
Secondo il 43% degli italiani la raccolta differenziata è la vera soluzione alla gestione dei rifiuti. Anzi, a essere precisi, oltre a apprezzarla, pensano che vadano elevate multe verso chi non la adotta.
Il risultato è emerso dal sondaggio commissionato da CIA-Confederazione italiana agricoltori. A credere, al contrario, nella distruzione dei rifiuti attraverso gli inceneritori, appena il 15% degli intervistati;per il 32% è necessario incentivare l’uso di materiali biodegradabili, mentre per l’8% è oramai necessario volgersi verso uno stile eco-friendly. Infine solo il 2% ritiene l’invio all’estero dei rifiuti per lo smaltimento una soluzione praticabile.
Sottolineano gli agricoltori di Cia che la differenziata per il settore rappresenta una vera ricchezza:
Da una raccolta differenziata e organizzata dell’umido, si potrebbe ottenere molto più compost per concimare i terreni, evitando l’uso di fertilizzanti chimici. E favorendo, di conseguenza, un’agricoltura più “naturale” e “a impatto zero” sull’ambiente. Senza contare lo sgravio dei costi produttivi, visto che il compost ha un prezzo inferiore rispetto ai concimi industriali.
Il bel fanciullo che vedete accanto porta trionfante nella carriola la scarpa che ha vinto il secondo premio al The green fashion competition, consegnato durante l’Amsterdam international fashion week.
Qual’è la particolarità di queste sneakers? Che una volta consumate, rovinate, sdrucite, insomma quando sono da buttare vanno differenziate nel compost o messe in un terreno, perché completamente biodegradabili. Il che comunque non vuol dire che siano meno resistenti o durature delle classiche scarpe sportive.
L’idea è interessante perché come sappiamo riciclare le scarpe vecchie è piuttosto complesso, nonostante siano in piedi alcune meritevoli iniziative come Ri-scarpa.
Il progetto OAT, però non resta sulla carta o come mero esercizio ecologico, ma è produttivo. Infatti le OAT shoes sono attualmente in produzione in una fabbrica in Bulgaria, così come è raccontato dalle pagine di Fb.
La scelta della Bulgaria comunque è arrivata dopo che il team di Oat è stato anche in Italia per acquistare materiali e alla ricerca dei macchinari per la produzione delle loro scarpe. Macchinari che noi non abbiamo più.
Oat sneaker, scarpe sportive biodegradabili

Via | Greenprophet
Foto | OAT
Ho letto con piacere e velocemente il manuale Urbi et Orti (ecoalfabeto, pagg.168, Euro 14,40) di Josep M.ª Vallès. La prefazione è affidata a Bigas Luna che racconta del suo orto e del suo amore per la produzione di ortaggi casalinghi.
C’è da dire che la coltivazione di orti casalinghi e cittadini è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, probabilmente sia per la necessità di un approvvigionamento più sano sia come forma di risparmio. E la vecchia idea del fazzoletto di terra da coltivare viene in un certo senso sublimata dalla presenza di vasi di verdure in balcone.
L’idea del manuale è semplice: insegnare a auto-produrre verdure e ortaggi. Il che però non sempre risulta facile a chi non ha un minimo di esperienza in merito e sopratutto se ha a disposizione solo il balcone di casa. Il manuale però insegna a farlo gradualmente, partendo da piccole piante in vaso fino a disporre di mini orti da collocare nelle aree più soleggiate. I consigli si estendono anche su come produrre il compost per fertilizzare e suggerimenti sulla lotta ai parassiti.
Tra i trucchetti proposti, ad esempio, la ricetta contro funghi afidi e acari a base di 50 gr. di aglio oppure la camomilla per proteggere le piante dalla peronospora.
Nel piccolo paesino di Cuccaro Vetere 551 abitanti (siamo in provincia di Salerno, nel pieno del parco del Cilento) è partita la raccolta differenziata porta a porta a dorso d’asino. Al centro dell’iniziativa avviata da Planet solution con il contributo della Provincia di Salerno un sistema di compostaggio domestico di rifiuti:
il cui avvio a recupero, per la carenza di impianti di compostaggio, oggi costituisce un costo notevole per la comunità.
Ha iniziato questa sistema di raccolta il comune di Castelbuono in provincia di Palermo. Ma l’iniziativa non è troppo piaciuta all’Enpa che ha così commentato:
L’unico modo per salvaguardare gli animali in via d’estinzione è di garantirli e tutelarli all’interno del loro ambiente naturale, rispettandone le caratteristiche etologiche senza delegare ad essi compiti e attività che competono all’uomo.
Foto | Castelbuono

Nasce a Capannori, comune virtuoso, l’associazione Rete Italiana Compostatori domestici. La presidenza è affidata proprio al Comune di Capannori e in alto nella foto c’è il gruppo che ha fondato la Rete. Si riconoscono Alessio Ciacci, assessore all’ambiente di Capannori e Vincenzo Cenname ex sindaco di Camigliano, rimosso perché si rifiuta con i suoi concittadini di alimentare il circolo dei rifiuti inutilizzati.
In cosa consiste l’azione del compostare? Nel raccogliere tutti i rifiuti organici e nel metterli assieme a strati fino a formare del prezioso compost, ossia materiale molto fertile utile alla terra e cibo per ogni pianta. Qui trovate un piccolo manuale su come auto-costruire una compostiera con pochi oggetti reperibili comunemente.
Dopo il salto il loro manifesto e se condividete potete seguire i lavori su Fb o sul sito Noicompostiamo.
Continua a leggere: Nasce a Capannori la Rete Italiana dei Compostatori Domestici

Domenico Scilipoti, deputato siciliano di Idv, prende al balzo la polemica sulla mega discarica-impianto di compostaggio (a seconda che si ascolti chi la critica o chi l’ha progettata) che l’imprenditore Giuseppe Catanzaro avrebbe voluto costruire nella Valle del Dittaino, in provincia di Enna. E lo fa aggiungendo una provocazione: dateci modo di farlo, e i rifiuti li raccogliamo noi gratis.
Con ordine. Scilipoti parte da una considerazione di tipo generale: i rifiuti, se ben gestiti, possono portare più ricchezza che problemi:
Tantissima rabbia emerge dai dialoghi con i cittadini quando si parla di rifiuti e discariche. La gente vuole essere ascoltata, perché si sente presa in giro. E i sindaci di tanti Comuni d’Italia dicono alla gente di tenersi i rifiuti in casa. Ma dovrebbero avere più immaginazione e spirito d’iniziativa perché i rifiuti, utilizzati in modo corretto, sono risorse
Giustissimo, ma specifica:
E’ fresco lo scontro tra il Ministro dell’Ambiente e il Presidente della Regione Sicilia inerente la costruzione di una megadiscarica in provincia di Enna. La Sicilia è ancora territorio vergine. E la megadiscarica è il deposito di una montagna di rifiuti che non diventano risorse
Nessuna discarica, nessun inquinamento, nessuno stravolgimento della Valle del Dittaino. Sul progetto di Giuseppe Catanzaro di costruire un impianto di trattamento dei rifiuti nel comune di Assoro, in provincia di Enna, lo stesso imprenditore risponde alle nostre domande. E descrive una piattaforma dei rifiuti molto diversa dalla discarica che è stata descritta dai suoi colleghi di Confindustria Enna. Si tratta, in buona sostanza, di un impianto di compostaggio con recupero del biogas.
La prima domanda è sulla sua decisione di abbandonare il progetto: è vero che avete deciso di non farlo più?
Si lo abbiamo fatto irreversibilmente ed in via unilaterale lo scorso venerdì 7 ottobre. La domanda che lei mi formula mi dà l’opportunità di ringraziare diversi rappresentanti delle Istituzioni, di Associazioni e semplici Cittadini dell’Ennese che hanno chiesto di rivedere la ns. posizione. Più Sindaci ci hanno contattato per ospitare nel loro territorio l’impianto. Approfitto della sua intervista per ringraziare gli Amministratori di Assoro con i quali dal 2007 fino a pochi giorni fa ci siamo confrontati
Ma non solo con gli amministratori del Comune di Assoro…
Per il rilascio dell’autorizzazione sono intervenuti 16 Pareri di altrettanti Enti pubblici che hanno rilasciato i pareri di merito durante le diverse conferenze di servizi . Il progetto è stato pubblicato sul quotidiano di Sicilia il 3 luglio 2009 ed è stato depositato in 9 enti pubblici ricadenti nelle Città di Assoro, Enna e Palermo. C’è da chiedersi perché nessuno ha fatto ricorso al Giudice salvo organizzare la pressione mediatica

Dalla monnezza al cibo, con la collaborazione dell’università di Salerno, della Cia e del Ministero dell’Agricoltura. Risultato: “Riciclelle”, la prima patata italiana di qualità ottenuta utilizzando compost da rifiuti.
Per ora è solo una sperimentazione, effettuata con il compost prodotto dai rifiuti organici di poche pattumiere familiari, ma promette bene e fa il paio con i risultati, altrettanto buoni, ottenuti concimando l’insalata con il compost. Soddisfatta la Cia, che vede nel compost da rifiuti una risorsa molto interessante per l’agricoltura italiana:
Le abbiamo battezzate con il nome di “riciclelle” e sono la dimostrazione che si può fare agricoltura dando un contributo importante all’ambiente e risparmiando. E’ bastato recuperare e “compostare” la parte organica dei rifiuti di poche famiglie, per ottenere fertilizzante utile ad una produzione di patate in grado di soddisfare una porzione delle loro esigenze alimentari. Si tratta così di un processo di riciclaggio completo. Tale processo una volta irreggimentato potrà attenuare anche il problema della spazzatura, divenuto una complicazione annosa e gravosa in molte aree del Paese.
Rifiuti, quindi, che da costo si trasformano in beneficio economico per un settore perennemente alla ricerca di soluzioni che abbattano i costi di produzione. Il compost potrebbe essere una di queste, togliendo dai campi una discreta quantità di fertilizzanti chimici e, contemporaneamente, togliendo dalle discariche una delle parti più delicate da trattare: l’umido.
Maggio è il mese ideale per darsi al giardinaggio, ma se non disponete di un orto o di un giardino tutto vostro per iniziare a piantare fiori e frutta, potete provare a coltivare nei vasi in balcone.
Questo video di Deabyday spiega come fare per coltivare le carote sul balcone, soffermandosi in modo particolare su alcuni dettagli che potrebbero sfuggire ai principianti, ma sembrano fare la differenza, soprattutto quando si ha a disposizione uno spazio ristretto. Prima di cominciare non dimenticate il compost, che potrete fare da voi seguendo le nostre indicazioni.

La primavera di San Fransisco è animata da Recology, un programma che raduna gli artisti che vogliono creare con i rifiuti in una trashsession continua. Il 9 maggio il centro civico della città assisterà ad un concerto particolare: una vera orchestra suonerà strumenti fatti con i rifiuti.
Ruote di biciletta, barili, gabbie di uccelli, tubature per i bagni, tantissimi i pezzi di rifiuti usati per creare più di 30 strumenti diversi. La sinfonia dei rifiuti si chiama Junkestra ed è stata composta da Nathaniel Stookey, sorpreso dal risultato della composizione e dal meraviglioso suono degli strumenti provenienti dai rifiuti, così come ha riferito a Cnet.
Il pubblico di San Francisco, oltre all’inedito Junkestra, potrà ascoltare anche Stravinsky, Prokofiev e Ravel, riprodotti in chiave ecologica. Perché anche i rifiuti possono creare una sinfonia bellissima se trasformati in strumenti per suonare e sensibilizzare.
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