Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag inghilterra

Auto ad idrogeno: in Inghilterra il primo "distributore"

pubblicato da Nestor Carnevali


La Honda, con il generoso contributo statale di 250 mila sterline, ha aperto nei giorni scorsi a Swindon in Inghilterra il primo punto di rifornimento per automobili alimentate ad idrogeno. Questo, come fanno notare sarcastici i media inglesi, nonostante nel Regno Unito non sia ancora stata venduta una sola auto di questo tipo, nemmeno una Honda Clarity, la prima in commercio ad utilizzare celle a combustibile ad idrogeno.

L’evento ha inevitabilmente riaperto il dibattito sulla possibilità che l’alimentazione ad idrogeno sia ancora un’alternativa. I problemi sono tanti, lo scetticismo delle case automobilistiche c’è, ed uno dei problemi sta proprio nel come rifornire e se questo sia poi effettivamente conveniente economicamente. Mettere in piedi un’intera rete di rifornimento è un processo lungo e molto costoso, ed insieme assolutamente cruciale per riuscire a diffondere una nuova tipologia di alimentazione.

In Inghilterra, nonostante le considerazioni di tipo economico dovrebbero spingere in questa direzione i consumatori, non c’è ancora una diffusione significativa di auto a GPL o a Metano. La ragione risiede anche nella mancanza di una rete capillare di rifornimento, così, pensando all’idrogeno, sul Guardian si domandano: “ne vale veramente la pena“? La risposta non c’è, ma la domanda è volutamente sibillina e vuol fare intendere che la strada non è percorribile.

....
condividi 9 Commenti

L'Inghilterra vieta gli animali selvatici nei circhi. Associazioni animaliste in festa

pubblicato da alessandra

Schiacciante vittoria degli animalisti in Inghilterra nei giorni scorsi, con l’approvazione in Parlamento di una mozione che, entro il prossimo anno promette la messa al bando degli animali selvatici nei circhi. Addio quindi alle temibili “fiere” nei tendoni in Gran Bretagna: al massimo, stavolta, potremo assistere gli esilaranti show condotti da straordinari acrobati e trapezisti eventualmente coadiuvati da simpatici cani.

Due ore di acceso dibattito sono bastate per approvare la mozione presentata da Mark Pritchard, conservatore, sulla scia delle innumereoli e variamente colorite espressioni di dissenso alla permanenza di tigri e di animali selvatici nei circhi britannici presentate da buona parte dell’opinione pubblica che ha letteralmente “sepolto” la volontà contraria del Primo ministro Cameron con migliaia di lettere ed e-mail. Ad ogni modo, tuttavia, affinché la mozione diventi operativa ed efficace, è necessario che diventi legge nei prossimi mesi. L’associazione Animal Defender, che nelle scorse settimane ha messo in rete un filmato non autorizzato in cui si mostra il feroce maltrattamento a suon di bastonate perpetrato a danni di un’anziana elefantessa di 57 anni reclusa in una struttura circense inglese, è tuttavia persuasa che il grosso sia già stato fatto e che imminenete sia il lieto fine. Gli animali eventualmente sequestrati ai circhi dovrebbero, poi, essere trasferiti in riserve naturali o, se impossibile, in giardini zoologici - si spera - adeguati.

Via | Geapress,

Foto | Flickr

....
condividi 1 Commenti

Una tassa per favorire il nucleare?

pubblicato da Peppe Croce

Una tassa per favorire il nucleare?

I costi degli impianti nucleari stanno schizzando alle stelle? Favoriamo il nucleare tassando gli impianti di produzione di energia da fonti fossili, come il gas e il carbone.

L’idea, secondo quanto riporta il blog Inchiesta Nucleare (curato da Luca Iezzi, giornalista economico di Repubblica e autore del saggio Nucleare? Sì grazie), sarebbe venuta in Inghilterra al ministro dell’Energia Charles Henry, dopo aver preso atto del fatto che anche gli impianti nucleari inglesi hanno qualche problema di costi fuori controllo.

Sempre Iezzi, poi, riporta la notizia data dal New York Times sui costi degli impianti nucleari in costruzione in Bulgaria: una centrale in costruzione lungo il Danubio, infatti, ha visto crescere i costi dai 4 miliardi di dollari originali a 11,5 miliardi.

Il mondo, a quanto pare, è in piena “sindrome Olkiluoto“…

Via | Inchiesta Nucleare, New York Times
Foto | Flickr

Tetti fotovoltaici, boom in Inghilterra: nel 2010 prevista una crescita del 1.500%

pubblicato da Peppe Croce

Tetti fotovoltaici, boom in Inghilterra: nel 2010 prevista una crescita del 1.500%

Questione di cultura: uno dei paesi meno soleggiati al mondo, l’Inghilterra, si avvia moltiplicare per 15 la quantità di pannelli fotovoltaici domestici installati. Secondo uno studio di iSupply, riportato dall’edizione on line dell’Indipendent, nel 2010 il paese della Regina farà registrare un mostruoso +1.500% dei tetti fotovoltaici installati.

Numeri non da poco, che in pratica fanno il grosso del mercato nonostante la nebbia e la pioggia. Il punto di partenza, però, era bassino: se nel 2010 si monteranno 96 MW di tetti solari, l’anno prima gli inglesi si erano fermati a 6 MW. Sarà contenta Sharp che, proprio in questi giorni, ha annunciato il raddoppio della propria fabbrica di pannelli solari in Galles precisando, tra l’altro, di preferire il mercato “a km zero”.

A seguire, con un “modesto” +730%, si piazza la Spagna. Lo studio di iSupply, poi, conferma la leadership della Germania per quanto riguarda i pannelli solari già installati, e dell’Italia che, però, brilla più negli impianti a terra che sui tetti. Francia e Giappone, infine, sono rispettivamente al quarto e quinto posto per potenza totale installata e dovrebbero raggiungere solo quest’anno il primo gigawatt.

Via | The Indipendent
Foto | Flickr

....
condividi 5 Commenti

Allarme Coldiretti: Italia a rischio per il latte delle mucche clonate ell'estero

pubblicato da Peppe Croce

Allarme Coldiretti: Italia a rischio per il latte delle mucche clonate ell'estero

Coldiretti lancia l’allarme: in Italia potrebbe essere importato latte prodotto da vacche clonate in Inghilterra. A suscitare le preoccupazioni è un recente articolo del New York Times che riporta le parole di un allevatore britannico che, candidamente, ha ammesso di produrre latte anche da vacche figlie di genitori clonati.

Sempre secondo il NYT anche in Svizzera e in altri paesi europei ci sarebbero allevatori che hanno rimpinguato i propri allevamenti con animali clonati di origine statunitense. Si tratterebbe, però, di quantità ancora limitate.

L’Agenzia britannica della sicurezza alimentare, però, ha già aperto un’indagine e sta cercando di capire la reale consistenza del fenomeno e gli eventuali rischi per la salute. Coldiretti, nel frattempo, ha già le idee chiarissime:

La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi. Dopo oltre 13 anni dalla scoperta della pecora Dolly, pubblicata sulla rivista Nature del febbraio 1997, oggi è possibile clonare un animale con una spesa attorno i 10 mila euro e la tecnica riguarda già molti animali da allevamento dalle pecore ai maiali, dai tori ai cavalli, con sperimentazioni effettuate anche in Italia con il toro Galileo, la cavalla Prometea e anche con un muflone selvatico

Via | Agricoltura on web , New York Times
Foto | Flickr

....
condividi 2 Commenti

Carne di scoiattolo grigio nei supermercati britannici

pubblicato da alessandra

Chi di noi è stato a Londra, non avrà certamente rinunciato a una gita ad Hyde Park per godere, in uno dei parchi più riposanti della Capitale britannica, della compagnia dei simpatici scoiattoli, fin troppo avvezzi - ormai - alla presenza umana e alle leccornie che questi sanno loro offrire.. Almeno finché non sono proprio loro a finire nel piatto, in virtù di alcune presunte propietà organolettiche e di alta digeribilità che condividerebbero con i conigli.

Da alcuni anni, infatti, la carne di questo bell’animale viene “gustata” in vari modi… E c’è persino chi ha tentato di utilizzare il consumo dello scoiattolo grigio “in fricassea” come modalità di salvezza per - l’ormai minacciatissimo - scoiattolo rosso europeo… Ma gli animalisti oltre Manica non sono rimasti a guardare e in questi giorni stanno organizzando manifestazioni e conferenze allo scopo di indurre il rigetto di un’abitudine forse atavica ma attualmente ingiustificata, aizzandosi prevalentemente contro la catena Budgens, l’unica - al momento - in cui sia ancora possibile trovare la carne del simpatico roditore … In particolare, Juliet Gellatley - fondatrice dell’Associazione “Vegan” Viva, nonché noto zoologo - in una intervista al Daily Mail ha così commentato:

l’abbattimento di migliaia di scoiattoli grigi a favore di quelli rossi è un concetto irrazionale, disumano e destinato a fallire.. Inoltre, è molto triste che Budgens stia permettendo il massacro solo per distinguersi dalla massa. L’unico messaggio che stanno dando è quello di lucrare sul sangue di un animale.

Sempre al medesimo giornale, poi, l’associazione ha dichiarato che molti fra questi roditori oggetto di un redivivo “interesse culinario” vengono spesso lasciati per giorni interi a sanguinare dopo essere stati bastonati…

Via | the Telegraph
Foto | Flickr

....
condividi 6 Commenti

Francia, Germania e Inghilterra ne sono convinte: bisogna ridurre le emissioni di Co2 del 30%

pubblicato da alessandra

Questa mattina, il Financial Times’, il Frankfurter Allgemeine Zeitung’ e ‘Le Monde’ hanno aperto con una richiesta ben precisa, rivolta a tutti i cugini europei e mossa rispettivamente dai ministri Chris Huhne (GB), Norbert Röttgen (Germania) e Jean-Louis Borloo: ridurre le emissioni di CO2 nell’UE dal 20% al 30%, entro il 2020. Per limitare l’aumento delle temperature di due gradi ma anche per impedire alle economie europee di essere sopraffatte da un contesto globale sempre più competitivo.

Immediato il richiamo al difficile momento storico che vede i 27 destreggiarsi tra misure sofferte e politiche coraggiose per uscire, nel migliore dei modi possibili, dalla recessione ma che non deve far perdere di vista, per nessun motivo, i modelli economici e di vita cui è necessario tendere. E che non possono prescindere dalla tutela ambientale. Senza uno sviluppo relamente sostenibile, infatti, l’Europa è condannata all’inceretezza con i prezzi dell’energia sempre più volatili. Inoltre, un clima instabile può far crollare molte delle economie della zona euro mentre una corsa mondiale verso un sistema produttivo di tipo durevole e con emissioni di carbone limitate è già cominciata. E perdere tempo, adesso, significherebbe non riuscire più - se non con enorme fatica - a competere con Paesi come la Cina, il Giappone e gli Stati Uniti.

Al contrario, avverte Le Monde, garantire un livello di emissione al 30% rispetto al 1990 rappresenterebbe una forte attrattiva per gli investitori con conseguente rilancio dell’occupazione e della crescita in tutta la zona euro. Le imprese europee, inoltre, sono in grado di trarre tutto il profitto necessario da una situazione siffatta, forti di una quota del 22% sul mercato internazionale di bene e servizi che è già una risposta. Impossibile, poi, omettere che proprio grazie alla recente crisi il costo annuo richiesto per il taglio delle emissioni al 20% si è ridotto di un terzo , passando da 78 a 40 miliardi d’euro. L’impegno profuso verso il traguardo più considerevole della riduzione al 30%, ad oggi, richiederebbe solo lo 0,1% dell’intero Pil dell’UE. Ma farebbe decollare il mercato del lavoro. Se anche queste motivazioni, in definitiva, non dovessero sembrare abbastanza convincenti basti pensare alla prevista galoppata verso l’alto del prezzo del greggio, specie a seguito del protrarsi di disastri ambientali come la Marea Nera nel Golgo del Messico… Ora, non resta che aspettare le risposte e le reazioni dei governi europei.

Via | Le Monde
Foto | Flickr

....
condividi 3 Commenti

Entro il 2020, taxi a idrogeno a Londra

pubblicato da alessandra

I taxi neri di Londra sono uno dei leitmotiv della capitale britannica. Ampi, comodi, spaziosi… e terribilmente inquinanti! Per questo motivo, come già anticipato dagli amici di autoblog, è stato presentato nei giorni scorsi dal governo britannico il prototipo dei nuovi taxi “puliti” che, entro il 2020, sono destinati a sostituire completamente quelli attualmente in circolazione.

Il Fuel Cell Black Cab, frutto di un lavoro sinergico tra Intelligent Energy, Lotus Engineering, LTI Vehicles e TRW Conekt, pur mantenendo inalterarato l’aspetto della capitale inglese ne migliorerà senz’altro la qualità. Infatti, grazie a un sistema di celle a combustibile idrogeno combinato con batterie ai polimeri di litio, e garantendo un’autonomia di oltre 400 km, il taxi sprigionerà dal tubo di scappamento solo vapore acqueo e potrà “ricaricarsi” agevolmente in appena 5 minuti…

Foto | Flickr

Eolico, per l'Ewea un 2010 da record in Italia e Francia

pubblicato da Peppe Croce

Eolico, per l'Ewea un 2010 da record in Italia e Francia

Giusto oggi l’European Wind Energy Association (Ewea) ha diffuso le sue previsioni per il 2010 sulle vendite di turbine eoliche nel vecchio continente. Dati positivi, che vedono una crescita complessiva per l’Europa di circa 10 GW di potenza installata entro la fine dell’anno.

Alcuni paesi salgono e altri scendono: Francia e Italia, in particolare, dovrebbero crescere di circa un GW ciascuna; buona la performance anche per Romania e Bulgaria e, infine, per l’Inghilterra anche se più off shore che on shore. Come era facile prevedere, la Germania sarà il mercato migliore per l’industria eolica nel 2010.

Diminuisce il trend, invece, la Spagna. Ma non è poi così strano pensando che negli anni passati tutta la penisola iberica è stata caratterizzata da uno sviluppo dell’eolico fin troppo repentino, culminato nel famoso black out dovuto ad un imprevisto (anche se prevedibilissimo) eccesso di produzione.

Via | Ewea
Foto | Flickr

....
condividi 0 Commenti

Regno Unito: più cereali con meno fertilizzanti, grazie ai batteri

pubblicato da Peppe Croce

Regno Unito: pi�¹ cereali con meno fertilizzanti, grazie ai batteri

Dall’Inghilterra arriva una notizia interessante per gli agricoltori: secondo uno studio finanziato dall’Unione Europea, infatti, ci sarebbero tecniche colturali in grado di mantenere la resa produttiva dei campi di cereali (e probabilmente anche di mais) utilizzando quantità inferiori di fertilizzanti azotati.

Si tratta di utilizzare particolari batteri, rizobatteri per la precisione, in grado di fissare l’azoto nelle radici. Serve, quindi, meno fertilizzante per ottenere risultati paragonabili. Si parla, in Inghilterra, di circa 50 chili di fertilizzante in meno per ogni ettaro coltivato.

I numeri, tuttavia, vanno ancora convalidati perchè precedenti esperimenti simili hanno avuto risultati poco lusinghieri. Se la cosa dovesse funzionare anche su scala commerciale, certamente sarebbe una buona notizia poter ridurre la quantità di fertilizzanti.

Ma per quanto riguarda l’impatto ambientale complessivo di queste coltivazioni inoculate con rizobatterri, ancora nulla si sa: lo si potrà stimare solo se il progetto scientifico inizierà ad assumere dimensioni maggiori.

Via | Cordis
Foto | Flickr

....
condividi 5 Commenti