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Tutti gli articoli con tag energie rinnovabili

Rinnovabili, l'UsArmy investirà di più

pubblicato da Andrea Spinelli

L’intera struttura militare statunitense è, secondo numerosi studi internazionali, il più grande consumatore d’energia del mondo: sommati insieme infatti, tutti gli apparati del Dipartimento della difesa Usa consumano più della media di 100 Stati del pianeta.

Evidentemente il problema legato a questo incredibile consumo energetico è legato al costo e siccome, ovviamente, smantellare tutto è un improponibile ipotesi da figli dei fiori, la grande macchina militare a stelle e strisce ha deciso di puntare sugli investimenti per le energie rinnovabili, comprese le misure di conservazione energetica, che arriveranno ad ammontare a 1,8 miliardi di dollari nel 2025.

L’aumento sarà graduale (nel 2013 gli investimenti nel settore rinnovabili ammonteranno a “soli” 163 milioni di dollari) ma la strategia globale di investimenti è già stata messa a punto nell’ottica di un minor consumo energetico, ma anche di una migliore efficacia militare, di una superiore sicurezza energetica e, va da se, di un contenimento dei costi.

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Il Dipartimento degli Interni Usa dice sì all'Atlantic Wind Connection

pubblicato da Annalisa

La costruzione del parco eolico off shore da 7 GW ha ricevuto il via libera dal dipartimento degli interni Usa

L’Atlantic Wind Connection, l’avveniristico parco eolico off shore da 7 GW a largo dell’east coast, ha superato un importante ostacolo normativo. Lo scorso 14 Maggio il Dipartimento degli Interni ha dato infatti il suo parere positivo per la costruzione della linea di collegamento fra le pale e la costa atlantica degli Stati Uniti. La dichiarazione ha spianato la strada per un’analisi ambientale del progetto, che potrebbe richiedere dai 18 ai 24 mesi.

Gli ostacoli normativi, regionali e federali, che L’AWC deve superare sono ancora numerosi, ma ci si sta muovendo nella giusta direzione. Staremo a vedere.

Via | AtlanticWindConnection

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I barattoli Mason diventano lampade solari

pubblicato da Annalisa

I barattoli multiuso americani Mason diventano bellissime ed ecologiche lampade al LED

Avete presente i classici barattoli in vetro multiuso venduti da sempre nei supermercati? Li usavano le nostre nonne e mamma per preparare le conserve, ed anche oggi sono utilissimi per una infinità di usi. In America sono prodotti dalla Ball e dal 1880, anno della loro commercializzazione, mantengono immutato un sapore vintage e romantico che li rende adatti a bellissime personalizzazioni come queste Jar Lights scovate su Etsy.

E’ bastato inserire nel tappo un bulbo LED con un piccolo pannello solare collegato ed ecco la magia: una lanterna solare che si ricarica di giorno per regalare ore di calda luce la sera. Voi non dovete fare nulla, se non esporre il barattolo alla luce durante il giorno e godervi la sua luce di notte.

I barattoli multiuso americani Mason diventano bellissime ed ecologiche lampade al LED I barattoli multiuso americani Mason diventano bellissime ed ecologiche lampade al LED I barattoli multiuso americani Mason diventano bellissime ed ecologiche lampade al LED I barattoli multiuso americani Mason diventano bellissime ed ecologiche lampade al LED

Foto | Etsy

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Piano Marshall dall'Europa: 200miliardi di euro per rinnovabili e energia

pubblicato da Marina Perotta

Barroso Monti

L’Europa è intenzionata a far ripartire l’economia con un Piano di sviluppo foraggiato con 200miliardi di euro da approvare il prossimo giugno. Secondo il quotidiano spagnolo El País i soldi arriverebbero anche dal settore privato (banche?) e serviranno per investimenti in infrastrutture, energie rinnovabili e tecnologie avanzate senza pesare sul debito pubblico dei 27 Paesi membri. Questa sorta di Piano Marshall tiene conto delle idee del candidato alle presidenziali francesi Hollande che propone di aumentare la capacità della Banca europea di investire per stimolare appunto crescita e occupazione. Ma la pioggia di euro servirebbe a dare sostanza e investimenti al piano di efficienza energetica tanto caro a Günther Oettinger Commissario per l’energia.

Il fatto curioso è che Mario Monti il nostro Premier è andato in Europa proprio qualche giorno fa a bussar cassa. Ma proprio in merito alla direttiva europea sul risparmio energetico, il volano economico individuato a Bruxelles per il rilancio dell’economia nel Vecchio Continente, il 26 aprile scorso l’Italia è stata deferita alla Corte Ue per non avere recepito la direttiva 2002 sull’efficienza energetica in edilizia (2002/91/Ce). Insomma, chiediamo aiuti ma non ci predisponiamo a riceverli.

Il Piano per la crescita era previsto per il 2020 ma ha spiegato José Manuel Barroso che date le circostanze e le pressioni contro le riforme e l’austerità di questo periodo conviene licenziarlo per il prossimo giugno. Il progetto come dicevo è legata a doppio filo al decreto sull’efficienza energetica per cui lo stesso Oettinger confida nel farla approvare a tutti i 27 proprio entro giugno. Il perché ci sia scarsa convinzione in merito a questa direttiva è presto detto: risparmiare il 20% delle emissioni di CO2 viene visto con ansia per via degli investimenti iniziali, ma se appunto dall’Europa iniziano a prospettare una valanga di miliardi di euro, forse ci sono buone speranze che il Piano Marshal decolli.

Foto | TMNews

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AEEG: in bolletta elettrica il 13% per le rinnovabili

pubblicato da Marina Perotta

bolletta trasparente e costo reale delle rinnovabili

Quanto incidono le rinnovabili, le assimilate (inceneritori & co.) e il fotovoltaico in bolletta elettrica? A leggere le stime dell’AEEG che calcola gli incentivi del IV Conto energia di aprile 2012 sulla bolletta elettrica, si scopre che su una spesa annua di 515 euro (consumi medi di una famiglia pari a 2700 kWh/anno e contatore da 3 kW) si pagano circa 68 euro di tasse, mentre il 13% ossia circa 66 euro è riservato alle rinnovabili. I benefici economici derivati dalle rinnovabili e stimati dallo studio OIR – AGICI nel periodo 2012-2020 ammontano a 72 miliardi di euro. Stime che però l’attuazione del V Conto energia cancella inesorabilmente. Ecco perché domani 18 aprile si tiene a Roma una manifestazione a cui prende parte tutto il comparto rinnovabili.

Nel post precedente riportavo il malcontento dei produttori europei che lamentano sia i tagli agli incentivi (in Germania come in Spagna) sia l’assenza di una reale politica industriale europea a fronte di una massiccia concorrenza super incentivata dalla Cina. In Italia la scure è calata per volontà dei Ministri Passera, Clini e Catania rispettivamente ai dicasteri di Sviluppo, Ambiente e Agricoltura. La motivazione addotta riferisce di una necessità di abbassare la spesa delle famiglie italiane in bolletta elettrica. Sostanzialmente il governo fa passare il messaggio che le rinnovabili siano costose e dunque in tempo di crisi meglio abbandonare questo genere di approvvigionamento; anzi che vi sia mercato libero e competizione feroce e che i produttori di energie rinnovabili se la cavino senza aiuti statali, il tutto a favore dei consumatori: il manifesto liberista è chiaro e spesso anche i commenti su queste pagine di pseudo troll in stile astroturfing hanno provato a convincere che addirittura l’energia nucleare fosse più conveniente dei semplici pannelli solari.

Detto ciò la realtà è un tantinello diversa e la svela l’AEEG, ossia l’Autorità per l’Energia che pubblica la bolletta trasparente. La spesa totale stimata di un utente domestico tipo con consumi pari a 2700 kWh/anno e contatore da 3 kW di circa 515 euro è ripartita così:

  1. servizi di vendita: pari al 57% circa della spesa complessiva per un totale di 294
    euro/anno;
  2. servizi di rete: pari a circa il 13,4% della spesa complessiva, per un totale di 69
    euro/anno;
  3. oneri di sistema: pari al 16,3% circa della spesa complessiva, per un totale di 84
    euro/anno;
  4. imposte: pari al 13,3% circa della spesa complessiva, per un totale di oltre 68
    euro/anno.

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Fotovoltaico, il V Conto energia Clini-Passera-Catania affossa le rinnovabili

pubblicato da Marina Perotta

Fotovoltaico e Rinnovabili affossate dal V Conto energia

Il V Conto energia affossa le rinnovabili e tutta l’economia che ci gira intorno, preferendo premiare i piccoli impianti al di sotto dei 12 kW per cui non è necessaria neanche l’iscrizione al registro del GSE. Lo avevamo sospettato qualche giorno fa. Come risposta è stata indetta la manifestazione contro il governo proprio per il 18 aprile alle 11 a Piazza Montecitorio mentre dopo qualche giorno le 30 associazioni delle rinnovabili stanno progettando gli Stati generali del settore contro il taglio agli incentivi probabilmente da luglio (ma potrebbe anche essere spostato al prossimo ottobre). I tagli sono consistenti: si va per impianti più grandi da 170/208 euro al MWh a 122/189; mentre per l’eolico si passa da 148 a 124 euro per MWh.

Dunque il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera - di concerto col Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini e dell’Agricoltura, Mario Catania ha varato i due schemi di decreti ministeriali in materia di energie rinnovabili che servono a definire i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas). Attualmente i due provvedimenti sono all’esame dell’Autorità dell’Energia e della Conferenza Stato-Regioni.

Come spiega bene Guida Finestra:

Tra le novità anche la richiesta di iscrizione degli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 12 Kw agli appositi registri del Gse nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua, con un criterio di priorità a favore delle installazioni sugli edifici. Sul versante delle altre fonti non rinnovabili, la novità sarà che gli impianti oltre i 5 Mw (soglia che sale a 20 per l’idroelettrico e il geotermico) accederanno agli incentivi tramite aste al ribasso nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua, mentre quelle di potenza compresa tra i 50 Kw e i 5 Mw avranno accesso alle tariffe previa iscrizione ad appositi registri del Gse. Obiettivo della misura è quello di controllare la potenza annua installata producendo una riduzione di spesa di circa 3 miliardi di euro all’anno.

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Energitismo, il manifesto per la bellezza nelle rinnovabili

pubblicato da Marina Perotta

Energitismo il manifesto per coniugare la tecnologia delle rinnovabili alla bellezza

Dare identità, arte e bellezza alle energie rinnovabili. Questo l’obiettivo del Manifesto dell’Energitismo movimento che vuole coniugare bellezza e energia, tecnica e arte.

Leggo dal loro sito:

L’Uomo ha bisogno di energia, l’energia è insita nell’uomo, siamo macchine energivore, grandi creatori e trasformatori di energia. Abbiamo bisogno di convivere con le tecnologie che creano energia senza dovercene vergognare e per farlo dobbiamo dare loro la dignità rendendole belle! Tècnophilla.

Molti chiarimenti su questo Movimento sul gruppo Fb dove si legge:

Questo movimento si propone di svincolare la situazione di stagnazione energetico-culturale in cui si trovano le tecnologie energetiche, rivolgendosi all’arte per trovare soluzioni compatibili con i gusti sempre più esigenti di una generazione che ha fatto dell’estetica il proprio credo.

Chi sono i promotori? Claudia Bettiol, Nicoletta di Marco, Gavin Tulloch e Alessandro Politi.

Foto | Energitismo

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Incentivi alle rinnovabili: l'Europa accusa la Cina di concorrenza sleale

pubblicato da Marina Perotta

Fotovoltaico dalla Cina, l'Europa pensa a multe anti dumping

Il risveglio di primavera dell’Europa in merito alle energie rinnovabili, tra cui spiccano eolico e fotovoltaico è brusco: da incubo. In un articolo piuttosto piccato su Euractiv si annunciano multe e azioni legali contro la Cina a causa delle pratiche scorrette in merito al fotovoltaico. Ma per la verità a me viene solo il dubbio che in Europa fatte le regole del liberismo non si sappiano poi applicare.
Gli Usa, invece, la notizia è di ieri, hanno deciso di difendersi applicando una tassa diciamo di perequazione che serva a riportare i prezzi troppo bassi dei pannelli solari cinesi in linea con i prezzi dei pannelli fotovoltaici americani.

Cosa accade? In Cina l’investimento sulle energie rinnovabili è cresciuto a dismisura negli ultimi anni, poiché cercano di raggiungere l’obiettivo di fornire il 15% del consumo di energia da fonti rinnovabili entro il 2015. Nel 2010, la Cina ha superato gli Stati Uniti come il leader globale nella capacità eolica installata - da 41,8 GW a 40,2 GW - ed ha messo a disposizione 30 miliardi di prestiti e sussidi alle sue aziende di energia solare.

D’altronde i cinesi spiegano di non avere altra scelta se devono raggiungere gli obiettivi di contenimento delle emissioni di CO2 e e di sviluppo di energie rinnovabili così come richiesto dal UN Framework Convention on Climate Change. Il punto è che le aziende europee si lamentano che sono però di fatto estromesse dal mercato cinese non potendo contare su altrettanti incentivi e sgravi fiscali da parte dei loro governi. Dunque l’Europa è invasa da prodotti cinesi quali pannelli fotovoltaici a basso prezzo; in Cina non entra un pannello fotovoltaico europeo a cauda dei prezzi elevati.

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Ricostruire L'Aquila con più legno e meno cemento

pubblicato da Marina Perotta

Il forum ai laboratori del Gran Sasso sulla ricostruzione de l'Aquila

L’Aquila e la ricostruzione dell’Abruzzo dopo il terremoto del 2009 ripartono da quel gioiello della scienza che sono i Laboratori Nazionali del Gran Sasso ad Assergi con il Forum OCSE-Gröningen. Ricostruire le città con più legno e meno cemento, affidarsi alle energie rinnovabili, alle smart city. Un progetto complesso Abruzzo verso il 2030: sulle ali dell’Aquila e presentato dal premier Mario Monti con i ministri Fabrizio Barca, Anna Maria Cancellieri e Francesco Profumo.

Scrive la Voce:

Ricostruire l’Aquila con nuove tecnologie per ricostruire una città migliore, insomma, si può. E questo governo ci crede: dai rifiuti ai trasporti, dalla sanità alla sicurezza, più legno meno cemento, case che non solo risparmino energia ma che siano inserite in una rete virtuosa e che addirittura producano energia per il territorio. Lo studio Ocse ha riempito il salone dei convegni con scienziati e aquilani qualunque, ma soprattutto rappresenta il sogno neanche tanto lontano di “una città diversa, non per gli altri ma per gli stessi aquilani”, come ha detto a margine del forum Barca.

Come ha tenuto a precisare il Governo in una sua nota:

Il Seminario rappresenta inoltre un’opportunità per condividere le esperienze con regioni di altri Paesi che hanno affrontato, o si trovano tuttora ad affrontare, sfide simili di sviluppo a seguito di una calamità naturale.

Via | Governo, Abruzzoweb, Voce
Foto | TMNews

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Francia, 10milioni di euro per la Green economy

pubblicato da Marina Perotta

green economy, in Francia arrivano 10 milioni di euro

I cattivoni di S&P declassano la Francia? Pas grave, tanto che Nathalie Kosciusko-Morizet ministro per l’Ecologia e Eric Besson ministro per l’Industria hanno annunciato il lancio di un nuovo progetto denominato Ambition Ecotech composto da 87 misure e da 10 milioni di euro per sostenere le eco-industrie e la Green economy. (Capito ministri Clini e Passera?).

Le misure vanno a premiare in euro tutti quei progetti collaborativi tra piccole imprese con l’obiettivo di mettere sul mercato nuovi prodotti da qui a 5 anni. L’idea di base però vuole organizzare una vera filiera verde e il primo passo sarà raggruppare, da qui all’estate, una ventina di imprese che si dedicano alla preservazione e allo sviluppo della biodiversità in seno all’ UPGE, Union professionnelle du Génie écologique. Su cosa si lavorerà? Restauro di corsi d’acqua, tutela degli ecosistemi, ad esempio e saranno coinvolte piccole e medie imprese da 150 a 200 secondo Emilie Babut del ministero dell’Ecologia. Imprese già capaci di rispondere e la sola tutela della biodiversità porta un mercato stimato intorno ai 2 miliardi di euro nel 2012 per lievitare nel 2020 a 3 miliardi di euro.

Altre misure previste: identificazione dei mercati più promettenti anche per l’assistenza internazionale. Si punta alla strutturazione di un’offerta francese per città sostenibili da lanciare sui diversi mercati ma anche al sostegno del mercato interno con l’immissione di incentivi in favore di acquisti sostenibili anche negli appalti pubblici.

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