Nel piccolo paesino di Cuccaro Vetere 551 abitanti (siamo in provincia di Salerno, nel pieno del parco del Cilento) è partita la raccolta differenziata porta a porta a dorso d’asino. Al centro dell’iniziativa avviata da Planet solution con il contributo della Provincia di Salerno un sistema di compostaggio domestico di rifiuti:
il cui avvio a recupero, per la carenza di impianti di compostaggio, oggi costituisce un costo notevole per la comunità.
Ha iniziato questa sistema di raccolta il comune di Castelbuono in provincia di Palermo. Ma l’iniziativa non è troppo piaciuta all’Enpa che ha così commentato:
L’unico modo per salvaguardare gli animali in via d’estinzione è di garantirli e tutelarli all’interno del loro ambiente naturale, rispettandone le caratteristiche etologiche senza delegare ad essi compiti e attività che competono all’uomo.
Foto | Castelbuono
Il primo sub-commissario all’emergenza rifiuti nominato da Raffaele Lombardo è un esperto del settore: Domenico Michelon, ingegnere con un curriculum bello lungo e numerose nomine negli enti pubblici fino a quella di direttore dell’Ato 5 Palermo. Un Ato considerato virtuoso in Sicilia per i buoni risultati ottenuti nella raccolta differenziata.
Su internet è disponibile una sola foto del sub-commissario, assolutamente inguardabile e per questo prontamente scartata in favore dei cassonetti che vedete a fianco.
Impossibile fare previsioni sul lavoro di Michelon nel nuovo ruolo, sarebbe anche scorretto fare ipotesi. Di sicuro da fare non ne manca. Divertente, però, ricordare una “scelta tecnica” fatta a Castelbuono, comune di circa 9.000 abitanti nell’entroterra palermitano.
In questo paesino, nel 2007, è arrivata la differenziata. Già questo è un record visto che la gran parte dell’isola oggi ancora non ha idea di cosa sia. Ma la particolarità stava nei mezzi di raccolta dei rifiuti: asine. L’idea, come riporta Eco-News, venne al sindaco durante un viaggio all’estero e messa in pratica da Michelon che, al periodico on line confessò:
Continua a leggere: Rifiuti Sicilia: il sub-commissario delle asine spazzine

Gli asini selvatici sono diventati pericolosi sull’isola di Cipro, perché vagano liberi per campi e strade, risultando aggressivi per gli automobilisti che li incontrano lungo il proprio cammino, per i turisti che arrivano sulle spiagge e per la gente dei villaggi che comincia ad aver paura di questi animali selvatici e testardi.
Così come è accaduto per i canguri in Australia, la questione degli asini di Cipro ha scatenato il dibattito tra ambientalisti che vorrebbero proteggere gli esemplari di asino e comunità locali che li vorrebbero fuori dalla propria vita. Ma nella complicata vita dell’isola di Cipro, la questione ha acuito anche l’eterno conflitto tra greci e turchi che si dividono l’isola, i primi a Sud, i secondi a Nord.
Secondo il portavoce turco ci sarebbero due asini per ogni abitante, e sarebbe il caso che le creature venissero rimandate in Turchia o sterilizzate. Negli anni, gli asini si sarebbero moltiplicati senza controllo, tanto da essere adottati come simbolo di Cipro. Da tutto il mondo arrivano proposte per questi 1000 asini in più: un uomo d’affari turco si è offerto di comprarne alcuni per 1000 euro l’uno e re-inserirli ad Antalya in lavori per il turismo. C’è chi invece vuole tenerli a Cipro ed impiegarli in forme di turismo sostenibile. Suggerimenti?
Foto | Flickr
Un appuntamento imperdibile per chi ama gli asini. Dal 6 all’8 giugno a Quattro Castella, si terrà il più grande raduno mondiale di orecchielunghe. Duemila rappresentanti provenienti da diverse parti d’Italia nonché da vari paesi europei, come Spagna, Francia o Portogallo, si ritroveranno presso l’azienda agrituristica di Montebaducco, uno degli allevamento più grandi d’ Europa, con oltre 500 animali.
Oltre a spettacoli, trekking e parate, durante la kermesse si potranno avere informazioni di più sull’opoterapia, ovvero sulla pet therapy per ragazzi disabili o con problemi comportamentali e partecipare ad incontri scientifici sul latte d’asina, che ha caratteristiche organolettiche molto simili a quello materno e può essere impiegato in caso di intolleranze alimentari.
L’idea è di far conoscere al pubblico la storia e il significato della presenza di questo simpatico animale nel mondo attuale, valorizzandone tutte le attività ad esso correlate e promuovendone la tutela, anche grazie alle presentazione di una Carta dei diritti dell’Asino.
Foto | Flickr
Vi piacerebbe imparare a fare il formaggio in casa? O apprendere le migliori tecniche florovivaistiche? O acquistare uno stallone arabo? O degustare il meglio dell’agroalimentare? Da domani e fino a domenica potrete farlo, alla Fiera “Agrivarese” che si tiene appunto dal 4 al 6 aprile presso la Malpensa Fiere (uscita A26 Busto Arsizio), a pochi chilomentri dall’Aeroporto di Malpensa.
E per 20 lettori di Ecoblog c’è la possibilità di ricevere gratuitamente il biglietto d’ingresso.
Tra le attività più curiose in programma, sarà possibile scoprire e sperimentare come fare il formaggio in casa attraverso il percorso “il formaggio lo faccio io!”. L’appuntamento gratuito - in calendario venerdì alle ore 20.30 - oltre a fornire le istruzioni per produrre un buon formaggio, equipaggerà il visitatore con un kit completo con termometro, caglio e contenitori appositi.
Ne “La stalla”, spazio in cui saranno ospitati decine di capi dei più qualificati allevamenti del territorio, sarà possibile osservare circa ottocento animali tra cui pecore, capre, vacche, maiali, bufali, poni, asini e bovini da carne (piemontesi, incroci e razze francesi).
Inoltre, domani mattina, gli studenti delle scuole tecniche potranno partecipare alla scuola di toelettatura con manicure e pedicure per le manze che permetterà di preparare gli animali per sfilate e concorsi ed i giovani potranno osservare le dimostrazioni di mungitura e di tosatura delle pecore. Anche il pubblico potrà partecipare alle dimostrazioni durante la sera.
“L’asina è una periferica nomade che mi permette di interagire con le persone, le storie, i racconti. Molti li registro sul mio iPod pronti da essere utilizzati come podcast.”
C’è un blogger che sta percorrendo l’Italia accompagnato da un’asina. Il loro blog (Lasino.org, che è suo e dell’asina), è un vero diario di viaggio, racconta della strada percorsa, della gente che offre ospitalità, della fatica e della bellezza dell’Appennino. Bellissima la sezione con le foto dei baratti. 5 oggetti che cerca continuamente di scambiare con altri, presi dalla gente che incontra.
Il sistema di manutenzione delle scarpate stradali sperimentato a Treviso permette di ridurre notevolmente i costi. Prima costava 80.000 euro all’anno, oggi la provincia ne spende 10.000.
A fare il lavoro sono 6 asini nani, come ci aveva raccontato AXE nei commenti sotto il post degli asini che raccolgono la spazzatura in Sicilia. Anche qui l’efficienza della natura e’ imbattibile.
Il Presidente della Provincia Luca Zaia era orgogliosissimo dell’affare concluso: “C’è da dire anche che gli animali sono del tutto compatibili con l’ambiente, non inquinano e rientrano in un progetto molto più vasto di turismo ecologico che interessa tutto il nostro territorio. Sotto la scarpata ci sono delle piazzole di sosta, lungo tutto il percorso, dove si potranno accostare le vetture per permettere ai più piccoli di assistere allo spettacolo.
Il sindaco di un comune siciliano nel parco elle Madonie, Castelbuono, si e’ fatto due conti in tasca e ha calcolato che affidare la raccolta della spazzatura a degli asini avrebbe significato un notevole risparmio per le casse comunali.
Mario Cicero spiega la sua ecologicissima idea in questi termini: “Non abbiamo il dovere di difendere l’ambiente? Bene, allora eliminiamo dalle strade del centro storico del nostro paese i camion e i furgoni che sono inquinanti e rumorosi.” Ogni asino girerà per il paese con un bidone per lato, uno per i rifiuti biodegradabili ed uno per il resto (a Castelbuono si differenziano i rifiuti).
Il raffronto dei costi e’ schiacciantemente a favore della bestia: un camioncino costerebbe 30.000 euro, mentre un asino ne costa 1.500. mantenere un camioncino (bollo, assicurazione, gasolio, meccanico…) costa 8.000 euro, mantenere un asino (alimentazione, custodia e veterinario) ne costa 2.000. “Prevediamo che due automezzi possano essere sostituiti da tre animali e che gli operai impegnati si riducano da quattro a tre.”
Oltre al risparmio c’e’ anche il ripristino di una tradizione locale (il trasporto a dorso d’asino) che viene attualizzata. Il sindaco si spinge provocatoriamente oltre, fino a suggerire il rilascio di certificati verdi per il processo di raccolta rifiuti effettuato a dorso d’asino. Noi di ecoblog appoggiamo e applaudiamo!
Chi segue assiduamente Ecoblog si ricorderà che ne era stato fatto un accenno la scorsa estate. Forse però vale la pena di spendere qualche riga in più.
La Boscaglia organizza viaggi a piedi nella natura, magari a fianco di un bellissimo asinello abruzzese: un nuovo modo per fare escursioni, o forse la riscoperta di un’antica tradizione.
Sembra infatti che camminare lentamente a fianco degli asinelli d’Abruzzo sia un modo per riappropriarsi di se stessi e riscoprire il senso del proprio tempo. Camminare addirittura inteso come terapia. Dalle escursioni della durata di un giorno a gite più lunghe, l’importante è percorrere la propria strada con calma e nel rispetto del proprio compagno di viaggio a quattro zampe.