Mentre in Europa ci impegniamo a recuperare e riciclare le lattine di alluminio, nel resto del mondo le usano anche in maniera creativa per produrre oggetti e sculture.
E’ il caso di questa gallery di immagini che mostrano come la piccola e semplice lattina, se unita creativamente alle sue consorelle possa produrre non solo oggetti gradevoli da guardare, ma spesso anche da usare.
Lattine di alluminio, sculture creative
Foto | Oddee
Di matrimoni sostenibili abbiamo parlato altre volte su Ecoblog, limitandoci tuttavia a segnalare piccole inziative a minor impatto ambientale quali bomboniere solidali o semplicemente abiti ecocompatibili. Questa notizia che arriva dagli Stati Uniti, sempre in tema di nozze, ha però del particolare.
Due giovani futuri sposini americani (Andrea Parrish e Peter Geyer) hanno infatti lanciato una singolare sfida per raccogliere i soldi per le spese della cerimonia del loro matrimonio. I due ragazzi copriranno i costi del lieto evento se riusciranno nell’impresa di riciclare 400.000 lattine di alluminio.
Fino ad ora i due hanno mandato al riciclo circa 90.000 lattine; all’appello mancherebbero quindi più dei tre quarti della materia prima. Considerando infatti che alla fatidica data mancano ancora cinque mesi, sarebbe necessario riciclare almeno 60.000 lattine al mese. Numeri impossibili?
Continua a leggere: Il matrimonio che si paga con il riciclo delle lattine
Ebbene, eccoci giunti alla fine del nostro viaggio nella raccolta differenziata. Questa settimana, infatti, tratteremo gli oggetti che iniziano per “U”, “V” e “Z”.
Ultimo appunto: scegliere caffettiere, vaschette per alimenti… in alluminio riciclato è una scelta estremamente importante per la tutela dell’ambiente. Basti pensare che per produrne 1 kg occorrono appena 0,6 – 0,7 Kwh, mentre per ottenere la stessa quantità di prodotto “nuovo” a partire della bauxite sono necessarie oltre 130 Kwh.
Quanto ai vecchi VHS, invece, (sempre più spesso tristemente gettati nella spazzatura) non c’è alcuna possibilità alternativa alla discarica poiché la plastica utilizzata è di tipo indefinito e spesso eterogeneo, pertanto non riciclabile.
Continua a leggere: Raccolta differenziata. Glossario per riciclare: lettere "U", "V" e "Z"

Eccoci di nuovo alla nostra serie di consigli su come realizzare alberi di Natale con materiali riciclati: venerdì scorso vi ho illustrato alcune idee per realizzare dei bellissimi alberi con le lattine di alluminio, oggi vediamo cosa si può inventare con un altro materiale, la carta. Requisite tutti i sacchetti messi da parte per la raccolta della carta, tirate fuori vecchie carte dell’uovo di Pasqua conservate per l’occasione, riesumate vecchi giornali: è tempo di fare l’albero di Natale.
Quelli che vedete nella foto sono due esempi di alberi di Natale relaizzati riciclando la carta: l’idea è di Lilly, il procedimento è facilissimo e trovate tutte le istruzioni su come realizzarlo qui sul blog JustlikeMartha.
Un’altra idea per riciclare la carta e trasformarla in albero di Natale è realizzare un interpo albero fatto con palline di carta di giornale accartocciate ed incollate in cerchi le une accanto alle altre, e poi sovrapposte. Per realizzare questo tipo di albero servono soltanto tanta carta e un po’ di colla, oltre all’entusiasmo dei bambini, pronti a riempire la casa di palle di carta; in alternativa lo scheletro dell’albero può esssere fatto con una torre di scatoloni, poi ricoperto di palle e palline di carta, o di fogli tagliati con le frange.
Per un albero di Natale piccolo piccolo, diciamo da comodino, trovate qui lo schema per tagliare e trasformare in albero qualsiasi tipo di carta, ma meglio che sia verde. Se avete atre idee per realizzare alberi di Natale con materiali riciclati, condividetele con noi su Ecoblog!
Continua a leggere: Alberi di Natale con materiali riciclati: carta

In vista del Natale, soprattutto se lo si vuole rendere il più ecologico possibile, bisogna essere preparati. Eccoci pronti, allora, per un altro weekend all’insegna del fai-da-te, per realizzare alberi di Natale con materiali riciclati e vivere le festività con lo spirito che più ci piace, quello ecologico. Tra le tante varianti di alberi di Natale ecologici, di cui vi parleremo qui si Ecoblog, c’è quello con le lattine vuote, che bisogna iniziare a raccogliere e mettere da parte.
Una volta che avrete raccolto abbastanza lattine, preferibilmente tutte di colore verde, potrete cominciare l’impresa e trasformare quelle che prima erano materiali di scarto in un bellissimo albero di Natale. Potete ripetere la creazione che vedete nella foto con le lattine raccolte, servendovi di materiali riciclati anche per la base, l’asta centrale e gli steli sui quali andrete a sistemare le lattine. Manici di scopa, vecchi raggi di bicicletta, coperchi di plastica, scheletri di ombrelli: sono sicura che con un po’ di fantasia riuscirete a procurarvi tutto il necessario per creare il vostro albero con le lattine.
Se quello della foto vi sembra un albero troppo complicato da realizzare, potete realizzarne uno piccolo, semplicemente legando insieme le lattine e costruendo una torre a base tonda con strati di lattine legate insieme che si stringono man mano verso l’alto, semplicemente mettendo le lattine l’una sull’altra così come si fa con la torre di bicchieri. Potete scegliere se farlo verde, ed addobbarlo con decorazioni fatte a loro volta con le lattine, oppure optare per un albero rosso, realizzato con le lattine della Coca Cola, già in versione natalizia.
Un’altra alternativa per realizzare l’albero di Natale riciclando le lattine è quella qui suggerita da Treehugger, molto carina e scenografica, ideale per l’albero in giardino, illuminato con le luci di candele e candeline.
Continua a leggere: Alberi di Natale con materiali riciclati: lattine

Da Sceglierbio ci arrivano un po’ di trucchi per trasformare i nostri rifuti in decorazioni per Halloween, per chi vuole trascorrere la giornata di oggi a trasformare oggetti per una notte di streghe e fantasmi ecologica.
Jack’o'Lantern è ecologico: invece di essere realizzato con la tradizionale zucca, è fatto con barattoli di latta o con lattine di alluminio verniciate e intagliate. Se avete seguito i consigli di Alessandra sulla raccolta differenziata, saprete dove trovare la materia prima per le vostre creazioni di Halloween.
Jack’O'Lanter è sostenibile: prima di gettare il vetro nell’apposito contenitore, dategli una nuova vita con un po’ di carta arancione e una serie di lucine a Led. L’effetto Halloween sul vostro davanzale è assicurato, senza sprechi e risparmiando energia.
Per i terrificanti pipistrelli in carta riciclata da appendere al soffitto e per le decorazioni di Halloween da ritagliare e trasformare in candele, riciclando vecchi pezzi di cera, trovate qui su Sceglierbio i template e la guida per il fai-da-te. Il vostro Halloween verde farà diventare verdi dalla paura!

Sul numero del Venerdì di questa settimana c’è un articolo molto interessante sulle regole della raccolta differenziata in Italia, e sulle differenze delle regole stesse, che variano da regione a regione, da comune a comune, a seconda delle tipologie di rifiuto da smaltire. Il risultato è che spesso la cittadinanza è nel caos, e non ha idea di dove e come smaltire questo o quello.
Tra questi rifuti compositi, c’è il pacchetto di sigarette, involucro composto da diversi materiali, che si usa e si getta con elevata frequenza. E’ bene sapere dove e come smaltirlo. Il pacchetto di sigarette dovrebbe essere gettato in quattro contenitori diversi: la parte esterna dovrebbe andare in un contenitore per la plastica, insieme alle bottiglie di plastica. Il pacchetto di cartoncino dovrebbe essere gettato nel contenitore per la carta; la carta stagnola all’interno che racchiude le sigarette dovrebbe finire nel contenitore per l’alluminio, insieme ai coperchi dello yogurt e alle lattine.
Infine, la cicca, quello che resta della sigaretta fumata, va gettata nell’indifferenziato, e putroppo non vi è alcun sistema per riciclare questo concentrato killer, tanto dannoso per la salute e l’ambiente.
Continua a leggere: Come e dove riciclare un pacchetto di sigarette
Prima di affidare alla raccolta dei rifiuti la carta dell’uovo di Pasqua, ecco alcune idee per riusarla in casa e allungare la vita di un imballaggio che dura il tempo di aprire l’uovo e mangiarlo. Il modo più semplice per riutilizzare la carta dell’uovo è farne carta da regalo o da pacco per futuri oggetti che dovrete impacchettare, ma potete anche trasformala in colorati segnalibri rettangolari o usarla per foderare il fondo dei cassetti.
Un uso immediato, post pranzo pasquale, è quello sostitutivo dell’alluminio: usate la carta dell’uovo per avvolgere i cibi prima di conservarli in frigo. Un altro modo per riciclarla è utilizzarla per fare un aquilone colorato per far giocare i bambini ed educarli al riuso creativo. Ne conoscete altri?
Dopo aver usato, riusato e riciclato creativamente la carta dell’uovo di Pasqua, dove gettarla? Per alcuni la sua destinazione è nella frazione degli imballaggi in plastica, come il nylon e la pellicola degli alimenti; per altri dovrebbe essere smaltita nell’indifferenziato, poichè è impossibile dividere l’allumino dalla parte in plastica. Secondo voi, dove va smaltita la carta dell’uovo di Pasqua?
Foto | Flickr
Continua a leggere: Come e dove riciclare la carta dell'uovo di Pasqua
Bisogna ammetterlo: il tetrapack è difficile da riciclare, dove lo mettiamo? Tre sono le soluzioni più in voga: o se ne fa a meno o ci si arma di pazienza e si divide la carta dalla plastica dall’alluminio oppure facciamo finta di sbagliare e lo buttiamo nell’indifferenziata. Quest’ultima pratica spero non sia la più comune. Da un po’ di tempo tuttavia in alcuni fortunati comuni è attiva la raccolta differenziata anche per il tetrapack.
In particolare, come mostra il filmato qui sopra l’alluminio ed il polietilene vengono rielaborati per produrre un composto definito “Ecoallene” che darà vita ad oggetti di varia natura, mentre la carta rientra nel processo di riciclaggio divenendo “Cartafrutta“. Aldilà dei simpatici nomi trovati dal reparto marketing per dei composti di riciclo, mi sembra una pratica che presuppone un sistema di riciclaggio che purtroppo in Italia non sempre va come dovrebbe.
Ultima considerazione riguarda l’alluminio che, se seguisse la tradizionale via del riciclaggio, potrebbe conoscere utilizzi più “nobili”. Insomma, al momento non mi convince. Se però siete tra quelli che “fanno finta”, vi consiglio di vedere se nel vostro comune questo servizio è attivo andando sul sito TiRiciclo.it, almeno avrete un peso in meno sulla coscienza. :-)
Costigliole D’Asti è stato premiato oggi a Roma come il comune più riciclone d’Italia. I suoi 6.000 abitanti, sono arrivati al 73,09% di raccolta differenziata e all’86,09% di gestione dei rifiuti: a disposizione ci sono 60 isole ecologiche per la raccolta di carta, vetro, alluminio e plastica; mentre per il ritiro dell’indifferenziata i cittadini pagano in funzione della quantità di rifiuti prodotta. E se si devono sbarazzare di rifiuti ingombranti la raccolta è a pagamento, mentre per i pannolini è gratuita. Il secondo posto è del comune di Bozzolo nel mantovano, seguito da Ziano di Fiemme (TN).
Ecco la classifica completa
Continua a leggere: Legambiente premia i Comuni ricicloni: vince Costigliole d'Asti