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Tutti gli articoli con tag energia eolica

Il viral che esalta l'eolico e distrugge il nucleare

pubblicato da Marina

L’idea del viral è di Ecotricity, società di energia eolica inglese. La campagna è molto più ampia e ha il suggestivo titolo di Dump the Big six.

E chi sarebbero i sei da saltare? Ovvio: nPower, SSE, E.on, British Gas, EDF e Scottish Power, ossia le multinazionali dell’energia o da fossili o da nucleare. Chiaro il messaggio?

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Urban Green Energy @ CES Las Vegas 2012

pubblicato da Gianluca Pezzi

Al CES di Las Vegas, oltre alle novità tecnologiche recensite su Gadgetblog, abbiamo raccolto qualche spunto interessante dal punto di vista ambientale. Urban Green Energy è una società specializzata in piccoli impianti per la produzione di energia elettrica, già operativa in 50 Paesi.

Abbiamo parlato con David Droz che ci ha illustrato la piccola turbina eolica ad asse verticale ospitata nello stand. Si tratta di una turbina capace, secondo David, di captare il movimento dell’aria in qualsiasi direzione sia diretto il vento; particolarità sono la silenziosità e la bassa velocità di esercizio. Nel filmato si vede la turbina da 600 W, ma l’azienda produce anche turbine da 1 kW e 4 kW. L’energia elettrica che si può ricavare è mediamente pari a 10.000 kWh per anno.

Parlando di costi, il costo del pacchetto completo che comprende turbina, batteria, stazione meteo, pannello di controllo e installazione si aggira sui 70.000 dollari. A questo possono essere sottratti eventuali incentivi che variano a seconda della nazione. Il progetto prevede un rientro in 5/7 anni, ma anche questo deve essere ovviamente calcolato tenendo presente il costo dell’energia in loco.

Se vi abbiamo incuriosito, potete trovare tutte le informazioni in dettaglio sul sito di Urban Green Energy.

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Spagna da record: energia eolica prima fonte energetica a marzo

pubblicato da Simone Muscas

Aerogeneratore eolicoMentre nel nostro Paese il futuro delle rinnovabili continua a restare fermo al palo, i cugini spagnoli ci danno l’ennesima lezione in questo senso confermandoci, qualora ve ne fosse bisogno, di quanto sia pauroso il nostro ritardo nei loro confronti. L’energia eolica nel mese di marzo ha infatti rappresentato la prima fonte di elettricità in Spagna; questo succede per la prima volta nella storia. I parchi eolici hanno coperto il 21% della domanda e raggiunto un record mensile, il 5% in più rispetto al marzo dello scorso anno.

Ma c’è di più: le energie rinnovabili, di cui la Spagna ricordiamolo è uno dei Paesi leader mondiali, hanno fornito complessivamente il 42,2% della domanda di elettricità. A questo punto la domanda è d’obbligo: ma con l’impegno si può davvero sperare di costruire un mix energetico fatto soltanto di rinnovabili in un futuro non lontanissimo o effettivamente questi record, per via dell’aleatorietà delle fonti pulite, avranno un loro picco massimo difficilmente superabile? Dell’argomento abbiamo più volte discusso su Ecoblog, soprattutto nell’ultimo periodo per via delle vicissitudini legate al nucleare e alla prossima modifica del Conto Energia.

Stando alle parole del presidente dell’associazione delle imprese eoliche spagnole sembrerebbe che questo risultato potrà essere prima o poi raggiunto, dato che, come lui stesso sottolinea, questo trend sin da ora potrebbe coprire il consumo elettrico mensile di un Paese come il Portogallo. C’è comunque chi obietta alla cosa adducendo che il discorso in realtà sia ben più complesso per via della non predicibilità delle rinnovabili, motivo che ha creato non pochi problemi poco tempo fa anche alla rete elettrica spagnola.

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''Power Flowers'': sculture che generano energia eolica

pubblicato da Barbara Arlati

Turbine a energia eolica

Amsterdam, la patria dei mulini a vento, è ora la patria dei “Power Flowers.” Dietro al suggestivo nome si nasconde un modo per usare l’energia eolica in zone densamente abitate.

Create dall’ Amsterdam Based Studio, NL Architects, i Power Flowers sono molto di più di quanto dice il loro nome. Gli architetti hanno dotato le turbine di piccole eliche che raggruppate in piccoli gruppi aiutano a generare energia elettrica.

I ”Power Flower” sono costruiti con una struttura simile a un albero. Montati su un asse verticale questi ”fiori” possono produrre energia dal vento e le turbine possono anche essere collegare con smart grid o pannelli solari. Ideali anche per un uso domestico o commerciale.

Turbine a energia eolica
Power FlowersPower Flowers per stradaFiori a energia eolica

Via | GreenDiary

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Miti e leggende sul grande eolico

pubblicato da Peppe Croce

Miti e leggende sul grande eolicoAper Grandeolico, associazione che riunisce i gestori di molti dei grandi parchi eolici in Italia, non ci sta a veder massacrati i mulini a vento e ribatte, colpo su colpo, alle tante critiche che questi impianti ricevono da qualche tempo a questa parte. Incentivi, mafia, inutilità, sono solo alcuni dei “falsi miti” che Aper vuole sfatare anche grazie alla sua ultima pubblicazione: il Windbook. Forse la parte più interessante è quella che tratta degli incentivi statali:

I consumatori domestici italiani possono osservare la tariffa destinata alle fonti assimilate (inceneritori, cogenerazione attraverso carbone, scarti di raffineria e industriali) e rinnovabili nella componente A3 della propria bolletta dell’energia elettrica. In base ai dati per il 2009 dell’Autorità per l’Energia elettrica ed il gas e del Gestore dei Servizi Energetici, la parte dei certificati verdi per l’energia eolica rappresenta meno del 9% della componente A3 e lo 0,5% dell’intera bolletta. Ciò significa che, a livello tariffario, una famiglia italiana spende mediamente per l’energia eolica il costo di due caffè all’anno

Caffè a parte, un altro mito sfatato è quello del vento che mancherebbe in Italia:

La producibilità media del parco eolico installato riferita all’anno 2009 in Italia è stata di 1.580 ore equivalenti di produzione a massima potenza, poco inferiore a quella tedesca (1.700 ore)

Da notare il termine “producibilità” e non “produzione” perché, effettivamente, 1.580 ore di produzione l’eolico italiano non le fa: a causa della scarsissima qualità della rete elettrica italiana spesso e volentieri le pale vengono fermate per evitare sovraccarichi. Verrebbe da chiedersi se questo è colpa del vento, degli incentivi o della mafia…

Via | Aper Grandeolico
Foto | Flickr

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In Inghilterra l'eolico costa troppo?

pubblicato da Peppe Croce

In Inghilterra l'eolico costa troppo?

Anche in Inghilterra polemiche sull’energia eolica e sugli incentivi statali che la sostengono: il ministro per l’Energia inglese Charles Hendry, rispondendo ad una interrogazione parlamentare, ha affermato che l’eolico è costato circa 2.2 miliardi di sterline dall’aprile 2002 al marzo 2010.

Alla domanda sul quando l’eolico potrà reggersi sulle sue gambe, quindi senza incentivi, Hendry ha risposto che non si può fare alcuna stima. Quindi non lo sa. Ma la cosa che più spaventa i sudditi della Corona è il modo in cui verranno pagati gli incentivi all’energia eolica: più tasse e accise sui carburanti.

Tutto questo in un paese che ha grandi progetti di sviluppo nel settore dell’eolico off shore, come la rete del Mar del Nord, e che già ospita la più grande centrale eolica off shore del mondo, quella del Kent. Nessuno, a quanto risulta, ha ancora chiesto al ministro della Salute inglese quanto risparmierà il paese in assistenza sanitaria grazie alla produzione di energia pulita.

Via | Daily Mail
Foto | Flickr

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Nel 2010 le pale eoliche sono crollate: -25% di installazioni

pubblicato da Peppe Croce

Nel 2010 le pale eoliche sono crollate: -25% di installazioniPer la prima volta nella breve storia dell’eolico italiano le installazioni di turbine per sfruttare l’energia rinnovabile del vento sono calate: l’Associazione nazionale energia dal vento (Anev) comunica che il dato definitivo del 2010 è inferiore del 25% rispetto all’anno precedente.

Un vero e proprio crollo, non soltanto un calo. I motivi? Li spiega la stessa Anev:

il crollo del 40% del valore dei Certificati Verdi, ha determinato apprensione e sfiducia sia degli investitori che del sistema finanziario, poco propensi a investire e finanziare ingenti risorse in un settore che fino all’anno scorso aveva potuto contare su un sistema incentivante funzionale con determinati punti di riferimento che garantivano agli operatori seri e preparati il ritorno degli investimenti effettuati, ma che ora si trova a confrontarsi con un quadro di grande incertezza e preoccupazione sui prossimi provvedimenti

Senza incentivi, quindi, gli investimenti vanno via. Una storia abbastanza complessa, nata con la proposta di eliminare l’obbligo di acquisto dei certificati verdi invenduti da parte del Gse, poi ritirata ma con la clausola non indifferente di un taglio del 30% sui prezzi d’acquisto. Per farla semplice: i certificati verdi, che attestano la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile eolica, se non vengono piazzati sul mercato (li devono comprare obbligatoriamente le aziende che producono molta CO2) vengono acquistati lo stesso dallo stato ad un prezzo fisso.

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Inchiesta eolico e P3: Simone Togni dell'Anev difende il settore. E se la prende con Repubblica

pubblicato da Peppe Croce

Inchiesta eolico e P3: Simone Togni dell'Anev difende il settore. E se la prende con Repubblica

Simone Togni, segretario generale dell’Associazione italiana energia dal vento (Anev) rompe gli indugi e prende la parola per commentare l’inchiesta sulla presunta P3, l’eolico e la malapolitica. E commenta, soprattutto, il modo in cui la vicenda è stata raccontata. Lo fa rilasciando un’intervista a Terra, il quotidiano dei Verdi.

Inutile dire che Togni difende il settore, partendo dal fatto che nell’inchiesta sull’eolico sardo non ci sono imprenditori del vento indagati. Togni, poi, “mette i puntini sulle i” per togliere di mezzo la parola appalti:

L’eolico è un settore in cui non esistono appalti. Per fare un appalto occorre che ci sia un’opera pubblica che la pubblica amministrazione decide di affidare a un privato con una gara. Nelle rinnovabili non funziona così. La legge dice che il vento, come tutte le risorse ambientali, non è una risorsa disponibile. Inoltre, gli impianti non si possono neanche sovvenzionare: non ci sono meccanismi per cui io posso prendere soldi per installare una pala. L’eolico è un’altra cosa

Alla domanda di Simonetta Lombardi sulle possibili infiltrazioni mafiose nel settore dell’energia eolica Togni, assai onestamente, ammette:

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Appalti eolico Sardegna, in manette Flavio Carboni

pubblicato da Marina

Flavio CarboniChe l’eolico sia una delle energie rinnovabili in grado di generare le voglie di fare affari lo si era capito. Giunge così la notizia dell’arresto di Flavio Carboni personaggio piuttosto complesso coinvolto a vario titolo anche in diverse altre inchieste: dal rapimento di Emanuela Orlandi al crack del Banco Ambrosiano. I reati contestati sono: associazione per delinquere e gli art. 1 e 2 della Legge Anselmi sulle associazioni segrete. L’inchiesta è condotta da Giancarlo Capaldo procuratore aggiunto e Rodolfo Sabelli il Pm che stanno indagando anche sul conto del geometra Pasquale Lombardi e di Arcangelo Martino imprenditore campano.

Il nuovo filone dell’inchiesta partita dalla Procura di Roma, però, sembrerebbe mettere in luce la nascita di una sorta di superloggia che lavorava per imprenditori e politici al fine di assicurare con le proprie pressioni il buon esito di appalti e affari. Gli incontri tra Cappellacci e Carboni sarebbero stati cinque e tutti documentati dai Carabinieri. Come riporta il Messaggero:

Documentati dai carabinieri gli incontri tra Cappellaci e Carboni, che si sarebbero incontrati almeno cinque volte. Due volte a Roma, nella casa di Verdini a piazza Venezia, quando era presente anche il senatore Marcello Dell’Utri. Poi a Cagliari in un albergo, quindi a una colazione in un centro convegno di Suelli (Cagliari) e infine a Pula, durante il convegno sul federalismo fiscale, al quale hanno partecipato magistrati di tutt’Italia. L’appuntamento, lo scorso settembre, era organizzato da Lombardi e il sospetto dei pm è che le spese del convegno, oltre centomila euro, siano state saldate dalla Regione.

In ciò si innestano le 44mila telefonate intercettate dal Noe che raccontano di intrecci tra politici e imprenditori a proposito della gestione di una discarica di amianto e fino alle energie rinnovabili per cui sarebbero state richieste corsie preferenziali nell’approvazione dei progetti. Nella stessa inchiesta figurano indagati anche Denis Verdini, coordinatore del PdL su cui pesano le accuse di abuso d’ufficio e riciclaggio e Ugo Cappellacci e coordinatore della Regione Sardegna.

Foto | Il Tafano

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Giornata mondiale del vento: adotta una turbina eolica

pubblicato da Marina

per la giornata mondiale del vento adotta una tirubina eolica

Oggi è la Giornata mondiale del vento. Gli italiani, in un recente sondaggio si sono espressi a favore dell’energia eolica preferendola nettamente all’energia nucleare. Ecco dunque, una buona occasione per mostrare concretamente il proprio interesse: adottare una turbina eolica.

Sul sito Freshair voluto da EWEA - The european wind energy association, la mappa delle turbine eoliche adottabili per la campagna Give Europe breath of fresh air. Si sceglie quella libera, in Italia ce ne sono disponibili oltre 7000 e contrassegnata dal colore verde (quelle rosse sono già adottate e quelle gialle sono in prenotazione) e si hanno 72 ore per confermare il proprio interesse. L’adozione consente di partecipare al concorso Tell a Friend anche esprimendo il proprio voto alla turbina preferita.. In palio un viaggio in Danimarca per visitare dal vivo un parco eolico.

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