La carta riciclata è stato uno dei primi mantra dell’ambientalismo. Riciclare carta è semplice, economico, conveniente e di grande soddisfazione per la persona che non è costretta a cambiare il proprio stile di vita e prova la naturale soddisfazione di utilizzare qualcosa che fa “bene all’ambiente“.
In realtà il concetto di riciclo della carta dovrebbe essere superato da un obiettivo fra i più semplici da realizzare: tendere ad azzerare il consumo stesso del materiale sfruttando i supporti elettronici che ormai ci permetto di disegnare, scrivere e leggere senza alcun bisogno di abbattere alberi.
Sta iniziando a succedere questo negli Stati Uniti? Chissà. L’ultimo dato dell’American Forest & Paper Association (AF & PA) parla di un calo dei consumi della carta riciclata. I 2 milioni e 560 mila tonnellate del prodotto consumato nel mese di Agosto 2011 sono il 6% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Su base annua il calo è del 4%, a fronte di un consumo di carta non riciclata stabile, i produttori stanno compensando con una crescita delle esportazioni del 14%. Smetteremo prima o poi di sprecare carta?
Via | Earth 911
Ci casco? E va bene ci casco! Non posso fare a meno di scrivere anche io su ecoblog del matrimonio del secolo, ossia quello tra il Principe William e Kate. E’ noto che sua altezza reale il Principe Will, come il padre Principe Carlo, è molto sensibile all’impronta ecologica e anche attento alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente.
Dunque, ecco venir fuori i primi dettagli delle attenzioni green fin qui adottate dalla neo coppia: il menù è stato stampato su carta riciclata certificata FSC; hanno chiesto di non avere regali ma di devolvere la somma prevista a associazioni impegnate anche nella tutela dei diritti animali; hanno chiesto ai loro invitati di piantare alberi per compensare le emissioni di CO2 calcolate in circa 6 767 tonnellate. Per evitare che i 1900 invitati usassero le auto hanno messo a disposizione degli eco bus che hanno trasportato gli illustri ospiti dalla chiesa alla sede del banchetto.
Capitolo fiori: la coppia ha chiamato il fioraio Shane Connolly londinese, che usa solo fiori biologici, di stagione e che non li recide ma li tiene nel loro vaso. Per quanto riguarda il menù di nozze sono stati usati prodotti freschi, di stagione, a km zero e biologici; molte materie prime provengono dalla tenuta paterna a coltivazione biologica di Highgrove.
Via | Usa Today, Le monde, business green, Terra economica
Foto | News de stars

Il gruppo Lucart presenta Eco Lucart Natural, la nuova carta che nasce dal riciclo del Tetra Pak.
Lucart Group, leader nel campo della carta, ha trovato un innovativo modo per utilizzare il Tetra Pak nella produzione della carta e grazie a questa scoperta è stato segnalato tra i migliori progetti nel Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente 2010 di Legambiente.
Le fibre di cellulosa contenute nei contenitori Tetra Pak, sono di qualità paragonabile alla cellulosa vergine, e conferiscono quindi al prodotto finito ottime doti di resistenza e assorbenza e una tinta avana chiaro simile al colore naturale del legno.
La tecnologia sviluppata da Lucart Group permette di utilizzare in altre attività manifatturiere anche la parte di materiale plastico del Tetra Pak.
Via | Lucartprofessional

Comieco (il consorzio che si occupa del recupero e riciclo di imballaggi a base cellulosica) lancia il suo primo concorso letterario per celebrare i primi 10 anni di Ricicloaperto.Comieco spiega il senso di questo concorso in questo modo:
Perchè anche la letteratura può tornare a nuova vita come la carta su cui prende forma.
Il concorso è ideato da Comieco in collaborazione con Minimum Fax e vede la partecipazione di 3 noti scrittori italiani quali Diego De Silva, Paolo Giordano e Francesco Piccolo che dovranno riscrivere l’incipit di tre capolavori della letteratura contemporanea: “Sabato sera, domenica mattina” di Alan Sillitoe; “Revolutionary Road” di Richard Yates; “Il Migliore”, di Bernard Malamud.
I partecipanti saranno invece chiamati a completare l’opera in uno spazio massimo di 4 cartelle da inviare entro il 15 marzo 2011. Il premio per il vincitore sarà un angolo lettura progettato interamente in cartone e una fornitura di libri. La casa editrice Minimum Fax, partner dell’iniziativa, a partire da luglio di quest’anno, produce una intera collana di classici realizzata su carta riciclata. Qui la pagina dove scaricare la scheda di partecipazione al concorso.
Via | Comieco
Greenpeace Italia ha da poco pubblicato un bel video su internet: Deforestation Nightmare. Si tratta del video della campagna Deforestazione Zero ed è interpretato dalla bella e brava attrice Barbara Tabita.
Nel video si mostrano una serie di gesti quotidiani che hanno a che fare con la carta, dal soffiarsi il naso all’andare al bagno, che pur essendo estremamente comuni vengono messi all’indice da Greenpeace. Il motivo? Ovviamente la carta: ne sprechiamo troppa, anche quando non serve, e di conseguenza stimoliamo la deforestazione.
E, si sa, Greenpeace odia la deforestazione (vi ricordate il video del KitKat?). Il messaggio è chiarissimo: buona parte della carta che usiamo e gettiamo tutti i giorni potrebbe essere sostituito materiali riutilizzabili e, quindi, risparmiato. Senza dubbio un messaggio condivisibile anche se, come suggerisce un commento sul video rilasciato da un utente su YouTube
sarebbe meglio se l’attrice leggesse la guida da Internet invece che da un volantino di… carta
Come dargli torto… speriamo almeno il volantino sia di carta riciclata.
Via | Deforestazione Zero
Video | YouTube
Definire i volontari di Greenpeace “Branco di oranghi” ci sta. Anzi, magari lo prendono anche come un complimento. Ma aggiungere che sono fascisti, bè proprio non ci sta. E ecco che scatta la querela per diffamazione da parte dell’associazione ambientalista contro Il Giornale, testata diretta da Vittorio Feltri, per un articolo pubblicato lo scorso 17 maggio, sia sulla versione on line (purtroppo ora non più visibile) sia cartacea, dal titolo:“Un Saviano sibillino fra oranghi e giornalisti” a firma di Luigi Mascheroni.
L’articolo riportava la cronaca della protesta messa in atto durante le giornate del Salone del libro di Torino presso lo stand della Feltrinelli. Oggetto della protesta l’uso cellulosa per produrre carta, proveniente da foreste non certificate e l’estinzione degli oranghi a causa della perdita del loro habitat, le foreste appunto.
Riporta Greenpeace in un comunicato, i passaggi che li hanno indotti a sporgere querela per diffamazione:
1. “…È arrivato, dunque, ma ha rischiato di farsi rubare la scena da un branco di oranghi, per di più “fascisti”…”;
2. “…È anche giusto che i lettori sappiano, però – come racconta al Giornale Salvatore Pisano, responsabile dello stand Feltrinelli e testimone del blitz – non solo che cosa è successo, ma anche come: «Gli attivisti di Greenpeace si sono comportati da fascisti. Tre erano travestiti da orango, cinque-sei avevano le tute dell’associazione, ma molti altri erano vestiti normalmente. Una pura provocazione…»”;
3. “…Già, perché? «Solo perché colpire un editore di sinistra come Feltrinelli garantisce maggior visibilità mediatica: la polemica è garantita. Si è trattato di un’operazione strumentale». E fascista, ci piace ripetere”.
Greenpeace tiene a sottolineare che grazie alla loro azione Feltrinelli dal 25 maggio ha deciso di intraprendere azioni concrete in difesa degli oranghi e del loro habitat, la foresta di Sumatra. Infatti, i libri di Feltrinelli, saranno stampati solo su carta certificata FSC mentre grazie alla collaborazione di Greenpeace si studierà il modo di usare carta riciclata al posto di carta vergine destinata alla stampa di particolari collane.
Via | Comunicato stampa
Foto | Greenpeace
Il WWF elenca in 10 gesti le azioni che contribuirebbero a salvare il Pianeta. Devo dire che sono sostanzialmente d’accordo e per molti di essi si tratta di gesti che oramai appartengono alla mia quotidianità. Lo sconforto però mi assale lo stesso.
Oggi, ad esempio, nel mio giro per la spesa quotidiana: al mercato ad avere la bici eravamo in 4 o 5; sono stata l’unica per la mezz’ora che ho frequentato i banchi a rifiutare le buste di plastica e a riempire le mie sporte con gli ortaggi acquistati; gli ipermercati sono pieni di gente che acquista cibo che nella migliore delle ipotesi è stato prodotto con materie prime che arrivano dall’altra parte del Pianeta.
Avete mai letto le etichette sulle buste incellophanate al banco carne? Vitelli nati in Polonia o Francia ma macellati in Italia… ; la maggior parte della gente che frequento non conosce soia o seitan come sostituiti delle proteine animali.
Comunque, dopo il salto le 10 azioni per voler concretamente bene al Pianeta.
Continua a leggere: Earth Day: le 10 piccole azioni per salvare il Pianeta. Basteranno?
Si chiude oggi a Milano il Salone del Mobile 2010, la grande vetrina espositiva dedicata al design. Tra i padiglioni del Salone e gli spazi aperti del Fuori Salone, un’attenzione sempre maggiore è rivolta ai progetti di design sostenibile. Siamo andati a sbirciare tra le novità per quanto riguarda l’illuminazione, ad opera dei nuovi designer, le cui creazioni sono state presentate nel Salone Satellite, lo spazio dedicato agli emergenti.
Le luci del green design del futuro sono una lampada alimentata a pomodori, una fatta di sapone ed una serie fatta di carta ricicalta. La lampada alimentata a pomodori si chiama Still Light ed è stata progettata da Cygalle Shapiro per lo studio D-vision: è una lampada a led alimentata da una reazione elettrochimica tra lo zinco e il rame presenti nei pomodori.
Dello stesso studio sono le lampade Poly, realizzate con scarti di cavi in plastica: ogni lampada è fatta con gli scarti di politilene che un’azienda produce simbolicamente in un giorno. Sempre di D-vision le lampade Soap 97%, realizzate con scarti di sapone: la bassa temperatura dei led permette l’uso di materiali morbidi e facilmente lavorabili come il sapone. Le lampade sono realizzate con sapone a base di glicerina, materiale economico, facilemente lavorabile per una luce soffusa e profumata.
Vengono poi le lampade di carta riciclata trasformata in meravigliosi pendenti di luce simili a lampadari di cristallo, di Yves Behar, battezzati appunto Sustainable Crystal.

Di questi tempi organizzare un matrimonio eco vuole anche dire contenere sì i consumi, ma sopratutto le spese. Come fare? Ci hanno pensato due francesi, Marina Marcout e Inès Matsika che hanno compilato la guida Organiser son mariage vert, la presenta femmeactuel assieme a una parte dei consigli che vi riporto.
Il ricevimento
I consigli sono molto pratici e partono dall’organizzare il ricevimento in una fattoria. Aggiungo che forse un agriturismo sarebbe davvero l’ideale. In Italia ci sono molti agriturismo ecosostenibili. L’ideale sarebbe sceglierne uno in zona, magari da raggiungere a piedi o in bici, ma se ciò non è possibile, meglio sceglierne uno abbastanza vicino al Comune o alla Chiesa dove si svolgerà la cerimonia civile o religiosa per evitare spostamenti troppo lunghi, con conseguenti emissioni di CO2.
Trasporti
Nel caso sia necessario spostarsi in auto dalla residenza al luogo della cerimonia le due autrici consigliano di avvalersi di un servizio di car-pooling, magari coinvolgendo anche gli stessi ospiti.
Eco matrimonio in bicicletta
Comincia oggi a Barcellona il Mobile World Congress, il congresso internazionale dedicato alla telefonia mobile e alle nuove tecnologie. Per questa edizione, la fiera ha intrapreso una serie di iniziative verdi.
La prima è stata la decisione di eliminare completamente la carta dalla sala del Centro Media, preferendo una soluzione di comunicazione virtuale basata su tecnologie online per lo scambio di informazioni e materiali stampa. Per quanto riguarda tutti i materiali promozionali, le stampe sono avvenute in loco e su carta riciclata. Il Congresso invita, inoltre, tutti i visitatori della fiera a scaricare la guida in formato digitale e a eseguire la raccolta differenziata per portare il proprio contributo nella riduzione delle emissioni dell’evento e collaborare con l’ente fiera per lo smaltimento dei rifuti.
Tutti i tappeti usati per gli allestimenti delle corsie della fiera saranno riciclati e trasformati in pannelli per l’isolamento acustico alla fine dell’evento, con una riduzione pari a 20 tonnellate di rifiuti da smaltire. In più, il Congresso s’impegna a presentare e promuovere tutte le soluzioni innovative e a basso impatto nel campo della telefonia mobile.
Foto | Flickr