Tutti gli articoli con tag biodiesel

Il Carnevale brasiliano di Bahia sarà ecologico

pubblicato da missunderstanding in: Eventi Rifiuti

carnevale bahia ecologico

Tra pochi giorni, l’11 febbraio, a Salvador de Bahia avranno inizio i festeggiamenti per il Carnevale brasiliano 2010, quest’anno un po’ più attento all’ecologia.

La Petrobas, azienda brasiliana che si occupa dell’alimentazione dei carri, ha annunciato che i generatori elettrici ed i camion che ospitano gli amplificatori, saranno alimentati con biodiesel. Secondo l’azienda, ciò comporterà una riduzione delle emissioni tra le 10 e le 15 tonnellate.

A contribuire all’impatto minore del Carnevale 2010 di Bahia, ci pensa anche l’amministrazione comunale, che ha annunciato che tutti i costumi e le maschere di Carnevale saranno ecologici e realizzati con materiali riciclabili, così come lo saranno i milioni di bicchieri di carta utilizzati nei giorni di festa. Speriamo che qualcuno si occupi anche della raccolta differenziata e di smaltire i rifiuti della festa dei costumi, dei carri e delle luci; noi intanto, apprezziamo l’esempio di Bahia.

Via | greenme
Foto | Flickr

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Paul Carter e Betty the BioBike: attraversare l'Australia con un pieno di olio di frittura

pubblicato da missunderstanding in: Carburanti Oceania Risparmio energetico Rinnovabili Moto

biodieselIl signor Paul Carter ha dato inizio alla sua avventura ecologica: attraversare l’Australia a bordo di una eco-moto alimentata esclusivamente a olio di frittura. L’impresa è titanica e colui che la compie è un ex-estrattore di petrolio convertito all’ecologia.

La partner nell’impresa, che si chiama Betty the BioBike, è una moto regolarmente registrata e dotata di assicurazione, frutto degli studi del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’università di Adelaide. La motocicletta ha un motore alimentato a biodiesel, a partire da una miscela di olio di frittura e grasso animale.

Betty the BioBike non è nuova alle sfide, la motocicletta si è infatti aggiudicata il Premio Ambiente nella gara Panasonic World Solar Challenge, per aver rilasciato solo 71 grammi di anidride carbonica per km percorso, con un’efficienza di 3,5 litri per 100 km.

Questa volta Betty the BioBike, guidata da Paul Carter, percorrerà circa 20.000 km sulle strade australiane, e consumerò circa 650 litri di olio esausto a una velocità media di 95km/h, a dimostrazione del fatto che il biodiesel può essere usato per alimentare un veicolo commerciale su lunghi percorsi.

via | Rinnovabili

Foto | Flickr

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Un nuovo combustibile ecologico ottenuto dalle proteine dei suini

pubblicato da Simone Muscas in: Energia Scienza Internazionale Persone Carburanti

MaialeNumerosi gruppi di ricerca stanno spostando ultimamente la loro attenzione sui biocarburanti di seconda generazione ovvero su quei vettori energetici ottenuti dagli scarti dei sottoprodotti alimentari. A tal proposito mi sembra interessante riportare ciò che è stato recentemente scoperto nel centro studi e ricerche dell’Università di Cordoba in Spagna dove è stato realizzato un biodiesel (di seconda generazione appunto) ottenuto dalle proteine del pancreas dei suini.

Il processo di lavorazione consiste, attraverso una complessa lavorazione, nel creare una soluzione costituita dagli enzimi pancreatici di suino con l’etanolo e vari oli del settore agricolo. La scoperta rientra in un progetto denominato Seneca Catalyst che ha come obiettivo quello di ridurre l’impatto ambientale dei processi chimici utilizzando le risorse rinnovabili e il riciclaggio dei materiali.

Le novità però non si fermano qui tant’è vero che è stato già messo a punto un impianto pilota in grado di produrre in grandi quantità questo nuovo biodiesel. La tecnologia, che si trova all’interno del campus dell’Università di Cordoba, ha una capacità produttiva di 6.000 tonnellate all’anno di biocarburante. L’inizio della produzione è però ancora in stand-by in quanto si è ancora in attesa di ottenere le autorizzazioni necessarie per l’avvio, che tuttavia dovrebbe avvenire già dal prossimo mese di ottobre.

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Produrre biomassa dalle alghe interamente da soli

pubblicato da Luca in: Tecnologia Rinnovabili


Certo, non è una novità produrre biodiesel dalle alghe, ne abbiamo parlato tempo fa con la Solazyme e con il progetto Vertigrow, ma questa volta i protagonisti potreste essere voi. Se infatti vi piace armeggiare con trapani ed affini non potrete perdere l’occasione di produrre il vostro bioreattore per alghe.

Le istruzioni potete trovarle su Instructables che vi guiderà passo passo nella vostra creazione. Peccato però che non ci forniscano anche alcuni dati utili per comprenderne gli effettivi vantaggi ecologici (ma anche economici) nella creazione di tale impianto. Non considerando poi una buona dose di manodopera per il mantenimento, senza la quale il nostro lavoro andrà rapidamente “a ramengo”.

Insomma, aldilà della produzione di alghe il progetto mi sembra essere un po’ scarno e non mi pare abbia alcun fine se non quello di produrre biomassa della quale però non sapremmo poi che farci. Produrre biomassa è semplice, è un processo naturale; la parte difficile è produrre biodiesel semmai. Capisco le buone intenzioni, ma questo progetto mi trova un po’ critico.. a voi ulteriori commenti.

Via | Instructables

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Biodiesel dal grasso umano?

pubblicato da Roberto Bosio in: Carburanti Nord America Biotecnologie Auto

Secondo Forbes e American Scientific, il dottore di Beverly Hills Craig Alan Bittner ha alimentato il suo SUV Ford, e la Lincoln Navigator della fidanzata, con biodiesel ricavato dal grasso che aveva estratto dai suoi pazienti con la liposuzione.

Non è chiaro quando Bittner ha iniziato e finito di ottenere biodiesel dal grasso umano, o quale procedimento abbia utilizzato. Si sa solo che le sue attività sono venute alla luce a causa dei suoi problemi giudiziari, legati al fatto che ha fatto eseguire operazioni al suo assistente ed alla fidanzata, anche se non avevano i titoli per farlo. Non solo, i due nelle operazioni avrebbero rimosso troppo grasso dai loro clienti, lasciandoli sfigurati, e questo uso dei rifiuti medici umani è considerato illegale in California.

Per evitare ogni problema, Bittner ha chiuso la sua clinica, la Beverly Hills Liposculpture, e si è spostato nell’America del Sud per lavorare come volontario in una clinica, e per un po’ ha anche chiuso il suo sito sul lipodiesel.

Al di là della fuga, resta una domanda: le maniglie dell’amore possono alimentare una macchina? Sì, perché il grasso - animale o vegetale - contiene trigliceridi che possono essere estratti e trasformati in biodiesel. Diverse imprese americane stanno pensando di produrre biodiesel dal grasso di animali come polli, bovini o maiali, miscelati all’olio di soia. Secondo Mike Shook di Agri Process Innovations, quest’anno, quasi la metà del biodiesel USA deriverà da materie prime animali.

Foto | Flickr

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Biodiesel dai resti del caffé

pubblicato da giancarlo in: Carburanti

caffèSecondo uno studio dell’Università del Nevada-Reno, pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, dagli oltre 7 miliardi di tonnellate di caffè consumati ogni anno nel mondo, potrebbero venire prodotti circa 1,2 miliardi di litri di biodiesel. I resti del caffè risultano particolarmente adatti alla conversione in carburante poiché già contengono il 10/15% di olio a seconda della varietà (arabica o robusta).

Il biodiesel prodotto, inoltre, è molto stabile, a causa degli agenti anti-ossidanti contenuti nel caffè, mentre il residuo può essere utilizzato come compost per il terreno o pellet per stufe. I ricercatori hanno asciugato i resti di caffè della Starbucks (già impiegati come compost negli USA), mischiandoli successivamente con dei solventi per estrarne l’olio contenuto dopo un passaggio in una centrifuga. I solventi vengono poi recuperati e riutilizzati nel ciclo successivo.

Il risultato finale è del biodiesel dal totale dell’olio estratto dal caffè. Il settore del caffè in Italia alimenta un giro d’affari alla produzione che si aggira sui due miliardi di euro. I torrefattori in attività sono circa 750 e trasformano annualmente poco più di 6,8 milioni di sacchi di caffè verde (un sacco = 60 kg), tutto importato. Questo vuol dire che nel 2007 sono state importate circa 420 mila tonnellate di caffè; usare lo scarto per fare carburante e compost potrebbe essere una buona idea per accrescere l’indipendenza energetica.

Via | GreenCarCongress
Foto | PacoR

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H2Roma, più che evento della mobilità sostenibile un motorshow della Capitale

pubblicato da Francesca Cencetti in: Eventi Italia Carburanti Auto Ibridi

Una delle macchine in esposizione H2 Roma

Perché dopo l’H2Roma si torna a casa con la voglia di comprarsi una Bmw o una Smart piuttosto che una macchina ad idrogeno? L’evento organizzato a Roma per sensibilizzare i cittadini sulla mobilità del domani, ha messo in vetrina le automobili delle più affermate case automoblistiche e fatto divertire chi ha partecipato al test drive delle auto ecologiche, ma ha dimenticato di mostrare soluzioni concrete e logistiche per una mobilità sostenibile efficiente.

All’ H2 Roma, conclusosi domenica dopo una tre giorni a Piazza del Popolo, l’impressione era quella di stare in un salone automobilistico a cielo aperto e ben poco in uno spazio prezioso cui attingere a nozioni decisive per il benessere del Pianeta.

I classici modelli di auto esposti nei vari stand della piazza, fra cui Toyota, Smart, Mercedes, hanno ovviamente la possibilità del metano e del gpl ma non offrono scelte valide per imporsi come novità. L’ auto a idrogeno che dovrebbe rappresentare il futuro, non è spiccata per niente nel salone automobilistico allestito a Piazza del Popolo, rimanendo un modello espositivo ‘alieno’ con scritto il cartello ‘non toccare’, quasi per paura che la gente si accorga che è arrivata l’ora di cambiare marcia.

Foto | Francesca Cencetti

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Un australiano produce in casa biodiesel da alghe

pubblicato da Marina in: Tecnologia Persone Carburanti Oceania Rinnovabili

Charlie Trafford

Charlie Trafford, australiano, forte dell’esperienza fatta nella cantina di casa a produrre ettolitri di biodiesel con l’olio ha deciso di passare alle alghe ed è riuscito a produrre in maniera casalinga un buon quantitativo di carburante ecologico.

Su Ecoblog spesso ci siamo occupati delle nuove ricerche nel campo dei biocarburanti che non sottraessero risorse preziose all’alimentazione umana.

Intanto Mr. Trafford, che è un pensionato, ha messo a punto, assieme ad un amico biochimico, una tecnica per uno sviluppo rapido delle colture di alghe. Ora e alla ricerca di partner commerciali. In ogni caso, il biocarburante che produce lo usa per la sua auto.

Via | Cleantechnica

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L'Italia sale nella classifica degli investimenti in biodiesel

pubblicato da Simone Muscas in: Energia Informazione Italia Carburanti Politica

Rifornimento biodieselI biocarburanti tengono banco all’interno delle decisioni nella Comunità Europea in tema di sostentabilità energetica e lotta al cambio climatico. Su questo tema arriva una notizia sull’Italia che per certi versi potrebbe stupire, considerando che per quel che riguarda la crescita economica, il nostro paese si trova attualmente in fase di stallo. L’Italia ha infatti migliorato il proprio piazzamento nella classifica legata agli investimenti in biodiesel, passando dalla quattordicesima all’ottava posizione mondiale.

Questo sicuramente grazie ad un piano governativo dell’Unione europea che prevede agevolazioni fiscali sul biodiesel italiano per 250mila milioni di tonnellate all’anno nel periodo 2007 -2010. L’indagine“Biofuels country attractiveness indices”, che misura il livello di attrattività per gli investimenti in biocarburanti. Dallo studio emerge anche come il Brasile abbia preso il posto degli Stati Uniti in qualità di destinazione preferita per gli investimenti in biocarburanti, collocandosi al top della classifica.

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La microalga luminosa di laboratorio che aiuterà le rinnovabili

pubblicato da Simone Muscas in: Tecnologia Scienza Informazione Italia Carburanti

Laboratorio di ricercaArriva un’importante scoperta sulle microalghe applicabile nel campo delle energie rinnovabili. L’Enea ha infatti messo a punto una nuova varietà della microalga “Chlamydomonas”, capace di illuminarsi e spegnersi grazie all’aggiunta di sali al mezzo di coltura. I ricercatori dell’Enea hanno trasferito in questa alga di acqua dolce il gene della luciferasi, infatti, diversamente ad altre alghe marine, questa non ha luminescenza propria.

Questo gene viene attivato da una sorta di interruttore genetico (detto promotore) ottenuto con l’aggiunta di un sale comune al mezzo di coltura. Aggiungendo poi un secondo sale antagonista l’alga “si spegne” proprio come un interruttore della luce. La quantità di sali necessaria è bassissima, e quindi il costo è compatibile con grossi impianti di coltura.

Queste microalghe convertono l’energia solare con un’efficienza molto più alta rispetto alle piante terrestri e sono in grado di fissare la CO2 proveniente dagli impianti industriali. Contribuiscono pertanto ad una mitigazione dell’effetto serra oltre che essere utilizzate per la produzione di idrogeno e biodiesel. Questa scoperta potrebbe aprire nuove prospettive per quel che riguarda la produzione di biocarburanti da microalghe coltivate su terreni di scarso valore agricolo, senza ripercussioni sul mercato dei prodotti alimentari.

Via | Plosene.org
Foto | Flickr

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