Tutti gli articoli con tag biocarburanti

Quanto è grande una tonnellata di CO2?

pubblicato da missunderstanding in: Inquinamento Clima EcoComunicazione

quanto è grande 1 T di CO2
Vi siete mai chiesti quanto è grande una tonnellata di CO2? L’architetto Christophe Cornubert e l’artista Alfio Bonanno se lo sono chiesto e hanno trasformato la risposta in una installazione.

Il cubo di CO2 rappresenta una tonnellata di CO2 ed è la raffigurazione concreta dell’impatto medio mensile di una persona nel mondo e di un cittadino americano in due settimane. L’installazione è già a Copenaghen e aspetta l’arrivo delle delegazioni internazionali per mostrare ai leader dei vari Paesi e ai cittadini la rappresentazione fisica dell’impatto di ogni persona sull’ambiente.

Si stima che circa 420 milioni di persone nel mondo vedranno il cubo e sapranno quanto è grande una tonnellata di CO2. Se ve lo siete chiesto, ora conoscete la risposta, diffondetela.

via | dezeen

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La lotta ai cambiamenti climatici uccide i popoli indigeni

pubblicato da alessandra in: Clima Natura Internazionale Politica EcoComunicazione

Un inquietante dossier è stato pubblicato da Survival Internationl l’organizzazione internazionale che da anni si muove in prima linea per dare voce ai popoli indigeni di tutto il mondo, non a caso denominato la verità più scomoda di tutte, parafrasando il titolo del celebre film di Al Gore.

La lotta contro il riscaldamento globale devasta i popoli indigeni

urlano indignate le pagine del dossier. In particolare sono quattro le misure i cui devastanti effetti sono analizzati: l’uso dei biocarburanti, l’energia idroelettrica, le politiche di conservazione delle foreste e non da ultimo, le compensazioni delle emissioni di carbonio.

La polemica sui biocarburanti in sostituzione degli idrocarburi è aperta ormai da anni, spaccando in due il mondo degli ambientalisti. Ma cosa dire ai Guaranì la tribù più numerosa del Brasile, eppure una delle più fragili se è vero che in soli 6 anni oltre 80 bambini sono morti di fame, a causa della conversione delle loro terre per la produzione di olio di palma? Per quanto riguarda l’energia idroelettrica, poi, oltre 10 mila indigeni del Borneo, i Penan, sono stati sfrattati per permettere la costruzione della diga di Bakun, in Malesia, mentre continuano i lavori e le ricerche per la costruzione di altre, enormi, infrastrutture. Ma c’è dell’altro, e riguarda le politiche messe in campo per proteggere le foreste e che ricadono, incredibilmente, proprio su quei popoli che hanno fatto del rispetto della foresta la propria vita, la propria maestra, la propria dea. E’ il caso dei Masai, sfrattati dalle multinazionali del turismo che hanno reso la parte settentrionale della Tanzania in una riserva dove loro sono, senza eufemismi, decisamente di troppo! Stessa vergognosa sorte, poi, è toccata agli Ogiek, cacciati dalla foresta di Mau, in Kenia, terra legata – in modo meravigliosamente sostenibile! – alla sopravvivenza e alle magiche ritualità di questa tribù.

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Finanziaria 2010: tagli ai biocarburanti

pubblicato da Simone Muscas in: Italia Carburanti Politica

Stazione rifornimento biodieselI produttori di biocarburanti sul piede di guerra contro il governo italiano e, nel particolare, con la Finanziaria 2010. La presa di posizione è da ricercarsi sul drastico taglio che si intende apportare in tema di sovvenzioni: è previsto infatti un taglio di oltre il 90% sull’aliquota agevolata per i biocarburanti italiani che, qualora si applichi, passerebbe da 250.000 ad appena 18.000 tonnellate.

Per capirci meglio verrebbe ridotto (e pure parecchio) il contingente di prodotto assoggettato a questo vantaggio fiscale. Questa misura potrebbe causare un vero e proprio blocco degli investimenti (molti dei quali già pianificati dai produttori per il 2010) con conseguenze preoccupanti sull’occupazione.

L’allarme è dell’Unione Produttori Biodiesel, l’associazione aderente a Confindustria che riunisce e tutela i produttori italiani di biodiesel, secondo cui il taglio di oltre il 90% del contingente agevolato, oltre a ledere un diritto introdotto dalla Legge Finanziaria 2007 e confermato dalla Commissione Europea, inciderebbe pesantemente sulla produzione nazionale già esposta in maniera significativa alle importazioni di prodotto da Paesi quali l’Argentina e il Canada.

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Global Green Challenge, in Australia il rally è solare

pubblicato da Giorgio in: Energia Oceania Auto Ibridi Solare

Da Darwin ad Adelaide con la forza del sole. Ha preso il via in Australia il Global Green Challenge, manifestazione dedicata alle auto a propulsione solare ed ibrida. Gli equipaggi, provenienti da tutto il mondo, percorreranno 3.000 km in 6 giorni. I veicoli viaggeranno ad una velocità media di 100 km/h, attraversando deserti e foreste della meravigliosa terra dei canguri.

Due le categorie previste per questo rally verde: l’Eco Challenge, destinato ai produttori di veicoli a basse emissioni di CO2; il Solar Challenge, riservato ad università, istituti tecnici e imprese, che vede l’adesione di 15 nazioni tra cui: Giappone, Svizzera, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Belgio e, ovviamente, Australia. In entrambe le categorie, le autovetture sono soggette al regolamento della Federazione Internazionale Automobile. La competizione vuole rendere omaggio all’impresa dell’autraliano Hans Tholstrup che, nel 1982, realizzò a proprie spese un auto ad energia solare, percorrendo il continente da est verso ovest.

Tra i 17 equipaggi che partecipano alla categoria Eco troviamo: Ford, Kia, Hyundai e Bmw Mini. Da tempo, queste importanti case automobilistiche investono in ricerca e sviluppo, realizzando auto a basso impatto ambientale. Il Solar Challenge é l’occasione giusta per testare su strada il lavoro sperimentale e, al tempo stasso, lanciare un forte segnale a tutto il settore automobilistico e all’opinione pubblica. La gara avrà luogo dalle 8 alle 17 e i piloti dovranno accamparsi lungo il percorso una volta raggiunto l’orario di gara stabilito. Attraverso il sito ufficiale della competizione è possibile seguire la diretta della manifestazione. Il 31 dicembre verranno premiati i vincitori delle due categorie.

Via | Global challenge

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Biocarburante da alghe: basterà per fare il pieno a un aereo?

pubblicato da Marina in: Tecnologia Informazione Web&Blog Carburanti Agricoltura Aerei Acqua

Biocarburanti da alghe, basteranno per un pieno a un 747? Ho letto con grande interesse l’articolo Why Algae Won’t Fly Anytime Soon sul blog The crankyflier che mette in discussione per il prossimo futuro la produzione di biocarburante da alghe.

Dove sta il problema? Nella filiera produttiva: occorre troppa energia e il processo, dunque, non è sostenibile e non è conveniente.
Scrive Cranky:

Ci vuole un sacco di energia e l’uso di sostanze chimiche per fare niente che non è esattamente un processo sostenibile.

Racconta Cranky che della produzione di biocarburante da alghe ne ha parlato con Riggs Eckelberry CEO di OriginOil. Ebbene, nonostante Riggs con la sua società abbia individuato un sistema per l’estrazione di biocarburante da alghe il meno dispensioso possibile, tanto che riesce ad usare 1 sola tonnellata di acqua, riusabile per altri processi, questo non risulta ancora sufficientemente economico per garantire il pieno ad un aereo.

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Regno Unito: vietata pubblicità ingannevole sull'olio di palma

pubblicato da Simone Muscas in: Internazionale Persone Carburanti

Palme della MalesiaChe i biocarburanti non siano per tutti la soluzione ideale per il raggiungimento dell’indipendenza energetica lo testimonia questa nuova vicenda che arriva dal Regno Unito. Infatti l’organo di controllo britannico sugli standard pubblicitari (Advertising Standards Authority) è in piena guerra con i produttori di olio di palma della Malesia.

Motivo della disputa sarebbe la condanna da parte dell’ASA di una campagna pubblicitaria nella quale viene affermato come l’olio di palma sia il solo prodotto in grado di soddisfare in modo sostenibile ed efficiente la maggior parte della crescente domanda mondiale dei consumatori di prodotti a base di olio vegetale, alimentari e biocarburanti.

Altra dichiarazione oggetto di critica sarebbe quella secondo cui l’olio di palma contribuirebbe ad alleviare la povertà. L’ASA ne ha categoricamente vietato la diffusione, adducendo come motivazione il fatto che tali dichiarazioni sarebbero tanto ingannevoli da alimentare false illusioni.

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Da Lecce a Milano, tutti gli ecofestival dello stivale

pubblicato da missunderstanding in: Eventi Italia

streamfest

L’Italia dei vacanzieri si prepara a passare le serate d’estate allietata da spettacoli ed eventi culturali, meglio allora se ecologici, per compensare le emissioni di concerti, musica e palchi. Da Milano a Lecce, vi segnalo alcuni dei festival sostenibili in programma per l’estate.

Il Salento ospita Streamfest09, un festival di musica elettronica interamente basato sul concetto di eco-entertainment, per discutere di politiche ambientali anche durante un festival di musica e teatro-danza. Tutti gli eventi sono alimentati da un sistema di diffusione a basso consumo basato su pannelli fotrovoltaici, supportati da generatori alimentati a biocarburanti in caso di necessità.

A Rispescia, invece, come già vi abbiamo anticipato, si tiene Festambiente, la chiusura del grande festival di musica in ecologia di Legambiente.

Chiude la stagione degli eventi ecosostenibili Milano, con la sua Magnolia Parade dal 2 al 5 settembre, con un festival ad emissioni zero. Il Magnolia è il primo locale italiano dove tutti gli eventi sono alimentati da energia pulita, quindi è più che benvenuta la parata finale.

Foto | Streamfest

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Un nuovo combustibile ecologico ottenuto dalle proteine dei suini

pubblicato da Simone Muscas in: Energia Scienza Internazionale Persone Carburanti

MaialeNumerosi gruppi di ricerca stanno spostando ultimamente la loro attenzione sui biocarburanti di seconda generazione ovvero su quei vettori energetici ottenuti dagli scarti dei sottoprodotti alimentari. A tal proposito mi sembra interessante riportare ciò che è stato recentemente scoperto nel centro studi e ricerche dell’Università di Cordoba in Spagna dove è stato realizzato un biodiesel (di seconda generazione appunto) ottenuto dalle proteine del pancreas dei suini.

Il processo di lavorazione consiste, attraverso una complessa lavorazione, nel creare una soluzione costituita dagli enzimi pancreatici di suino con l’etanolo e vari oli del settore agricolo. La scoperta rientra in un progetto denominato Seneca Catalyst che ha come obiettivo quello di ridurre l’impatto ambientale dei processi chimici utilizzando le risorse rinnovabili e il riciclaggio dei materiali.

Le novità però non si fermano qui tant’è vero che è stato già messo a punto un impianto pilota in grado di produrre in grandi quantità questo nuovo biodiesel. La tecnologia, che si trova all’interno del campus dell’Università di Cordoba, ha una capacità produttiva di 6.000 tonnellate all’anno di biocarburante. L’inizio della produzione è però ancora in stand-by in quanto si è ancora in attesa di ottenere le autorizzazioni necessarie per l’avvio, che tuttavia dovrebbe avvenire già dal prossimo mese di ottobre.

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Grasshol: erba fermentata diventa biocarburante

pubblicato da missunderstanding in: Europa Carburanti Biotecnologie

produrre benzina dall'erba

Dopo il biocarburante proveniente dalle alghe in Francia, nel Regno Unito si dedicano alla creazione di una bio-benzina a partire dall’erba, risorsa disponibile e abbondante in tutta l’Inghilterra. Il progetto si chiama Grasshol ed è sviluppato dall’università di Aberystwyth, con il supporto dell’Unione Europea e dell’Assemblea del Galles.

Grasshol ha lo scopo di produrre bio-carburante attraverso l’estrazione e la fermentazione degli zuccheri presenti nel loglio perenne, il tipo d’erba più diffuso nel Regno Unito, per contribuire con nuove risorse a raggiungere gli standard richiesti dalla direttiva Energy 20-20-20, che prevede che entro il 2020 il 20% dei carburanti utilizzati nei paesi dell’unione provenga da fonti rinnovabili.

Oggi nel Regno Unito sono coltivati ad erba circa 1,2 milioni di ettari di terreno, che potrebbero divenire un’opportunità interessante per i contadini qualora le attività di produzione del carburante basate sul loglio crescessero sul mercato. Secondo voi, riuscirà la benzina prodotta dall’erba a conquistare il 10% del mercato dei biocarburanti?

Foto | Flickr

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Trasformare la buccia di banana in carburante

pubblicato da missunderstanding in: Carburanti Africa

Joel Chaney, dottorando dell’Università di Nottingham, illustra nel video la sua idea di produrre mattoncini da impiegare come carburante dagli scarti delle banane, utile alle popolazioni del Ruanda che producono tonnellate di banane ogni anno e ne sprecano gli scarti, senza avere la possibilità economica di acquistare carburante per cucinare o riscaldarsi.

Per trasformare la buccia e le foglie di banana nei mattoncini da bruciare per cucinare, le bucce sono mischiate a segatura e trasformate in una poltiglia malleabile, compressa poi a forma di mattoncino. I mattoncini di buccia di banana devono poi essere cotti in forno o lasciati seccare al sole prima di essere impiegati come carburante.

via | earth911

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