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Bp indagata per inquinamento in Texas: 220 tonnellate di veleni nell'aria per un incidente in raffineria

pubblicato da Peppe Croce

Bp indagata per inquinamento in Texas: 220 tonnellate di veleni nell'aria per un incidente in raffineria

Periodaccio per Bp che, oltre ad essere sotto pressione per il disastro della marea nera nel Golfo del Messico, ora si vede indagata anche in Texas dove, nell’aprile scorso (decisamente un mese da dimenticare per l’azienda), un incidente alla raffineria ha causato l’immissione in atmosfera di oltre 220 tonnellate di veleni.

Ora il Procuratore Generale dello stato del Texas ha aperto un’indagine per capire cosa sia esattamente successo. Bp, inizialmente, aveva redatto e reso pubblico un rapporto di massima sull’accaduto ma un rapporto dettagliato non arrivò prima del 4 giugno.

L’incidente in sé è abbastanza chiaro: un problema all’impianto di ultracracking dell’idrogeno che causa il blocco parziale dell’impianto che per 40 giorni viene fatto funzionare al 55% mentre tonnellate e tonnellate di prodotti petroliferi non trattati vengono deviati alla torcia per essere smaltiti bruciandoli. Una storia identica a mille altre in tutte le raffinerie del mondo, Italia compresa. Solo che negli Stati Uniti indagano…

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Gela, botto al petrolchimico: il presidente di Ecotec si precipita in città

pubblicato da Peppe Croce

Gela, botto al petrolchimico: il presidente di Ecotec si precipita in città

È atterrato in mattinata a Catania per arrivare a Gela un paio d’ore dopo il presidente dell’Ecotec, decollato da Roma per toccare con mano la situazione allo stabilimento delle acque sodiche sito all’interno della raffineria che ieri pomeriggio ha fatto il botto. Con lui, da Cagliari, è arrivato anche il responsabile del progetto dell’impianto.

Poco dopo il sopralluogo, una lunga riunione il cui esito è sconosciuto. D’altronde le cause dell’incidente sono tutte da accertare. L’esplosione, invece, è stata molto forte e si è sentita da lontano, fin dentro la città.

L’operaio è rimasto ferito, per fortuna in maniera non grave, è stato dunque assai fortunato: con la deflagrazione l’intero serbatoio è andato distrutto ed alcune parti della struttura in metallo sono state catapultate a decine di metri di distanza. Il sindacato, nel frattempo, minimizza: secondo il segretario provinciale della Uilcem di Caltanissetta, Silvano Ruggeri, si è trattato di un piccolo incidente anche se forse si tratta di una presa di posizione un po’ affrettata che assomiglia molto alle classiche dichiarazioni che seguono gli incidenti nei poli petrolchimici di tutta Italia.

L’impianto di trattamento delle acque sodiche, che ha il compito di abbattere solfuri, fenoli ed altre sostanze inquinanti, presenti nelle acque sodiche provenienti da altri impianti della raffineria è quasi nuovo: è entrato in funzione nel 2008. Considerata l’entità dell’esplosione, poi, è assai difficile che l’operaio ferito si trovasse vicino al serbatoio saltato in aria: di lui sarebbe rimasto ben poco.

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Raffineria di Taranto: per l'Eni è tutto ok

pubblicato da Peppe Croce

Nuova esplosione alla raffineria Eni di Taranto

Con una lettera al deputato del Pd Ludovico Vico, inviata per conoscenza anche a Prefettura, istituzioni locali, Vigili del fuoco, Arpa, Asl e Forze dell’ordine, il direttore della raffineria Eni di Taranto, Settimio Carlo Guarrata, fornisce spiegazioni sull’incidente dello scorso 7 aprile, il secondo in meno di trenta giorni nella stessa raffineria.

Guarrata, rispondendo all’On Vico che precedentemente aveva chiesto informazioni sull’accaduto, getta acqua sul fuoco: nessun problema, nessun danno ambientale, nessun rischio per i lavoratori o per la popolazione. Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, Guarrata ha spiegato che

L’incendio generatosi è stato caratterizzato dalla rapida combustione dei vapori di benzina e idrogeno, provocando anche un boato dovuto alla repentina variazione di pressione associata allo spostamento d’aria richiamata dalla combustione. La messa in sicurezza prevede la depressurizzazione verso i dispositivi di sicurezza quali sono le torce, dimensionate per gestire eventi ben più severi e che hanno quindi assolto la propria funzione con efficacia ed efficienza sviluppando una combustione regolare. La conseguente fumosità non altera e non ha alterato i parametri delle emissioni. Tra questi anche le polveri, che non hanno subìto alcun incremento. Ciò vale anche per il punto immaginato come emissivo, in quanto oltre la limitata e localizzata estensione dell’incendio, la combustione ha riguardato benzina, quindi frazioni idrocarburiche leggere, peraltro già desolforate, ed idrogeno

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Chernobyl day: ricordando l'incidente di Chernobyl

pubblicato da viviana

incidente chernobyl Il 26 aprile 1986, scoppiava la centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina. L’incidente era rimasto segreto per qualche giorno, fino a che la nube radioattiva che si era sollevata non raggiunse i confini dell’Europa occidentale. Un viaggio sopra la vicina Bielorussia (che ha subito i maggiori effetti) fin sopra le nostre teste. 23 anni dopo, ancora si sentono gli effetti di quell’incidente.

Incidente che fu causato da un errore umano. Nella centrale stavano svolgendo test di resistenza che sono un po’ sfuggiti di mano. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica le vittime ufficiali dell’incidente sono 50. Questo perchè non si contano le centinaia di migliaia di “liquidatori” che sono stati mandati nei giorni successivi a spegnere l’incendio e a coprire le scorie e che sono morti nel tempo. Non si contano i morti per le radiazioni e i tumori nelle settimane, mesi e anni successivi. Non si contano i bambini nati con gravi patologie e tumori che ancora oggi soffrono perchè mangiano cibo cresciuto su terreni contaminati. Non si contano poi i rischi di un sarcofago oramai pericolante che fu costruito in fretta per coprire un reattore che ancora oggi brucia lentamente, perchè di fatto non si sa bene come trattare situazioni di dismissione o di incidente.

Non si contano, e si cerca di non pensarci più di tanto. Ma si dovrebbe invece. Il fatto che fu un errore umano ci può portare a pensare che la tecnologia in sè sia sicura. Probabilmente è anche vero, ma proprio il fatto che fu un errore umano non mi lascia tranquilla, fino a che certi “giocattoli” saranno in mano umana, il rischio che si rompano, o che si giochi fino a vedere quando si rompono, c’è sempre. Per ricordare e ricordarcelo, in tutta Europa e non solo, sono state organizzate molte iniziative in questi giorni su Chernobyl e sull’energia nucleare in occasione del Chernobyl-day, anche in Italia.

Foto | carl montgomery

Disastro ambientale: inquinamento di cianuro in Colombia

pubblicato da simona

rio magdalenaLa scorsa settima in Colombia si è rischiato un vero disastro ambientale a causa del rovesciamento, nel fiume Maddalena, di un traghetto addetto al trasporto di 96 fusti di cianuro. Le autorità colombiane intervenute immediatamente sono ancora alla ricerca di 2 fusti dispersi nelle acque del fiume.

Il presidente colombiano Alvaro Uribe ha vietato il trasporto fluviale di cianuro ed altre sostanze tossiche fino ad ulteriori notizie. Inoltre nell’incidente sono stati dispersi nelle acque oltre due tonnellate e mezzo di sostanze chimiche tra cui erbicidi e solfato di zinco.

Secondo quanto rilasciato dalla squadra di subacquei impegnata nel recupero del materiale tossico, sembra che le ricerche siano ostacolate dalle forti correnti e dall’inquinamento del fiume Maddalena: infatti tutti i fusti sono già ricoperti da grandi quantità di melma. A proposito di inquinamento sembra che nelle scorse settimane ci siano state numerose telefonate per avvistamenti lungo il fiume e le coste caraibiche di rifiuti ospedalieri (siringhe e contenitori di sangue) ed altri rifiuti industriali.

Via | LosAngelesTime.com
Foto | Flickr

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Centrale nucleare di Tricastin: fermato trattamento uranio

pubblicato da Matteo Razzanelli

Tricastin: bloccato un impianto della centrale nucleare
Se non altro questa volta Repubblica.it non ha bucato la notizia e Tricastin - con giorni di ritardo - appare nella sua homepage (non pervenuto alle 17:30 invece e’ il Corriere.it). Sono stati comunicati i risultati degli accertamenti condotti ieri dall’autorità francese per la sicurezza nucleare (ASN) sulla centrale oggetto dell’incidente. I lettori di ecoblog sanno già di cosa si parla (qui e qui il resoconto dell’incidente).

L’ASN ha contestato alla Socatri (azienda che gestisce la centrale) i lunghi tempi di reazione all’emergenza. Mentre l’incidente si e’ verificato alle 23 di lunedì, le autorità sono state informate solo la mattina dopo alle 7:30. Inoltre l’entità della perdita di uranio e’ stata stimata solo verso mezzogiorno di martedì.

I provvedimente presi da ASN sono 2: stop temporaneo al trattamento dell’uranio e messa in sicurezza dell’impianto in modo da evitare simili incidenti in futuro.

Si avvalora quindi la tesi del CRIIRAD (commissione indipendente di studio sull’impatto delle radiazioni nucleari) secondo cui a Tricastin esiste un problema strutturale nella gestione dei processi.

Infine, una buona notizia: al momento la falda freatica non sembra contaminata.

Via | Le Figaro

» Il video su Tricastin di Repubblica.it

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Fuga di uranio dalla centrale nucleare di Tricastin, Francia: aggiornamento

pubblicato da Matteo Razzanelli

Incidente nucleare a Tricastin: disperso uranio nei corsi d'acqua

L’incidente nucleare verificatosi ieri a Tricastin (Vaucluse, Francia) ha scatenato polemiche oltralpe: pare che la reazione all’emergenza da parte delle aziende coinvolte (Areva e la controllata Socatri) sia stata lenta e negligente e che l’incidente non sia un caso isolato. I rilievi fatti sulle acque dei pozzi della zona mostrano tassi di radioattività in discesa, ma rimane timore per la penetrazione dell’uranio nella falda freatica.

Visto che gli organi di informazione italiani hanno deciso di non dare informazioni dettagliate al riguardo (con un’eccezione), eccovi un aggiornamento sulla situazione ripreso dalla stampa francese.

All’inizio si era detto che la fuga di uranio era pari a 360 kg, poi Socatri ha rettificato dicendo che si trattava di 75 kg. L’Autorità nazionale per la sicurezza nucleare (ASN) ha dichiarato che la Socatri ci ha messo ben 12 ore a quantificare le perdite di liquido. L’ASN condurrà quindi un’ispezione e comminerà “sanzioni se ne necessario”.

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Incidente nucleare a Tricastin: giornali italiani vs giornali francesi

pubblicato da Matteo Razzanelli

Trcastin, sud della Francia: fuoriuscita di liquido radioattivo - LeMonde

Come spiegato qui sotto, la centrale nucleare francese di Tricastin (appartenente alla Socatri, gruppo Areva) ha disperso, ieri mattina presto, una soluzione di uranio nei fiumi circostanti. L’incidente si è verificato durante l’operazione di pulitura di una cisterna.

Quello che mi incuriosisce è la ricostruzione dell’incidente fatta dai giornali italiani, come il Corriere della Sera o il Messaggero (già citato da PiccoloSocrate), secondo cui le autorità francesi all’unanimità considerano pari a zero il rischio per la popolazione, salvo poi impedire pesca, bagni, irrigazione ed estrazione di acqua dai pozzi così per “precauzione”, quasi per sport. Non esistono solo i comunicati stampa e le dichiarazioni delle autorità come i prefetti.

Leggendo Le Figaro (orientamento politico: centro-destra) e Le Monde (centro sinistra) la storiella pare un po’ più complessa. Si apprende che la quantità di uranio sversata durante questo incidente (12 g per litro d’acqua, circa 360 kg di uranio secondo Le Monde) sorpassa di 100 volte la quantità massima autorizzata di liquido radioattivo legalmente sversabile dalla Socatri in un anno intero!

Altra cosa: è vero che le acque sotterranee non presentano al momento valori anormali di uranio. Peccato pero’ che questo non sia anche il caso per le acque di superficie! Motivo per cui sono in vigore le restrizioni di cui sopra.

Infine, Le Monde nota alcuni “fatti” misteriosi: secondo uno studio tedesco, nei pressi dei siti dove sorgono le centrali nucleari si verificano più leucemie infantili rispetto alla media nazionale. Per l’esattezza i tumori del sangue nei bambini hanno una frequenza più che doppia (2,2 volte) rispetto alla media in un raggio di 5 km dalle centrali nucleari e la frequenza di tali tumori rimane più elevata in un raggio di 50 km intorno alle centrali. Le Monde nota anche che altri studi hanno invece contraddetto queste ipotesi tedesche, ma non per quanto riguarda almeno 3 siti nucleari europei: Sellafield e Dounreay in Gran Bretagna e Krummel in Germania.

Aggiornamento: ore 13:06, ancora nessun articolo su Repubblica.it riguardante Tricastin. Stupefacente, nevvero?

Aggiornamento ore 14:00: La società Socatri ha dichiarato che la perdita di uranio sarebbe inferiore a quanto precedentemente annunciato: si tratterebbe di 75 kg di uranio in 6,25 metri cubi d’acqua (fonte: Le Figaro).

Povera poiana...

pubblicato da Gianluca Pezzi

poianaDa Motoblog ci hanno segnalato un singolare l’incidente accaduto l’altro giorno a Ventimiglia sulla Statale 20 del Tenda.

Una poiana con un’apertura alare di circa un metro e venti centimetri che era a caccia di una preda ai bordi della Statale, ha “investito” uno scooter guidato da una donna causandogli per fortuna solo danni al cupolino ed allo specchietto.

La donna ha avvisato immediatamente la Forestale di Ventimiglia che è subito intervenuta. La pattuglia accorsa non ha potuto che constatare il decesso dell’animale che è stato consegnato al personale dell’ATC e portato all’Istituto Zooprofilattico di Imperia per gli esami necroscopici.

Ci si chiede quali siano i motivi e le esatte dinamiche di questo sfortunato incidente.

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