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Tutti gli articoli con tag discarica

Glass Beach, la spiaggia dove il mare ricicla il vetro

pubblicato da Marina

Sassolini di vetro riciclato dal mare

Glass Beach a Fort Bragg in California non è uno scherzo della natura, ma l’esempio di come la Natura possa sopravvivere all’uomo. Fort Bragg sin dal 1949 ha ospitato una discarica pubblica poi dismessa nel 1967 quando il North Coast Water Quality Board intervenne vietando l’abbandono di rifiuti. Oggi Glass Beach fa parte dell’area protetta del MacKerricher California State Park.

Tra i materiali abbandonati anche tantissimo vetro, accarezzato e levigato dal mare per circa 45 anni. Il risultato è spettacolare: non c’è sabbia ma una battigia fatta di piccoli sassolini di vetro.

Sassolini di vetro riciclato dal mare
Sassolini di vetro riciclato dal mare Sassolini di vetro riciclato dal mare Sassolini di vetro riciclato dal mare

Dopo il salto il video di una passeggiata sulla Glass Beach.

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La fattoria di Sandokan da discarica a parco fotovoltaico

pubblicato da Marina

ferrandelle

A piccoli, piccolissimi passi, procede il percorso del ripristino della legalità in Campania. Questa volta nel regno di Sandokan, che realtà si chiama Francesco Schiavone e è un feroce camorrista, la Giustizia mette a segno un nuovo passo: dopo alterne vicende durate 30 anni Ferrandelle ex fattoria del boss sarà trasformata in parco fotovoltaico da 3 Megawatt, centro di documentazione ed educazione ambientale ed isola ecologica e un impianto con 9000 eucalipto.

Ma Ferrandelle, che sorge tra i comuni di Santa Maria La Fossa, Casal di Principe e Grazzanise ha una storia tormentata che risale al sequestro negli agli anni Ottanta, ma che fu portata alla ribalta nel 2008 con l’emergenza rifiuti gestita da Guido Bertolaso nominato Commissario straordinario proprio da Berlusconi. Per far fare bella figura al Premier, Bertolaso andò a stoccare la monnezza talquale proprio su quel suolo e fu così che divenne la discarica di Ferrandelle (dopo il salto il reportage di Legambiente fatto prima sparire da Youtube e poi ricollocato). La discarica è stata poi svuotata agli inizi di quest’anno. Gli escamotage usati per portare il talquale a Ferrandelle furono diversi, come ricostruisce Agrorinasce Consorzio nato per ripristinare la legalità nel suo asettico comunicato stampa scrive:

L’azienda confiscata a Francesco Schiavone, Sandokan, fu oggetto di una precisa azione di recupero da parte dello Stato con il Demanio Militare (43 ettari) per la realizzazione di un Poligono per attività addestrative e con Agrorinasce (13 ettari) per la realizzazione di una ‘Fattoria dei prodotti tipici’. Agrorinasce presentò ed ottenne dal Ministero dell’Interno un finanziamento di circa 560.000,00 euro per la realizzazione della Fattoria. Nell’anno 2008, mentre erano quasi ultimati i lavori della Fattoria, l’allora Commissario per l’emergenza dei rifiuti nella Regione Campania, il Prefetto De Gennaro, utilizzò la parte assegnata al Demanio Militare per localizzare il sito di stoccaggio provvisorio di rifiuti solidi urbani di oltre 500.000 tonnellate. I lavori furono immediatamente sospesi e Agrorinasce si impegnò con lo stesso Ministero dell’Interno a trovare una soluzione alternativa che fosse più coerente con lo stato dei luoghi considerato che era inimmaginabile realizzare una fattoria didattica. Un impegno che Agrorinasce ha certamente mantenuto, proponendo di riconvertire quella che era un’area agricola in un nuovo progetto molto ambizioso che avesse l’obiettivo di realizzare su un’unica area confiscata un’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, di produzione di energia da fonte rinnovabile, di rimboschimento con colture destinata a ‘biomasse’ e di sensibilizzazione sui temi dell’ambiente e del risparmio energetico.

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Casal di Principe, scoperta discarica di fanghi tossici del Nord

pubblicato da Marina

Un terreno di circa 8000 metri quadri e di proprietà della Curia di Aversa, appartenente all’Opera di san Michele, nel comune di Casal di Principe è stato usato per almeno 30 anni come discarica dei veleni dalla camorra. Veleni provenienti anche da industrie del Nord.

La scoperta l’annuncia Il Mattino (2 sett. 2011 pag. 37 ed. Caserta). Dopo le rivelazioni nel 2008 del pentito Luigi Diana fedelissimo del clan Bidognetti, confermate agli inizi di agosto dall’altro pentito Roberto Vargas (killer dei Casalesi) la Dda di Napoli ha disposto il controllo del terreno. Sotto otto metri i fanghi industriali che probabilmente hanno intaccato la falda acquifera.

Scrive Marilù Musto su Il Mattino:

In una notte di agosto, pochi giorni fa, Roberto Vargas è stato accompagnato a Casal di Principe, tra via Circumvallazione esterna e Via Marotta, dove ha indicato il luogo esatto in cui negli anni Nocanta, quando lui aveva solo 19 anni, erano stati intombati bidoni di fanghi provenienti dai canali dei Regi Lagni ma anche dal Nord Italia.

Per ora le ruspe hanno tirato su i veleni sotto forma di fanghi anche se le ricerche proseguiranno alla ricerca dei fusti. Tra l’altro buona parte del terreno del suolo avvelenato è stato riciclato nella costruzione della Nola Villa Literno attraverso l’imprenditore Costantino Diana, detto o’repezzato, deceduto prima della sentenza del processo Spartacus I.

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Occhiali da sole in plastica riciclata e aste in bambù

pubblicato da Marina

Unitdot, occhiali da sole in plastica riciclata

Potenza del riuso: i Bamboo Aviator, occhiali da sole in plastica riciclata sono deliziosi. Dunque, li produce la Unidot, azienda scozzese che ricicla le bottiglie di plastica recuperate dalla discarica. Per le aste invece hanno preferito usare il bambù.

Il prezzo è di circa 100 euro (90 sterline inglesi) ma penso ne valga la pena considerato che sono occhiali sostenibili, davvero belli e originali. Si possono acquistare on line qui.

Unitdot, occhiali da sole in plastica riciclata

Unitdot, occhiali da sole in plastica riciclata Unitdot, occhiali da sole in plastica riciclata

Via | Matrec
Foto | Unitdot su Fb

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"Save Kai", il pesciolino rosso, e salva il mare dalla plastica

pubblicato da alessandra

I rifiuti di plastica sono una delle tragedie del nostro tempo. Certo, attualmente, grazie alla battaglia a favore degli shopper in tela o in materiali biodegradabili qualcosa si sta lentamente cominciando a fare e, dopotutto, da qualche parte bisogna pur comunciare. Eppure, l’incredibile mole di packaging in materiale plastico ogni giorno prodotta, acquistata, gettata- spesso non avviata al riciclo - dovrebbe farci riflettere, specie quando a farne le spese non sono solo i contesti urbani con le loro discariche satolle ma anche il mare con tutti i suoi magnifici abitanti. E nessuno, vuole o può sobbarcarsi l’onere del recupero degli oggetti veleggianti sull’oceano. Attualmente , però, e fino al 10 giugno, un interessante progetto per la pulizia del mare è portato avanti dall’organizzazione no profit Project Kaisei (pianeta oceano, in giapponese), impegnata nella protezione del mare in tutte le sue forme e, specialmente, nel tentativo di ripulire le sue acque dal vortice di plastica che uccide migliaia fra pesci, uccelli e tartarughe ogni anno.

Come si può agilmente capire dal filmato, infatti, l’idea è molto semplice: portare avanti un’attività di fund rising assolutamente non convenzionale, indirizzata all’enorme mole di utenti di facebook per sensibilizzare sulla questione e dare una mano attraverso una donazione di 5 euro. L’attore di questa importante campagna, nonché latore dell’importante messaggio, è il povero pesciolino rosso Kai seguito 24 ore su 24 grazie ad una web-cam posizionata nel suo acquario intenta a mostrare le sue difficili condizioni di vita in un mare di rifiuti… A ogni donazione corrisponde un alleggerimento della sua difficile situazione ( e di quella dei suoi simili). Peccato, però, che l’interessante progetto - assolutamente condivisibile - mi trovi personalmente critica sul metodo (odio gli acquari), per quanto il pesciolino in questione sia perfettamente isolato e protetto dalla spazzatura grazie ad una “solida” parete trasparente…

Via | project kai
Foto | Youtube

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Discarica di Chiaiano, indaga l'Antimafia

pubblicato da Marina

L'antimafia indaga sulla discarica di chiaiano

Altro tassello nell’emergenza rifiuti in Campania. Sotto inchiesta ci finisce la discarica di Chiaiano, quella voluta fortemente dall’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso.

La Procura sta indagando sullo stato di impermeabilizzazione del fondo dell’invaso. L’argilla usata non sarebbe a norma. Fatto denunciato da almeno un anno dai comitati cittadini. I carabinieri, perciò, indagano sulla Ibi Idroimpianti. Ne riferisce Il Mattino ( 13-01-211 pag. 41) dove si legge:

E non è questo il solo aspetto finito nel mirino degli inquirenti. La ditta che ha gestito la discarica, la Ibi Idroimpianti, è stata colpita prima da un interdittiva “atipica” e poi da un vero e proprio stop da parte della prefettura di Napoli: il gruppo ispettivo antimafia avevano riscontrato elementi che facevano ritenere l’impresa inadatta a lavorare con enti pubblici.

La Ibi Idroimpianti ha presentato ricorso al Tar.

Foto |Retecivica Napoli

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Camorra e emergenza rifiuti, mistero della Repubblica e dei servizi segreti

pubblicato da Marina

La storia noi la conoscevamo già e l’avevamo anche segnalata: l’emergenza rifiuti in Campania si sarebbe potuta risolvere già nel 2008 usando la sola discarica parco Saurino. Lo aveva reso noto l’ex assessore all’ambiente della Regione Campania Walter Ganapini (in una intervista video), spiegando che parco Saurino, che non è un parco ma una zona della provincia di Caserta, è una discarica a norma e dalla notevole capienza in cui si potrebbero sversare comodamente i rifiuti dell’intera Campania.

Ma qualcuno o qualcosa stoppò bruscamente questa soluzione. Nel 2008 Ganapini, durante una informale chiacchierata di 3 ore (qui il file audio, pubblicato anche da Wikileaks e ora acquisito dalla Procura della Repubblica di Napoli che ascolterà Ganapini come persona informata dei fatti) con i rappresentanti di alcuni comitati cittadini si lascia sfuggire un paio di frasi in cui rivela di:

Su Parco Saurino ho negoziato un giorno con l’attuale capo dei Servizi segreti, che è una cosa seria essere a capo dei servizi segreti. Certamente quell’oggetto è un mistero della Repubblica ce lo siamo detto, perché Prodi si sia assunto la responsabilità che si è assunto ancora non è chiaro, ma quando il coordinatore dei servizi segreti ti dice per due volte urlando: Si è sposta per due volte la Presidenza della Repubblica , se non sei ubriaco e sei una persona, ti parametri un attimo e decidi cosa vuoi fare.

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Nel Parco del Vesuvio avifauna in declino per colpa della discarica

pubblicato da alessandra

Questa mattina, presso la Provincia di Napoli, è stato presentato l’Atlante degli uccelli dell’ASOIM (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) da due ornitologi di fama internazionale - Maurizio Fraissinet e Danila Mastronardi, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’ASOIM- alla presenza dell’attuale commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. Sono occorse oltre trecento pagine per documentare lo stato dell’avifauna in uno dei territori maggiormente martoriati dal disastro dei rifiuti, dal bracconaggio e dall’abusivismo edilizio. Le rilevazioni, condotte da 39 esperti dal 2007 ad oggi e palesate dall’evidenza di centinaia di fotografie, raccontano il progressivo spopolamento di alcune specie di particolare rilevanza naturalistica nelle aree prospicenti l’arcinoto sito di Terzigno -proprio all’interno del Parco nazionale del Vesuvio - dove, delle 99 specie censite attualmente una è già scomparsa, nel volgere di pochi mesi: si tratta del Succiacapre (Caprimulgus europaeus), volatile in passato nidificante nei pressi delle cave Sari e Vitiello.

Avevamo avvisato la protezione civile che l’apertura di quella discarica avrebbe distrutto la vita di tante specie animali ma non ci hanno ascoltati. Adesso purtroppo a causa delle loro scelte stanno scomparendo anche gli usignoli, i barbaggianni, il gabbiano corso ed il tordo bottaccio.

sostengono gli esperti. La denuncia, poi, arriva anche dal commissario dei verdi Francesco Emilio Borrelli:

Gli uccelli, gli alberi, gli animali stanno morendo come gli uomini nei pressi delle discariche. Il Presidente della Regione Campania ha fatto un appello per i sì e noi vogliamo aderire alla sua richiesta. Chiediamo un si della regione alla realizzazione dei siti di compostaggio nei comuni fondamentali per fare la raccolta differnziata spinta. Vogliamo un incremento significativo della differenziata in tutti i comuni.

Via |napolitoday
Foto | Flickr

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In provincia di Catania tutti pazzi per l'acqua libera

pubblicato da Peppe Croce

In provincia di Catania tutti matti per l'acqua libera

Quattrocento tessere distribuite in quindici giorni: ad Aci Bonaccorsi, comune di tremila anime in provincia di Catania, sembra funzionare l’idea della casa dell’acqua comunale. I cittadini, infatti, hanno aderito in massa all’iniziativa.

La casa dell’acqua è un punto di distribuzione gratuita dell’acqua. I cittadini dotati della tessera, gratuita, possono prelevare fino a 40 litri di acqua da bere alla settimana tra naturale e frizzante (fredda o a temperatura ambiente) portandosi da casa la bottiglia.

Il risparmio è garantito: l’amministrazione comunale stima circa 320 euro in un anno. Ma ancor maggiore è il risparmio di plastica e vetro, come spiega il sindaco Vito Di Mauro:

E’ stimato che una famiglia di quattro persone spenda per dissetarsi 320 euro all’anno senza contare poi i costi sociali dello smaltimento della plastica delle bottiglie e dell’impatto del trasporto di queste dagli impianti fino ai supermercati. Solo nel nostro Comune abbiamo stimato un risparmio, in termini di consumi e di tutela ambientale, di oltre 800 mila bottiglie di plastica

Bottiglie che andrebbero, assai probabilmente, in discarica. Ecco, quindi, che i costi sostenuti per offrire gratuitamente l’acqua minerale ai cittadini si ripagano, almeno in parte, con minori costi sostenuti nella gestione dei rifiuti. Il Comune, per questo, sta stampando altre 400 tessere.

Via | Sicilia Informazioni
Foto | Flickr

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Il sindaco di Palermo Diego Cammarata, indagato per la gestione rifiuti, non risponde al Pm

pubblicato da Peppe Croce

Il sindaco di Palermo Diego Cammarata, indagato per la gestione rifiuti, non risponde al Pm

Ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere Diego Cammarata, sindaco di Palermo indagato per disastro doloso, inquinamento delle acque e del sottosuolo, truffa, gestione abusiva della discarica, abbandono dei rifiuti speciali e abuso d’ufficio.

Lo riferisce il quotidiano La Sicilia che aggiunge anche che, secondo l’accusa, il sindaco palermitano avrebbe impartito gli ordini su come gestire l’ex municipalizzata dei rifiuti e la discarica nonostante il commissariamento della municipalizzata stessa.

Cammarata, da parte sua, ha più volte ribadito di non avere alcuna responsabilità nella gestione della crisi rifiuti a Palermo, proprio in seguito al commissariamento. Tutti i guai, afferma il sindaco, li avrebbe fatti la Regione, cioè Raffaele Lombardo.

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