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Tutti gli articoli con tag acqua bene comune

Referendum acqua e nucleare: si fanno o no?

pubblicato da Peppe Croce

Referendum acqua e nucleare: si fanno o no?Dopo le recenti uscite del governo che, tramite il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, ha annunciato l’abrogazione (temporanea) della normativa sul ritorno al nucleare tutti si chiedono se si farà il referendum il 12 e 13 giugno.

Da oggi la gente si chiede anche se si farà quello sull’acqua pubblica visto che, sempre Paolo Romani, ha annunciato che vuole mettere mano anche al decreto Ronchi che sancisce l’obbligo per i comuni di affidare ai privati la gestione dell’acqua pubblica.

Marina, non molti post fa, ha spiegato che il referendum anti nucleare si dovrebbe fare. Ora arriva una nuova testimonianza che va nella stessa direzione e che è valida anche per il referendum per l’acqua bene comune. Testimonianza pubblicata dal Manifesto e riportata da Quale Energia. Si tratta delle parole del giurista costituzionalista Gaetano Azzariti:

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Nucleare e acqua pubblica: si scalda la macchina referendaria

pubblicato da Peppe Croce

Nucleare e acqua pubblica: si scalda la macchina referendaria

Si inizia a far sul serio per i referendum di inizio giugno su nucleare e acqua pubblica (ai quali si aggiunge quello sul legittimo impedimento): i comitato del sì e quelli del no hanno cominciato a muoversi e preparano le prime iniziative. Partiamo dall’acqua: il comitato Acqua Bene Comune, promotore del referendum, ha indetto una manifestazione nazionale per sabato 26 marzo a Roma e cerca di far coppia con i promotori della consultazione antinucleare:

Sabato 26 marzo il popolo dell’acqua ha indetto a Roma una grande manifestazione nazionale per 2 SI’ ai referendum per l’acqua bene comune, per il SI’ per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti e della democrazia. Una piazza per l’acqua, una piazza per la vita.Questi referendum sono fondamentali per tutte le donne e uomini che guardano ad un altro modello di società, di sviluppo e al futuro del pianeta

Cambiando fronte troviamo la pseudo associazione ambientalista, in realtà astroturfista, dei Circoli dell’ambiente di matrice Pdl, che sono contrari ad entrambi i referendum e hanno appena messo in piedi un sito internet unico per dire no ad entrambe le consultazioni popolari.

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Referendum acqua, nucleare ed elezioni nella stessa data?

pubblicato da Peppe Croce

Referendum acqua, nucleare ed elezioni nella stessa dataMentre si riscalda la macchina referendaria per i due super quesiti che verranno proposti agli italiani a breve (quello sull’acqua pubblica e quello sull’energia nucleare), si è già capito che entrambi i referendum avranno un solo grande nemico: l’astensionismo.

Per combatterlo, e per risparmiare qualche euro che di questi tempi male non fa, la proposta che arriva dalle associazioni pro acqua pubblica e da quelle anti nucleare è sempre la stessa: accorpare i referendum con le elezioni amministrative che si svolgeranno tra primavera e inizio estate in molti comuni italiani.

Riguardo al referendum sull’acqua pubblica la richiesta di accorpamento può essere anche sottoscritta su internet, andando sul sito acquabenecomune. Per quanto riguarda il nucleare, invece, la strategia scelta è stata diversa: le associazioni ambientaliste hanno scritto a Silvio Berlusconi e a Roberto Maroni, rispettivamente premier e ministro dell’Interno, per chiedere che si voti nello stesso giorno delle amministrative.

Via | Legambiente, Acqua Bene Comune
Foto | Flickr

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L'attore Moni Ovadia in favore dell'acqua pubblica

pubblicato da Peppe Croce

Tra due giorni, a Palermo, si riunirà il Forum regionale per l’acqua bene comune che sta promuovendo una legge regionale in favore della ripubblicizzazione dell’acqua. Legge per la quale ha già raccolto decine di migliaia di firme.

Alla riunione del forum parteciperanno enti locali, sindacati e associazioni ambientaliste contrarie alla privatizzazione. Molte sono le manifestazioni di solidarietà da parte di personalità del mondo della cultura nei confronti del movimento, siciliano e non solo, per l’acqua pubblica.

Una di queste è quella dell’attore Moni Ovadia, che ha inviato un video messaggio che noi vi facciamo vedere in anteprima.

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Referendum acqua: i privatizzatori si appellano alla Corte Costituzionale

pubblicato da Peppe Croce

Referendum acqua: i privatizzatori si appellano alla Corte Costituzionale

Nei giorni scorsi i promotori del referendum contro la privatizzazione dell’acqua hanno ricevuto l’ok della Corte di Cassazione sulla validità delle oltre 1.400.000 firme raccolte per ottenere la consultazione popolare. Ne servivano un terzo, ma evidentemente gli italiani sentono che il tema è molto importante.

Di oggi la notizia che il comitato dei contrari al referendum, cioè quelli che sono favorevoli alla gestione privata delle risorse idriche, si vogliono appellare alla Corte Costituzionale per capovolgere l’esito della raccolta firme e del conteggio.

Secondo loro (che si fanno chiamare “Acqua Libera Tutti”) le firme raccolte dai promotori (che invece si chiamano “Acqua Bene Comune”) per difendere l’acqua pubblica non sarebbero state raccolte in modo corretto:

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Acqua pubblica: gli Ecodem del Pd tentano di ammazzare il referendum

pubblicato da Peppe Croce

Acqua pubblica: gli Ecodem del Pd tentano di ammazzare il referendumCerto, 1.400.000 firme in favore del referendum contro la gestione privata dell’acqua è stata una batosta pure per loro, che il referendum non lo volevano. Ora però gli Ecodem prendono atto che la sensibilità sul tema è forte in Italia e che non si può far finta di non vedere quella montagna di firme.

Ecco, allora, che fanno buon viso a cattivo gioco e, pur apprezzando la partecipazione popolare, tornano a ribadire il no al referendum:

Il numero altissimo di firme raccolto dai referendum sull’acqua è una buona notizia, perché esprime una forte sensibilità verso il più fondamentale dei beni comuni, e Dio solo sa quanto ci sia bisogno di tornare a dare importanza ai beni comuni, dopo anni di ubriacatura neoliberista e privatista. Questo non cancella né i dubbi sull’uso di uno strumento , quello referendario, che ormai da quindici anni si rivela un boomerang per il mancato raggiungimento del quorum

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Referendum acqua pubblica, per Federutility è un coktail sbagliato

pubblicato da Peppe Croce

Referendum acqua pubblica, per Federutility Ã�¨ un coktail sbagliatoArrivano le prime reazioni al successo della raccolta firme in favore dei tre quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua. La prima reazione è stata politica con la nascita di “AcquaLiberaTutti”, un comitato trasversale per il no al referendum di deputati alla Camera.

AcquaLiberaTutti vede tra gli aderenti anche soggetti extraparlamentari come l’Istituto Bruno Leoni, think tank italiano liberale molto apprezzato da Confindustria, e l’Adam Smith Society, una associazione culturale liberista “cui aderiscono professionisti, accademici, economisti, giuristi ed operatori economici interessati allo studio ed alla diffusione dei princìpi dell’economia di mercato, della concorrenza e della libera iniziativa” e Libertiamo, associazione con annesso giornale on line presieduta dal parlamentare Pdl Benedetto Della Vedova.

Contraria al referendum anche Federutility, associazione di categoria che riunisce 451 imprese italiane di servizi pubblici locali dei settori acqua ed energia che attualmente forniscono acqua a circa il 75% della popolazione italiana. Con numeri del genere è evidente che Federutility una reazione doveva averla.

Diplomatica, si deve ammettere, almeno per ora:

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Acqua pubblica, il referendum si farà: raccolte 1.400.000 firme

pubblicato da Peppe Croce

Acqua pubblica, il referendum si farà: raccolte 1.400.000 firme

Unmilionequattrocentounmilaquattrocentonovantadue firme, obbiettivo raggiunto. Esulta il Comitato Promotore dei Referendum per l’acqua pubblica che ieri mattina ha consegnato il corposo faldone alla Corte di Cassazione, più che sufficiente per indire il referendum (servivano 500.000 firme). La raccolta firme, iniziata il 25 aprile scorso, sin da subito aveva riscosso un buon successo. Il numero totale, però, probabilmente non se lo aspettavano neanche i promotori che, oggi, si godono il risultato:

Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme. La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile

Fa bene, adesso, il comitato a pensare ai restanti 24 milioni di italiani: storicamente i referendum hanno una scarsa affluenza in Italia e il quorum del 50% più uno degli aventi diritto non sarà semplicissimo da raggiungere. Meno difficile dovrebbe essere il prossimo passaggio istituzionale, propedeutico al referendum vero e proprio, il doppio controllo di legittimità: quello sulle firme da parte della Cassazione e quello sull’attinenza del referendum all’articolo 75 della costituzione.

A meno che non abbiano truccato le firme e la Corte Costituzionale non ritenga che gli articoli proposti per l’abrogazione siano “intoccabili”, l’approvazione del referendum dovrebbe essere facile come bere un bicchiere d’acqua dal rubinetto di casa.

Via | Acqua bene comune

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Acqua pubblica, la Sicilia vota "Sì"

pubblicato da Peppe Croce

Acqua pubblica, la Sicilia vota "S�¬"

Dopo una breve, ma significativa e fallimentare, esperienza di semi-privatizzazione della gestione dell’acqua la Sicilia torna sui suoi passi. La finanziaria regionale, approvata 48 ore fa dopo una maratona all’Assemblea Regionale Siciliana, contiene anche un emendamento del Pd, votato anche dal Pdl Sicilia, che azzera la precedente gestione privata o semiprivata.

Aboliti gli Ato Idrico, si dovrà adesso tornare a legiferare sulla materia. Il precedente sistema, quello delle società d’Ambito Territoriale Ottimale (Ato) aveva dato risultati molto diversi da provincia a provincia ma, sostanzialmente, anche dove la privatizzazione era passata in maniera più compiuta non si erano fatti passi avanti nella qualità del servizio.

Ora, invece, si rimette la palla al centro e si riafferma che il bene pubblico dell’acqua deve avere una gestione pubblica. Tutto questo per via legislativa e non referendaria: il Pd, che ha proposto l’emendamento nella finanziaria siciliana, in tutta Italia non aderisce alla campagna per i tre referendum contro la privatizzazione della gestione dell’acqua.

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Referendum acqua pubblica: in un solo giorno raccolte 100 mila firme

pubblicato da Peppe Croce

Al via la raccolta firme per l'acqua pubblica

Se il buon giorno si vede dal mattino, allora i comitati contro la privatizzazione dell’acqua possono iniziare a sorridere: nella giornata di ieri sono state raccolte oltre 100 mila firme in favore del referendum contro il decreto Ronchi. Certamente a dare una mano ai promotori della consultazione popolare c’è stata anche la concomitanza con la festa del 25 aprile, ma i numeri sono comunque notevoli:

Oltre 12mila firme in un solo giorno in Puglia, 10mila a Roma, 4mila firme a Torino città, 3500 a Bologna, 2500 a Milano. Dati impressionanti dalle piccole città: 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firma a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Dati sorprendenti sui paesi 1300 firma ad Altamura, 850 a Lamezia Terme

Tra i firmatari anche alcuni amministratori locali del Pd (partito che si è dichiarato contrario al referendum) e persino qualche alto prelato:

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