Vi starete chiedendo, leggendo il titolo, cosa c’entri l’energia prodotta da fonte eolica con la produzione di vino: apparentemente nulla, eppure, grazie ad una nuova tecnologia e ad un’idea brillante per lo sfruttamento di questa, ora tale connubio è possibile. Il progetto ingegneristico dell’aerogeneratore è stato messo a punto già qualche tempo fa da Frayne e Anse, due ricercatori tedeschi: in sostanza questi hanno costruito una particolare mini turbina senza rotore capace di produrre energia grazie alle piccole oscillazioni del vento; la turbina, per capirci, ha una struttura lineare ed è composta da una cinta tesa ai margini da due magneti che producono energia elettrica attraverso due bobine di rame.
La novità comunque, non sta tanto nella tecnologia (che è già stata presentata qualche anno fa), quanto nello sfruttamento di questa. Infatti, vista la versatilità e le scarse dimensioni della turbina, uno studente tedesco ha provato a testarla in un vigneto e presentare i risultati scaturiti dalla sua idea al concorso James Dyson Award, che ogni anno mette in competizione le migliori idee nel campo del design ingegneristico. Vista l’originalità, l’idea ha vinto il premio.
Ma perché tale progetto è stato ritenuto così interessante? La giuria lo ha premiato per il fatto che si è riusciti a dimostrare come sia possibile produrre energia pulita con la generazione distribuita, utilizzando aree adibite ad altri scopi senza intaccare il rendimento dell’attività principale ed anzi migliorandolo: insomma un vero esempio di sviluppo sostenibile a trecentosessanta gradi.
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Gli americani amano le cosiddette Infographic, quegli strumenti che consentono di organizzare informazioni e dati all’interno di immagini esplicative. La chiarezza e l’immediatezza sono evidenti, anche quando vengono utilizzate per spiegare che “La Cina sta rompendo le ossa” (traduzione elegante) agli Stati Uniti per quanto riguarda l’energia pulita. Questa particolare infografica, la potete trovare qui, realizzata da One Block Off the Grid è particolarmente sconfortante per gli statunitensi.
Con poche semplici immagini viene spiegato come la Cina ha superato gli USA sia come investimenti nelle rinnovabili sia come investimenti che come produzione (103 contro 58 gigawatts) grazie ad una politica di investimenti molto aggressiva che punta a trasformare il paese nel primo mercato per il solare e l’eolico. Già oggi in Cina il 15% dell’energia necessaria al sempre crescente fabbisogno proviene da fonti rinnovabili contro l’8% degli USA. Per semplificare basta tener presente un fatto: per ogni tre dollari finiscono in spese militari in Cina se ne investe almeno 1 nelle rinnovabili, negli Stati Uniti sono necessari 41 dollari utilizzati per gli armamenti e missioni all’estero per trovarne uno che finisca nella creazione di impianti eolici e fotovoltaici.
Sufficientemente chiaro così?

Da “Via dal Vento”, sito internet della lobby italiana anti eolico, leggo una lettera inviata da Vittorio Sgarbi al Corriere della Sera. La lettera, come è ormai un’abitudine per il sindaco di Salemi, è una forte invettiva contro le fonti rinnovabili e, in particolare, eolico e fotovoltaico:
Gli impianti fotovoltaici, proprio come gli impianti eolici, sono orrori contro l`agricoltura, contro la civiltà, contro il paesaggio, contro il territorio. Per complicità della Regione e per complicità dell`Europa. La campagna viene stuprata: si estirpano i vigneti per realizzare le piattaforme di cemento armato. I pannelli solari e le pale eoliche creano un`alterazione del paesaggio, anche se vengono montate con un obiettivo positivo: produrre energia pulita. Gli impianti fotovoltaici e le pale eoliche sono in palese contrasto con l`articolo 9 della Costituzione: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Impianti fotovoltaici e pale eoliche sono dunque illegali. Se ci sono dei soldi dell`Unione Europea, indirizziamoli all`unica energia vera che è l`energia dell`agricoltura. Questi soldi, diamoli all`agricoltura, diffondiamo nel mondo la qualità dei nostri prodotti
E poi, sul fotovoltaico
Al posto della civiltà agricola un immenso specchio di vetro. L`incombenza di questa nuova minaccia all`integrità del paesaggio - pannelli solari al posto di vigneti e uliveti - mi spinge a chiedere nuovamente al presidente della Repubblica di aiutarci a difendere il grande paesaggio italiano
Continua a leggere: Sgarbi, le pale eoliche della mafia e le vigne dell'assistenzialismo...
Che l’eolico sia una delle energie rinnovabili in grado di generare le voglie di fare affari lo si era capito. Giunge così la notizia dell’arresto di Flavio Carboni personaggio piuttosto complesso coinvolto a vario titolo anche in diverse altre inchieste: dal rapimento di Emanuela Orlandi al crack del Banco Ambrosiano. I reati contestati sono: associazione per delinquere e gli art. 1 e 2 della Legge Anselmi sulle associazioni segrete. L’inchiesta è condotta da Giancarlo Capaldo procuratore aggiunto e Rodolfo Sabelli il Pm che stanno indagando anche sul conto del geometra Pasquale Lombardi e di Arcangelo Martino imprenditore campano.
Il nuovo filone dell’inchiesta partita dalla Procura di Roma, però, sembrerebbe mettere in luce la nascita di una sorta di superloggia che lavorava per imprenditori e politici al fine di assicurare con le proprie pressioni il buon esito di appalti e affari. Gli incontri tra Cappellacci e Carboni sarebbero stati cinque e tutti documentati dai Carabinieri. Come riporta il Messaggero:
Documentati dai carabinieri gli incontri tra Cappellaci e Carboni, che si sarebbero incontrati almeno cinque volte. Due volte a Roma, nella casa di Verdini a piazza Venezia, quando era presente anche il senatore Marcello Dell’Utri. Poi a Cagliari in un albergo, quindi a una colazione in un centro convegno di Suelli (Cagliari) e infine a Pula, durante il convegno sul federalismo fiscale, al quale hanno partecipato magistrati di tutt’Italia. L’appuntamento, lo scorso settembre, era organizzato da Lombardi e il sospetto dei pm è che le spese del convegno, oltre centomila euro, siano state saldate dalla Regione.
In ciò si innestano le 44mila telefonate intercettate dal Noe che raccontano di intrecci tra politici e imprenditori a proposito della gestione di una discarica di amianto e fino alle energie rinnovabili per cui sarebbero state richieste corsie preferenziali nell’approvazione dei progetti. Nella stessa inchiesta figurano indagati anche Denis Verdini, coordinatore del PdL su cui pesano le accuse di abuso d’ufficio e riciclaggio e Ugo Cappellacci e coordinatore della Regione Sardegna.
Foto | Il Tafano
Anche l’Irlanda punta sull’eolico tanto da porsi come obiettivo di ottenere entro il 2020 il 40% dell’energia da fonti rinnovabili. E per riuscire nell’impresa costruirà 250 impianti eolici.
Ha detto Aidan Corcoran responsabile per le costruzioni:
La rete andrà da Donegal a Sligo,da Mayo nell’est a Cork e da qui a Dublino.Il grande problema è ottenere l’appoggio della comunità locale e il consenso popolare.
L’operatore EirGrid responsabile per il collegamento dei parchi eolici, con il sistema di trasmissione dell’energia elettrica ha dichiarato che l’Irlanda è sulla buona strada per giungere al 15% di energia ottenuta da fornti rinnovabili per quest’anno. Attualmente sono disponibili 1379 MW di energia da fonti rinnovabili pari alla fornitura di i 1,4 milioni di case e entro il 2020 si dovrebbe giungere a un totale di 6.567 MW.
Via | Indipendent.ie, Irlandiani
Foto | Flickr
Agli italiani piace l’energia eolica. Lo svela una ricerca Aper/Ispo secondo cui l’80% degli intervistati si dice entusiasta dei rotori, mentre il 75% ritiene che possa essere un volano per l’innovazione nel Paese. Ben diversi i dati, invece, che riguardano il gradimento del nucleare, dove nessuno, ma proprio nessuno si dice disposto a tollerare una centrale nucleare vicino casa. L’entusiasmo per le pale, però un po’ si smorza tra chi abita nei pressi di un impianto eolico anche se la percentuale di gradimento resta notevolmente alta: è comunque è il 75% a ritenere che si tratti di un impianto moderno.
I dati sono stati resi noti durante il convegno convegno “Agli Italiani piace eolica” promosso da APER GrandEolico, l’Associazione delle aziende Produttrici di Energie Rinnovabili. In Italia gli impianti eolici sono presenti maggiormente Puglia con 1.158 MW e la Sicilia con 1.116 MW, che ha fatto registrare nel 2009, tra l’altro, un tasso di crescita del 41% rispetto al 2008.
Secondo la ricerca dell’Ispo l’87% degli intervistati ha dichiarato di conoscere l’energia eolica; Il 93% degli uomini si dichiara informato; tra i 18 e i 24 anni i più informati con il 94%; mentre le donne sono l’81%; anche gli insegnati, il 96% si dichiarano informati; il 61% ammette che ci sia poca informazione rispetto alla resa energetica o alle direttive europee in materia di energia rinnovabile; il 60% ha visto di persona un impianto eolico e ne ha tratto una impressione positiva; la maggioranza li ha valutati “moderni”(85%), “suggestivi” (58%), che non possono “rovinare il paesaggio” (69%) né che “siano rumorosi” (65%).
Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr
Aggiornamento.
Riprendo questo post per aggiungere ulteriori informazioni rispetto alla possibilità di finanziare un impianto fotovoltaico grazie ai gruppi di acquisto fotovoltaici o GAF. Un buon esempio è dato dal GAS Jacopo Fo che praticamente segue l’installazione in tutti i suo passaggi, sia di richieste di autorizzazione, sia amministrative, sia di finanziamento appoggiandosi a Banca Etica. Per ricerche di GAF nella propria zona un buon punto di partenza è la rete GAS, Le mille città del sole.
Finanziarsi attraverso un mutuo un impianto fotovoltaico scegliendo il prodotto finanziario più conveniente. Osservatorio Finanziario ha sondato le proposte di 10 istituti di credito per scoprire quale sia la migliore. Ovviamente il finanziamento risente di una serie di parametri quali: la provincia in cui viene installato l’impianto fotovoltaico che è più bassa al Nord e più alta al Sud; l’impatto ambientale; la potenza.
Spiega Roberto Zerbola, responsabile del Settore Agrario e Energie Alternative del Gruppo Banca Sella:
Ormai quasi tutti gli istituti di credito sono convenzionati con la GSE. Il trucco sta nello scegliere il prestito con più alto tasso di personalizzazione, in modo da poter variare durata e percentuale di finanziabilità per riuscire a ottimizzare i vantaggi del Conto Energia
Ecco le analisi fatte: Banca Popolare di Milano propone Credito fotovoltaico che finanzia 150mila euro da restituire al massimo in 15 anni; Intesa Sanpaolo finanzia al massimo 100mila euro con Prestito Ecologico, da restituire al massimo in 15 anni e finanzia anche pannelli solari, termici, caldaie ,infissi, automezzi ecologici e a trazione elettrica; BNL-Gruppo BNP Paribas con Prestito Energia finanzia un massimo 100mila euro e il tasso fisso di 5,95%; Ubi Banca finanzia con il prodotto ForzaSole al massimo 70mila euro con tasso fisso di 6,75% e rientro al massimo in 15 anni; Cariparma finanzia al massimo con Fiducia Contante Energia Solare, 50mila euro e tasso fisso al 6,50%; BCC Roma finanzia con Sistema Energia al massimo 50mila euro e si tratta di un mutuo chirografario anche per impianti eolici, pannelli soalri e termici, impianti di geotermia, biomasse, biogas; Unicredit con Chirografario Fotovoltaico finanzia al massimo 50mila euro da restituire in 10 anni, MPS finanzia 50mila euro da restituire se con rata mensile in 10 anni se semestrale in 15 anni; Banca Sella ha proprio una divisione dedicata al finanziamento del fotovoltaico con Sella Ambiente e finanzia al massimo 30mila euro da restituire in 15 anni, convenzionato con il Conto Energia GSE e un tasso di interesse fisso di 5,95%; infine la Banca popolare di Vicenza finanzia al massimo 30mila euro con un tasso fisso da calcolare sull’Irs+ spread tra 1% e 2,50%.
Via | Osservatorio Finanziario
Foto | Flickr

La Cina per il 70% del suo approvvigionamento di energia elettrica usa carbone contro il 29% della media mondiale. Il dragone, perciò anche se spende poco inquina. Il fatto è che questo suo inquinamento fa torcere il naso agli Stati Uniti che hanno sempre molto da ridire in merito, anche se loro inquinano forse di più. (Ma questa è un’altra storia e riguarda l’economia e non la tutela dell’ambiente).
Dunque, i cinesi ogni tanto se ne vengono fuori con brillanti proclami, com’è d’altronde nel loro stile. Questa volta annunciano un esperimento di energia sostenibile a Turfan, capitale dello Xinjiang. Siamo nel nord-ovest della Cina, sulla Via della Seta e nel bel mezzo di un deserto, ventoso, che ospita uno degli impianti eolici più grandi al mondo, quello di Dabancheng.
Informa l’agenzia Xinhua che a Turfan in un area di circa 8 Km quadrati sarà impiantata una cittadella che sarà alimentata solo da energia proveniente da eolico, geotermico e da pannelli fotovoltaici:
Un impianto di produzione di energia fotovoltaica con una potenza installata di 13 MW sarà costruito per rifornire di energia elettrica per i residenti della zona, per illuminare le strutture pubbliche e per alimentare i veicoli elettrici sia privati sia pubblici. Il numero di autovetture private sarà ridotto al minimo mentre le batterie di accumulo dell’energia solare verranno utilizzate per autobus e taxi.
Godetevi questo bel video messo su da quel genio che è byoblu. Oltre ogni dato, oltre ogni ragionamento c’è proprio una cosa dell’intervista di Piero Angela che non mi scende giù: quando afferma di non credere all’educazione. Ma lui è o non è un divulgatore? E dunque se non ci crede lui? Chi ci dovrebbe credere? Noi?
Comunque, a parte tutto tocca una nota dolente: educare al risparmio energetico e al cambio di abitudini energetiche è una faccenda assai complessa e difficile. L’ubriacatura di energia che stiamo sperimentando è un privilegio, che in 10mila anni di storia dell’umanità, ci siamo concessi solo dagli anni ‘60 dello scorso secolo. Ma forse la tecnologia ci potrebbe venire in aiuto grazie ai sistemi di domotica per il controllo degli elettrodomestici, ad esempio, o delle luci.
Infine, non credere nell’energia eolica, forse, l’unico vero competitor dell’energia nucleare, vuol dire non pensare seriamente al futuro delle generazioni.

Vi ricordate il parco eolico off shore di cui parlava Marina appena tre giorni fa? Bene, è ancora al centro delle polemiche: Italia Nostra, il Forum Ambiente e Salute-Puglia ed il Coordinamento Civico di Maglie hanno infatti scritto all’On. Antonio Di Pietro in persona per chiedere conto e ragione dell’operato del suo neo assessore regionale pugliese all’Ambiente, Lorenzo Nicastro.
Nicastro, infatti, appena insediatosi ha dato il suo ok al parco eolico in questione, suscitando le ire delle tre associazioni citate. Ma Di Pietro, che ci azzecca? Ci azzecca e come perchè, a detta delle tre associazioni pugliesi avrebbe usato due pesi e due misure nei confronti dell’eolico off shore: assolutamente contrario nel “suo” Molise, favorevole nella “loro” Puglia:
Di Pietro sta portando avanti da diversi anni una battaglia di civiltà e legalità contro l’invasione della Penisola Italiana da parte di mega impianti d’energia rinnovabile secondo modelli industriali ad alto impatto, nonché altamente speculativi, ai danni dei contribuenti e dello stesso ambiente