Ormai le lampadine a basso consumo stanno soppiantando le vecchie lampadine a incandescenza. Che fare con le vecchie lampadine? Un’idea brillante e originale è quella proposta qui ossia riciclarle come sculture in modo semplice ma scenografico.
Riutilizzo creativo delle vecchie lampadine

Via | GreenDiary
Quanto mercurio contengono le lampadine fluorescenti a basso consumo ormai lo sappiamo. Quanto questa piccola quantità possa essere nociva ancora non è noto. Gli americani, però, in pieno stile “how to” hanno già delle linee guida governative per comportarsi bene quando una lampadina a risparmio energetico si rompe.
Sono state elaborate, e recentemente aggiornate, dall’Epa (l’Agenzia per la protezione dell’ambiente) e sono anche molto dettagliate: le lampadine, infatti, sono più o meno tutte simili ma le case all’interno delle quali sono chiamate a fare luce sono tutte diverse.
Ecco, allora, che ci sono le istruzioni comuni a tutte le situazioni (aprire le finestre e fare uscire dalla stanza animali e bambini), e poi anche quelle per i casi particolari: se a terra è liscio o c’è il tappeto, o la moquette, se la casa è climatizzata o c’è solo il ventilatore e così via.
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Chi è assertore del risparmio energetico non può non essere d’accordo sul fatto che in tema di riduzione dei consumi di elettricità abbia sinora giocato un ruolo fondamentale la diffusione ad ampio raggio delle lampadine a basso consumo. Eppure, nonostante questo, nel Parlamento europeo è scoppiata nei giorni scorsi una polemica circa l’interdizione delle lampadine incandescenti a favore di quelle a basso consumo di energia.
A non essere completamente d’accordo sulla decisione è stato un gruppo di eurodeputati tedeschi che, oltre a giudicare troppo tempestiva la messa fuori mercato della lampadine a incandescenza, ha voluto sottolineare come la presenza del mercurio in quelle a basso consumo non rappresenti un problema del tutto trascurabile. Secondo un test è stato infatti appurato che una lampadina ha in media al suo interno circa 0,50 microgrammi di mercurio per metro cubo, un valore che potrebbe essere moltiplicato per venti in caso di rottura della lampadina stessa.
Proprio in virtù di questa polemica, insieme al programma di interdizione delle vecchie lampadine, si è quindi deciso di imporre ai produttori nuovi limiti sulla presenza di mercurio; il valore dovrà passare dagli attuali 5,0 a 2,5 microgrammi al metro cubo entro il 2013, con un obiettivo intermedio di 3,5 microgrammi nel 2012. La decisione è arrivata dopo che è emerso il fatto che, in caso di rottura delle lampadine a basso consumo, non si abbiano certezze per quel che riguarda la sicurezza nella salute dei bambini.
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Secondo il test di Altroconsumo si risparmiano 11 euro all’anno, per ogni singolo punto luce, se si usano le lampadine a basso consumo. Considerato che mediamente in un appartamento ci sono almeno 6 lampadine il conto è presto fatto: circa 66 euro in meno sulla bolletta energetica annuale, il che inizia a diventare un risparmio consistente. Il test è stato effettuato su lampadine delle marche: Auchan, Coop, Megaman, Osram, Philips e Sylvania.
Dal 1° settembre 2009 sarebbe scattato il divieto di vendita delle lampadine incandescenti. In realtà con un veto del Governo italiano è stata prolungata la vita delle vecchie lampadine.
Molte polemiche poi sono sorte intorno al fatto che il mercurio presente nelle lampadine a risparmio è certamente una componente non solo inquinante ma che deve appunto essere correttamente gestito nello smaltimento, una volta esaurita la lampadina.

Che bella l’idea di costruirsi un mini terrario in una lampadina. L’idea di avere delle piante in dei contenitori di vetro è piacevole poiché si riproduce in miniatura l’ambiente naturale. Perché non provare a tenere così le nostre piantine? Il fai da te, nella galleria di foto in basso, raggiunge il culmine con la preparazione di palline di Natale, o decorazioni natalizie, che contengono piccole piantine grasse o muschio.
Un terrario nelle palline di Natale

Dopo il salto un video su come recuperare le lampadine a incandescenza e un video con molti consigli su come auto costruirsi un piccolo terrario.
Continua a leggere: Fai da te: riciclare lampadine per farci un terrario

Davvero le luci a LED fanno risparmiare? Secondo Jeffrey di green.thefuntimesguide non sempre convengono. Scrive Jeffrey che in casa ha 25 corde di mini luci con lampadine a incandescenza che funzionano ancora perfettamente:
Penso che la scelta migliore sia di utilizzare quello che hai, invece di mandarlo in discarica per sostituirle con luci LED a alta efficienza energetica.
E spiega Jeffrey che se avesse dovuto sostituire tutte le sue luci avrebbe dovuto spendere circa 400 dollari mentre ha scoperto che grazie alla Holiday Lighting Energy una ingegnosa calcolatrice ideata da Earth911, ha scoperto che tutte le sue luci natalizie costeranno in consumi elettrici per il Natale, 55 dollari pari a 5 kWh al giorno, contro un risparmio di 05 $ per 5 KWH al giorno, se avesse dovuto convertire tutte le luci in LED.
Una buona soluzione infine, per risparmiare elettricità è data dall’uso dei timer che consente di stabilire quanto tenere accese e quando tenere spente le luci natalizie.
Foto | Flickr

Comincia da oggi in tutta Europa la morte delle lampadine a incandescenza, avviata per mano del Parlamento Europeo, che le ha dichiarate fuorilegge e le mette al bando, per sostituirle con quelle ad alta efficienza energetica. L’Italia, è bene ricordarlo, qualche mese fa ha rinnegato questa risoluzione con la Legge 1195 che di fatto prolunga la vendita di lampadine a incandescenza pari o superiori a 100 watt e di frigoriferi anche di classe C.
La sostituzione delle lampadine per uso domestico a livello mondiale con lampadine a Led o a risparmio energetico porterà un risparmio di 46 miliardi di euro in elettricità e 239 milioni di tonnellate di CO2. A livello europeo si risparmieranno circa 10 miliardi in elettricità e le emissioni diminuiranno di 38 milioni di tonnellate, secondo i dati di una ricerca riportati da e-gazzette.
Per i nostalgici e i collezionisti che vorrebbero tenerne una per ricordo come gli inglesi o trasformare gli ultimi esemplari di lampadina in un artistico terrario non c’è problema: purtroppo l’Italia è stata reticente rinnegando il veto europeo e ad ogni modo, in tutti i paesi le lampadine ad incandescenza saranno disponibili fino ad esaurimento scorte.
Foto | Courtesy Fedele Marco

Il Governo italiano continua nella sua politica di opposizione a tutte le politiche ambientali che vanno per la maggiore in Europa e in tutto l’occidente. Dopo aver negato l’esistenza dei cambiamenti climatici, l’ineffabile maggioranza di centrodestra ha deciso di creare in Italia l’unica eccezione europea al divieto di vendere lampadine a incandescenza di potenza pari o superiore ai 100 watt.
Dal primo settembre di quest’anno la vendita di queste lampadine sarà vietata in tutta Europa, ma non in Italia. Le lampade inquinanti sono salvate dal disegno di legge 1195, dopo che la finanziaria 2008 le aveva proibite a partire da gennaio 2010. Le associazioni ambientaliste, e in primo luogo il Wwf, protestano, visto che cambiando cinque lampadine da 100W a incandescenza con altrettante a basso consumo, in un anno si risparmiano 175kg di Co2.
Il discorso riguarda anche i frigoriferi, visto che uno di classe AA+, per cui tra l’altro esistono sgravi fiscali, fa spendere meno di 34 euro di elettricità all’anno, mentre quello di classe C fa impennare la bolletta fino a 92 euro. Insomma, una vera e propria inversione di rotta, quella del Governo, che consentirà di continuare a vendere in Italia lampadine e frigoriferi a bassa efficienza energetica.
Le lampadine a incandescenza saranno storia, con tempi diversi ma saranno storia in Europa e in molte altre parti del mondo. L’Unione Europea ha imposto da settembre 2009 il bando delle vecchie lampadine, economiche ma che consumano molto, a favore di opzioni più costose ma che durano di più e con una efficienza maggiore (= e meno emissioni di CO2).
Ma come reagisce il consumatore a notizie di questo tipo? Vi riporto l’esempio della Gran Bretagna, con una notizia non proprio fresca ma molto curiosa. Nel regno di sua maestà Elisabetta II il risultato è stato una sorta di panico collettivo. Tutti a caccia delle ultime care vecchie lampadine per farne una bella scorta prima che non si trovino più.
Perchè? I più sofisticati dicono che le opzioni non è vero che siano poi così meglio, forse consumano meno energia ma possono provocare emicranie, sfoghi cutanei e a lungo andare anche epliessia. Di fatto la maggior parte dice che la luce che fanno le lampadine a basso consumo non gli piace. Non è calda abbastanza, ci impiegano un sacco a fare piena luce, è deprimente, eccetera.
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Il governo di Pechino sta preparando un piano di azione per la soppressione progressiva delle lampade ad incandescenza in collaborazione con il Programma Onu per lo sviluppo ed il Fondo mondiale per l’ambiente.
La notizia ha ancora più valore perché la Cina rappresenta - tanto per cambiare - uno dei principali produttori mondiali di lampade ad incandescenza. Nel 2007 ne ha prodotte prodotte più di 4 miliardi, la metà delle quali destinate al mercato estero.
Sull’altro piatto della bilancia c’era però il consumo domestico interno. Oggi è pari al 12% del consumo complessivo e grazie alle lampade a basso consumo potrebbe essere tagliato almeno del 60% - il che equivale a gran parte dell’energia prodotta dalla famigerata diga delle Tre Gole.
La misura allo studio si aggiungerebbe alla campagna nazionale per sovvenzionare e promuovere l’utilizzo di 150 milioni di lampade a basso consumo, lanciata all’inizio del 2008 dalla Commissione di Stato per lo sviluppo e le riforme della Cina e dal ministero delle finanze. Grazie ad essa l’acquisto all’ingrosso di lampade “eco-energetiche” gode di una sovvenzione del 30%, mentre per l’acquisto al dettaglio l’aiuto sale al 50%.
Via | Greenreport.it
Foto | Flickr