Il boom del costo energetico, aumentato del 26,5% negli ultimi 12 mesi, e le dichiarazioni dell’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia), riguardo ad un ulteriore aumento dei costi nei prossimi 25 anni, fanno pensare.Tuttavia aumenta una maggior consapevolezza dei nostri consumi, che ci spinge ad adottare nuove tecnologie immesse sul mercato. Ma dobbiamo considerare che possiamo agire integrando l’illuminazione artificiale con quella naturale, fornita dalla luce del sole. I costi energetici diminuiranno e aumenterà invece il nostro comfort visivo.
L’illuminazione diurna, infatti, aiuta a creare un ambiente visivamente stimolante e produttivo e costituisce una risorsa importante per la progettazione e la realizzazione di edifici energeticamente sostenibili. La luce naturale è dinamica e influisce positivamente sull’organismo, sull’umore e sull’attività cognitiva mentre quella artificiale è statica e influisce invece sulla percezione visiva e sull’ambiente circostante. Da qui il controllo dell’illuminamento naturale è, secondo la disciplina dell’illuminotecnica, uno dei requisiti che concorrono al benessere umano, con benefici psicologici-emotivi, in relazione dinamica con contesto ambientale.
La norma UNI-EN 12464-1, ad esempio, detta un vincolo normativo in materia di illuminazione naturale per i luoghi di lavoro: affermando che l’illuminazione naturale può fornire tutta o parte dell’illuminazione di un compito visivo e che è opportuno che la distribuzione delle luminanze all’interno del locale seguano un’appropriata integrazione tra luce artificiale e luce naturale, per garantire l’illuminamento sul posto di lavoro e per bilanciare la distribuzione delle luminanze all’interno del locale.
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Ecco qualche metodo per restare più freschi in estate anche senza avere l’aria condizionata.
Ricordate, se siete disidratati non bevete bevande con caffeina. La caffeina infatti è diuretica e i drink che la contengono non fanno che peggiorare l’idratazione.
Via | AllGreenRecycling
Foto | Flickr

Potrebbe essere possibile, in un non precisato futuro, ottenere energia elettrica dalla luce senza usare le celle solari. E’ questa la strada della ricerca scientifica che stanno seguendo all’Università del Michigan. Lo studio condotto da Stephen Rand docente al Departments of Electrical Engineering and Computer Science, Physics and Applied Physics, si sta concentrando nello sviluppare una “optical battery”.
La ricerca pubblicata sul Journal of applied physics ha il titolo di Optically-induced charge separation and terahertz emission in unbiased dielectrics e gli autori sono il prof. Rand e il ricercatore William Fisher. Detto in maniera molto brutale e semplicistica: si fa passare la luce attraverso un materiale che non conduca elettricità, come il vetro, il che crea un campo magnetico 100milioni di volte più potente di quanto creduto. L’energia magnetica viene perciò trasformata in energia elettrica.
Spiegano i due studiosi che la luce ha componenti sia elettrici sia magnetici.Finora, gli scienziati hanno sostenuto che gli effetti magnetici potevano anche essere ignorati perché troppo deboli. Rand e colleghi, invece, hanno scoperto che quando la luce viaggia attraverso materiali che non conducono elettricità genera un campo magnetico anche 100milioni di volte superiore a quello fin oggi stimato. In queste circostanze, gli effetti magnetici consentono di sviluppare una consistenze forza elettrica.
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In California, patria del referendum sulla legalizzazione della marijuana, poi perso, viene reso noto uno studio sugli effetti negativi della coltivazione indoor di questa canapa. Infatti, sebbene, non sia legale, i californiani amano coltivare indoor questa pianta il che però, non è proprio sostenibile come si crederebbe: viene usata troppa energia elettrica.
La ricerca ha il titolo di The Carboon footprint of indoor cannabis production ed è stato redatto dal prof. Evan Mills docente alla University of California a Berkeley e ricercatore per l’ U.S. Department of Energy, dove spiega che l’uso massiccio di lampade per favorire la crescita al chiuso della cannabis si rivela una potente bomba ecologica. Spiega Mills:
L’utilizzo di energia elettrica aggiunto è pari al consumo di circa 30 frigoriferi e dunque per far crescere una pianta si emette CO2 pari a 3000 volte il suo peso.
Infatti l’uso massivo di energia elettrica è dovuto alle lampade UV necessarie a far crescere la marijuana. Queste fonti producono circa 500 volte più luce di quanto necessario, ad esempio, per leggere un libro. Inoltre restano accese per moltissime ore. Considerando altri fattori, quali la ventilazione e l’uso di acqua, mediamente una pianta necessita, per crescere, di circa 13.000 chilowattora all’anno. In alcune case sono messe a disposizione della marijuana almeno 10 stanze, il che fornisce in parte la dimensione del problema.
In totale, conclude Mills, l’energia utilizzata per coltivare marijuana in casa è pari all’1% del consumo di elettricità della nazione e al 2% del consumo domestico di energia elettrica - paragonabile alla produzione di 7 grandi impianti di energia elettrica .
Via | News Discovery
Foto | DailyCal
The Aurora from Terje Sorgjerd on Vimeo.
Non ho avuto la fortuna di vedere questo spettacolo della natura dal vivo ma questo video riesce comunque ad emozionarmi. L’Aurora Boreale è un fenomeno ottico per cui il cielo si illumina di archi di luce di colori diversi.Il fenomeno è causato dall’interazione di particelle cariche di origine solare con la ionosfera terrestre. L’aurora polare si può vedere spesso anche in zone meno vicine ai poli come Scozia e Australia.
Via | GreenCottonBlog

Se già vi state scervellando sui regali di Natale da fare a grandi e piccini, ecco una simpatica idea per educare i più piccoli a risparmiare energia, ma sono sicura che con il suo linguaggio semplice e immediato, riuscirà a comunicare benissimo anche con gli adulti distratti e spreconi.
Tio Light è un fantasmino, una lucina da muro del designer Tim Holley, che con il suo linguaggio di colori ci ricorda due cose molto importanti: che la luce è stata accesa per troppo tempo e che i bambini di oggi erediteranno il futuro, e quindi è meglio che imparino a preservarlo fin da piccoli.
Il fantasmino si illumina di verde e sorride quando la luce è accesa da poco tempo, si illumina di arancione ed è perplesso quando la luce è stata accesa per più di quattro ore. Se poi si esagera con il consumo, e la luce è stata accesa per più di 8 ore, allora il fantasmino si arrabbia e diventa rosso. Chiaro il messaggio o c’è bisogno di una ulteriore illuminazione?
via | inhabitots

Non tutti le famiglie si ricordano di pagare le bollette in tempo, e non tutte forse sanno che c’è tempo fino al 30 giugno per richiedere lo sconto sulla bolletta della luce. Lo sconto sui consumi elettrici, introdotto dal governo per andare incontro alle famiglie con difficoltà economiche, permette di recuperare gli arretrati relativi al 2008 e al primo semestre del 2009.
Per chi presenta la domanda per il bonus elettrico dopo il 30 giugno, vi sarà la possibilità di avere lo sconto soltanto sui consumi dell’anno successivo a quello di presentazione della richiesta bonus.
Le agevolazioni possono essere richieste dalle famiglie disagiate con reddito Isee non superiore ai 7.500 euro e dai nuclei familiari con più di 3 figli a carico e reddito Isee inferiore ai 20mila euro, solo ed esclusivamente per le abitazioni di residenza. Le agevolazioni sui consumi elettrici possono anche essere richieste dalle famiglie di cui fa parte una persona malata, costretta ad utilizzare macchinari per il mantenimento in vita.
Le famiglie che hanno fatto richiesta per il bonus elettrico, per ora, sono più di 900. Chi ancora deve farla, si affretti: c’è tempo fino al 30 giugno per consegnare la richiesta presso il proprio Comune di residenza o gli enti convenzionati.
via | Terra
Foto | Flickr
I ricercatori della Oxford University hanno scoperto l’esistenza di alcune cellule nervose dell’occhio che controllano il nostro livello di sonnolenza in base al tipo di luce che ci circonda. Queste cellule regolano direttamente l’attività del sonno nel cervello, fornendo un nuovo obiettivo per lo sviluppo di medicine per il controllo dell’insonnia.
I disturbi del sonno sono associati ad un ampio elenco di problemi, inclusa la depressione, indebolimento del sistema immunitario ed un alto rischio tumorale. Molte medicine sono state create per regolare i cicli del sonno e veglia, però queste hanno un forte impatto su numerose parti del cervello ed effetti collaterali.
Il professor Foster e colleghi hanno dimostrato che l’occhio contiene una sottoclasse di cellule nervose della retina sensibili alla luce; lavorando con topi in cui queste cellule gangliari della retina sono state geneticamente spente, il team di ricercatori ha scoperto che gli effetti della luce sul sonno sono completamente inesistenti.
La vincitrice di diversi Eureka Science Awards in Australia, Nicole Kuepper, ha escogitato un metodo per creare cellule fotovoltaiche a basso costo utilizzando un forno da pizza, smalto per le unghie e una stampante a getto d’inchiostro.
Il progetto è nato dal desiderio di ridurre i costi delle cellule fotovoltaiche da destinare ai 2 miliardi di persone povere al mondo che non hanno elettricità, il dono di luce ed energia a basso costo.
Ciò potrebbe avere profonde implicazioni nell’educazione e nella salute delle regioni povere del mondo.
Via | Slashdot.org
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Un lampione fotovoltaico si rivela ben più funzionale in caso di situazioni estreme rispetto ai tradizionali connessi alla rete: in Giappone, la Sharp ha presentato il modello LN-LS2A1, un lampione col pannello solare e dotato di un sistema di rilevazione per i movimenti sismici.
Oltre ad illuminare il doppio di uno normale visto che utilizza un LED, in caso di terremoti il sensore sismico provvede all’accensione del lampione che rimane acceso fino a 48h di fila. In Giappone entrerà in commercio dal 21 agosto e consentirà la riduzione di 48kg di Co2 annua per esemplare sostituito. Il sistema è ideale per parchi ed aree pubbliche visto che può assolvere alla doppia funzione di rilevatore e lampione.
La Sharp ha sfornato un prodotto altamente ecologico, visto che è totalmente privo di mercurio e non emette alcun tipo di luce ultravioletta. Garantito per 10 anni dall’installazione, secondo i tecnici non dovrebbe richiedere alcun tipo di manutenzione ordinaria per l’intero periodo di garanzia. Sarà questo uno dei passi per avere una capillare rete di rilevatori antisismici ad impatto zero e sempre attivi.
Via | Far East Gizmos