Il recente studio del genoma della Phaeodactylum tricornutum, ha permesso di evidenziare come queste forme di vita abbiano un corredo genetico decisamente imprevedibile. Lo studio aveva il compito di sequenziare il genoma di questa diatomea e di confrontarlo con un’altra specie, la Thalassiosira pseudonana. Le differenze tra le due sono rilevanti, con ben il 40% di geni non condivisi.
Ancora più insolito è stato scoprire che esistevano delle porzioni di DNA di alcuni batteri in entrambe le specie. Il merito del particolare corredo genetico andrebbe ad un continuo scambio di DNA tra batteri, altri organismi e le alghe. Ci troviamo di fronte a specie con una componente transgenica del tutto naturale e la cui particolare evoluzione ne ha permesso la colonizzazione di diversi ambienti: sempre grazie al trasferimento avrebbero acquisito la capacità fotosintetica, ma anche la possibilità di trattare l’urea con processi tipici del regno animale.
L’altro scopo dello studio è quello di cercare di utilizzare queste alghe unicellulari per intrappolare carbonio nei fondali marini. Per farlo sarebbe necessario fornire del ferro al fine di indurre una fioritura che porterebbe poi a morte le alghe con conseguente deposizione nei fondali marini. Secondo i ricercatori questa potrebbe essere una possibile soluzione all’aumento di CO2 in atmosfera. Nutro forti dubbi su questa ultima conclusione: tutto sta a conoscere il ciclo di eventi che ne conseguirebbe. E se la cura fosse peggio del male?
Via | cordis.europa.eu
Foto | Alexander H.M. Cascone
Da sempre considerato un bizzarro animale, l’ornitorinco ha finalmente svelato i suoi segreti evolutivi. La rivista scientifica Nature ha infatti pubblicato i risultati di una ricerca condotta da un team internazionale di scienziati, che ha sequenziato il genoma di Glennie, un esemplare femmina di questi mammiferi semiacquatici di origine australiana.
Tanto per cominciare, Glennie si è rivelata un mix tra mammifero, uccello e rettile, con una strana sessualità. Al contrario degli esseri umani, che hanno 2 cromosomi sessuali, l’ornitorinco infatti ne ha ben 10, 5 per ogni genere. Inoltre, ha in tutto 52 cromosomi, contro i nostri 46. Particolare è anche l’antenna che ha sul becco, un vero e proprio sistema elettronico con cui sente la vicinanza del cibo.
Ha una salute molto cagionevole, ma è sulla terra da milioni di anni, ha il becco di una papera, e la pelliccia simile ai castori, depone le uova, ma allatta i piccoli, non è aggressivo, ma il maschio può produrre un veleno per il quale non è stato ancora scoperto un antitodo. Gli scienziati non esitano a parlare di “una biologia diversa” da quella fino ad adesso conosciuta.