Il video, non c’è che dire, è divertente e invita ovviamente alla riflessione. Il rapporto con il cibo oggi è piuttosto complesso, basta chiedere a un bambino se sa dove crescono le mele o le arance o se conosce il sistema di produzione (macellazione inclusa) delle crocchette di pollo che tanto adora.
Per molti il rapporto con il cibo passa dallo scaffale del supermercato: asettico, colorato, inscatolato, plastificato, cellofanato e etichettato. Non ci si chiede quasi mai come quell’alimento sia stato prodotto, quali trattamenti abbia subito, che chimica sia stata usata.
Dunque ecco la sorpresa degli avventori di un supermercato nello scoprire brutalmente che i bocconcini di maiale, che trovano deliziosi, sono ottenuti da un maialino macellato al momento e confezionato in salsicce. Nella fiction il maialino finisce tra le amorevoli braccia di una volontaria PETA. Ma nella realtà maiali, mucche galline a milioni sono fatti fuori senza troppi complimenti per finire sulle nostre tavole.
Infine, un’ultima riflessione riguarda l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi e del consumo smodato di carne: fa male alla salute e fa male al Pianeta.

La LAV annuncia ricorso all’AgCom contro lo spot della Mellin, brand per l’alimentazione infantile del gruppo Danone, in onda in queste settimane in Tv e che pubblicizza omogeneizzati. A scatenare l’ira degli animalisti è stato il messaggio:
Per le sue esigenze specifiche tuo figlio ha bisogno di ferro della carne.
Secondo l’Associazione che si batte per la tutela degli animali e del loro benessere non è affatto vero che sia necessaria una dieta a base di carne per assumere le giuste quantità di ferro, poiché, come è spiegato nel comunicato stampa:
L’apporto di ferro al bambino mediante un’alimentazione vegetariana equilibrata può essere quasi doppio rispetto a quello basato sul consumo di omogeneizzati Mellin a base di carne.
Mellin ha fondato il proprio marketing su alimenti arricchiti con il ferro tanto da proporre sul suo sito il ferrometro, per il calcolo del fabbisogno giornaliero di ferro.
Foto | Flickr

A Genova, città di elevato grado civile, avendo istituito un assessorato ai Parchi storici e Benessere animale, si festeggia un Ferragosto vegetariano. L’iniziativa condivisa dal Comune è proposta dall’Associazione Gaia Animali & Ambiente. In cosa consiste di fatto? Nella distribuzione di un ricettario vegetariano, con l’invito a grigliare verdure piuttosto che carni.
Ricorda l’associazione che è importante che ci si orienti verso una dieta vegetariana sia per scelta etica, sia per tutelare l’ambiente e condurre uno stile di vista sostenibile con le risorse del Pianeta:
In Italia 600 milioni di animali vengono uccisi ogni anno per finire sulle nostre tavole: 570 milioni di polli, 9 milioni di suini, 6 milioni di agnelli, 4 milioni di manzi, 2 di conigli, 2 di vitelli, 3 di pecore e capretti, 500.000 equini. L’industria mondiale delle carni si è divorata fino al 40 per cento delle terre coltivabili del pianeta e ha trangugiato ingenti quantità di riserve di carburanti fossili affinché un’esigua percentuale della popolazione terrestre possa banchettare con gli alimenti più in alto nella catena alimentare globale mentre centinaia di milioni di altri esseri umani si trovano a dover far fronte a malnutrizione, carestia e morte. E ancora: la carne (ottenuta da bovini cresciuti a mangimi) che portiamo in tavola è la seconda più importante causa del cambiamento del clima. Dagli studi della Fao risulta che il bestiame produce il 18 per cento delle emissioni di gas serra, ovvero complessivamente più di tutti i mezzi di trasporto.
Via | Città di Genova
Foto | Flickr

Il Governo giapponese dopo la sconcertante scoperta della contaminazione da cesio della carne di oltre 650 bovini e già immessa sul mercato, ha deciso oggi per la sospensione della vendita di carne rossa proveniente da capi allevati nelle prefettura di Fukushima.
La carne è stata spedita in 38 delle 41 prefetture giapponesi e la contaminazione è avvenuta attraverso la paglia di riso usata come mangime e proveniente da una fattoria che si trova a 75 Km dalla centrale, quindi in una zona ritenuta sicura dagli esperti che hanno fissato il raggio di interdizione a 30 km dalla centrale di Fukushima Daiichi, dove è ancora in corso l’incidente nucleare. Attualmente sono in atto controlli sulla radioattività della paglia di riso anche in altre 10 prefetture vicine tra cui quelle di Tokyo, Chiba e Kanagawa, mentre il ministero dell’Agricoltura ha annunciato che intende ricostruire le rotte di rifornimento e commerciali della paglia.
Il premier Naoto Kan ha espresso le sue scuse ai giapponesi:
Mi spiace per non essere stato in grado di evitare tutto ciò.
e dopo è arrivato l’annuncio di Yukio Edano del divieto di vendita di carne proveniente, per ora, dalla Prefettura di Fukushima precisando che agli allevatori sarà riconosciuto un indennizzo. Intanto, come notano gli scienziati del CRIIRAD la popolazione continua a essere sottoposta a radiazioni senza che vengano informati delle precauzioni da adottare. Il livello di contaminazione registrato su alcuni campioni di carne è stato di 650 baquerel/chilogrammo.
Via | 20minutes, Mainichi Shinbu
Foto | Flickr

La Prefettura di Fukushima informa che 42 bovini la cui carne è risultata radioattiva sono stati venduti a Tokyo, Yokohama e Chiba. I capi provenivano da un allevamento di Asakawa, a circa 60 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi dove è ancora in corso l’incidente. Sono stati alimentati con paglia di riso contaminata fornita da un agricoltore di Shirakawa a circa 75 chilometri dalla centrale nucleare. Nel mentre le autorità hanno chiesto agli allevatori di astenersi dalla spedizione dei manzi a meno che non siano stati alimentati con mangime sicuro.
Infatti a Tokyo hanno annunciato di aver rilevato un tasso di cesio radioattivo pari a 650 becquerel per chilo, contro un limite di 500 becquerel, nel campione di carne analizzato di uno dei 13 capi venduti nella capitale. Hanno precisato perciò che quella carne non andava consumata. Non si conosce ancora la sorte degli altri 20 capi .L’altro ieri ancora una notizia a proposito di 17 bovini che risultavano contaminati ma provenienti da Minamisoma a circa 20 Km dalla centrale nucleare di Fukushima. Sono stati venduti e in parte consumati in diverse regioni, tra cui a Tokyo. Il tasso di cesio radioattivo rilevato è di 3200 becquerel per chilo.
Cosa sta succedendo perciò a Fukushima e nel Giappone? La fretta di seppellire le conseguenze del terribile incidente nucleare, peraltro ancora in atto, fa fare passi troppo lunghi evidentemente e le autorità tendono a dire sempre troppo presto e velocemente che va tutto bene e che tutto è sotto controllo. Appena una settimana altre rassicurazioni circa i livelli di radiazioni presenti nella città di Fukushima, ribadendo che nonostante le associazioni antinucleariste lanciassero l’allarme sui livelli elevati di radiazioni, tutto è sotto controllo e nei limiti di legge. Ma, almeno nel caso dei bovini, non sembra essere così.
Un esperto rassicura in merito ai rischi per la salute, precisando che aver mangiato quella carne non rappresenta un pericolo immediato. Anche se la rassicurazione è molto discutibile, perché non tiene affatto in conto l’effetto accumulo è da rilevare che in Giappone, dopo 4 mesi e con un incidente nucleare ancora in corso non è stato ancora organizzato un sistema centralizzato di controllo della radioattività nei cibi e ci si affida ai test delle singole prefetture e municipalità effettuali senza coordinamento.
Via | Mainichi Shinbun, Le Monde
Foto | Flickr

In contemporanea con gli USA il fine settimana del 20 marzo sarà momento di menu vegetariani e informazione sull’alimentazione cruelty free.
Sono previsti seminari e dibattiti per riflettere sulla nostra cultura alimentare e sulle sue conseguenze, che coinvolgono la nostra salute ma anche le condizioni di vita degli animali.
La campagna “MeatOut Book” coinvolge librai, bibliotecari e cittadini in una innovativa azione di arricchimento delle biblioteche civiche con libri a favore dei diritti animali.
Il “MeatOut Day in Monferrato”, una “Giornata senza carne”, è organizzato, promosso e prodotto dall’associazione culturale “Monferrato Cult”.
Via | Cambiamenu

Dalle autorità europee arrivano i dati relativi ad un campionamento di carne di pollo eseguito in 561 macelli dei 26 stati dell’Unione, più quelli norvegesi e svizzeri. I campionamenti casuali sono stati eseguiti nel 2008 ed hanno comportato l’esame di ben 10.035 lotti.
La classifica dei paesi con macelli maggiormente contaminati vede ”al comando” i macelli ungheresi (85,7% dei lotti esaminati) poi i bulgari (26,9%) quindi i polacchi (25,5%). In Italia la presenza di Salmonella è stata riscontrata nel 16,8% dei lotti, ovvero 66 carcasse di pollo su 393 esaminate.
Secondo l’Efsa è necessario che gli animali siano trasportati nel rispetto del loro benessere. E’ da precisare che esiste in merito un regolamento che però non si è dimostrato sufficiente, in quanto non fissa dettagliatamente i parametri. Le associazioni animaliste denunciano da tempo le condizioni disumane dei viaggi degli animali (che termineranno la loro vita nei mattatoi). Un esempio in un video della Lav (solo per i meno sensibili).
Il gruppo di esperti sulla salute e benessere degli animali(Ahaw) dell’Efsa ha messo a punto una serie le regole del buon trasporto che includono vari standard dettagliati quali: temperatura adeguata in base alla tipologia dell’ animale; quantità di acqua necessaria; tempo massimo del viaggio. Sono allo studio, ora altri parametri quali la ventilazione e la temperatura per il trasporto dei conigli o massima durata di un viaggio per i cavalli.
Commenta così Cristina Nadotti del blog Animal Mouse:
Ho poca fiducia che si arrivi ad accordi per istituire regole comuni, più severe, per tutti i Paesi europei, però quello dell’Efsa mi sembra un passo importante, segno che se le lobby dei trasportatori sono forti anche le organizzazioni di tutela degli animali cominciano a farsi sentire. E non è una magra consolazione: un mondo di vegetariani è impensabile, mentre un’Europa che bandisce pratiche atroci deve essere un obiettivo.
Via | Comunicato stampa
Foto | Elicriso
Animalisti, vegetariani e vegani uniamoci! Si apre tra qualche giorno la settimana mondiale per l’abolizione della carne e fioccano moltissime iniziative su tutto il territorio nazionale (qui il calendario provvisorio degli eventi).
Da nord a sud ci saranno banchetti informativi per la diffusione di notizie relative a un alimentazione che non preveda carne. Ricordo che anche Rajendra Pachauri Presidente Ipcc, invita se non ad abolire quanto meno a ridurre il consumo di carne. Gli allevamenti intensivi sono accusati di essere una delle cause principali di inquinamento del Pianeta.
Sull’ultimo numero della versione maschile giapponese di Vogue appare, in copertina, Lady Gaga. Nulla di strano vista la popolarità del personaggio, se non fosse che il personaggio stesso è anche molto strano di per sé e ama provocare e innescare clamorose, quanto evitabilissime, polemiche.
In questo caso la pietra dello scandalo è una foto dell’artista nuda, coperta solo da una gran quantità di fettine e bistecche sanguinanti. Decisamente di poco gusto, ma da una come Lady Gaga non c’è da aspettarsi altro che una provocazione del genere.
Provocazione perfettamente riuscita, visto che gli animalisti e i vegan sono già impazziti: Peta, innanzitutto, la cui presidentessa ingrid Newkirk ha dichiarato:
Non importa in quale modo venga rappresentata la bellezza: la carne di un animale torturato è sempre carne di un animale torturato
Come dire: non provate a farla passare per arte.
Via | Music Link