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Tutti gli articoli con tag commissione europea

Lufthansa scarica sui passeggeri il costo delle emissioni ETS

pubblicato da Marina

Lufthansa aumenta i biglietti a causa del sistema di contenimento delle  emissioni di co2

La Lufthansa, la più grande compagnia aerea tedesca annuncia che per rientrare dei costi sul Sistema di Scambio delle Emissioni europeo ETS, delle emissioni di C02, pari a 130milioni di euro, aumenterà il costo dei biglietti allegandola alla fuel surcharge, in barba a tutti gli inviti della Commissione europea e al buon senso. Infatti il sistema è semplice: alle compagnie aeree sono assegnate gratuitamente un certo numero di quote pari a una quantità di emissioni. Se la compagnia aerea è virtuosa e adotta sistemi di risparmio può rivendere alle altre compagnie le quote risparmiate e guadagnarci su.

Qualche giorno fa vi annunciavo l’approvazione in seno alla Corte di Giustizia europea della direttiva sulle emissioni di CO2 prodotte dai voli commerciali.

In sostanza anche alle compagnie aeree che hanno voli in arrivo e partenza in aeroporti europei è richiesto di contribuire economicamente alla compensazione delle quote di emissione di CO2 con il sistema ETS, Sistema di scambio europeo.

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Clini: dal 2012 Ecotasse per le rinnovabili. Intende il carbone?

pubblicato da Marina

carbone, crollano i prezzi

Carbone e rinnovabili è un ossimoro per carità. Ma senza voler fare fantapolitica e mettendo assieme un po’ di dichiarazioni fatte da Corrado Clini ministro per l’Ambiente e l’attuale collasso del prezzo del carbone un brivido di terrore mi percorre quando annuncia:

In sede europea e in Italia si deciderà presto un quadro di incentivi e di ecotasse a favore di un’energia più pulita. La scelta spetterà ai Consigli europei dei ministri che si occupano di ambiente, finanze (Ecofin) e competitività; in Italia dovranno lavorare insieme i ministeri di Ambiente, Economia e finanze, Sviluppo economico. Chi produce o consuma in modo rispettoso per l’ambiente avrà un vantaggio economico competitivo; l’aggravio per chi non saprà innovare darà i fondi per finanziare e incentivare l’innovazione.

Si ho terrore perché a decidere sulle energie rinnovabili sarà l’economia e poi perché proprio qualche giorno prima lo stesso Clini spiegava che la cattura e stoccaggio di Co2 sono una tecnologia su cui puntare. Piace la tecnologia affatto matura anche all’Europa e a Enel, per inciso proprio nella centrale Federico II, tra i 50 impianti industriali più inquinanti d’Europa.

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Mario Catania, ministro dell'Agricoltura incontra Ciolos: discutono della PAC

pubblicato da Marina

Il ministro catania e Dacian Ciolos A pochi giorni dalla nomina di Ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania ha già ricevuto Dacian Ciolos, Commissario europeo all’agricoltura. Evitando le pericolose buccia di banana su cui sembra essere scivolato Corrado Clini il neo ministro all’Ambiente, Catania ha discusso già con Ciolos, artefice di quella riforma PAC 2014-2020 che penalizza notevolmente l’Italia, favorendo Germania e Francia e le grandi aziende agricole. Ricordo che l’Europa muove il 40% del bilancio in favore dell’agricoltura e il senso delle riforme è semplice: è stato tolto ai Paesi più piccoli per favorire i nuovi entrati, lasciando intatto il sostegno agli Stati membri detentori di grossi appezzamenti agricoli.

Il neo ministro in un comunicato stampa ha dunque manifestato sia il senso dell’incontro messo a punto in tempi brevissimi rispetto alla sua nomina, sia le richieste avanzate a Ciolos sui contenuti della riforma della Politica agricola europea.

Abbiamo impostato un dialogo che sono certo porterà i suoi frutti. Non posso sottacere l’esistenza di problemi di rilievo in merito ai contenuti della proposta di Politica agricola comune presentata dalla Commissione. Tali problemi, peraltro erano già stati evidenziati al Commissario dal precedente Governo. Ho manifestato a Ciolos le nostre preoccupazioni, sottolineando le questioni che riteniamo prioritarie e gli aspetti che non ci convincono.

Riferisce Teatro Naturale che il Commissario Ciolos ha intenzione di far si che in Italia si mantenga l’occupazione nel comparto agricolo, sottolineando, però che sarà fondamentale il passaggio al “greening” ossia alle buone pratiche per il rispetto dell’ambiente nella filiera agricola e non solo della produzione:

Importante, per la commissione europea, sarà mantenere la diversificazione delle colture, importante per evitare la monocultura ogni anno su un determinato territorio, nociva anche per la qualità del suolo. I prossimi appuntamenti a Bruxelles diranno di più.

Foto | AgricolturaOnWeb

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Kyoto bis, UE a Durban con strategie concrete per la riduzione delle emissioni

pubblicato da AlterEco

cop 17 durban

Come si presenterà l’Europa all’appuntamento con la Conferenza delle Parti di Durban? La COP17, in programma dal 28 novembre al 9 dicembre prossimo in Sudafrica, rischia di essere l’ennesimo buco nell’acqua dopo Copenhagen e Cancun, se non si presentano proposte concrete per la riduzione delle emissioni, o meglio misure vincolanti e di portata globale.

La Commissione Europea vuole farsi promotrice di una strategia più rigida ed efficace nella lotta al riscaldamento globale. Connie Hedegaard, commissario europeo preposto alle politiche contro i cambiamenti climatici, crede infatti che Durban sia un’opportunità importante per cambiare le cose. Ecco perché sarebbe il caso di non presentarsi a mani vuote, stilando un programma ben definito per la riduzione delle emissioni e cercando poi di promuoverlo a livello globale.

La risoluzione del 26 ottobre 2011 adottata dalla Commissione prevede un appoggio ancora più deciso agli obiettivi già stabiliti dal protocollo di Kyoto ed una ulteriore riduzione delle emissioni da qui al 2020 (oltre il 20% prefissato, ndr), proseguendo con un Kyoto bis dal 2013 al 2018. Una misura restrittiva che dovrebbe coinvolgere stavolta anche il trasporto aereo e marittimo. Le emissioni degli aerei ne sarebbero interessate già dal primo gennaio prossimo.

La crisi economica, infine, non dovrà più essere una scusa per non agire contro i cambiamenti climatici. A ricordarlo Jo Leinen, a capo della delegazione UE che sbarcherà in Sudafrica tra pochi giorni. Riusciranno i nostri eroi…?

Via | European Parliament

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Petrolio: Regole severe per le perforazioni, ma solo in Europa

pubblicato da Nestor Carnevali


Nuove regole europee, più rigide e rigorose, dovranno essere rispettate dalle compagnie petrolifere per le perforazioni in mare nei tratti entro le 200 miglia dalle coste europee. Lo ha stabilito la Commissione Europea rompendo la prassi che prevedeva sempre norme che incidevano soltanto nella fascia costiera, entro le 12 miglia. Le compagnie petrolifere che effettuano perforazioni in acque UE dovranno rendere pubbliche le loro procedure di sicurezza dettagliatamente e dimostrare di essere solvibili in caso di incidenti.

Lo scopo è quello di verificare se la compagnia X è in possesso delle risorse necessarie per (provare a) ripulire il mare e le coste in seguito ad un incidente su una piattaforma. Una garanzia economica così stringente fino ad ora non era stata mai richiesta, ma non c’è da essere troppo contenti.

Queste regole, presentate dal commissione europeo per l’energia Guenther Oettinger, non saranno vincolanti per le compagnie europee nel resto del mondo. Tanto per fare un esempio la Shell potrà continuare (se lo vorrà) ad applicare standard di sicurezza ridicoli, con perdite ormai endemiche e non accidentali, nei paesi più poveri e con i governi più corrotti nel sud del mondo mentre nel Mare del Nord dovrà rispettare le rigide normative europee. Una contraddizione evidente, un’ipocrisia risolvibile con il semplice riconoscimento del fatto che “un europeo” (in questo caso una compagnia petrolifera europea) dovrebbe rispettare le regole europee anche quando opera in altri continenti. Troppa grazia.

[Via | The Guardian]

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Gli Europei temono i cambiamenti climatici, più della crisi finanziaria

pubblicato da Nestor Carnevali


I cittadini europei percepiscono i pericoli del cambiamento climatico come più seri di quelli della tempesta finanziaria che si sta abbattendo in queste settimane sull’economia. L’unico problema percepito come più rilevante e più urgente da risolvere è quello della povertà, almeno stando alle rilevazioni contenute nell’ultimo report dell’Eurobarometer della Commissione Europea.

Gli europei che valutano il climate change un problema molto serio sono saliti dal 64% del 2009 al 68% di oggi ed in una scala da 0 a 10 lo collocano mediamente su un punteggio di 7.4 contro il 7.1 di 2 anni fa. Il messaggio che ci siano benefici anche economici nelle misure prese per ridurre le emissioni climalteranti è passato: 8 persone su 10 pensano che affrontando il problema si possono creare posti di lavoro e dare impulso alle asfittiche economie del Vecchio Continente. Gran parte del campione si dice apertamente favorevole ad un tipo di tassazione che incoraggio l’efficienza energetica sfavorendo i soggetti meno virtuosi.

Questi dati sono ritenuti incoraggianti da Connie Hedegaard, commissario europeo per l’azione per il clima:

Il sondaggio mostra che i cittadini sono consapevole che le sfide economiche non sono le uniche da affrontare. Una netta maggioranza degli europei si aspetta dai politici e dagli industriali una risposta alla sfida dei cambiamenti climatici. Il fatto che più di un tre quarti degli intervistati veda nel miglioramento dell’efficienza energetica un mezzo per creare posti di lavoro è un segnale forte per i decision makers europei. Tutto ciò è decisamente incoraggiante per noi.

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Laks - Il convegno a Reggio Emilia il 14 ottobre

pubblicato da Nestor Carnevali


Saranno presentati il 14 ottobre prossimo, in un convegno internazionale a Reggio Emilia, i risultati di Laks (Local Accountability for Kyoto goalS), un progetto realizzato dalla città emiliana insieme a Padova, Girona e Bydgoszcz in collaborazione con ARPA Emilia Romagna all’interno del programma LIFE+ Ambiente della Commissione Europea. Il progetto aveva lo scopo di fornire alle municipalità gli strumenti per misurare, e in prospettiva ridurre, le emissioni climalteranti (non soltanto di CO2).

Fra gli ospiti del convegno, condotto dalla conduttrice Tessa Gelisio, ci saranno Antonio Lumicisi (Ministero Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare), Paolo Rotelli (Taskforce internazionale per l’attuazione del Protocollo di Kyoto) e sindaci, amministratori e tecnici delle quattro città partner. I tre anni di Laks hanno permesso di mettere a punto un software gratuito che consente di misurare, partendo dai consumi energetici, l’impatto in termini di emissioni di un territorio cittadino.

Dopo aver inventariato le emissioni di gas serra (con la collaborazione di enti privati) i quattro comuni hanno potuto approvare un piano d’azione con misure concrete per la riduzione. A Reggio Emilia è stato approvato un piano articolato in 46 iniziative che consentiranno la riduzione di CO2 del 21,9% entro il 2020, ma anche Padova e Girona hanno fatto lo stesso con Bydgoszcz che si è attestata al 18,7% di riduzione.

[Via | Comune di Reggio Emilia]

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Efficienza energetica, multa in vista dall'Europa

pubblicato da Nestor Carnevali

La messa in mora del nostro paese per l’emergenza non risolta dei rifiuti napoletani non è l’unica novità negativa per l’Italia arrivata da Bruxelles. La Commissione europea non gradisce la reiterata mancata applicazione delle norme comunitarie sull’efficienza energetica nelle abitazioni. Il cosiddetto “parere motivato” è il passo immediatamente precedente alla messa in mora e alla conseguente multa dopo che il governo non ha ancora accolto il richiamo del novembre 2010.

L’UE contesta l’attuale normativa italiana sugli ACE (gli attestati di certificazione energetica) che consente ai proprietari di autocertificare l’appartenenza del proprio immobile alla classe di consumo G, la peggiore. Secondo la Commissione senza l’intervento di esperti qualificati a rilasciare le attestazioni sarebbe una via d’uscita per non permettere ai nuovi proprietari e gli inquilini di conoscere le reali condizioni dell’appartamento o dell’abitazione.

Ci sono perplessità anche sulla mancanza di prescrizioni rispetto agli impianti di condizionamento: i cittadini italiani non sono informati sulla possibilità di aumentarne l’efficienza con semplici accorgimenti e di fatto non ci sono controlli anche ad anni di distanza dalla prima installazione. Inoltre nel nostro paese la legge nazionale stabilisce che gli attestati siano obbligatori per i contratti di affitto soltanto in caso di nuovi edifici al contrario della normativa europea che li prevede in tutti i casi. Il Governo deve agire entro due mesi per evitare una multa che si aggiungerebbe, beffa delle beffe, alle perdite che edifici mal costruiti, mal progettati e male utilizzati comportano al sistema paese in termine di sprechi energetici. Il risparmio energetico è una priorità di questo esecutivo?

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Rifiuti a Napoli: messa in mora dell'Europa, vogliono risultati immediati

pubblicato da Nestor Carnevali


Janez Potocnik, commissario europeo all’ambiente, è deciso a passare ai fatti. La sua lettera di messa in mora all’Italia è partita e riguarda l’emergenza rifiuti a Napoli. Scattano dunque i due mesi entro i quali dimostrare alla Commissione di avere un piano credibile (e già avviato) per risolvere il problema della gestione dei rifiuti, dopo quella data possono partire le sanzioni pecuniarie, quelle che dovremo pagare tutti.

Con questo forte avvertimento la Commissione europea preme sull’Italia affinché trovi soluzioni efficaci a breve e lungo termine per la gestione dei rifiuti in Campania, regione che su questo fronte è stata al centro di ripetute crisi che destano non poche preoccupazioni in quanto ormai da vari anni stanno mettendo in pericolo la salute umana e l’ambiente, c’è la necessità di conformarsi alla sentenza del 2010 della Corte Ue. È passato troppo tempo dal nostro primo avvertimento all’Italia sulla questione rifiuti, nulla è stato fatto, e ora abbiamo bisogno di vedere risultati a breve termine

Di chi è la colpa? Almeno per il momento non di De Magistris che, quando era ancora parlamentare europeo, di fatto ha contribuito a “provocare” questa messa in mora della Commissione contestando il piano complessivo di smaltimento dei rifiuti, ancora inattuato, sul quale punta il Governo Berlusconi e il Governatore Caldoro. Il sindaco di Napoli spera che questa decisione europea spinga la Regione a rivedere i suoi piani, una posizione condivisibile anche se condita da “auto-complimenti” per come sta operando la sua amministrazione che appaiono inopportuni e affrettati al momento:

Condivido la posizione di Bruxelles e abbiamo contribuito a redigere questo giudizio, quando non governavamo adesso il giudizio sulla nostra gestione è lusinghiero, perchè abbiamo liberato Napoli dai rifiuti, e non parliamo di discariche o inceneritori. Se la Regione e il presidente Stefano Caldoro ci seguissero, invece delle sanzioni arriverebbero plausi e soldi.

Biodiversità: 52 settimane per rispettarla

pubblicato da Marina

biodiversitÃ�  imparare in 52 settimane E’ stato pubblicato da qualche giorno in italiano e per volere della Commissione europea Direzione generale per l’Ambiente: 52 suggerimenti per la biodiversità. E’ un manuale che insegna passo dopo passo a rispettare la biodiversità. Il percorso dura 52 settimane, 1 anno, in cui di volta in volta si modificano le proprie abitudini con l’obiettivo di diventare virtuosi ecologisti.

Il documento è stato approntato dall’ Institut royal des Sciences naturelles del Belgio e legato alla campagna internazionale Je donne vie à ma planete e vi si leggono consigli estremamente semplici che consistono in gesti come acquistare ortaggi biologici, oppure nel non gettare rifiuti a terra.

La tutela del Pianeta passa davvero da piccole azioni come scrive nella prefazione Janez Potočnik Commissario europeo per l’Ambiente:

Auspichiamo che i suggerimenti presenti in questa guida vi aiutino a fare la differenza. Consumare prodotti locali e di stagione, evitare di sprecare acqua, compostare gli scarti alimentari, conoscere più a fondo le specie animali e vegetali che popolano l’area in cui viviamo… se tutti adottassimo anche solo qualcuno di questi semplici consigli, contribuiremmo in maniera significativa a preservare le risorse naturali per le generazioni future.

Via | Commissione Europea

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