Basf rende noto che è avvenuta, nella Repubblica Ceca, la prima semina della patata ogm Amflora e che il primo raccolto avverrà nel prossimo autunno.
Non ostante le forti polemiche, quindi, Basf forte dell’ok ricevuto dalla Ue va avanti e raddoppia: sdoganata la Amflora, infatti, si prepara l’arrivo sul mercato dell’altra patata ogm, la Fortuna.
Mentre la prima serve principalmente per l’industria della colla e della carta, ed entra nella catena alimentare umana solo indirettamente tramite gli scarti di lavorazione con i quali si fa mangime per animali, la seconda nasce proprio per scopi alimentari.
A differenza della Amflora, che ha un gene in meno, la Fortuna ne ha uno in più derivante dalla patata selvatica che protegge il tubero dalla peronospora. Questo, dicono alla Basf, permetterà una coltivazione più “pulita” grazie all’utilizzo di una minore quantità di agrofarmaci.
C’è poco da scommettere, però, sull’accoglienza che avrà la nuova patata ogm da parte di ambientalisti e sostenitori dell’agricoltura tradizionale e biologica.
Via | Con i piedi per terra
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Le api rischiano l’estinzione. E’ l’amara notizia che riportiamo a febbraio e che viene lanciata dall’Unione apicoltori.
Scriveva Uscia:
In Italia ci sono circa 50 mila apicoltori e 100 mila alveari, vengono prodotti oltre 10 mila tonnellate di miele all’anno. Ma il danno (circa 250 milioni di euro ) non riguarda solo il mercato del miele e dei suoi sottoprodotti, infatti le api sono fondamentali nella produzione di pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, ciliegie, cocomeri, zucchine, pomodori, soia, colza.
In Italia però lo scorso novembre il TAR del Lazio ha dato ragione alle api e a scopo cautelativo ha vietato l’uso dei pesticidi di Basf, Bayer e Syngenta.
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Il Tar dell Lazio il 19 novembre scorso ha respinto il ricorso di Basf, Bayer e Syngenta contro il Ministero della Salute che intende vietare in via cautelativa l’uso degli antiparassitari nicotinoidi, individuati come la causa della morìa delle api, una sindrome che ha causato e sta causando la morte di questi piccoli insetti in quasi tutti i Paesi europei.
Via| Roberto Lapira, morbin
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Sulla questione OGM, l’Europa ancora una volta mostra ipocrisia, stabilendo due pesi e due misure rispetto alle decisioni da prendere. Questa voltà la “doppia pesata” tocca alla “superpatata” del gigante chimico tedesco Basf.
Nei prossimi giorni la Commissione europea chiederà ai 27 ministri dell’Agricoltura di approvare per la commercializzazione nell’Ue una patata Ogm. La peculiarità della “superpatata” è quella di contenere un alto contenuto di amidi, ma sopratutto di essere resistente a due antibiotici, Neomicina e Kanamicina.
Una valutazione favorevole è stata espressa dall’ Efsa (Autorità europea di sicurezza alimentare) che ha suggerito alla commissione europea di non applicare un divieto, esistente dalla fine del 2004, per tutti gli Ogm contenenti geni di resistenza agli antibiotici “che potrebbero avere un effetto negativo sulla salute umana e sull’ambiente” (art.4 direttiva Ce 2001/18).
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La patata geneticamente modificata che la BASF vorrebbe coltivare in Europa si chiama EH92-527-1.
La patata è stata modificata per farle produrre un amido più adatto a fini industriali. La patata BASF produce più amilopectina del normale. L’amilopectina è uno dei due polisaccaridi che costituiscono l’amido insieme all’amilosio . Nella cultivar proposta è stato “spento” il gene che sovraintende alla formazione dell’amilosio. L’amilopectina si usa nella produzione della carta.
Il comitato dell’Unione Europea è diviso e non riesce ad approvare o a bocciare la richiesta. Fra due settimane la parola passerà ai ministri dell’Agricoltura e anche quel voto appare incerto. Fino al 10 dicembre si possono esprimere commenti sulla patata trans andando sul sito della sicurezza alimentare della comunità Europea (in Inglese).
La patata non dovrebbe finire sulle tavole degli italiani perché destinata a produrre amido, ma gli Amici della Terra sostengono che la BASF abbia già presentato l’apposita richiesta per estenderne l’uso all’alimentazione umana (quella animale mi apre sia già prevista). Per Legambiente questa autorizzazione sarebbe un pericoloso precedente.