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Tutti gli articoli con tag bersani

Nucleare: nuova lettera a Bersani, ma questa volta per dire no

pubblicato da Peppe Croce

Nucleare: nuova lettera a Bersani, ma questa volta per dire noNeanche due settimane fa un gruppo di scienziati, manager e politici simpatizzanti del centro-sinistra avevano scritto all’onorevole Bersani per chiedergli di favorire il ritorno italiano al nucleare. Tra i firmatari c’erano anche nomi famosi, come Umberto Veronesi e Margherita Hack.

Ora, invece, Bersani riceve una seconda lettera, dai toni opposti: non si deve tornare al nucleare e si devono aumentare gli investimenti nelle rinnovabili.

Questa volta il mittente è “Energia per il futuro“, un “gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca, pienamente convinti che non sia più il tempo in cui gli scienziati possono chiudersi nelle loro torri d’avorio per dilettarsi con loro ricerche, senza curarsi dei problemi della società in cui operano e di quelli dell’intero pianeta”.

Non è la prima lettera anti-nucleare che questo gruppo di studiosi invia ai rappresentanti politici italiani: durante l’ultima campagna elettorale per le regionali 2010, infatti, ne avevano mandata un’altra ai candidati delle varie regioni. In entrambi i casi, i mittenti erano 24.

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Tunisia-Sicilia: accordo su carbone ed eolico

pubblicato da Peppe Croce

Tunisia-Sicilia: accordo su carbone ed eolico

E’ in partenza un treno carico carico di… energia. Dalla Tunisia all’Italia, via Sicilia, tra non molto potrebbero arrivare 1200 MW di elettricità perchè nei giorni scorsi è stato dato il via libera al bando internazionale che mette in pratica una vecchia idea di partnership energetica.

Erano i tempi di Bersani ministro dello sviluppo economico quando, nel 2007, fu firmato un primo memorandum d’intesa tra Italia e Tunisia per la costruzione di una centrale termoelettrica nel paese nordafricano che, insieme ad un non meglio definito parco eolico, avrebbe dovuto produrre 1.200 MW ora di energia, 800 dei quali destinati all’Italia.

Ci arriveranno attraverso un cavo sottomarino, anch’esso compreso nel bando, che partirà da El Haouria, sulla punta della penisola di Cap Bon e sbarcherà in Sicilia, località non comunicata.

Da quale fonte proverrà il grosso dell’energia, cioè quella prodotta nella centrale termoelettrica? I comunicati stampa non lo dicono, ma il Ministero dell’Industria tunisino sì: da gas o carbone, in base alla convenienza economica.

Aspettiamoci a breve, quindi, una centrale a carbone da un migliaio di megawatt sull’altra sponda del Mediterraneo. anche se ci verranno a dire che l’energia sarà prodotta dalla fonte rinnovabile eolica. Domanda: la parte rinnovabile come verrà quantificata?

Ma, soprattutto, se verrà esportata con quali incentivi verrà pagata? Quelli italiani o quelli tunisini?

Via | Ministero Sviluppo economico, Ministero tunisino dell’Industria
Foto | Flickr

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Ecodem Sicilia: no al nucleare, sì alle rinnovabili. Intervista esclusiva a Gigi Bellassai

pubblicato da Peppe Croce

A margine di un convegno in Sicilia, abbiamo intervistato Gigi Bellassai, presidente regionale degli Ecodem, l’ala ecologista del Partito Democratico, sulle principali questioni energetiche nell’isola. Nucleare, rinnovabili, paesaggio e autorizzazioni: dalle parole di Bellassai emerge la posizione degli Ecodem su tutti i temi più caldi.

Prima dell’intervista, però, una dovuta precisazione: attualmente il governo regionale siciliano, guidato da Raffaele Lombardo, gode dell’appoggio esterno del Pd e di parte del Pdl (il cosiddetto Pdl-Sicilia, contrapposto al Pdl “ufficiale” o “lealista” che ha rifiutato un governo appoggiato dal Pd). Il governatore, pochi giorni dopo aver stretto l’accordo con il Pd, ha modificato la sua posizione sul nucleare prendendo atto di una mozione contraria all’installazione di centrali nucleari in Sicilia presentata dai democratici e votata all’unanimità dall’Assemblea Regionale.

Presidente Bellassai, la politica regionale siciliana ha recentemente mutato indirizzo sul nucleare in seguito ad una mozione presentata dal Pd e votata da tutta l’Assemblea Regionale Siciliana

Il no al nucleare è già passato in Sicilia grazie ad una mozione del Pd che ha visto anche il governatore Lombardo cambiare la sua linea da un sì al nucleare al no e tutta l’aula, compreso il Pdl ufficiale l’ha approvata. Quindi in sicilia c’è un netto no al nucleare. Ma questo no significa anche puntare velocemente sulle rinnovabili e in maniera organica perché quello che è successo negli anni del “cuffarismo” non è una cosa bella: le fonti rinnovabili sono diventate affare per i certificati verdi e non si è puntato alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione delle risorse energetiche.

Bisogna cambiare rotta, applicare il Pears (il Piano energetico e ambientare regionale siciliano, ndr) velocemente con i decreti attuativi e puntare alle rinnovabili diffuse nel territorio. Quindi cambiare rotta e farlo in questo momento che il Pd può dire la sua nel governo regionale

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Ecodem "SI alle rinnovabili NO al nucleare". Ma sono in ritardo e si contraddicono.

pubblicato da Peppe Croce

Gli Ecodem scoprono in ritardo le rinnovabiliIn vista delle elezioni regionali gli Ecodem, l’ala ecologista del Pd, tornano alla carica con uno slogan un po’ vecchiotto ma sempre efficace: “SI alle rinnovabili NO al nucleare”. Il ritardo degli Ecologisti Democratici è lampante, visto che mancano appena un paio di settimane alle elezioni regionali, ma il problema vero non sta nella tempistica.

All’interno del Pd, infatti, non tutti hanno le stesse idee sulle energie rinnovabili. Il caso più recente è quello dell’eolico off shore in Sardegna (argomento sul quale abbiamo appena pubblicato l’ultimo aggiornamento), per il quale il Partito Democratico sardo ha chiesto che il Governo nazionale rispetti la decisione della Regione Sardegna. Regione che, a differenza di quanto forse vorrebbero gli Ecodem, i parchi eolici proprio non li vuole.

Per quanto riguarda il nucleare, invece, basta fare una ricerca rapida nell’archivio dei nostri amici di PolisBlog per ricordarsi che l’attuale segretario del Pd, Pierluigi Bersani, quando era ministro aveva fatto ben più che un’apertura sulla possibilità di tornare all’atomo per produrre energia. Forse, per argomenti così seri e importanti come l’ambiente, l’energia rinnovabile e quella nucleare, sarebbe il caso di fare meno propaganda e più politica di sostanza.

Via | Ecodem
Foto | Ecodem

Il Senato approva la class action: quella innocua però!

pubblicato da Matteo Razzanelli

Senato approva emendamento a Finanziaria 2008 che prevede la class action

Vittoria per l’ambiente? Tremino le eco-mafie? Non proprio. La battaglia continua e l’esito non è scontato.

Scavalcando le discussioni già in corso nelle commissioni parlamentari competenti, in Senato la maggioranza ha infatti centrato il blitz - grazie all’errore di voto di un senatore di Forza Italia - ed ha portato a casa la class action, inserendo nella Legge Finanziaria 2008 un emendamento dei senatori Manzione e Bordon.

Titoloni sui giornali, associazioni dei consumatori che esultano e Confindustria “arrabbiata”.
Ma la realtà è un pò più complessa.

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World Energy Council 2007: Roma 11-15 novembre

pubblicato da Matteo Razzanelli

World Energy Council 2007 - Congresso Mondiale dell'Energia - Nuova Fiera, RomaE’ partito ieri presso la Nuova Fiera di Roma il 20° Congresso Mondiale dell’Energia, che durerà fino a giovedì prossimo.

Il Congresso - che si svolge per la prima volta in Italia - viene organizzato ogni tre anni ed il titolo dell’incontro di quest’anno è “Il futuro dell’energia in un mondo interdipendente”.

All’inaugurazione di ieri presso la nuova Fiera di Roma era presente il Presidente del consiglio Romano Prodi, che ha aperto il Congresso con un intervento telegrafico.

Oggi invece il programma è piuttosto interessante.

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Scorie nucleari italiane: dove le mettiamo?

pubblicato da Matteo Razzanelli

Deposito unico delle scorie nucleari: dove lo mettiamo? - Foto JonasB su FlickrDobbiamo sistemare 90′000 metri cubi di rifiuti radioattivi, a cui nel 2025 si aggiungeranno altre 235 tonnellate di ritorno dalla gita in Francia.

Oggi questo materiale radioattivo è sparso in una serie di depositi e nelle centrali nucleari dismesse. In moltissimi casi non è in condizioni di sicurezza. Vi ricordate la rivolta di Scanzano Ionico nel 2003? Là - nelle ex miniere di sale - doveva nascere il deposito nazionale dei materiali radioattivi, ma le proteste bloccarono tutto.

La settimana scorsa il Ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani ha incontrato i Presidenti delle Regioni per discutere ancora una volta la localizzazione del deposito unico. Questa volta il governo vuole trovare una soluzione concertata che eviti le barricate.

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Bersani denunciato per il carbone di Civitavecchia

pubblicato da lumachina

Il ministro Bersani denunciato per la mancata attenzione alla salute di chi abita a Civitavecchia

Il comitato No Coke Tarquinia ha denunciato penalmente il Ministro Bersani, “colpevole di non aver dato seguito alle richieste delle istituzioni territoriali e dei Ministeri della salute e dell’Ambiente di riaprire la conferenza dei servizi relativa all’autorizzazione concessa per la riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia.”

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Bersani propone a Piebalgs di catturare CO2

pubblicato da lumachina

Bersani punta sulla cattura della CO2Il nostro ministro dello sviluppo economico Bersani ha scritto una lettera al commissario europeo per l’energia Andris Piebalgs, spiegandogli come l’Italia potrà continuare a bruciare combustibili fossili a manetta e, nel contempo, rispettare gli impegni presi per ridurre le emissioni di CO2.
Il trucco (l’atteso miracolo non ancora avvenuto) consiste nella cattura e successivo stoccaggio dell’anidride carbonica.

L’apertura dell’articolo su La Stampa mi sembra ignorare (volutamente o no, non lo so) la possibilità di incentivare le energie rinnovabili basso-emissive e il risparmio energetico.
“Senza nucleare per volontà referendaria, l’Italia dell’energia non ha scelta: se vuole garantirsi una produzione elettrica sostenibile dal punto di vista ambientale, deve puntare tutto sui combustibili fossili e far sparire l’anidride carbonica, principale imputato dell’effetto serra.”

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L’Italia si apre alla ricerca sul nucleare di IV generazione

pubblicato da silvia

Centrale nucleare Il ministro dello sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, aveva precisato qualche giorno fa la sua distanza dal pensiero di Casini a favore del nucleare sottolineando come il nostro Paese non ha le condizioni, nemmeno economiche, per l’avvio di un piano di produzione nucleare. Bersani aveva però dimostrato l’interesse di “partecipare alla ricerca europea e internazionale sul nucleare di quarta generazione, in grado di risolvere la questione del combustibile irraggiato che potrà comunque diventare realtà in una prospettiva di medio-lungo periodo”.

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