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Tonno rosso, la Ue sospenderà pesca e commercio per un anno

pubblicato da Marina in: Animali Italia Europa Politica Alimentazione Acqua

Tonno sotto, la ue sospende la pesca per un anno Anche se c’è qualcuno che non crede all’estinzione del tonno rosso, dalla Commissione europea arriva lo stop al commercio internazionale mentre viene messo sotto stretta sorveglianza il corallo. L’accordo raggiunto dai governi dell’Unione, sulla base di una proposta della Commissione europea fatta il mese scorso, sarà formalmente adottato dalla riunione dei ministri dell’energia dell’Unione europea oggi a Bruxelles e probabilmente sarà interrotta per un anno anche la pesca del tonno rosso

L’accordo UE arriva prima della riunione della Conferenza della parti Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie a rischio (CITES), che si svolgerà dal 13 al 25 marzo a Doha e dove saranno esaminate le specie a rischio estinzione tra cui appunto il tonno rosso, elefanti e orsi polari. Secondo gli scienziati le scorte di tonno rosso dell’Atlantico - che può arrivare a costare anche 100.000 dollari sul mercato - sono calate di oltre l’80% negli ultimi 40 anni per un valore di circa 3,2 milioni di euro.

Tra le iniziative per il ripopolamento del tonno rosso un anno di divieto di pesca con una deroga concessa per la pesca diciamo artigianale e per quei pescatori che usano piccole imbarcazioni per rifornire il mercato locale. I governi hanno promesso di sostenere i pescatori di tonno rosso a cui sarà imposto lo stop con sovvenzioni.

A votare contro il divieto di pesca Malta, mentre Svezia e Austria si sono astenute. Per conoscere quale tonno in scatola acquistare consultate la classifica rompiscatole di Greenpeace.

Via | Euractiv
Foto | Flickr

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L'Ue dopo Copenaghen sogna la svolta

pubblicato da alessandra in: Clima Europa Politica EcoComunicazione

Dopo il flop di Copenaghen, l’Ue torna sulla questione dei cambiamenti climatici manifestando la volontà di uno sforzo più deciso per la riduzione delle emissioni di Co2 nell’atmosfera. Secondo una recente comunicazione della Commissione Europea, il Vecchio Continente dovrebbe prima di ogni altra cosa concentrarsi sull’assistenza finanziaria - 2,4 miliardi di euro annui per il periodo 2010 - 2012 - ai paesi in via di sviluppo al fine di implementare l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Inoltre, sarebbe opportuno che davvero, questa volta, l’Ue si faccia portavoce di quanti auspicano un più deciso impegno nei confronti della tutela dell’ambiente soprattutto in vista del vertice di fine anno sul clima che si terrà a Cancun, in Messico. Perché si raggiunga un accordo giuridicamente vincolante per tutti i paesi.

Per questo, è urgente porre in essere azioni concrete nell’ambito della strategia Europa 2020, presentata il 3 marzo, affinché l’Ue si trasformi nella regione mondiale più compatibile con il clima.

fa sapere la Commissione. Inoltre, l’Ue dimostra di voler mantenere il proprio impegno riducendo le proprie emissioni fino al 20% entro il 2020 ma, sottolinea, potrebbe arrivare anche al 30% se altre economie importanti dovessero partecipare equamente allo sforzo globale di abbattimento. Del resto, però, le possibilità che ciò accada sono veramente scarse. Ancora una volta, le parole sono tante, e le azioni concrete poche. Eppure, la Commissione ci tiene a mostrare proprio impegno nella lotta ai cambiamenti climatici tanto da preparare un’analisi delle strategie utili a ridurre del 30% rispetto ai livelli del 1990 le emissioni di Co2 in vista del Consiglio europeo di giugno. Successivamente, verranno delineate le caratteristiche di un programma di transizione utile a edificare una nuova UE a basse emissioni di carbonio non oltre il 2050.

Foto | Flickr

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Patata Ogm Amflora, siete favorevoli o contrari? Sul sito del Ministero dell'Agricoltura si può votare.

pubblicato da Peppe Croce in: Scienza Spesa ecologica Agricoltura Biotecnologie Alimentazione

Il Ministero dell'Agricoltura lancia il sondaggio sulla patata OgmLa Commissione europea ha deciso di dare il via libera alla coltivazione della patata gm Amflora. Cosa ne pensi? Da qualche giorno sul sito del Ministero per le Politiche Agricole è spuntato un sondaggio che, tra le altre, contiene anche questa domanda.

Il sondaggio, in realtà, è più ampio e riguarda la percezione complessiva degli italiani sulla sicuerezza alimentare nel nostro paese. Ma, in seguito alla decisione della Ue che sdogana la patata geneticamente modificata, la domanda più interessante è proprio quella sulla Amflora. Ancora più interessanti sono le risposte che, fino ad ora, hanno dato gli italiani:

Sono contrario perché penso che gli Ogm siano dannosi sia per ambiente che per la salute (35%)
Sono contrario perché credo che gli Ogm impoveriscano la terra e l’economia agricola (19%)
Sono favorevole perché gli Ogm sono il futuro (37%)
Sono favorevole perché penso che gli Ogm non siano dannosi per la salute(9%)

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Emergenza rifiuti in Campania, arriva la condanna dalla Corte di giustizia europea

pubblicato da Marina in: Italia Rifiuti Politica

La Corte di giustizia europea condanna l'Italia per la cattiva gestione dell'emergenza rifiuti in Campania La Corte di Giustizia europea ha condannato l’Italia per non aver saputo gestire l’emergenza rifiuti in Campania. Il ricorso fu presentato dalla Commissione europea che già valutò il mal governo di quella emergenza.

In pratica, dice la Corte di Giustizia europea:

Nella regione Campania, i quantitativi ingenti di rifiuti ammassati nelle strade, nonostante l’assistenza di altre regioni italiane e delle autorità tedesche, dimostrano un deficit strutturale di impianti, cui non è stato possibile rimediare. L’Italia ha peraltro ammesso che, alla scadenza del termine stabilito nel parere motivato, gli impianti esistenti e in funzione nella regione erano ben lontani dal soddisfare le sue esigenze reali.

Insomma anche i comitati cittadini che spontaneamente sorsero per aiutare a gestire l’emergenza sostenevano che non era sufficiente né sano aprire discariche come quella di Chiaiano o Ferrandelle e andarci a seppellire i rifiuti tal quale. L’occasione, poi persa, poteva essere usata per costruire davvero una filiera per la gestione dei rifiuti in Campania.

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OGM, autorizzata in Europa la coltivazione della patata Amflora

pubblicato da Marina in: Europa Biotecnologie Politica

autorizzata la coltivazione della patata amflora di Basf

Tanto tuonò che piovve: dopo la mazzata della Corte di Stato ora quella della Commissione Europea che autorizza la coltivazione della patata OGM Amflora, le cui sementi sono sotto brevetto Basf e tre varietà di mais.

La patata sarebbe impiegata, per il suo alco contenuto di amido, nelle cartiere e gli scarti destinati all’alimentazione animale, il che vorrebbe dire che gli OGM entrerebbero di fatto nella nostra catena alimentare.

La Amflora è resistente a due antibiotici la kanamicina e la neomicina e secondo la direttiva Ue 2001/18, sono al bando gli OGM resistenti agli antibiotici, ma evidentemente questa regola non vale per Basf. Ora i Paesi europei che non vogliono accettare queste coltivazioni OGM sul loro territorio devono far ricorso alla “clausola di salvaguardia”, già adottata da Austria, Ungheria, Francia, Grecia, Germania e Lussemburgo per mettere al bando la coltivazione del mais Monsanto OGM Mon810.

Commenta Andrea Ferrante presidente AIAB:

Gli europei vogliono altro che patate ogm. A chi risponde la Commissione Ue? Alla multinazionale Basf o ai cittadini europei? In particolare la patata Amflora, contiene un gene “marker” che le conferisce particolare resistenza a un antibiotico importante per l’uomo, che serve anche per la cura della tubercolosi. I rischi per la salute umana potrebbero essere elevati. Ci chiediamo come sia possibile che a fronte di così tante incognite e contro il parere della stragrande maggioranza dei cittadini europei, la Commissione Ue continui a fare gli interessi delle multinazionali biotech.

Foto | Flickr

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Nucleare e Cip6: nuova batosta per l'Italia dalla Ue

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Europa Rinnovabili Politica Nucleare

La Ue bacchetta l'Italia su Cip6 e decommissioning

L’Unione Europea bacchetta l’Italia. Questa volta a Bruxelles sono sotto la lente di ingrandimento gli incentivi Cip6 e i costi del decommissioning delle centrali nucleari italiane pre-referendum.

La cosa, tra l’altro, sarebbe anche abbastanza seria perchè, come riporta Reuters, c’è già una procedura di messa in mora avviata e notificata al nostro paese con una lettera di fine gennaio. La cosa è tecnica, ma è molto interessante perchè potrebbe avere ripercussioni assai serie sulle velleità italiane di ritorno al nucleare. Ma prima del nucleare, affrontiamo la questione Cip6.

Di Cip6 l’Europa si è occupata più volte, arrivando persino ad ascoltare quanto aveva da dire in merito Beppe grillo. Questa volta, però, la posizione è assai dura e decisa: gli incentivi Cip6 sono una distorsione, oltre che del concetto di rinnovabili, anche delle regole del mercato.

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Progetto Cool: la CEE invita i giovani a proporre idee nuove per salvaguardare l'ambiente

pubblicato da missunderstanding in: Clima Web&Blog Foto & video EcoComunicazione Concorsi

concorso giovani ambiente

La Direzione Generale dell’Educazione e della Cultura della Commissione Europea invita chiama i giovani a raccolta per la salvaguardia dell’ambiente e la riduzione delle emissioni. Il progetto COOL si rivolge ai giovani e a tutti coloro che usano il web ed i video come mezzi di comunicazione preferiti: li useranno per proporre le proprie idee relativamente a stili di vita sostenibili, risparmio energetico, energie alternative.

Il concorso si rivolge a tutti i giovani fino a 30 anni, chiamati a proporre la propria idea sull’ambiente presentando un’opera ideata e realizzata con il videofonino, il filmato di uno spot, una photostory, uno slogan in formato audio.

I contenuti e le idee dovranno essere inviati al coordinatore italiano del progetto entro il 21 febbraio, così come riporta il bando scaricabile dal sito ufficiale del concorso, qui su Klima. Tra i premi ci sono buoni in denaro e la possibilità di vincere borse di studio. Se secondo voi esiste una ricetta per salvare l’ambiente, mettetevi all’opera!

Foto | Flickr

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Caccia, 150 associazioni ambientaliste chiedono aiuto al Premier: "Berlusconi, ferma la strage"

pubblicato da Marina in: Animali Associazioni Italia Persone Politica

Caccia: 150 associazioni firmano l'appello e chiedono aiuto al premier Berlusconi Centocinquanta associazioni ambientaliste hanno inviato una lettera al Premier Berlusconi, a poche ore dal voto in aula, per chiedergli di cancellare l’art.38 che di fatto prolunga i periodi di caccia proprio nell’anno in cui il Governo si è impegnato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità della tutela della biodiversità. Spiega la LIPU:

La cancellazione dei limiti della stagione venatoria italiana non solo non è presente nella procedura di infrazione della Commissione europea ma è addirittura contraria a quanto chiede Bruxelles, cioè l’assoluto ed esplicito divieto di caccia nei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli (si vedano i Punti 16 e 17 della Procedura 2006/2131). Stesso discorso per la Guida sulla caccia, cui viene inopinatamente dato carattere legislativo quando la Commissione europea, a pagina 2 della medesima Guida, chiede di non darle carattere legislativo. Una situazione davvero surreale.

Dunque con la scusa di recepire le norme europee non si fa altro che autorizzare la caccia per periodi più lunghi. Scrive LIPU:

Viene dunque alla luce la verità sugli eventi che stanno segnando la legge Comunitaria, così come sul merito di questa vicenda, riassumibile in poche battute: l’Europa accusa l’Italia di cacciare troppo e male, l’Italia si organizza per cacciare ancor più e peggio. A discapito degli uccelli migratori, della natura e del 90% degli italiani, come denunciato oggi nell’appello delle 150 associazioni al Presidente Berlusconi.

Dopo il salto l’appello a Berlusconi.

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Anno internazionale della biodiversità: l'Europa si impegna a fare di più

pubblicato da alessandra in: Animali Internazionale Europa Politica EcoComunicazione

Oggi, è stato inaugurato l’anno internazionale per la tutela delle biodiversità, in Europa. Ed è stato una triste cerimonia di apertura in cui la Commissione Europea, a Bruxelles, ha fatto sapere che l’UE non riuscira’ a realizzare gli obiettivi che si era data negli ultimi 10 anni per la protezione delle specie. I diversi ecosistemi si stanno lentamente sgretolando sotto il peso dell’antropizzazione. E del bracconaggio: il principale pericolo per il lupo, ad esempio, che pure sta rispondendo benissimo ai tentavi di recupero sulla nostra penisola ma è inerme, purtroppo, di fronte alle trappole e ai fucili.

Stavros Dimas, il commissario europeo all’ambiente, pochi giorni dopo aver lanciato l’allarme per la caccia al tonno rosso - la cui popolazione si è ridotta dell’85% rispetto agli anni novanta per lo più a causa della moda scoppiata per il sushi - ha fatto sapere che è necessario improntare nuove strategie e traguardi. Il bilancio degli sforzi fatti dai paesi membri, benché per certi aspetti lodevole, non è sufficiente. Le specie continuano a estinguersi ad una velocità allarmante: stimata tra le 100 e le 1000 volte più alta del normale. Solo il 17% degli habitat presenti nel vecchio continente ha una condizione favorevole di conservazione. A maggior rischio, ovviamente, le zone umide e i litorali.

Il livello di ambizione piu’ elevato e’ quello di aggiungere agli impegni precedenti l’aumento del contributo europeo alla prevenzione a livello mondiale

Così, si è chiusa oggi la cerimonia di apertura europea per l’anno internazionale della biodiversità. Ci auguriamo che nel corso di questi dodici mesi vengano fatte le programmazioni necessarie per un piano efficace di tutela degli ecosistemi e dei loro abitanti e, soprattutto, che vengano attuate pienamente.

Foto | Flickr

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La Bulgaria distrugge il Parco Nazionale di Rila per creare stazioni sciistiche

pubblicato da missunderstanding in: Animali Natura Parchi & aree protette Europa

parco nazionale di rila

Nel cuore del Parco Nazionale delle montagne di Rila, in Bulgaria, foreste ed animali spariranno presto per lasciare il posto ad impianti sciistici e strutture turistiche, con il consenso del governo che ne ha autorizzato la costruzione, permettendo ad investitori e società off-shore di distruggere il Parco.

Il Parco Nazionale delle montagne di Rila si trova sul Monte Mussla e si estende per circa 81.000 ettari di foreste, ospitando 24 specie in via d’estinzione, 121 specie rare in Bulgaria e 158 specie presenti nella Convenzione di Berna. Proprio qui il governo bulgaro ha approvato la costruzione del complesso sciistico Super Panichishte, scatenando polemiche e proteste.

Il progetto prevede che 240 ettari del Parco vengano destinati alla costruzione di piste, di 21 skilift e di altre diverse strutture per circa due terzi dell’intera estensione del complesso sciistico, mentre la restante parte interesserà l’area dei laghi di Rila. Il progetto è guidato dalla Rila Sport, un gruppo controllato dalla Realstone Trade Business Corporation, un’impresa fantasma, controllata a sua volta da misteriosi investitori russi.

Un’indagine del 2007 promossa dal Ministero dell’Ambiente ha portato alla luce che nessuno dei lavori intrapresi era dotato dei permessi e per la prima volta gli ambientalisti bulgari sono scesi in campo: hanno raccolto 180.000 firme per chiedere di fermare il progetto e salvare il Parco Nazionale delle montagne di Rila, intraprendendo la più grossa iniziativa ambientalista nella storia bulgara. La Commissione Europea ha a sua volta avviato un’indagine sul progetto Super Panichishte, che violerebbe i termini delle regole di Natura 2000.

via | salvaleforeste

Foto | Flickr

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