
Quella che vedete in alto è la mappa delle discariche abusive di proprietà del clan dei Casalesi. Spiega Buongiorno Caserta (pag.3 del 6-11) da qui al 2064 il disastro ambientale sarà inevitabile a Scafarea, Taverna del Re, Giugliano, Parete, Villaricca, Qualiano, Villa Literno. I Casalesi però non ci pensano e i rifiuti hanno iniziato a portarli anche in Lazio e Molise. Ne riferisce un dossier della DIA di Napoli che ha individuato quelli che è più corretto chiamare sversatoi che non discariche.
I rifiuti, di ogni genere (è bene sottolinearlo) arrivano dal Nord. La magistratura con l’inchiesta “Terra promessa due” ha sequestrato otto di questi siti tra Napoli e Caserta; ci sono 17 indagati per i reati di disastro ambientale, con l’aggravante dell’associazione mafiosa. Ha detto il procuratore Giovanni Lepore:
Ci sono anche rifiuti ospedalieri e cimiteriali nei nuovi siti sequestrati.
Ma come ci è finita la Campania in questa brutta storia?

Legambiente ed Ecopneus (società consortile che si occupa dello smaltimento di pneumatici fuori uso) hanno appena presentato il rapporto “Copertone Selvaggio” sullo smaltimento illegale di pneumatici in Italia. Non sono bei numeri visto che il rapporto di più di 1.000 discariche abusive, 2 miliardi di euro di danno economico per le finanze e l’imprenditoria dal 2005 a oggi.
In totale, ogni anno, “spariscono” 100.000 tonnellate di gomme di automobili, camion, moto che, al contrario, dovrebbero essere smaltite a norma di legge e per le quali al cambio gomme, se non li si vuole smaltire personalmente, si paga anche un piccolo sovrapprezzo.
Gli pneumatici fantasma prendono le vie più strane e lontane prima di sparire definitivamente: Cina, Hong Kong, Malaysia, Russia, India, Egitto, Nigeria e Senegal sono alcuni dei paesi verso i quali è stato accertato uno o più traffici internazionali di gomme “clandestine”. Proprio in uno di questi paesi, l’Egitto, erano destinate tonnellate di rifiuti speciali (copertoni inclusi) in partenza dal porto di Palermo.
Grazie alla segnalazione di Salentowebtv vengo a conoscenza di una iniziativa dal nome suggestivo: “Mi Bonifico”, dove il bonifico inteso è proprio quello bancario da indirizzare a favore dell’Associazione Coppula Tisa, per una raccolta fondi per la campagna nazionale “La bellezza non si rifiuta”.
Dai termini sin qui usati, il doppio senso evidente, fa riferimento a rifiuti, discariche e bonifiche, comunque. E infatti nel comune di Tricase, in provincia di Lecce, sono presenti 121 discariche abusive che l’associazione Coppula Tisa attraverso la sua campagna cercherà di portare a nuova vita fungendo da catalizzatore con le diverse realtà circostanti.
Ma il lavoro più importante è stata la sensibilizzazione fatta verso la gente attraverso spettacoli e iniziative che spiegassero in maniera anche divertente che non si creano discariche abusive e che la raccolta differenziata è una risorsa da non sprecare.
Via | Comune Tricase, Salentowebtv
Il nesso tra incremento dei tumori e discariche è confermato da uno studio dell’ISS, che si intitola Cluster analysis of mortality and malformations in the Provinces of Naples and Caserta (Campania Region) presentato, tra l’altro, nella seconda metà di gennaio in Prefettura.
Lo studio analizza i cluster di malformazioni e tumori nelle province di Napoli e Caserta:
I possibili effetti sanitari associati alla residenza in prossimità di siti di smaltimento di rifiuti tossici sono stati oggetto di diverse indagini epidemiologiche, alcune delle quali hanno riportato incrementi di patologie. Il presente studio illustra le analisi dei cluster della mortalità e delle malformazioni congenite a livello comunale, svolte in un’area della Campania caratterizzata da siti di smaltimento illegale di rifiuti tossici e urbani. Sono stati evidenziati cluster con eccessi significativi della mortalità per tumore del polmone, fegato, stomaco, rene e vescica e di prevalenza delle malformazioni congenite totali, degli arti, del sistema cardiovascolare e dell’apparato urogenitale. I cluster sono concentrati in una sub-area a cavallo delle due province nella quale sono più numerosi i siti di smaltimento illegale dei rifiuti tossici.
La notizia dei giorni scorsi del ventre di Napoli ricolmo di zozzerie di ogni genere ha fatto il giro dei Tg. Noi a Napoli lo sapevamo già. Ma da 400 anni. A scorrere le pagine di cronaca dei giornali napoletani, da almeno 200 anni a questa parte si leggono di tutti i ritrovamenti, voragini, allagamenti, soprusi, maltrattamenti subiti dalla Napoli sotterranea.
Scrive Positano news:
Gli speleologi della Protezione civile si sono calati nella Napoli sotterranea, vasta un milione di metri cubi e con un acquedotto ridotto a pattumiera. Se qualcuno aveva mugugnato sulle misure restrittive nei confronti di chi inquina l´ambiente, adesso è servito. Quelle stalattiti, allungatesi per cinquant´anni sotto una delle piazze storiche più amate dai napoletani, gridano vendetta. Inquinato è anche il sottosuolo di Chiaia, il quartiere dei vip come pure il proletario Montecalvario. Sono passati una mezza dozzina di viceré, amministrazioni democristiane e socialiste, comuniste ma mai nessuno ha messo mano al sottosuolo di Napoli.

Il nuovo DDL nr. 172 del 6-11-2008, voluto dal Sottosegretario Guido Bertolaso e dal Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo e che riguarda solo la Campania e la sua emergenza rifiuti sortisce i primi effetti. In un dossier diffuso proprio dallo staff del Sottosegretario Bertolaso risultano inadempienti e a rischio commissariamento 125 comuni della Campania e tra questi compaiono anche quelli premiati per essere i più ricicloni come Vico Equense o San Giuseppe Vesuviano giunto al 35% di raccolta differenziata. Tra le zone più colpite dai cumuli di rifiuti anche le strade statali:
la Statale Vesuviana 268; l’Asse Mediano; la Circumvallazione Esterna; l’Asse di supporto Nola-Villa Literno.
E sempre secondo il dossier sono da liberare ancora 112 discariche abusive delle 152 censite dall’esercito.
Continua a leggere: Campania, 125 Comuni a rischio scioglimento per eccesso di rifiuti

Interviene la magistratura nella questione discariche e smaltimento rifiuti in Campania consegnando 25 ordini di custodia cautelare, che fanno scattare le manette per diversi manager, coinvolti a vario titolo e un avviso di garanzia diretto al Prefetto di Napoli, Alessandro Pansa. Al centro dell’inchiesta denominata “rompiballe”, coordinata dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo e materialmente condotta dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico), due filoni che toccano anche i treni per la Germania.
In pratica da un lato sono contestate agli indagati le irregolarità di smaltimento delle ecoballe che, secondo un intercettazione telefonica rilevata dagli stessi carabinieri, sarebbero state frantumate e seppellite in diverse discariche della regione. Il secondo filone di indagine riguarda le ecoballe inviate via treno in Germania per essere smaltite negli impianti CDR passando attraverso la società Ecolog.
Pugno duro con chi impedisce l’apertura delle discariche. Questa la linea dura del Governo Berlusconi durante il Consiglio dei ministri dell’altro giorno a Napoli. E contro chi inquina impunemente cosa ci sarà? La decisione del Cavaliere e del suo Governo non fa altro che gettare benzina sul fuoco. Sopratutto ad Acerra dove tra terreni inquinati, discariche abusive, inceneritore non ancora completato e raccolta differenziata appena agli inizi, la presa di posizione del Governo fa solo montare la rabbia. E questa volta non dei cittadini. Ma dell’esecutivo e dell’Assessore all’Ambiente, Andrea Piatto che ha definito il pugno duro di Berlusconi:
misure che ricordano i regimi sudamericani e producono una contrazione della democrazia, soprattutto quando, alla luce delle indagini della Magistratura, si è poi dimostrato che ciò che i comitati denunciavano poi, in realtà, si è meritato l’attenzione dell’Autorità Giudiziaria.
Nell’intervista che ha concesso ad Ecoblog ne ha per tutti e non risparmia nessuno e ha sottolineato quanto il Comune laddove ha riscontrato le mancanze denunciate, ad esempio, da dossier come quello di Report Terra bruciata, ha iniziato a colmarle ma solo per la volontà di uscirne.
E l’Assessore mi dice:
Mi riprometto di rispedire i camion di rifiuti che da Napoli arriveranno ad Acerra. E non mi preoccupa essere arrestato perchè oggi, a quanto pare, per fare carriera politica devi essere stato o in galera o avere fatto la velina.
I tempi duri sono appena iniziati.
Dopo il sequestro della discarica abusiva a Trieste, tocca ora a Siracusa. La Guardia di Finanza ha sequestrato a Fontane Bianche una delle zone balneari più belle della Sicilia, una maxi discarica abusiva di oltre 20mila metri quadri nella quale sono stati depositati rifiuti di orni sorta, anche pericolosi.
Risale, invece al 13 maggio scorso, il sequestro di un’area di 115mila mq., in zona archeologica del castello Eurialo, usata come sversatoio per rifiuti speciali. Arrestati i tre proprietari, mentre altri sette siti nella città di Cassibile tra cui rientra anche la zona di Fontane Bianche sono stati sequestrati poiché erano stati accatastati sacchetti dell’immondizia e rifiuti vari.
Le zone poste sotto sequestro si trovano in aree particolarmente importanti dal punto di vista ambientale e paesaggistico e già strette nella morsa di Priolo e Augusta dove sorgono i siti industriali per la lavorazione del petrolio. Dunque all’inquinamento provocato dalle industrie si aggiunge quello dei rifiuti.
Già lo scorso anno la polizia sequestrò una discarica piena di lastre di Eternit, materiale di risulta, vetri, di circa 60mila metri quadri, nel quartiere “Mazzarrona”, zona di interesse archeologico per le “mura Dioniagiane” risalenti al tiranno Dionisio I.
Via| AdnKronos
Foto | Courtesy Sebastiano Pirtuzzello