
Non tutti sono convinti che sviluppare le rinnovabili e tornare al nucleare siano due direzioni opposte e in conflitto tra loro. C’è, infatti, chi crede proprio l’opposto e ritiene che entrambe le tecnologie siano indispensabili per la sicurezza energetica del paese e la tutela dell’ambiente. La pensa proprio così, ad esempio, l’amministratore delegato di Enel Fulvio Conti che ha affermato:
Nucleare e rinnovabili sono compatibili. Tutti i paesi intelligenti usano il nucleare, noi ancora lo importiamo. Se lo importiamo, perche’ non farlo direttamente noi? Mi sembra dunque naturale pensare che sia corretto usare anche il nucleare per la generazione di elettricita’. Una fonte non esclude l’altra, tutte sono necessarie
E’ quasi superfluo ricordare che Enel ha enormi interessi economici tanto nelle rinnovabili, già oggi tramite Enel Green Power, che nel nucleare, in futuro tramite l’accordo con Edf. La pensa nello stesso modo anche la Aie, l’Agenzia internazionale dell’energia che fa capo all’Ocse, cioè l’organizzazione tra i paesi più industrializzati per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il direttore esecutivo dell’Aie, Nobuo Tanaka, presentando il Rapporto 2009 sulla politica energetica italiana, ha lodato sia gli sforzi dell’Italia nello sviluppo delle fonti rinnovabili sia l’inizio di una nuova stagione nucleare. Tanaka ha affermato che la nuova stagione nucleare italiana:
consentirà di diversificare il mix energetico, di ridurre la dipendenza dall’importazione di combustibili fossili, e di limitare, almeno su un orizzonte temporale di lungo termine, i livelli di emissione di CO2.
Continua a leggere: Rinnovabili e nucleare sono in competizione?
Angela Merkel, cancelliere tedesco, sembra aver deciso di procrastinare l’uscita dal nucleare. La mossa della Merkel viene presentata ufficialmente come un buon compromesso per finanziare le energie rinnovabili. L’accordo tra il governo tedesco e la lobby del nucleare sarebbe sulla via della conclusione e funzionerebbe cosi: i 17 impianti esistenti che si sarebbero dovuti gradualmente dismettere fino al 2022 lavoreranno ancora e saranno dismessi gradualmente entro entro il 2050. Dunque anni di vita e guadagni in più per le società che li gestiscono. Ma la contropartita è questa: il 75% degli introiti derivanti dalla vendita di energia elettrica prodotta dal nucleare dovrebbe andare al Governo tedesco, che sembra li userà per finanziare energia rinnovabile. Però, poi non si spiega, allora, perché lo stesso Governo abbia deciso per un taglio degli incentivi al fotovoltaico.
Wulf Bernotat amministratore delegato di E.on ha ha detto:
L’industria è pienamente consapevole del fatto che c’è un prezzo politico che deve essere pagato per l’estensione.
Sul piatto anche la sopravvivenza di due vecchi impianti: A Biblis e Neckarwestheim 1. Ma su questi la Merkel non si è espressa, anche se sembra che continueranno a lavorare.
La notizia,comunque, non giunge improvvisa. E’ almeno dallo scorso giungo, mese in cui con le elezioni fu riconfermata la Merkel, che si parla di un prolungamento della vita delle centrali nucleari anche se il 66% dei tedeschi non le vuole, in quanto nel Paese è molto sentito il problema delle scorie nucleari.
Via | Affari Italiani, Der Spiegel
Foto | Flickr
Continua a leggere: Nucleare, la Germania non dismetterà le sue 17 centrali entro il 2022

Cosa unisce Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi, Lucio Schembari sindaco di Santa Croce Camerina comune dell’altopiano ragusano, i parchi eolici e il parco fotovoltaico di Santa Croce? Il puzzle è complesso e merita pazienza e tempo per essere raccontato. Partiamo da Vittorio Sgarbi noto alle cronache per essere uno dei personaggi più rissosi della nostra Tv. Ma è anche un uomo colto e impegnato politicamente, tanto che è stato deputato, assessore al Comune di Milano nella Giunta Moratti e recentemente è stato eletto a furor di popolo sindaco del Comune di Salemi nel trapanese. Sgarbi come prima mossa per il suo comune ha iniziato a chiedere lo smantellamento delle turbine eoliche installate perché ha dichiarato:
Violentano il paesaggio.
Di sindaci che si sono schierati contro l’eolico e più spesso off shore ve ne sono tanti, inclusi Rosario Crocetta primo cittadino di Gela e Vincenzo Greco di Termoli, che hanno manifestato con i loro concittadini contro, appunto, le pale eoliche. La motivazione addotta è relativa al fatto che il paesaggio, specie se a vocazione turistica ne risentirebbe. In più si sono aggiunte le recenti azioni dei Carabinieri che dopo l’operazione Eolo,condotta nella zona tra Mazara del Vallo e Trapani, hanno smascherato gli intrecci tra imprenditori, politici e criminalità organizzata nell’affare dell’energia eolica.
Eppure nel caso di Vittorio Sgarbi e di Salemi sembra che l’avversione del primo cittadino verso l’energia eolica sia sostenuta, nella realtà, da motivazioni poco ambientaliste e molto, ma molto, economiche. Dopo il salto le rivelazioni di Giuseppe Croce giornalista siciliano.
Ci pensate a quanto sarebbe suggestivo riprodurre in laboratorio la fotosintesi clorofilliana ed utilizzarla per produrre energia pulita? Ebbene sembrerebbe, stando ad una notizia di questi giorni, che un gruppo di scienziati cinesi sia riuscito a copiare il sistema progettando foglie artificiali che permetterebbero di generare idrogeno in maniera efficiente e rispettosa dell’ambiente.
Tongxiang Fan, della Shanghai Jiao Tong University, spiega che il suo gruppo di ricerca avrebbe messo a punto una sorta di impianto ad idrogeno in miniatura capace di utilizzare come materia prima la luce del sole capace perciò di scindere le molecole d’acqua per ottenere appunto l’idrogeno.
L’idea non è del tutto rivoluzionaria, anche noi Ecoblog a tal proposito abbiamo segnalato gruppi di ricerca in questo campo, tuttavia, sino ad ora, la ricerca si è basata semplicemente sul tentativo di modificare o imitare le molecole che svolgono il processo.
Continua a leggere: Foglie artificiali per produrre energia pulita
Interessante iniziativa quella che arriva dal mondo del calcio che conta. Infatti dopo meno di cinque mesi di lavoro, la copertura dello stadio Bentegodi di Verona si è trasformata nel più grande tetto fotovoltaico su struttura sportiva d’Italia, nonché una delle maggiori d’Europa.
L’impianto, nel quale giocano Chievo ed Hellas Verona, è stato rimesso a norma installando oltre 13.000 pannelli solari fotovoltaici della potenza totale di 1 MW, che elimineranno dall’atmosfera circa 550 tonnellate di CO2. L’iniziativa dello stadio veronese, portata avanti dal Comune insieme alla società Agsm, ha permesso di restaurare anche il tetto.
Con l’energia prodotta e poi venduta, la spesa dell’intervento sull’intera superficie di 17.939 metri quadrati, pari a circa quattro milioni di euro, sarà ammortizzata nel giro di vent’anni coprendo il fabbisogno annuo di quattrocento famiglie.
I negoziati del summit di Copenaghen che iniziano proprio oggi possono essere riassunti in 10 punti. Eccoli:
192. Numero dei paesi che sono presenti a Copenaghen. L’ultima conferenza sul riscaldamento globale si è tenuta a Bali nel 2007 e attirò oltre 11mila partecipanti.
Continua a leggere: Copenhagen, il vertice sui cambiamenti climatici in 10 punti

Vi siete mai chiesti quanto è grande una tonnellata di CO2? L’architetto Christophe Cornubert e l’artista Alfio Bonanno se lo sono chiesto e hanno trasformato la risposta in una installazione.
Il cubo di CO2 rappresenta una tonnellata di CO2 ed è la raffigurazione concreta dell’impatto medio mensile di una persona nel mondo e di un cittadino americano in due settimane. L’installazione è già a Copenaghen e aspetta l’arrivo delle delegazioni internazionali per mostrare ai leader dei vari Paesi e ai cittadini la rappresentazione fisica dell’impatto di ogni persona sull’ambiente.
Si stima che circa 420 milioni di persone nel mondo vedranno il cubo e sapranno quanto è grande una tonnellata di CO2. Se ve lo siete chiesto, ora conoscete la risposta, diffondetela.
via | dezeen
Ha detto ieri Claudio Scajola ministro per lo Sviluppo economico:
Io se potessi scegliere dove mettere una centrale, me la metterei nel giardino di casa, per un semplice motivo: che in tutto il mondo, dove è stata costruita una centrale nucleare, è cresciuta l’economia del territorio e c’è stata una grande salvaguardia dell’ambiente, perché non ci sono emissioni.E’ necessario avere un mix di fonti. Vogliamo diminuire il gas, il carbone e il gasolio; vogliamo aumentare le rinnovabili, compreso l’idroelettrico, ma ci vuole qualcosa in più che dia stabilità: il nucleare.
La battuta del Ministro Scajola, cioè che vorrebbe una centrale nucleare nel suo giardino, giunge all’indomani delle dichiarazioni del Premio Nobel Rubbia in merito alla costruzione di nuove centrali in Italia. Ha detto Rubbia:
Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c’è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano.
Continua a leggere: Il Ministro Scajola: "Vorrei una centrale nucleare nel mio giardino"
Le cose stanno così: l’Italia si appresta a costruire centrali nucleari e servono soldi, tantissimi soldi da recuperare il più velocemente possibile. Dunque via ai tagli in quei settori ritenuti non indispensabili. E se si sceglie il nucleare cosa risulta essere di troppo? Le energie ricavate da fonti rinnovabili, quali eolico, fotovoltaico e biomasse. Ebbene ecco che da qualche giorno, tra gli industriali del settore gira il documento contenente gli emendamenti alla finanziaria 2010 che appunto tolgono soldi alle energie rinnovabili.
In sostanza salta il finanziamento CIP 6/92 dopo 6 mesi dall’approvazione dell’emendamento; i produttori di energia da fonti rinnovabili devono dotarsi di adeguati sistemi di accumulo e in assenza di tali sistemi i coefficienti di incentivazione si ridurranno del 10% dal 1°gennaio 2010 e del 20% dal 1° gennaio 2011. Capitolo certificati verdi: saranno dimezzati e da 85,00 €/MWh si passerà a circa 40,00 €/MWh; Terna avrà il potere di indicare quanta energia dovrà essere prodotta che sarà poi erogata con continuità. Ovviamente le questioni più spinose oltre al dimezzamento degli incentivi sono il sistema di accumulo e il fatto che le energie ricavate da fonte rinnovabile non sono per loro natura stabili e che dunque non si potrà indicare a priori quanta energia dovrà essere prodotta, piuttosto andrebbero potenziate infrastrutture e reti per produrne la maggior quantità possibile.
Dichiara Gianni Chianetta, presidente Assosolare a Zeroemission Tv:
Non ha alcun senso prevedere l’accumulo dell’energia, così come previsto da alcune ipotesi di modifica alla finanziaria avanzate dal governo ma sarebbe più opportuno dedicare le risorse al potenziamento della rete, anziché pensare di adeguare la crescita delle rinnovabili alla rete esistente. Il problema della saturazione e l’obsolescenza della rete elettrica rendono difficile immettere l’energia prodotta dalle nuove centrali e i ritardi di allacciamento stanno causando delle perdite non programmate da parte degli investitori.
Continua a leggere: Emendamento alla Finanziaria: si toglieranno soldi alle energie rinnovabili?
Riporto di seguito la lettera che mi ha inviato Rocco Avantaggiato proprietario di un agriturismo nel salento, inviata anche Giorgio Napolitano, nostro presidente della Repubblica. Lamenta Rocco che le installazioni di impianti eolici e fotovoltaici in Puglia, non siano, a suo avviso, regolamentate e che dunque sebbene producano energia da fonte rinnovabile di fatto sull’ambiente hanno un impatto devastante. Noi di ecoblog ne abbiamo parlato qualche mese fa a proposito del documentario “J’accuse” che riprende gli interventi di Peppino Basile, consigliere provinciale assassinato nel 2008. Basile accusava le amministrazioni provinciali e regionali di svendere il paesaggio per le installazioni selvagge di torri eoliche svilendo quella che era la vocazione naturale del basso Salento, cioè l’agricoltura. La lettera giunge dopo che la Regione Puglia ha presentato per Serra di Corigliano un progetto di 18 torri eoliche.
Gentile Redazione,
riporto di seguito il testo di una mia lettera sul problema del fotovoltaico selvaggio che sta devastando la terra salentina. E’ una lettera aperta al Presidente della Repubblica affinché intervenga facendo rispettare l’articolo 9 della Costituzione Italiana che tutela il paesaggio e che si sta calpestando nella Regione Puglia, nella più squallida strumentalizzazione a fini speculativi del Protocollo di Kyoto e al residente, Nichi Vendola, della Regione Puglia che sta acconsentendo ai suoi amici imprenditori di compiere questo “omicidio” di una terra intera, e infine al presidente della Provincia di Lecce perchè intervenga con forza fermando lo scempio e può farlo se lo vuole!!! E mi sento di dire che lo deve fare se davvero ama questa sua terra e ha a cuore la qualità della vita dei suoi abitanti!
Grazie,
Rocco Avantaggiato
Dopo il salto il testo della lettera.