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Tutti gli articoli con tag energie rinnovabili

Francia, 10milioni di euro per la Green economy

pubblicato da Marina

green economy, in Francia arrivano 10 milioni di euro

I cattivoni di S&P declassano la Francia? Pas grave, tanto che Nathalie Kosciusko-Morizet ministro per l’Ecologia e Eric Besson ministro per l’Industria hanno annunciato il lancio di un nuovo progetto denominato Ambition Ecotech composto da 87 misure e da 10 milioni di euro per sostenere le eco-industrie e la Green economy. (Capito ministri Clini e Passera?).

Le misure vanno a premiare in euro tutti quei progetti collaborativi tra piccole imprese con l’obiettivo di mettere sul mercato nuovi prodotti da qui a 5 anni. L’idea di base però vuole organizzare una vera filiera verde e il primo passo sarà raggruppare, da qui all’estate, una ventina di imprese che si dedicano alla preservazione e allo sviluppo della biodiversità in seno all’ UPGE, Union professionnelle du Génie écologique. Su cosa si lavorerà? Restauro di corsi d’acqua, tutela degli ecosistemi, ad esempio e saranno coinvolte piccole e medie imprese da 150 a 200 secondo Emilie Babut del ministero dell’Ecologia. Imprese già capaci di rispondere e la sola tutela della biodiversità porta un mercato stimato intorno ai 2 miliardi di euro nel 2012 per lievitare nel 2020 a 3 miliardi di euro.

Altre misure previste: identificazione dei mercati più promettenti anche per l’assistenza internazionale. Si punta alla strutturazione di un’offerta francese per città sostenibili da lanciare sui diversi mercati ma anche al sostegno del mercato interno con l’immissione di incentivi in favore di acquisti sostenibili anche negli appalti pubblici.

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Presidenza danese della Ue: la green economy per uscire dalla crisi

pubblicato da Marina

la Danimarca per sei mesi alla presidenza dell'Europa annuncia un programma economico basato sullo sviluppo sostenibile e Green economy

Una Europa più responsabile, dinamica, verde e sicura. Queste le priorità fissate dalla Danimarca per i suoi sei mesi di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea. Lo stato membro non usa l’euro ma nonostante ciò dovrà affrontare comunque la crisi economica in atto. Nasce dalla consideraszione dell’attuale momento storico la necessità di avere, secondo il paese della Sirenetta, una Europa più responsabile che punti piuttosto alla crescita da affrontare attraverso le armi della Green economy.

La presidenza danese invoca, per uscire dalla crisi, lo sviluppo dei potenziali non espressi offerti dal mercato unico per una crescita più verde e più sostenibile. L’intenzione è di passare all’offensiva di una crescita senza disperdere ulteriormente energia e risorse naturali. Questo è considerato il primo dei dieci obiettivi fissati dal Bureau européen de l’environnement (BEE) per il semestre danese.

Raggiungerlo sarà complesso ma fattibile secondo i danesi a patto che vi sia uno sforzo comune a tutti gli Stati e che consiste nell’adozione di misure che migliorino il rendimento energetico e di un uso più razionale delle risorse naturali. La BBE, dal canto suo insiste su due obiettivi necessari alla crescita verde: la messa in atto di una riforma fiscale ambientale e la soppressione di sussidi dannosi per l’ambiente.

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Fondato il Comitato nazionale contro il fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi

pubblicato da Marina

Enzo Cripezzi della Lipu E’ stato fondato da qualche giorno il Comitato nazionale contro il fotovoltaico ed eolico nelle Aree verdi. Com’è intuibile vi hanno preso parte tutte quelle associazioni che oramai da tempo si battono per evitare che impianti fotovoltaici e pale eoliche siano installate in aree vincolate e di interesse naturalistico e ambientale. L’espansione selvaggia di impianti dunque, rischia di rivelarsi una vera e propria emergenza ambientale e di legalità (Qui trovate il video degli interventi alla conferenza del Comitato dal titolo: Emergenza ambientale e di legalità da “Green Economy Industriale!)

impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn)
impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn) impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn) impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn) impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn)
Vale la pena precisare che non ci troviamo di fronte a ecofissati del partito del No, ma a persone che hanno colto la necessità di regole anche in merito alle rinnovabili che pure restano uno dei sistemi migliori di produzione di energia pulita. Tra le adesioni al comitato sono giunte quelle di alcune sezioni di Italia Nostra, della Lipu e le Oasi WWF della Maremma. Insomma, quelle associazioni ambientaliste che si battono affinché neanche gli impianti di produzione da energie rinnovabili intacchino territorio, avifauna quali la Cicogna, il Nibbio reale o l’Aquila e paesaggi protetti.

Spiega Enzo Cripezzi di Lipu-BirdLife Italia (a sinistra nella foto) al Giornale del Cilento:

La vincolistica delle aree di tutela (Parchi, riserve, SIC, ZPS, ecc) fu configurata non prevedendo l’avvento di nuove minacce di particolare invasività come appunto l’eolico (i più grandi manufatti mai creati dall’uomo). Il paradosso è che le aree tutelate, ammesso che lo siano, stanno diventando “isole” assediate da queste piantagioni allucinanti che, indirettamente, minacciano i valori faunistici e scenici su ben più vasta scala del confine comunale o di quello della vincolistica. Per la Biodiversità e gli ecosistemi, infatti, i limiti amministrativi non esistono.

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Impianti geotermici e case sottoterra - Parte 3

pubblicato da Olivia

Il bacino di un geyser

Ieri scrivevo della villa The Hole sotto terra e del fatto che fosse alimentata grazie all’energia geotermica, notoriamente energia geotermica è energia pulita, sostenibile e a basso costo.

In questa ultima parte vi scrivo della produzione di energia a partire dalla risorsa geotermica con nuove tecnologie, fatto di sicuro interesse anche su scala mondiale. Lo è ancora di più per un paese come il nostro che compra energia dall’estero a caro prezzo. Attualmente in Toscana una centrale geotermoelettrica produce 5,5 Twh di energia. Numerosi enti, tra cui Agip ed Enel, consci del fatto che l’Italia è interessata da aree di elevata anomalia geotermica, hanno puntato la loro ricerca su Lazio, Campania e Sicilia, ma i problemi di natura geologica e fattori socio-economici hanno bloccato lo sfruttamento.

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Da Yale un fondo di impatto ecologico per l'ecoinnovazione

pubblicato da Olivia

Thomas Pogge, professore di filosofia e affari internazionali a Yale

Thomas Pogge, professore di filosofia e affari internazionali a Yale, ha proposto la creazione, contro i finanziamenti a rischio, di un fondo di impatto ecologico, destinato a coprire le spese e i costi di ricerca e sviluppo delle ecoinnovazioni. L’idea sarebbe quella di finanziare le nuove ecotecnologie, premiando le idee più funzionali, creando così un modello per un’innovazione efficiente, che differisca dalla pratica odierna che è quella dei monopoli provvisori di concessione.

I monopoli si trasformano in diritti di esclusiva produzione per l’innovatore, con la conseguente disponibilità limitata di una tecnologia socialmente importante, che non sarà alla fine sufficientemente utilizzata. Ne sappiamo qualcosa anche in Italia: i brevetti, spesso depositati dalle grandi imprese, sono molto costosi così come il loro mantenimento e inibiscono la diffusione di nuove tecnologie.

Le piccole imprese preferiscono invece vendere subito le loro invenzioni e il fondo proposto da Pogge, autore anche del libro Povertà mondiale e diritti umani, ha un valore sociale elevato.

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Rinnovabili: troppo sussidi? Solo un decimo rispetto al nucleare

pubblicato da Nestor Carnevali


Le energie rinnovabili hanno bisogno di sussidi pubblici per diventare economicamente convenienti rispetto alle fonti tradizionali. Verità pura e semplice, un fatto. Il problema è che così è stato anche per quelle che oggi sono le fonti “tradizionali ed economicamente convenienti“, anche se in molti tendono colpevolmente a dimenticarlo. Negli Stati Uniti qualcuno ci ha pensato e i risultati dell’analisi (molto complessa da effettuare) hanno evidenziato come il nucleare, il petrolio e il gas furono abbondantemente sussidiati nella seconda metà del secolo scorso, molto di più di quanto non stia avvenendo oggi per le rinnovabili.

Il report di Nancy Pfund, Ben Healey e della DBL Investors di San Francisco ha messo ha tracciato i vari sussidi di cui hanno goduto negli Stati Uniti le fonti fossili dal 1918, i biocombustibili dal 1980, il nucleare fra il 1947 e il 1999 e le rinnovabili dal 1994. Questa analisi si ferma al 2009, quando in teoria le decisioni dell’amministrazione Obama dovrebbero aver cambiato le carte in tavola.

Bene, è interessante sapere che analizzando i primi 15 anni di sviluppo dei diversi tipi di fonte energetiche il nucleare ha avuto sussidi pari all’1% del bilancio federale, il petrolio e il gas lo 0.5% mentre le rinnovabili si sono fermate allo 0.1%. In sostanza nel periodo cruciale per la diffusione di una fonte energetica nel mercato il contributo dei fondi pubblici è stato particolarmente significativo per il nucleare e per alcune fonti fossili mentre le rinnovabili sono state costrette a farsi strada da sole. Cosa sarebbe successo negli USA (e al traino nel resto del mondo) se i sussidi fossero stati 10 volte superiori a quelli concessi fino ad ora?

Via | New York Times

Anno 2070 dopo i cambiamenti climatici: giochi con gli Eco o con i Tycoon?

pubblicato da Marina

anno 2070

Anno 2070: i cambiamenti climatici hanno modificato gli ecosistemi del Pianeta. L’evento tanto temuto per ora ( per fortuna) è solo il tema di un gioco di simulazione, Anno 2070 appunto prodotto dalla Ubisoft disponibile per Pc dal 17 novembre 2011 mentre nel 2012 per Mac Os X.

Il gioco simula quella che sarà la vita sulla Terra all’indomani dei cambiamenti climatici (qui la presentazione dei colleghi di gamesblog). Lo scenario è cambiato, le terre emerse sono cambiate e i posti che fino a 200 anni prima erano considerati invivibili ora sono divenuti le sole zone di sopravvivenza. Si affrontano due opposte fazioni: gli Eco e i Tycoon. I primi lavorano per uno sviluppo sostenibile, più lento ma rispettoso delle risorse del Pianeta e basato sulle energie rinnovabili; i secondi, invece preferiscono uno sviluppo più rapido depauperando le risorse con le debite conseguenze. L’obiettivo del gioco è di costruire città e trasformarsi in veri e propri architetti del futuro che aiutino la sopravvivenza degli esseri umani.
Riusciranno i nostri eroi?

Dopo il salto il trailer del gioco.

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La tedesca Siemens rinuncia al nucleare e preferisce le energie rinnovabili

pubblicato da Marina

siemens dice addio al nucleare Siemens rinuncia al nucleare e punta alle energie rinnovabili. Peter Löscher amministratore delegato del gruppo ha dichiarato ieri a Der Spiegel :

Noi non ci impegneremo più nella gestione totale della costruzione di centrali nucleari o nel loro finanziamento. Per noi è un capitolo chiuso.

Di fatto è la risposta alla scelta della Germania di chiudere progressivamente tutte le sue centrali nucleari. Il know-how acquisito da Siemens nel nucleare, però, non sarà però messo da parte e continueranno a fornire pezzi come le turbine a vapore. E’ chiaro che l’interesse sarà ora rivolto alle tecnologie verdi e dunque all’eolico e solare e a quella che il Governo tedesco ha definitoi il “progetto del secolo”.

Tra le collaborazioni cade anche quella con Rosatom, il gruppo nucleare pubblico russo, fronte aperto dopo la rottura nel 2009 da Areva. Chissà come reagiranno i russi.

Via | Le Parisienne
Foto | Wiwo

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Robin Tax: piangono i produttori di energie rinnovabili

pubblicato da Marina

robin hood tax Zacchete: anche sui produttori di energie rinnovabili (per impianti di grosse dimensioni e con fatturato superiore ai 10milioni di euro) si abbatte la scure della Robin Hood Tax ossia l’imposta Ires sul reddito d’impresa applicata alle imprese del settore energetico. La manovra economica di Ferragosto non perdona e il prelievo passa dal 6,5% al 10,5% nei prossimi tre anni (Fulvio Conti ad di Enel piange lacrime amare a Cernobbio).

Spiega a La Nazione Averaldo Farri, consigliere delegato di Power-One azienda impegnata nella produzione di inverter fotovoltaici:

In 18 mesi, le condizioni di legge sulle energie rinnovabili sono state cambiate sei volte: a marzo 2010 avevamo il II conto energia, a maggio 2011 è stato varato il decreto salva Alcoa che ha esteso le condizioni del II conte energia al giugno 2011, ad agosto 2010 è stato varato il III conto energia che avrebbe dovuto entrare in vigore a luglio 2011, a marzo 2011 è intervenuto il decreto ammazza rinnovabili, a maggio 2011 è stato varato il IV conto energia che entrava in vigore a luglio 2011, con però un’estensione del III conto energia fino a fine agosto 2011 per coloro i quali avevano cominciato gli impianti in gennaio e febbraio 2011, ad agosto 2011 si introduce la Robin Tax su un sistema incentivante che a maggio era già stato tagliato del 30%.

A piangere anche i Signori del vento, ossia le imprese che producono energia con impianti eolici. Per loro sembra che la manovra sia più pesante. In base a quanto dichiara l’ANEV:

Mentre il mondo intero riconosce nell’eolico un settore strategico per crescita e sviluppo, in Italia l’ennesimo taglio del 10% previsto con la Robin Tax è sintomo dello scarso interesse da parte del Governo per un comparto che potrebbe rilanciare l’economia nazionale con importanti benefici in termini di occupazione (il potenziale occupazionale previsto al 2020 è di 67.010 addetti nel settore) e ricchezza e che permetterebbe all’Italia di raggiungere nel modo più economico possibile gli obiettivi energetici comunitari posti al 2020.

Infine nel provvedimento sono state incluse anche le società che detengono le reti di trasmissione come Terna o Snam.

Foto | Flickr

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Corsa alle rinnovabili: la Cina surclassa gli USA

pubblicato da Nestor Carnevali


Gli americani amano le cosiddette Infographic, quegli strumenti che consentono di organizzare informazioni e dati all’interno di immagini esplicative. La chiarezza e l’immediatezza sono evidenti, anche quando vengono utilizzate per spiegare che “La Cina sta rompendo le ossa” (traduzione elegante) agli Stati Uniti per quanto riguarda l’energia pulita. Questa particolare infografica, la potete trovare qui, realizzata da One Block Off the Grid è particolarmente sconfortante per gli statunitensi.

Con poche semplici immagini viene spiegato come la Cina ha superato gli USA sia come investimenti nelle rinnovabili sia come investimenti che come produzione (103 contro 58 gigawatts) grazie ad una politica di investimenti molto aggressiva che punta a trasformare il paese nel primo mercato per il solare e l’eolico. Già oggi in Cina il 15% dell’energia necessaria al sempre crescente fabbisogno proviene da fonti rinnovabili contro l’8% degli USA. Per semplificare basta tener presente un fatto: per ogni tre dollari finiscono in spese militari in Cina se ne investe almeno 1 nelle rinnovabili, negli Stati Uniti sono necessari 41 dollari utilizzati per gli armamenti e missioni all’estero per trovarne uno che finisca nella creazione di impianti eolici e fotovoltaici.

Sufficientemente chiaro così?

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