Il Gse continua a sfornare dati impressionanti sullo sviluppo degli impianti fotovoltaici italiani. Gli ultimi sono quelli, quasi definitivi, sulla potenza complessivamente installata al 2010. Non molto tempo fa erano stati forniti dati che parlavano di circa 2.000 MW installati tra primo e secondo conto energia. Che forse erano tremila con gli ultimi due mesi del 2010.
Ora i MW, sempre per il 2010, diventano molti di più: 7.000. Come è possibile? Semplice:
Sono inoltre pervenute al GSE comunicazioni per circa 55.000 ulteriori impianti per una potenza di 4.000 MW, in aggiunta agli impianti in esercizio sopra citati, a seguito della legge 129/2010 che prevede di riconoscere le tariffe 2010 agli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio entro giugno 2011 purché abbiano comunicato la fine dei lavori entro il 31 dicembre 2010
Impianti effettivamente allacciati alla rete nel 2011, ma conteggiati nel 2010, che fanno raggiungere un vero e proprio record:
nel corso del 2011 potrebbe essere già raggiunto il target di 8.000 MW che il Piano di Azione Nazionale sulle fonti rinnovabili ha previsto per l’anno 2020 per gli impianti fotovoltaici
L’Assemblea Regionale dell’Emilia Romagna ha approvato ieri la delibera che regolamenta la localizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici.
Si tratta di uno stralcio delle Linee guida regionali, che ancora si attendono e che conterranno le regole anche per eolico, biomassa, biogas e idroelettrico. Le nuove linee guida non valgono per gli impianti già autorizzati e per quelli attualmente in fase di autorizzazione.
Per il fotovoltaico a terra la Regione prevede ora diverse tipologie di aree, con diversi livelli di tutela in base alla presenza di vincoli di natura paesaggistica e ambientale e alle caratteristiche del territorio.
Per gli impianti fotovoltaici sugli edifici, invece le nuove regole non pongono limiti: i pannelli solari potranno essere installati sugli edifici esistenti purché venga rispettata la normativa di tutela degli immobili storici e di pregio e norme di sicurezza sismica.
Nel caso in cui non si possa installare l’impianto sul tetto lo si potrà fare anche sul suolo, ma fino a 20 KW e solo per l’autoconsumo.
Via | Regione Emilia Romagna
Foto | Flickr

Sui terreni confiscati alla mafia, adesso, c’è anche un impianto fotovoltaico. Si tratta dell’impianto da 20 KW che è stato installato sulla pensilina della cantina realizzata dalla Cooperativa Sociale Placido Rizzotto Libera Terra. La pensilina fotovoltaica verrà inaugurata lunedì prossimo dal Consorzio di Comuni Sviluppo e Legalità e da Libera.
Non è un impianto molto grande, ma basterà a soddisfare una buona fetta del consumo della cantina producendo energia rinnovabile. Libera stima che potrà produrre 30mila chilowattora l’anno ed evitare l’emissione di 15,2 tonnellate di anidride carbonica.
Ma, soprattutto, ha un alto valore simbolico: su quelli che una volta erano terreni in mano ai mafiosi oggi si costruisce un’economia moderna e pulita a tutti gli effetti, in grado di approfittare anche della tecnologia solare per produrre la propria energia.
Altra cosa buona dell’impianto è che è stato installato sul tetto della cantina da dieci giovani palermitani, provenienti da situazioni disagiate. Questi ragazzi hanno seguito un corso di formazione per installatori di fotovoltaico presso il Centro Padre Arrupe di Palermo.
Forse per loro, anche grazie alle capacità professionali acquisite nel campo dell’energia pulita, si potrà aprire una prospettiva di lavoro per i prossimi anni.

Entro il 2010 sorgerà a Gallo d’Alba uno dei più grandi impianti fotovoltaici d’Italia integrato nel tetto dell’azienda Mondo. L’impianto si svilupperà su una superficie di 35.000 mq. Produrrà una potenza di circa 4,6 MWp, potrebbe, per capire meglio, soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 1600 famiglie.
I lavori per l’integrazione dell’impianto, progetto dell’azienda Mondo in collaborazione con Solesa sono iniziati a luglio e dovrebbero essere completati entro la fine dell’anno.
Interessante anche la convenzione stipulata dalle due società grazie alla quale i dipendenti dell’azienda Mondo saranno agevolati nell’installazione di un impianto fotovoltaico ad uso domestico qualora ne fossero interessati.
Via| AlternativaSostenibile
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In attesa di vedere, anche in Italia, villaggi come quello rappresentato in foto (il solar settlement di Schlierberg, vicino Friburgo in Germania), si iniziano a registrare anche da noi i primi dati interessanti nel settore del fotovoltaico.
Secondo gli ultimi numeri forniti dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse), infatti, tra vecchio e nuovo conto energia sono 100.200 gli impianti fotovoltaici installati e incentivati in Italia. Dal piccolo tetto fotovoltaico ai grandi parchi fotovoltaici industriali, infatti, l’energia elettrica da fonte rinnovabile fotovoltaica continua a crescere.
Ad oggi, siamo a oltre 1.600 MW installati e, secondo le previsioni del GSE, entro la fine dell’anno si arriverà a superare i 2.500 MW. Nel 2011, inoltre, si dovrebbero aggiungere ulteriori 2.000 MW.
In vetta alla classifica delle regioni fotovoltaiche resta la Lombardia, con 15mila impianti, seguita dal Veneto con 11mila impianti e dall’Emilia Romagna con oltre 9mila impianti. Questo per quanto riguarda il numero delle installazioni, mentre se guardiamo alla potenza complessiva installata vince la Puglia, con 320 MW, ma le solite Lombardia ed Emilia Romagna seguono bene con, rispettivamente, 185 MW e 140 MW.
Nei prossimi mesi, infine, grazie al nuovo conto energia che prevede alcuni vantaggi specifici per la sostituzione dei tetti in eternit con pannelli solari, il Gse si aspetta un netto incremento del fotovoltaico integrato in tutto il territorio nazionale ma soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto.

A Il Giornale l’idea che l’energia fotovoltaica possa risultare meno costosa dell’energia nucleare proprio non piace. A scagliarsi contro la ricerca Solar e nuclear costs- The historic crossover, del prof. John Blackburn è Paolo Granzotto, che già in altre occasioni ha scritto della sua avversione per tutte le forme di energia rinnovabile.
Eppure la ricerca dimostra dati alla mano che:
Se nel 2002 per costruire una centrale nucleare ci volevano in media circa due miliardi di dollari, per fare lo stesso impianto oggi ce ne vogliono quasi dieci. E, poiché nel nucleare il grosso del costo del
KwhkWh deriva dalla costruzione dell’impianto, ne deriva che i conti dell’atomo stanno saltando con il caso limite dei due reattori di Atomic Energy of Canada a Darlington che sono stati cancellati a causa della crescita del costo per singolo reattore dagli iniziali 3,48 miliardi ai 12,96.
Granzotto sostiene che i conti non tornano poiché mancano le spese di manutenzione degli impianti fotovoltaici (e quanto mai costeranno?) e che ci sono da calcolare le sovvenzioni statali (se è per questo anche il nucleare lo pagano i cittadini….) e che lo studio si riferisce alla situazione del North Carolina. In effetti è proprio dichiarato nella premessa allo studio che i dati riguardano il North Carolina e che sono indirizzati al Governatore Bev Perdue per spiegarle il perché attualmente non convenga far costruire una centrale nucleare nello Stato.
Ma in fondo, il mondo è pieno di scettici, ma ciò che sconcerta sono le argomentazioni trattate per smontare la ricerca: i cambiamenti climatici e il climategate.
Mi spiego meglio. Risponde Granzotto al lettore che chiedeva lumi sulla ricerca:
La patacca del North Carolina Warn non deve stupire, caro Bellia: la lobby ambientalista ha infatti la mano facile quando si tratta di dare un’aggiustatina alle cifre, fossero esse riferite al dollaro o alla temperatura. In fondo, la Grande Bufala del riscaldamento globale è finita nel dimenticatoio per la scoperta del «Mann-trick», del trucchetto di Michael Mann, il più influente esperto dell’Agenzia dell’Onu incaricata, appunto, di tener sotto controllo i progressi del global warming.
Perciò, per Granzotto è tutta colpa del climategate se il fotovoltaico non funziona quanto il nucleare.
Foto | Flickr
La Cina è pronta ad investire 30 milioni di dollari in Puglia nel settore del fotovoltaico e circa 100 milioni nel resto del sud Italia. Anche i cinesi, quindi, hanno adocchiato il mezzogiorno italiano ed il suo sole.
La scelta della Puglia deriva da una precedente intesa, siglata lo scorso 30 giugno a Guangzhou, tra il governatore pugliese Nichi Vendola e il vice Governatore della Provincia del Guangdong Lin Musheng. Il classico protocollo di intesa internazionale che, questa volta, ha avuto risultati fulminei: in meno di un mese quattro aziende cinesi sono sbarcate in Italia.
L’investimento più interessante è proprio quello che riguarda la Puglia: China Energy Conservation & Environment Protection Group (Cecep) completerà entro settembre 2010 una prima serie di investimenti per 30 milioni di dollari in impianti fotovoltaici sul territorio pugliese. Non sono stati dati maggiori dettagli ma si suppone si tratti di fotovoltaico a terra. Soddisfatto Vendola che spera di poter approfondire la conoscenza, nel settore energia e non solo, con i cinesi:
Continuiamo dunque a lavorare per intensificare i nostri rapporti di scambio internazionale con questo paese e per rendere durature e solide le nostre relazioni con gli operatori e le istituzioni cinesi
Oltre al sud italiano, i cinesi hanno intenzione di frequentare anche alcune regioni del nord: Lombardia e Veneto.
Fonte | Press Regione Puglia
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Il Commissario Straordinario del Consorzio Autostrade Siciliane (Cas), Matteo Zapparrata, ha approvato il progetto per coprire di pannelli fotovoltaici i fabbricati dell’autostrada Palermo-Messina e ha richiesto, per farlo, un finanziamento di 3.725.826 euro che proverranno dai fondi europei F.E.S.R. 2007-2013.
A questi fondi il Consorzio aggiungerà altri 745.ooo euro circa, per un totale che si aggira, euro più euro meno, sui 4,5 milioni di euro per una potenza complessiva pari a 368 KWp da installare sui caselli e sugli altri fabbricati di competenza del Consorzio stesso.
Il progetto, nel dettaglio, prevede l’installazione di pannelli su ogni casotto dell’autostrada: un tetto ventilato fotovoltaico con la duplice funzione di produrre energia e di abbassare la temperatura all’interno degli edifici.
Continua a leggere: Caselli fotovoltaici sull'autostrada Palermo-Messina
Impianti fotovoltaici sulle aree delle ex discariche. Un sistema per usare pezzi di territorio che diversamente non avrebbero destinazione d’uso il che porta al doppio vantaggio di poter installare per potenza complessiva oltre 56 MW di impianti e di non usare terreni destinati all’agricoltura, come d’altronde già vietato dalla Regione Piemonte.
L’accordo voluto dalla Regione Emilia Romagna, è stato firmato dagli assessori Giancarlo Muzzarelli e Sabrina Freda, da Graziano Cremonini presidente di Confeservizi Emilia-Romagna, Antonio Gioiellieri direttore Anci regionale e Enrico Manicardi direttore Upi Emilia-Romagna:
Considerando le ex discariche gestite da Hera, Iren (la nuova società nata dalla fusione tra Enia e Iride) ed Aimag, potranno essere realizzati 1 milione 214 mila metri quadri di campi fotovoltaici, per una potenza complessiva degli impianti di 56,5 MW, che permetterà di risparmiare ogni anno circa 13.129 TEP (tonnellate di petrolio equivalenti) ed eviterà l’immissione in atmosfera di 39.224 tonnellate di CO2. I siti potenzialmente interessati per quanto riguarda Hera sono 34 in sei province e 8 per la parte che fa capo a Iren.
Via | Regione Emilia Romagna
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Il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane (Gifi) esprime la sua soddisfazione per l’accoglimento, da parte della Conferenza unificata delle Regioni e delle Province autonome, della bozza del conto energia 2011 e delle linee guida nazionali in materia di fotovoltaico.
L’ok delle Regioni è arrivato nei giorni scorsi dopo mesi di trattative serrate poiché la bozza in discussione modifica sostanzialmente alcune parti della precedente normativa sugli incentivi all’energia rinnovabile prodotta dai pannelli fotovoltaici. E, in generale, abbassa gli incentivi del 18-20%.
La novità maggiore, in estrema sintesi, consiste nell’introduzione del concetto di “impianto costruito su edifici”, che sostituisce le vecchie definizioni di “integrato”, “non integrato” e “parzialmente integrato”.
Continua a leggere: Conto energia 2011: ok delle Regioni, soddisfazione (con riserva) del Gifi