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Francia, per l'ASN Autorité de sûreté nucléaire l'incidente nucleare di Marcoule è terminato. Il video

pubblicato da Marina

Per l’ASN, Autorité de sûreté nucléaire, l’incidente al e Centraco centro per il trattamento di scorie nucleari della centrale nucleare di Marcoule è terminato. Questo il comunicato stampa rilasciato sul loro sito:

L’incidente al Centraco è terminato. (Comunicato nr.2). L’incidente avvenuto questa mattina al Centraco situato presso il sito di Marcoule (Gard) è terminato. L’esplosione di una fornace usata per fondere scorie nucleari metalliche ha causato un incendio domato alle 13. L’edificio non è stato danneggiato. Non è stata rilevata alcuna contaminazione: i feriti non sono contaminati e le misurazioni effettuate all’esterno dell’edificio da i tecnici e dai vigili del fuoco non hanno rilevato alcuna contaminazione. L’incidente è costato la vita a una persona mentre ci sono 4 feriti di cui uno grave. Questo incidente non comporta radiazioni e azioni di protezione verso le persone.L’ASN sospende lo stato di crisi e resta in contatto con la Prefettura di Gard e i tecnici si Socodei. L’ASN realizzerà delle ispezioni per accertare le cause dell’incidente.

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Buste di plastica, l'Europa pensa o a una tassa o al divieto

pubblicato da Marina

buste di plastica presto vietate in europa

In Italia è una battaglia che abbiamo già vinto, grazie a una scelta illuminata del Ministro Prestigiacomo: il divieto delle buste di plastica. Ora anche la Commissione europea fa sapere di pensare o a una tassa o proprio il divieto così come accaduto nel nostro Paese.

La Commissione, infatti, ieri ha richiesto suggerimenti su come trattate i miliardi di sacchetti di plastica, che richiedono centinaia di anni per decomporsi, usati nell’Unione europea. Ha detto Janez Potocnik Commissario per l’Ambiente:

Cinquant’anni fa, la borsa in plastica monouso era quasi sconosciuta. Ora si usano anche per pochi minuti inquinando l’ambiente per decenni. Ogni persona che vive in uno stato Membro della Ue utilizza in media 500 sacchetti di plastica all’anno per un totale di 3,4 milioni di tonnellate di plastica, pari a quanta ne è stata usata per i 2 milioni di auto prodotte in Europa nel 2008.

Ammette Potocnik che il problema è complesso sebbene alcuni Stati europei abbiano provveduto autonomamente a bandire i sacchetti di plastica. Ma ricorda anche che non esiste nessuna misura specifica a livello comunitario per cui la Commissione è invitata a intervenire in merito. Tra l’altro è necessaria questa decisione perché un parere pubblico è stato chiesto anche in merito alla Direttiva UE Packaging che porterà sulle etichette dei prodotti il grado di biodegradabilità della confezione. La decisione vuole impedire l’espendersi di tutti quei messaggi pubblicitari per lo più di greenwashing che spacciano le confezioni per biodegradabili mentre in realtà non lo sono. Spiega la Commissione:

La pubblicità di un prodotto con imballaggio biodegradabile quando in realtà non lo è in condizioni naturali può essere fuorviante, e contribuisce alla proliferazione di rifiuti.

Via | Euractiv
Foto | Flickr

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Paolo Romani: "Moratoria di un anno sul nucleare in Italia". Il popolo viola denuncia il bluff e teme il boicottaggio del referendum

pubblicato da Marina

l ministro per lo sviluppo Paolo Romani Paolo Romani ministro per lo Sviluppo ha annunciato la moratoria di un anno sul nucleare in Italia. La dichiarazione l’ho appresa dal TgLa7, pochi minuti fa.

La dichiarazione ufficiale domani durante il Consiglio dei ministri. Dunque la pausa di riflessione ci sarà e non interferirà con il referendum, la cui data deve ancora essere fissata, in cui gli italiani sono chiamati a esprimere la proprio volontà di avere sul territorio nazionale centrali nucleari e la privatizzazione dei servizi per l’ acqua(più legittimo impedimento).

L’Anci, attraverso un comunicato stampa fa sapere di gradire e infatti il suo vice presidente dichiara:

Va comunque sottolineata la necessità che le comunità locali siano costantemente coinvolte nella fase di riflessione ed approfondimento che adesso si aprià. Ad iniziare dalle iniziative per la revisione del decreto n.31 del 2010 sulla localizzazione dei nuovi impianti.

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Al Kyoto Club, Saglia: "Ascolteremo le Regioni per le centrali nucleari"

pubblicato da Marina

Stefano saglia Ieri si è tenuta l’annuale conferenza del Kyoto Club. Il succo è questo: da qui al 2050 sarà possibile coprire il fabbisogno di energia elettrica dell’Italia, stimato tra i 330-350 TWh/anno con il solo mix di rinnovabili:

circa un terzo dagli impianti idroelettrici, eolici, geotermici e a biomassa, un quarto dalle importazioni di elettricità verde, prevalentemente dall’Africa. Il resto, il 40-45%, dall’energia solare, prevalentemente con tecnologie fotovoltaiche.

Presenti tra gli altri anche Stefano Saglia sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo che assieme alla sua relazione ha tenuto anche a chiarire un po’ la questione centrali nucleari.

Rispetto alla recente indicazione della Consulta che impone la presa in considerazione del parere delle Regioni ha dichiarato:

Rispetteremo le decisioni della Consulta riguarda le decisioni delle Regioni sulla localizzazione dei siti nucleari.Il testo non è stato bocciato dalla Consulta anzi la Consulta l’ha giudicato in larghissima parte positivo, è chiaro che il legislatore, il governo e il Parlamento rispettino le sentenze, le osservazioni della Consulta saranno recepite.

Infine, un paio di dritte anche sul decreto per la nomina effettiva dei componenti della neonata Agenzia per la sicurezza nucleare, per cui Saglia spiega che i lavori sono in corso e che la sede potrebbe essere a Roma.

Via | KyotoClub, Libero-News
Foto | Stefano Saglia

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Vivisezione, una speranza da Strasburgo

pubblicato da Barbara Arlati

Parlamento europeo

Le nuove regole per la presentazione di una Proposta di Legge d’iniziativa popolare sulla vivisezione devono ancora essere approvate dal Consiglio di Strasburgo ma intanto sono state già approvate dal Parlamento europeo.

Il nuovo testo era stato indicato dall’ On.le Sonia Alfano in quanto indispensabile per modificare la Direttiva sulla vivisezione approvata l’8 settembre 2010.

Se entrerà in vigore la nuova disposizione ogni Stato membro avrà un anno per raccogliere le firme richieste per far passare la legge d’iniziativa popolare. Per l’Italia il numero minimo di firme previsto è di 54.000. Il numero minimo di Stati dai quali dovranno provenire le firme è di un quarto del totale dei Paesi aderenti all’Unione europea.

Via | Geapress
Foto | Flikr

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Impianti fotovoltaici, uno dei più grandi d'Italia in Piemonte

pubblicato da Barbara Arlati

Impianto fotovoltaico in Piemonte

Entro il 2010 sorgerà a Gallo d’Alba uno dei più grandi impianti fotovoltaici d’Italia integrato nel tetto dell’azienda Mondo. L’impianto si svilupperà su una superficie di 35.000 mq. Produrrà una potenza di circa 4,6 MWp, potrebbe, per capire meglio, soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 1600 famiglie.

I lavori per l’integrazione dell’impianto, progetto dell’azienda Mondo in collaborazione con Solesa sono iniziati a luglio e dovrebbero essere completati entro la fine dell’anno.

Interessante anche la convenzione stipulata dalle due società grazie alla quale i dipendenti dell’azienda Mondo saranno agevolati nell’installazione di un impianto fotovoltaico ad uso domestico qualora ne fossero interessati.

Via| AlternativaSostenibile
Foto|Flickr

Italia e Cina insieme per i veicolo elettrici ed ibridi. In Cina, ovviamente...

pubblicato da Peppe Croce

Italia e Cina insieme per i veicolo elettrici ed ibridi. In Cina, ovviamente...Stefania Prestigiacomo, ministro italiano dell’Ambiente, e Wan Gang, ministro cinese della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Cinese, hanno firmato un Mou. Per chi non ne mastica di sigle diplomatiche: un Memorandum of understanding, un protocollo di intesa. Oggetto del Mou è l’ambiente, in particolare la mobilità sostenibile e le auto elettriche ed ibride.

Buone notizie per l’Italia? Sì, per il portafogli: la collaborazione, infatti, nasce per “aiutare” il governo cinese a portare avanti il proprio programma di mobilità elettrica. Come spiega la nota del Ministero dell’Ambiente:

Il Governo cinese ha infatti chiesto la collaborazione del Ministero dell’Ambiente Italiano per l’attuazione del programma “Mille auto elettriche/ibride in 10 città” lanciato dal ministro Wan Gang nel 2009. Il progetto potrà avere interessanti ricadute per le imprese italiane presenti in Cina in settori come l’elettronica, delle batterie, della componentistica

Tra le aziende italiane che beneficeranno del protocollo di intesa chi c’è? Ovviamente la Fiat, l’unico big europeo dell’automotive che non ha uno straccio di prodotto (e probabilmente neanche di progetto realizzabile a breve) elettrico o ibrido:

Il programma si inserisce in un momento di grande dinamismo anche dei rapporti fra le aziende private dei due paesi in questo settore, segnato in particolare dalla nascita di una joint venture fra Fiat e un’azienda cinese per la costruzione di automobili in Cina. Il Ministero dell’Ambiente punta, anche attraverso questo accordo con il gigante economico orientale, ad incrementare la presenza e la tecnologia a disposizione del nostro paese in un settore strategico per il futuro sostenibile soprattutto delle aree urbane

Italia e Cina, quindi, si impegnano a dare un futuro sostenibile a Lapo Elkann e automobili meno inquinanti ai cinesi. Nel frattempo, chi vuole acquistare in Italia un’auto elettrica o ibrida può sempre rivolgersi alla concorrenza estera. Ovviamente senza incentivi statali.

Ma, d’altronde, cosa ci si può aspettare da un ministro dell’Ambiente che per parlare di auto elettriche convoca i petrolieri e non le associazioni ambientaliste?

Via | Ministero dell’Ambiente

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Eolico: tutte le ultime novità da Italia, America ed Europa

pubblicato da Peppe Croce

Eolico: tutte le ultime novitÃ�  da Italia, America ed EuropaQualche aggiornamento sugli impianti eolici per i quali, nelle ultime settimane, ci sono importanti notizie. Soprattutto per il grande e grandissimo eolico, i mega parchi che tanto piacciono all’industria e assai poco ai paladini del paesaggio.

Partiamo dagli Stati Uniti dove Portland General Electric (Pge) ha annunciato gli ultimi risultati raggiunti dal parco eolico di Biglow Canyon, nell’Oregon. La centrale già oggi conta ben 217 turbine e una potenza pari a 450 MW. Secondo Pge la produzione media giornaliera del parco è di 150 MWh, pari a quanto conumano 125mila famiglie. Pge, in osservanza con quanto prescrive la legge dell’Oregon, prevede di incrementare ulteriormente la produzione eolica nello stato per raggiungere il 25% di energia elettrica da fonte rinnovabile nel 2025. Ad oggi stiamo quasi al 9%.

In Spagna, invece, si è vicini ai 20mila MW eolici installati che, nel loro complesso, hanno soddisfatto nel primo semestre dell’anno il 17% della domanda spagnola di energia con un picco del 40% nel giorno del 4 di maggio. L’obbiettivo iberico è pari a 38mila MW installati al 2020.

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Rapporto Roussely: la relazione top secret che boccia il nucleare francese

pubblicato da Peppe Croce

Rapporto Roussely: la relazione top secret che boccia il nucleare franceseChe periodaccio per il nucleare francese… Dopo le critiche provenienti dall’istituzionalissimo Le Figaro ai ritardi, e alla abnorme crescita dei costi, del cantiere della centrale di Flamanville ora i problemi vengono dal cosiddetto “rapporto Roussely”.

Si tratta di un rapporto, commissionato dal presidente francese Sarkozy all’ex numero uno di Edf, Francois Roussely, sulla filiera nucleare d’oltralpe. I risultati, consegnati l’undici maggio scorso e subito secretati dallo stato, dipingono una Francia nucleare tutt’altro che in salute.

O almeno così sembrerebbe, visto che quel poco che si sa del rapporto è stato pubblicato da Le Figaro che è venuto in possesso delle carte. Secondo il quotidiano, per come riporta il blog italiano Inchiesta Nucleare, Areva è gestita male, avrebbe sbagliato parecchie mosse sui mercati internazionali e, per di più, l’Epr (cioè il suo fiore all’occhiello) è “costoso e complesso”.

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Tetti fotovoltaici, boom in Inghilterra: nel 2010 prevista una crescita del 1.500%

pubblicato da Peppe Croce

Tetti fotovoltaici, boom in Inghilterra: nel 2010 prevista una crescita del 1.500%

Questione di cultura: uno dei paesi meno soleggiati al mondo, l’Inghilterra, si avvia moltiplicare per 15 la quantità di pannelli fotovoltaici domestici installati. Secondo uno studio di iSupply, riportato dall’edizione on line dell’Indipendent, nel 2010 il paese della Regina farà registrare un mostruoso +1.500% dei tetti fotovoltaici installati.

Numeri non da poco, che in pratica fanno il grosso del mercato nonostante la nebbia e la pioggia. Il punto di partenza, però, era bassino: se nel 2010 si monteranno 96 MW di tetti solari, l’anno prima gli inglesi si erano fermati a 6 MW. Sarà contenta Sharp che, proprio in questi giorni, ha annunciato il raddoppio della propria fabbrica di pannelli solari in Galles precisando, tra l’altro, di preferire il mercato “a km zero”.

A seguire, con un “modesto” +730%, si piazza la Spagna. Lo studio di iSupply, poi, conferma la leadership della Germania per quanto riguarda i pannelli solari già installati, e dell’Italia che, però, brilla più negli impianti a terra che sui tetti. Francia e Giappone, infine, sono rispettivamente al quarto e quinto posto per potenza totale installata e dovrebbero raggiungere solo quest’anno il primo gigawatt.

Via | The Indipendent
Foto | Flickr

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