cerca di capi di abbigliamento ecologico per non far infuriare i vostri figli, provate da American Apparel: in occasione della Quarantesima Giornata della Terra, American Apparel ha lanciato la sua collezione Creative Reuse.
Nella produzione di capi di abbigliamento ed accessori milioni sono gli scarti che ogni giorno finiscono nella spazzatura, mentre invece potrebbero essere riciclati per creare altri pezzi che necessitano di meno stoffa. Così nasce la collezione Creative Reuse, che si ispira al riciclo creativo e propone sciarpe, fermagli, bikini e capi di lingerie prodotti con scarti di materiale tessile. La collezione è consultabile online qui sullo store di Creative Reuse e se non doveste trovare niente di vostro gusto, potete sempre acquistare un pacco di scarti di stoffa e dedicarvi al fai da te.
Poiché qui su Ecoblog sappiamo che siete alla ricerca di Costumi di Carnevale ecologici da creare in fretta per celebrare il weekend dedicato a maschere e travestimenti, ecco qui una proposta di DeabyDay per i ritardatari alla ricerca di un vestito last minute.
Procuratevi una vecchia calzamaglia e un paio di grucce per creare l’accessorio indispensabile ad ogni fatina: le ali! Per completare il costume vi basta indossare una maglietta ed un paio di leggings dello stesso colore, un paio di ballerine o di stivali a seconda che siate la fata o il folletto che l’accompagna.
Se vestirvi da fatina non vi alletta, trovate qui un altro tutorial per travestirvi niente di meno che da tovaglia per il picnic, riciclando avanzi di cibo ed altri oggetti che è facile trovare in casa anche all’ultimo momento.
I rifiuti elettronici e i gioielli, apparentemente, non hanno niente in comune, ma se si guarda bene e si utilizza la fantasia, si scoprirà che i circuiti elettrici e le perline delle collane possono essere la stessa cosa, per non parlare del tessuto delle scarpe.
Gli accessori frutto di riciclo creativo a partire da materiali di e-waste, che potete ammirare nella vetrina virtuale della nostra gallery, hanno partecipato alla mostra Jewelry_cycle, dedicata all’upcycle dei rifiuti elettronici e fatta per sensibilizzare contro il ricambio sfrenato di oggetti tecnologici. Vi piacciono?
via | ecouterre
Grazie alla segnalazione di un nostro lettore, siamo venuti a conoscenza di un servizio che permette di superare le difficoltà che si hanno nel cercare pannolini ed assorbenti ecologici, permettendo a chiunque di averne una scorta personale, fatta con le proprie mani.
Proprio per la difficoltà a trovare prodotti di igiene ecologici, qui su Ecoblog vi abbiamo sempre segnalato iniziative e brand che trattano di assorbenti, eco pannolini ed accessori lavabili e riutilizzabili per bambini ed adulti. Grazie ad Ecopannoli, da oggi ognuno sarà in grado di cucire i propri pannolini con prodotti naturali, igienici e con una spesa minima.
Se Ecopannoli è infatti possibile acquistare tutto ciò che occorre per farsi da soli pannolini e assorbenti riutilizzabili: in flanella di canapa, in spugna di cotone, in spugna di bamboo. Tutti i pezzi sono disponibili in diverse forme e colori, per i bisogni degli adulti e per la fantasia dei bambini.
Lo shop dedicato al Fai-da-te di Ecopannoli ha tutto quello che serve per accessori igienici fatti a mano, e per chi volesse servirsi di prodotti già fatti, ma altrettanto naturali, c’è qui il loro catalogo prodotti: ci sono pannolini di bambù, kit ecopannolini e pacchi convenienza.
Foto | Flickr

Per aiutare la popolazione colpita dal terremoto di Haiti, si può adottare a distanza un bambino di Haiti, o si può dare il proprio contributo con un gesto ancora più piccolo e meno impegnativo: donare le proprie scarpe usate.
Le scarpe sono un accessorio fondamentale per i sopravvissuti, perché permettono loro di poter camminare nel fango e di poter scavare tra le macerie senza rischiare di tagliarsi o di ferirsi mentre si muovono tra i resti di palazzi crollati, metalli, vetri.
Foot Solutions, per conto di Soles4Souls, chiede a tutti di donare le proprie vecchie scarpe poco consumate, per aiutare la popolazione di Port-au-prince a sopravvivere e a camminare tra le macerie. In Italia non c’è nessun centro di raccolta, ma credo che i centri in Germania o in Inghilterra siano pronti a raccogliere anche le nostre scarpe.
Foto | Flickr

I saldi di gennaio attirano anche chi non ama il consumismo e vorrebbe scegliere prodotti ecologici per il proprio abbigliamento, cosa non sempre facile facile perché i prodotti eco-fiendly sono difficili da trovare nei negozi. Oggi vi presento Veja, una linea di scarpe che nasce dalla volontà di “cambiare il mondo, anche soltanto di pochissimo”.
La filosofia di Veja si basa sull’utilizzo di materie prima naturali, provenienti dal commercio equo nel rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori. Da Veja il cotone viene sostituito con il cotone organico e per contrastare la deforestazione si supporta la produzione di gomma naturale nella riserva di Chico Mendes in Amazzonia, usata per le suole.
Veja produce sneakers e scarpe per tutti i gusti, ha anche una linea per bambini e da poco ha sviluppato l’area di produzione delle borse. Se cercavate un luogo dove poter trovare accessori e scarpe eco friendly, la rete è quello che va per voi, ma fortunatamente le scarpe di Veja le vendono anche a Verona, a Napoli, a Modena, e così via.

Ogni anno Treehugger e Planet Green stilano la lista dei consigli più utili per coloro che scelgono la bici come mezzo di trasporto, per potersi muoversi sulle due ruote facilmente e sopravvivere al freddo senza problemi. Per il 2010 hanno affidato a Lloyd Alter, che vive e pedala a Toronto, la lista dei 42 suggerimenti andare in bici in inverno.
Se anche per voi la bicicletta è prima un mezzo di trasporto e poi uno sport, allora la prima cosa da fare è sentirsi comodi, per potersi muoversi facilmente come sull’autobus o a piedi, non importa quanti cm di neve ci siano là fuori. Pedalare a Toronto non è come pedalare a Copenaghen, e pedalare a Roma è già pericoloso con la pioggia, figuriamoci in caso di neve, ma Lloyd è pronto a fornire tutti i consigli necessari, dall’abbigliamento alle luci, alle manovre. Ognuno potrà adattarli alla propria quotidianità o suggerirne di nuovi.
Siccome l’inverno è ancora lungo, chi ha scelto la bici come mezzo per i proori spostamenti troverà davvero interessanti i consigli di Lloyd su come pedalare in libertà nonostante freddo e neve, senza dimenticare di consultare anche i consigli di Ecoblog sugli accessori per proteggersi dal freddo quando si va in bici di notte e di lasciarci i propri suggerimenti.
Foto | Flickr

Quanti di voi usano poggiare il pc su coperte e superfici morbide, soprattutto quando lo si usa in casa per guardare un film o chattare prima di andare a dormire? Appoggiare il laptop su superfici morbide provoca un surriscaldamento del computer, per non parlare dei danni che il calore emanato dal pc può portare alle gambe e alla pelle, come la dermatite del conducente. Per questo è opportuno poggiare sempre il portatile su superfici rigide, ed il supporto fai-da-te sembra un’ottima soluzione.
Dopo il leggio in cartone riciclato, il supporto ecologico è un altro accessorio per computer che si può realizzare da soli, con un po’ di manualità, un vassoio e due pezzettini di legno, riciclabili da vecchi mobili o da scarti di falegnameria.
Il tutorial per realizzare il supporto fai-da-te che vedete nella foto è di Instructable, che spiega passo dopo passo come fare. Il vassoio-supporto è un’ottima idea regalo per Natale, oltre ad essere un accessorio multifunzione: potete conservare sotto il pc tutti i cavi, le usb e i cd del caso, oppure riportare il supporto alla sua funzione prima e farci colazione al risveglio. L’importante è che il pc e le vostre gambe siano al sicuro dal surriscaldamento. Bastasse un semplice supporto fai-da-te anche per il pianeta…

Se solo da quest’anno avete deciso di fare l’albero con materiali riciclati, avrete da qualche parte delle vecchie lucine di Natale, conservate in attesa di essere riusate, riparate o riciclate. E’ giunto il momento di trasformale in preziosi gioielli, ideali da mettere sotto l’albero per illuminare di gioia fidanzate, sorelle ed amiche.
Trasformare le lucine in accessori eco-fashion è semplicissimo, basta procurarsi dei gancetti, dei vecchi fermagli per orecchini e delle vecchie catenelle o altri tipi di corda, filo o lacci, a seconda del gusto, riciclandoli da altri oggetti.
Basterà staccare le lampadine singole dal filo al quale erano legate e forarle, per poi far passare nel foro il gancetto da legare ai fermagli per gli orecchini o la catenella per le collane. Coloro che vogliono essere proprio originali, potranno realizzare i gioielli riciclando anche il filo delle luci di Natale, eliminando le piccole lampadine in eccesso o tenendone tre o cinque per la collana. Qual è il posto migliore dove mettere le vecchie lucine di Natale? Sul decolletée e alle orecchie di coloro che riceveranno questo bellissimo coordinato di gioielli come regalo di Natale.
via | ecouterre