
Da quale ente governativo non vi aspettereste mai un’iniziativa, anche per via del più ovvio dei pregiudizi, in favore dell’ambiente? Certamente da uno militare. Eppure a volte il caso può rendere insospettabilmente capaci di contribuire a salvare una specie in via di estinzione proprio quelli del Dipartimento della difesa americano. Già perché la farfalla Checkerspot del Taylor, segnalato come uno degli insetti che rischiano di scomparire a causa del progressivo restringimento del loro habitat, ha trovato rifugio nell’area utilizzata come poligono e area di esercitazione nella base militare Lewis McChord nei pressi di Tacoma, nello stato di Washington.
Per non rischiare di vedersi vietato l’uso del terreno i militari hanno speso ben 30 mila dollari allestendo una speciale serra “rifugio” per gli animali, accuditi da un gruppo di detenuti del un vicino carcere della Contea. I galeotti hanno seguito un apposito corso e stanno scontando la loro pena acquisendo una competenza specifica nel recupero e nella tutela di queste farfalle, qualcosa di decisamente originale rispetto ai laboratori di idraulica o falegnameria che siamo abituati a vedere nei film.
Le oltre 1000 farfalle che abitavano il territorio della base sono state trasferite e lo scopo dello speciale rifugio è quello di favorirne la proliferazione per poi avviare un programma che le rimetta progressivamente in libertà in territori adatti, ma lasciando la possibilità ai militari di sparacchiare liberamente. Contenti tutti?
[Via | Spokane Spokesman-Review]

I lavori di messa in sicurezza, probabilmente gestiti frettolosamente, dei canali dell’imperiese stanno mettendo a dura prova la forte presenza dei rospi comuni “Bufo Bufo“. La denuncia è di Maurizio Ferrara, storico ambientalista che vive a Bussana Vecchia, e spiega:
Non sono più solo ormai i veicoli in transito sulle strade di maggior frequentazione a costituire un pericolo esiziale per i caratteristici rospi ma altre minacce ben più serie incombono. Infatti, se fino a qualche tempo fa i rospi nella loro trasmigrazione verso lo stagno natio, dove tornano sempre per deporre le uova, correvano il rischio di venire schiacciati dagli autoveicoli, oggi quello stagno potrebbero proprio non trovarlo più.
La conformazione dei torrenti sta modificando le pozze nelle quali le femmine erano abituate a depositare le uova riducendo la popolazione dei Bufo Bufo. Oltre alle giustificate preoccupazioni degli ambientalisti è ingenuo non rilevare come la diminuita presenza degli anfibi sta alterando l’ecosistema contribuendo alla diffusione di insetti e parassiti che venivano decimati dai rospi, abituati a nutrirsene.
Via | Riviera 24
La Natura con i suoi cicli e le sue forme potrà essere una preziosa alleata degli inquirenti impegnati a stabilire le circostanze della morte della piccola Yara Gambirasio. Il corpo senza vita della 13enne scomparsa lo scorso 26 novembre, com’è noto, è stato ritrovato sabato 26 febbraio in avanzato stato di decomposizione. Ora accanto al dolore ci sono anche tante domande.
Proveranno a dare una parte delle risposte i medici legali e gli anatomopatologi coordinati da Cristina Cattaneo (nella foto a sinistra), medico legale, antropologa e direttore del Labanof - Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università statale di Milano. Obiettivo del pool la ricostruzione della scena del delitto attraverso le circostanze ambientali. Pattern che costituirà la cornice in cui si andrà a collocare il colpevole. Tra i principali alleati degli scienziati, anche Madre Natura: le foglie, le erbe, gli insetti ma anche il substrato del terreno saranno gli elementi da interrogare e che si spera possano svelare i tanti misteri.
La Cattaneo è autrice di molti libri famosi tra cui Crimini e farfalle, scritto con Monica Maldarella naturalista che lavora spesso come consulente al Labanof e che analizza il materiale animale, botanico e entomologico.
Spiega appunto Maldarella sul sito Labanof a proposito dell’importanza di studiare i vegetali cresciuti nei siti in cui si sono consumati delitti o trovati corpi, scienza conosciuta come botanica forense:
I vegetali sono molto legati all’ambiente dato che non potendosi spostare si devono adattare passivamente alle caratteristiche del luogo in cui crescono. Per questo motivo dalle piante, riflesso di precise condizioni ecologiche, è a volte possibile risalire alle caratteristiche del luogo ove sono cresciute. Dai resti vegetali possiamo ricavare anche informazioni cronologiche, infatti ogni anno nei climi che come il nostro, hanno stagioni distinte si forma nel legno un anello annuale di accrescimento che rimane all’interno del fusto, del ramo o della radice; da questi è a volte possibile ricavare l’età di un determinato evento.
Foto | Pioggia d’aprile
Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Science, un ceppo di zanzara responsabile della trasmissione della malaria in Africa avrebbe avuto una serie di mutazioni al punto da aver sviluppato delle differenze genetiche così importanti da dar vita a due specie diverse. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si tratta di un vero e proprio allarme che renderà più difficile (e non poco) la lotta alla malaria. Quali le complicazioni a quanto pubblicato dalla rivista Science?
Il problema non è da poco considerando che sarà ora necessario aumentare gli sforzi per controllare le popolazioni di zanzare responsabili del contagio della malattia, in quanto le metodologie sinora note per fronteggiare la loro pericolosità (quali insetticidi o controllo della capacità riproduttiva delle zanzare) si starebbero rivelando poco efficaci per la nuova specie. Si è inoltre dedotto che la nuova zanzara portatrice di malaria si evolve più rapidamente rispetto a quanto non accada alla precedente, problema quest’ultimo che determinerebbe un immediato intervento per evitare possibili diffusioni sconsiderate dell’insetto.
I ricercatori, a tal proposito, ritengono perciò indispensabile approfondire le conoscenze sul genoma della nuova specie venutasi a creare. Il problema, avvertono dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, andrà monitorato con attenzione, infatti, contrariamente a quanto si creda, la malaria rappresenta ancora una malattia che ogni anno miete un numero elevatissimo di vittime. E’ importante infatti sapere che in tutto il mondo ci sono circa oltre 200 milioni di persone infette da malaria, la maggior parte delle quali si trova in Africa.
Via | Ambientum.com; Sciencemag.org

A Palermo tornano i topi in città. Non che prima non ci fossero, ma di certo i cumuli di rifiuti sparsi per le strade aiutano molto questi sgraditi roditori a trovare cibo e rifugio. Tanto che, come sempre accade quando le città soffrono di questi problemi, è stata presentata una interrogazione in Consiglio Comunale per sapere se l’amministrazione ha intenzione di prendere provvedimenti.
Autore dell’interrogazione, il consigliere del Pd Salvatore Orlando che, oltre ai topi, ha visto in giro anche parecchi scarafaggi:
In città è sempre più preoccupante l’aumento di topi, zanzare e scarafaggi: mi chiedo cosa stia facendo l’amministrazione comunale e se è stato predisposto un piano di derattizzazione e disinfestazione
Sull’origine dei roditori, e degli insetti, Orlando ha ben pochi dubbi:
Non ci vuole molto a collegare l’aumento di topi, scarafaggi e insetti alla sporcizia delle strade e ai cumuli di rifiuti che ormai fanno parte dell’arredo urbano, così come non ci voleva molto a prevedere che con l’arrivo della stagione estiva saremmo andati incontro questa condizione
Come dargli torto, è fin troppo evidente. Come è anche evidente che topi e scarafaggi non piacciono ai palermitani e, men che meno, ai turisti (che, però, erano stati avvertiti!):
Basta fare un giro nel centro storico, dove bar, pub e ristoranti hanno collocato sedie e tavolini sui marciapiedi, per raccogliere lamentele di clienti, specie turisti, per una situazione che evidenzia allarmanti carenze igieniche
Via | Sicilia Informazioni
Foto | Flickr

Il concorso Internazionale di fotografia ha consegnato a Marianne Majerus il titolo di Miglior Fotografo Internazionale di Giardini per l’anno 2010 per la foto che vedete in apertura, Layered landascape: a moment captured, scattata in un giardino privato in Lussemburgo.
The International Garden Photographer of the Year è un concorso internazionale dedicato alle più belle immagini di fiori, piante, giardini, orti botanici, che possono essere d’ispirazione di certo a fotografi esperti e principianti, ma anche a chi ama fiori e giardini.
Per ammirare le più belle foto del 2010 dedicate a fiori, alberi, piante e giardini, ma anche ad animali ed insetti dei quali i giardini sono l’habitat naturale, cliccate qui sulla pagina dei vincitori del concorso, per una passeggiata virtuale in mezzo alle meraviglie della natura.
Se mosche, zanzare e moscerini da soli possono sembrare innocue creature, addirittura bellissimi esseri da ammirare in tutte le loro sfumature come accade per le farfalle, quando arrivano tutti insieme possono diventare terrificanti. Chi ha paura degli insetti?
Ammirateli in tutta la loro spaventosa densità nelle foto qui sotto, tratte dalla gallery sugli insetti di Dildou, e diteci come reagireste in mezzo ad uno sciame di insetti. Foto bellissime o terrificanti?
via | Dildou
Passatemi il titolo e anche la foto, ma la tentazione di fare il verso alla martellante campagna pubblicitaria della Apple era troppo forte. La notizia, invece, ha a che fare con un software sviluppato dall’Enea. L’applicazione in questione serve, stando a quanto afferma l’Enea, ad azzerare o quasi i rischi di sbagliare investimento quando si progetta un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il software, infatti, analizza il microclima di un’area a scelta dell’operatore e calcola, con una approssimazione dell’1%, il rendimento di ogni impianto installato in quella zona. Inseriti i dati sull’irraggiamento solare, sul vento, la temperatura, l’umidità etc. etc. il programma svela quanto dovrebbe rendere il pannello, o la pala, in un determinato luogo. A detta dell’Enea
I comuni tools commerciali di valutazione dell’efficienza energetica possono presentare errori compresi tra il 4 e il 5%, mentre il sistema messo a punto dall’equipe ENEA presenta un margine del solo 1%. È evidente che questo dato può avere un’importante ricaduta economica e indirizzare in campo eolico, microvoltaico, solare fotovoltaico e biomasse, scelte sempre più efficaci e sostenibili sul territorio
Continua a leggere: Fotovoltaico o eolico? Rinnovabili o agricoltura? Per saperlo c'è un'App...
A vedere queste immagini ho provato un emozione fortissima e mi è venuto in mente il pezzo dei Crazy Town: Come my lady, come come my lady. …You’re my butterfly, sugar baby. Le farfalle sono degli animali magici che per la loro bellezza incantano. La prima foto mostra una farfalla dalle ali trasparenti la Greta Oto, che vive in Messico e in altre zone del Centro America.
Farfalle

Foto | Oddee
Nella nuova sede del Comune di Bologna l’albero di Natale è l’albero della biodiversità, allestito con delle decorazioni in fibra di cocco pensate dagli entomologi dell’Università di Bologna, per invogliare i cittadini a ricostituire la biodiversità nell’ambiente urbano.
Sono le Coco Christamas, realizzate da Eugea, ovvero stelline e pacchetti regalo in fibra di cocco al 100% naturali, contenenti al loro interno semi di zinnia, calendula e cosmos, fiori che attirano coccinelle, farfalle ed alcune specie di insetti utili all’agricoltura biologica.
Quando le festività saranno terminate e l’albero abbandonerà la piazza, le decorazioni potranno essere riciclate e daranno una mano alla natura: basterà sciogliere il fiocco, depositare la stellina di fibra naturale in un vaso, innaffiare ed aspettare: come per magia, in primavera a Bologna arriveranno le farfalle! A sistemare le Coco Christmas nei vasi e a prendersi cura dei semi saranno gli allievi delle scuole del Pilastro, che le sistemeranno in aree coltivate biologicamente e senza uso di prodotti di sintesi e ne avranno cura fino all’arrivo delle farfalle.
Le Coco Christmas sono anche una splendida idea per decorare l’albero del proprio giardino o possono valere come regalo di Natale in armonia con la natura, utile a grandi e piccini per capire e conservare la biodiversità. Da oggi le stelline della biodiversità sono in vendita in molte librerie ed erboristerie italiane e sul sito di Eugea.