Tornano, anche quest’anno dopo i buoni risultati dei primi tre, gli European Solar Days, le cinque giornate europee del sole. E di questi tempi sappiamo bene quanto possano essere utili. Ci sono stati, nelle passate edizioni, circa 800 eventi sul tema dell’energia solare (fotovoltaica e non) solo in Italia, in Europa sono migliaia, con 200.000 partecipanti tra comuni, regioni, province, aziende, associazioni, università e scuole oltre a numerosi privati cittadini.
In Italia ad organizzare la manifestazione sono Legambiente e Ambiente Italia (quella dei famosi dossier come “Ecosistema urbano”). Come spiega Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente
Queste giornate sono un appuntamento per portare in piazza il solare e parlare con le famiglie dell’opportunità di risparmiare in bolletta dando benefici all’ambiente. Gli impianti solari, termici e fotovoltaici, sono, infatti, tecnologie oggi mature e concrete e in grado di entrare in maniera determinante nel bilancio energetico delle famiglie. Basti pensare che a fine 2010 erano 109 i Comuni italiani in cui, grazie al fotovoltaico viene prodotta più energia verde di quella necessaria alle famiglie residenti
Sponsor della manifestazione in Italia è Sorgenia, quella dell’“energia sensibile”…
Via | Legambiente
Foto | Eusd.it
E’ stato presentato oggi, a Roma, Ambiente Italia 2010 il rapporto annuale di Legambiente che analizza lo stato di salute (non solo ambientale) del nostro paese.
La notizia che, tra le altre, salta più all’occhio è sicuramente quella (scontata) che pone l’Italia al terzo posto in Europa per quantitativo di emissioni di Co2 immesse nell’atmosfera con un incremento lordo delle stesse, rispetto al 1990, pari al 7,1%. Nè, del resto, potevamo immaginare una situazione differente considerando il primato italiano, nell’UE, per numero di automobili pro capite (i mezzi privati coprendo circa l’82% della domanda di trasporto terrestre) e la mole vertiginosa di merci (circa l’80% delle stesse) che ogni giorno viaggiano in lungo e in largo nella penisola su gomma.
Almeno, però, l’Italia dedica quasi il 10,3 del proprio territorio alle aree protette nelle diverse accezioni di parchi nazionali, regionali, sic, ecc., vera panacea per le circa 57.000 specie animali - 1/3 di quelle europee - e le 5.600 floristiche che vi si sono insediate. Eppure, anche in questo contesto il nostro paese mostra gravi limiti di gestione riducendo, ogni anno di più, le risorse destinate alle aree protette: in particolare, sono i parchi nazionali i più vulnerabili ricevendo il 25% in meno di stanziamenti pubblici rispetto al 2001. Ma non è tutto: l’atteggiamento delle istituzioni pare riluttante a una concreta valorizzazione delle AP e del suolo, in genere, permettendo una rapidissima crescita edilizia e il degrado degli habitat. Anche la tassazione ambientale è insufficiente: composta per il 77% da tasse energetiche (soprattutto accise petrolifere), manca di imposte specificatamente riferibili al consumo delle risorse ambientali. Quanto alle rinnovabili, Duccio Bianchi dell’istituto di ricerche Ambiente Italia, si è così espresso:

Il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, attacca il titolo V della Costituzione, che impedirebbe allo Stato di decidere velocemente in materia di energia.
Nel corso di una Conferenza organizzata da Francesco Rutelli sulla Green Economy, la titolare dell’Ambiente ha avallato le tesi più estreme diffuse nella maggioranza di centrodestra, secondo cui non sono da condividere gli allarmi e le politiche “radicali” sui cambiamenti climatici.
La mozione “negazionista” sui cambiamenti climatici, approvata dal Senato, non era quindi un episodio, ma indica una volontà complessiva di mutare le politiche ambientali. Secondo il Ministro, la Carta Costituzionale andrebbe rivista, infatti:
per evitare un continuo dibattito sull’energia tra Stato e Regioni.