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Fukushima: pasticcio sulla carne contaminata al cesio

pubblicato da Marina

carne contaminata da cesio in giappone

La Prefettura di Fukushima informa che 42 bovini la cui carne è risultata radioattiva sono stati venduti a Tokyo, Yokohama e Chiba. I capi provenivano da un allevamento di Asakawa, a circa 60 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi dove è ancora in corso l’incidente. Sono stati alimentati con paglia di riso contaminata fornita da un agricoltore di Shirakawa a circa 75 chilometri dalla centrale nucleare. Nel mentre le autorità hanno chiesto agli allevatori di astenersi dalla spedizione dei manzi a meno che non siano stati alimentati con mangime sicuro.

Infatti a Tokyo hanno annunciato di aver rilevato un tasso di cesio radioattivo pari a 650 becquerel per chilo, contro un limite di 500 becquerel, nel campione di carne analizzato di uno dei 13 capi venduti nella capitale. Hanno precisato perciò che quella carne non andava consumata. Non si conosce ancora la sorte degli altri 20 capi .L’altro ieri ancora una notizia a proposito di 17 bovini che risultavano contaminati ma provenienti da Minamisoma a circa 20 Km dalla centrale nucleare di Fukushima. Sono stati venduti e in parte consumati in diverse regioni, tra cui a Tokyo. Il tasso di cesio radioattivo rilevato è di 3200 becquerel per chilo.

Cosa sta succedendo perciò a Fukushima e nel Giappone? La fretta di seppellire le conseguenze del terribile incidente nucleare, peraltro ancora in atto, fa fare passi troppo lunghi evidentemente e le autorità tendono a dire sempre troppo presto e velocemente che va tutto bene e che tutto è sotto controllo. Appena una settimana altre rassicurazioni circa i livelli di radiazioni presenti nella città di Fukushima, ribadendo che nonostante le associazioni antinucleariste lanciassero l’allarme sui livelli elevati di radiazioni, tutto è sotto controllo e nei limiti di legge. Ma, almeno nel caso dei bovini, non sembra essere così.

Un esperto rassicura in merito ai rischi per la salute, precisando che aver mangiato quella carne non rappresenta un pericolo immediato. Anche se la rassicurazione è molto discutibile, perché non tiene affatto in conto l’effetto accumulo è da rilevare che in Giappone, dopo 4 mesi e con un incidente nucleare ancora in corso non è stato ancora organizzato un sistema centralizzato di controllo della radioattività nei cibi e ci si affida ai test delle singole prefetture e municipalità effettuali senza coordinamento.

Via | Mainichi Shinbun, Le Monde
Foto | Flickr

Requiem per gli Akuntsu, nell'Amazzonia brasiliana

pubblicato da alessandra

Gli Akuntsu popolo semisconosciuto tra i più esigui al mondo che vive nella foresta amazzonica. Appena 5, oggi, a causa della morte del loro membro più anziano. Storia tristissima, quella degli Akuntsu, cadenzata dal rumore di innumerevoli omicidi inferti da chi, non pago di distruggere l’ambiente e la fierezza della biodiversità in uno dei più grandi doni del nostro pianeta, l’Amazzonia brasiliana, uccide individui innocenti nel silenzio più assoluto dei media.

Questo popolo combatte ogni giorno, da oltre 50 anni, contro allevatori senza scrupoli disposti a tutto pur di procacciarsi la terra per i propri latifondi. E questo, nonostante l’impegno del FUNAI - il dipartimento per gli affari indiani del governo brasiliano - e nonostante la stessa permanenza degli indios in una zona delimitata - l’Omerê – riconosciuta dal Governo.

Gli Akuntsu sono gente pacifica, che crede nello spirito della foresta, che pesca e caccia nel pieno rispetto di tutte le specie, per cui anche tagliare un albero è un gesto estremo da compiere con prudenza e timore. Eppure, oggi, le loro possibilità di sopravvivenza sono ridotte ad un nulla e l’emblema di ciò è rappresentato dai nuovi monili indossati dalle (poche) donne: gioielli in plastica, ottenuti dagli imballaggi dei pesticidi usati dai campesinos a poche centinaia di metri, al posto delle conchiglie e dei frutti. Il loro destino pare segnato dalle ingorde, gigantesche fattorie che circondano l’Omere, utilizzate per l’allevamento dei bovini e la coltivazione della soia destinata, per lo più, a nutrire proprio quelle bestie che finiranno, cotoletta, nei panini dei più noti fast food del mondo…

Foto | Flickr

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